"Sole non causa melanoma", bufera su nutrizionista-oncologa Rasio. Dermatologi: "Mistificazione e follia"
28/07/2026 14:50
Milano, 28 lug. (Adnkronos Salute) - Sole e melanoma, schermi protettivi e cancro: è bufera su un video social pubblicato da Debora Rasio, nutrizionista e specialista in Oncologia che su Instagram sentenzia: "Quando si parla di melanoma il primo pensiero è che sia causato dal sole. I dati, però, dicono altro: una maggiore esposizione solare protegge dal melanoma". Invece "le creme solari aumentano il rischio di tutti i tumori della pelle e soprattutto del melanoma". Per prevenirlo, "la vitamina D che produciamo esponendoci al sole è il più importante fattore protettivo".
Affermazioni che la dottoressa mette nero su bianco citando alcuni studi. Insorgono i dermatologi: "Negare che i raggi Uv causino i tumori della pelle è mistificazione e follia", attacca la Sidemast, Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. "I raggi Uv sono cancerogeni e la fotoprotezione rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione", chiariscono gli esperti. “I falsi messaggi sono di per sé negativi - ammoniscono - ma quando mandati da medici sono estremamente pericolosi".
Secondo Rasio, dunque, il sole non provoca il melanoma. "Addirittura chi si espone regolarmente al sole per lavoro ha un rischio di melanoma inferiore fino a circa il 40-50%, rispetto a chi trascorre la settimana prevalentemente al chiuso. Analogamente, un basso livello complessivo di esposizione al sole aumenta il rischio di melanoma", sottolinea la dottoressa che fa riferimenti bibliografici: "Studi: Relationship of Cutaneous Malignant Melanoma to Individual Sunlight-Exposure Habits, J Natl Cancer Inst. 1986 e Occupational Sun Exposure and Risk of Melanoma According to Anatomical Site, International Journal of Cancer. 2014". Anche il messaggio no-sunscreen, dice, è supportato dalla ricerca: "Studio: Gene-Environment Analyses in a UK Biobank Skin Cancer Cohort - Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2023, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37642678/". E sulle virtù-scudo della vitamina D: "Inibisce la via Wnt/β-catenina, una delle principali vie che guidano proliferazione, invasività e metastatizzazione del melanoma; potenzia l'immunità antitumorale, riduce l'espressione di numerose vie proliferative, riduce la formazione di metastasi nei modelli sperimentali ed è un fattore prognostico indipendente di sopravvivenza sia nel melanoma primitivo sia in quello metastatico". In conclusione, "esponiamoci al sole con buon senso, evitando le scottature. La dose giusta è diversa per ogni tipo di pelle, deve stimolare la produzione di melanina senza arrivare a scottare. Proteggiamoci dagli eccessi con schermi fisici: cappello, maglietta e ombrellone. Buona estate in salute!", chiosa Rasio.
I dermatologi non ci stanno. "Estrapolare un dato e ignorare le conclusioni degli studi scientifici alimenta una disinformazione che può avere gravi conseguenze sulla salute", si legge in una nota del direttivo Sidemast. "È evidente e innegabile che i raggi Uv siano cancerogeni e la principale causa di tumori della pelle", confermano. Per fare un esempio, "un albino (malattia che non fa produrre melanina alla pelle) in Paesi ad alta esposizione solare svilupperà, se non adeguatamente protetto, già in giovanissima età e con certezza assoluta, numerosi tumori cutanei. Il messaggio che i dermatologi italiani vogliono ribadire per il bene della salute della pelle è che l'eccessiva e scorretta esposizione solare è il principale fattore di rischio di tumore alla pelle. È però altrettanto importante evitare messaggi semplicistici nel senso opposto: prendere il sole non è di per sé dannoso", precisano gli specialisti: "Una corretta esposizione solare apporta benefici all'organismo, tra cui la sintesi della vitamina D. Ciò che aumenta il rischio di tumori della pelle è un'esposizione eccessiva e non protetta, soprattutto nelle ore centrali della giornata, associata a esposizioni prolungate e a scottature solari ripetute".
"Per l'ennesima volta - scrivono i dermatologi - raccomandiamo prudenza e intelligenza a chi sta andando in ferie in questo momento dell'anno per evitare di dover rimpiangere in futuro le azioni di oggi. Inutile controbattere una tesi costruita sull'estrapolazione di un dato, e non sull'analisi del lavoro scientifico che afferma esattamente l'opposto di quanto riportato dalla collega oncologa: infatti il lavoro citato", un'analisi della coorte UK Biobank, pubblicata nel novembre 2023 su 'Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention', "conclude che la principale causa dei tumori cutanei è l’esposizione agli Uv e raccomanda protezione e prevenzione in tal senso, anche con la corretta applicazione di creme solari".
"È inoltre importante ribadire - prosegue la Sidemast - che non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un effetto cancerogeno delle creme solari. Al contrario, si tratta di prodotti regolamentati, sottoposti a una rigorosa disciplina europea e a continue verifiche di sicurezza e a un costante monitoraggio da parte delle autorità competenti. I filtri solari autorizzati sono progettati per agire sulla superficie della pelle, senza oltrepassarne gli strati superficiali né determinare un assorbimento sistemico. Utilizzate correttamente, le creme solari rappresentano uno degli strumenti più efficaci, insieme agli altri comportamenti di fotoprotezione, per ridurre il rischio di tumori cutanei".
"Purtroppo la sete di sensazionalismo può fare molti danni", conclude la società scientifica. "Noi dermatologi che da sempre ci occupiamo della gestione dei tumori cutanei ci schieriamo indignati contro questi messaggi pericolosi. Ringraziamo anche i colleghi di altre discipline e le associazioni pazienti che hanno con chiarezza scientificità e professionalità contrastato questa pericolosa e falsa comunicazione".
"Con l'arrivo dell'estate aumentano anche le fake news sulla protezione dal sole, in particolare sulle creme solari. Non tutte le opinioni hanno lo stesso valore: per tutelare la salute è importante verificare le fonti e affidarsi alle indicazioni scientifiche". L'Istituto superiore di sanità (Iss) mette in guardia così su Instagram.
"Non è vero - si legge nel post - che le creme solari facciano male e, tantomeno, che siano cancerogene. Il consiglio di utilizzarle quando l'esposizione è inevitabile non dipende da una loro presunta pericolosità, ma dai limiti della protezione che possono offrire. Nessuna crema scherma infatti il 100% dei raggi ultravioletti: un prodotto con Spf 15 lascia passare circa il 7% degli Uv, uno con Spf 30 il 3% e uno con Spf 50 il 2%. Inoltre, l'efficacia diminuisce quando il prodotto viene applicato in quantità insufficiente o non viene riapplicato come indicato".
In conclusione, "le creme solari devono quindi essere considerate un importante presidio, considerando anche altre misure preventive. Quando necessarie, non vanno utilizzate 'il meno possibile': devono essere applicate in modo abbondante prima dell’esposizione e riapplicate più volte durante la giornata", raccomanda l'Iss che invita a condividere i consigli per un'estate in sicurezza contribuendo a diffondere "consapevolezza e informazione accurata".
Fonte Adnkronos
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La Biennale Danza 2026 premia per la prima volta una compagnia australiana con il suo massimo riconoscimento: la compagnia vincitrice è Bangarra Dance Theatre, ensemble di danzatori aborigeni fondato a Sydney nel 1989, oggi tra le realtà artistiche più significative al mondo.
Il premio, assegnato dalla divisione della Biennale di Venezia dedicata alla danza, è storicamente attribuito a singoli coreografi e ballerini. Bangarra è la prima compagnia in assoluto a riceverlo.
La danza è uno dei veicoli più potenti della trasmissione culturale aborigena. Le danze tradizionali raccontano il Dreamtime (il periodo della Creazione) e il legame tra i popoli e il loro territorio. Molte di queste veicolano informazioni importanti da tramandare alle nuove generazioni, tra cui la conoscenza della fauna locale, che viene narrata attraverso movimenti che riproducono gli animali nativi australiani: emu, canguri, gru, serpenti, vengono rappresentati con un realismo che ha dell'ipnotico.
Per chi desidera vivere la danza aborigena da vicino, alcune esperienze si distinguono per profondità e accessibilità. A Sydney, la Burrawa Aboriginal Bridge Climb Experience combina la scalata del Sydney Harbour Bridge con una cerimonia di benvenuto al Country e una smoking ceremony a Dawes Point, accompagnata da una guida aborigena: un modo insolito per scoprire la storia Gadigal della città dall'alto del suo monumento più iconico.
[caption id="attachment_519858" align="alignleft" width="300"] Kuranda, Tropical North Queensland © Tourism Australia[/caption]
Spostandosi nel Kimberley nel Western Australia, un’altra esperienza a ritmo di musica e danza aborigena è la Mabu Buru Tours che collabora con i Pintirri Dancers per una tradizionale performance di danza "Wakaj" (il ritrovarsi della famiglia), che accompagna al tramonto mentre i suoni dei tradizionali canti Karajarri echeggiano nella boscaglia circostante.
Nella Gold Coast, i tour di Jellurgal Aboriginal Cultural Centre introducono i visitatori alla ricca cultura aborigena locale attraverso performance di danza e workshop d'arte, in un percorso guidato lungo la passeggiata nella foresta pluviale ai piedi della montagna sacra di Jellurgal.
Il calendario australiano offre poi numerosi appuntamenti fissi in cui la cultura delle First Nations si celebra in grande. Per esplorare tutte le esperienze aborigene disponibili in Australia, il punto di riferimento è Discover Aboriginal Experiences, il collettivo di Tourism Australia che raggruppa i migliori operatori di turismo indigeno del Paese: www.discoveraboriginalexperiences.com
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L'Irish Times ha pubblicato una notizia particolarmente interessante: Michael O'Leary sta preparando Ryanair a una recessione economica. Secondo il giornale, O'Leary crede che stia per arrivare un forte shock e intende assicurarsi che la sua compagnia sia pronta. Certamente, la forza di Ryanair risiede nel fatto che è cresciuta quando i suoi concorrenti erano deboli e sembra aver imparato da quell'esperienza.
Gli utili di Ryanair sono calati del 34% poiché il calo della domanda ha costretto la compagnia aerea ad aumentare i prezzi per mantenere il tasso di occupazione, il tutto mentre i prezzi del carburante sono saliti alle stelle. Ad esempio, la compagnia aerea ammette che finora è stato venduto solo il 40% dei posti per settembre, una percentuale molto bassa.
Senza debiti
I problemi di Ryanair in realtà non esistono perché non ha debiti. Ma sa bene che per crescere deve cogliere le occasioni al volo. Di fronte a una crisi, qualora si verificasse, i suoi concorrenti, se non sono finanziariamente solidi – e non lo sono – hanno due opzioni: ridurre le rotte o aumentare i prezzi. "Alcuni sopporteranno eroicamente le perdite", prevede O'Leary, "cercando di attirare i viaggiatori con il Wi-Fi gratuito", che il dirigente di Ryanair paragona a "annegare sul Titanic mentre la melodia del violino continua a suonare".
Al contrario, il Times afferma che la situazione di Ryanair è molto diversa: priva di debiti, avendo riacquistato azioni per un valore di 700 milioni di euro e con 2,8 miliardi di euro in contanti in banca, la compagnia ritiene sia giunto il momento di prepararsi ad "eventualità impreviste". Pertanto, punta ancora a raggiungere 4 miliardi di euro di riserve di liquidità per garantire la massima sicurezza.
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Palazzo Firenze ha presentato il nuovo progetto di restyling, firmato dallo Studio Marco Piva, che introduce interni contemporanei nello storico Palazzo Jacometti Ciofi del XVIII secolo. Il restyling di Palazzo Firenze interessa le camere, le suite e gli spazi comuni della struttura, preservandone al contempo il carattere architettonico originale e il patrimonio fiorentino.
Situato nel quartiere di Santa Croce a Firenze , l'hotel fa parte di Baglioni Hotels & Resorts. La struttura coniuga il modello di ospitalità di lusso europeo del gruppo con la possibilità di immergersi nella storia, nella cultura e nell'atmosfera del quartiere.
Come riporta TravelDailyNews, Palazzo Jacometti Ciofi fu originariamente costruito nella prima metà del XVIII secolo su commissione del marchese Giovanni Maria Baldinucci, tesoriere del Papa. L'edificio ha conservato le sue caratteristiche storiche e architettoniche attraverso i successivi periodi di utilizzo. L'approccio progettuale dello Studio Marco Piva introduce elementi contemporanei pur mantenendo l'identità storica del palazzo.
Marco Piva ha dichiarato: «Ci siamo approcciati a Palazzo Firenze con rispetto per il suo valore storico e monumentale, pur riconoscendo che un edificio di tale importanza deve essere rivitalizzato. Il nostro intervento contribuisce a ciò che definiamo magnificenza civica: una bellezza condivisa che arricchisce il contesto urbano. È un equilibrio tra memoria e trasformazione».
Il progetto si ispira a un principio di design definito "bellezza attraverso il design", secondo il quale l'estetica degli interni è concepita per diventare parte integrante dell'esperienza dell'ospite. Questo approccio è stato applicato in tutte le aree comuni della struttura e nelle sue 24 camere e suite.
Le suite
La suite De Pepi è dedicata a una famiglia fiorentina legata al commercio delle spezie. I suoi interni sono caratterizzati da calde tonalità di pepe e da texture ispirate ai mortai e ai macinini tradizionali. La suite Da Verrazzano rende omaggio a Giovanni da Verrazzano, il primo esploratore europeo a raggiungere la baia di New York. Le intense tonalità del blu e dell'ocra calda, insieme alle forme fluide, sono state scelte per richiamare temi marittim
Il progetto di riqualificazione di Palazzo Firenze è stato sviluppato in collaborazione con la soprintendenza per i Beni Culturali di Firenze, restauratori specializzati e artigiani locali. Ogni ambiente ha seguito un processo di progettazione e restauro individuale, data la tutela storica dell'edificio.
Flora Grillo , direttrice generale di Palazzo Firenze, ha aggiunto: «Palazzo Firenze rappresenta un nuovo capitolo nella storia di una delle residenze storiche più affascinanti di Firenze. Questo restyling ne ha rafforzato il carattere e l'identità, donando nuova vita al suo patrimonio storico attraverso un linguaggio progettuale contemporaneo. Oggi il palazzo esprime appieno la sua anima, offrendo agli ospiti un'autentica interpretazione di Firenze».
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[post_content] => Nuova presa di posizione di Barcellona per la gestione dei flussi turistici: la città ha fissato un limite massimo alla crescita del numero di visitatori, il cui numero non potrà superare la cifra annuale di 16 milioni.
La decisione di Barcellona, che nel 2025 aveva accolto un totale di 15,7 milioni di turisti, rientra in una serie più ampia di misure volte ad affrontare la pressione sui residenti, sugli alloggi, sui trasporti e sulle infrastrutture pubbliche.
“Neanche un turista in più”: José Antonio Donaire, assessore al turismo sostenibile di Barcellona, sintetizza in questo messaggio l'obiettivo della città.
«Barcellona ha iniziato a ripensare il turismo con misure innovative come la moratoria sulla costruzione di nuovi hotel già nel 2017. Molte di queste misure richiederanno tempo prima di produrre effetti. Ma il messaggio della città ora è: “Neanche un turista in più”» ha dichiarato l'assessore in un'intervista a New York Times.
Nel 2025 l'intera regione della Catalogna ha accolto circa 20,1 milioni di turisti nel 2025, pari ad un aumento dello 0,6% rispetto all’anno precedente.
Tra le più recenti misure messe in atto da Barcellona per la gestione dell'overtourism c'è l'incremento delle tasse sugli alloggi turistici: lo scorso 1° aprile, la città ha quasi raddoppiato la tassa di soggiorno, aumentando la tariffa notturna da circa 5-9 dollari a 10-17 dollari a persona.
La città ha inoltre utilizzato misure urbanistiche per gestire lo sviluppo turistico. Nel 2017 è stata introdotta una moratoria sulla costruzione di nuovi hotel, mentre le autorità hanno continuato a intervenire sulla conversione di immobili residenziali in alloggi turistici a breve termine.
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[post_content] => Kkm Group, in collaborazione con la storica testata Re Nudo, ha dato vita ai Magical Mistery Tours: una serie di road-movie che, a partire dal prossimo mese di marzo, condurranno gli appassionati nel cuore dei luoghi della controcultura, accompagnati da profondi conoscitori.
Il primo itinerario ripercorrerà l’esperienza di Woodstock - da New York con il Chelsea Hotel e il Greenwich Village, fino alla Hudson Valley - il secondo porterà in India, sulle orme dei Beatles.
«Con Re Nudo Magical Mistery Tours rafforziamo il posizionamento di Kkm Group nel segmento dei viaggi-evento ad alto contenuto esperienziale, sviluppando un prodotto distintivo che unisce cultura, narrazione e scoperta - afferma Andrea Cani, fondatore e Ceo di Kkm Group -. Gli itinerari, accompagnati dagli storyteller selezionati dalla testata, consentiranno di trasformare la storia in un’esperienza diretta, sostenuta dalla solidità della nostra organizzazione tecnica e da condizioni tariffarie competitive. È un modello che svilupperemo intercettando un pubblico sempre più interessato a proposte verticali e ad alto contenuto culturale. Gli itinerari godranno di una distribuzione qualificata attraverso le agenzie di viaggio nostre partner».
Una storia di successi
L’iniziativa esclusiva è l’occasione per ripercorrere la storia di Kkm, accompagnati dalla narrazione di Cani: «Nel 2018 ho compreso l'importanza del connubio sport e turismo e sono diventato esclusivista di Formula 1 Experiences per l'Italia: perché il vero valore aggiunto per gli ospiti era vivere il dietro le quinte delle manifestazioni sportive e le curiosità dello storytelling, come conoscere un pilota o una personalità legata all'automotive. Ho poi deciso di creare un prodotto mio e, facendo scouting, ho incontrato un ragazzo di 30 anni che ha fatto la differenza: gestiva la community online Calcio Inglese, che ha 60.000 follower. Insieme telefonammo al Manchester City per affittare lo stadio: andammo a Manchester con 30 ospiti, ci trasportò il pullman del Manchester United Football Club, entrammo in campo con lo speaker e giocammo la nostra partita, per poi uscire a cena con il direttore sportivo della squadra. Capimmo che nel mondo questo tipo di esperienze sono una parte importante dei budget e dei bilanci delle società calcistiche e nacque il format Gioca negli stadi della Champions. Poi è partito poi il filone dedicato alla Coppa America. Quest’anno, oltre alle proposte di lusso in catalogo, proponiamo una sorta di Coppa America in casa Cupiello: a Napoli avremo in esclusiva una splendida terrazza, ospitati da napoletani doc. Cerchiamo sempre di unire l’idea del viaggio con lo storytelling: i racconti di chi conosce e ha vissuto quella manifestazione, quel luogo o quella disciplina - conclude Andrea Cani -. E oggi in Kkm siamo più di 25. Ora siamo pronti a partire alla scoperta dei luoghi che hanno fatto la storia contemporanea con i Re Nudo Magical Mistery Tours».
(Chiara Ambrosioni)
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Civitatis sta esplorando nuove strade per penetrare in nicchie con potenziale di crescita nel b2b, come i viaggi d'affari. A confermarlo è il ceo, Andrés Spitzer, in un'intervista a Hosteltur.
A sei mesi dall'assunzione di questo nuovo incarico in azienda, il manager traccia un bilancio del periodo trascorso e illustra i piani di Civitatis in ambito tecnologico per la fine dell'anno e per il settore b2b.
«La valutazione degli ultimi mesi è positiva - spiega il manager -. Mi sto godendo questa fase, soprattutto considerando che continuiamo a crescere nonostante sia stato un anno difficile per il turismo. I conflitti geopolitici, l'aumento dei prezzi del petrolio e l'instabilità non aiutano il turismo, ma noi e i nostri team siamo molto soddisfatti perché siamo stati in grado di reagire e capire come supportare i viaggiatori e ridistribuire la domanda. Per fare un esempio, in mercati come Dubai, che è una destinazione importante per noi, abbiamo improvvisamente registrato 16.000 cancellazioni. Negli ultimi mesi abbiamo dovuto affrontare molte difficoltà. Dobbiamo capire come possiamo aiutare i viaggiatori a continuare a spostarsi verso altre destinazioni e come possiamo garantire di poter soddisfare tale domanda».
L'altra grande sfida è la trasformazione. «Storicamente, siamo stati molto bravi nella crescita organica, grazie alle ricerche effettuate dagli utenti su Google , ma questo modo di scoprire i prodotti sta cambiando rapidamente. La sfida ora è come continuare a rafforzare la nostra posizione per essere il punto di riferimento quando si parla con un agente su ChatGpt o con Claude. Credo che ci troviamo in un momento in cui si combatte una battaglia per la fiducia. Non solo la fiducia dei viaggiatori, ma anche quella dei media e quella tecnologica, ovvero garantire che la nostra piattaforma sia il più possibile intuitiva e facile da usare per questi nuovi attori».
Le nuove sfide
«Un'area in cui non abbiamo ancora finalizzato nulla nel settore b2b, ma in cui potremmo collaborare, è quella dei viaggi d'affari , uno dei principali motori del turismo globale. Cerchiamo sempre di capire come creare un'esperienza "bleasure" quando le persone viaggiano. Quando un viaggiatore si trova in una destinazione come San Paolo, ad esempio, e finisce di lavorare alle cinque del pomeriggio, ci chiediamo come possa godersi le esperienze Civitatis in un contesto lavorativo, integrando al contempo il tempo libero. A tal fine, desideriamo anche comprendere le partnership con diverse piattaforme di benefit, molte delle quali sono gestite da grandi aziende che offrono vantaggi o miglioramenti ai propri dipendenti, quindi stiamo valutando come poter offrire il nostro prodotto esperienziale su tali piattaforme».
«Abbiamo un team dedicato ai gruppi che assiste le agenzie specializzate in questo tipo di viaggi. Richiedono servizi personalizzati e specifici, e noi li forniamo. Ma vogliamo anche raggiungere il singolo viaggiatore che, ad esempio, si reca a New York tre giorni a settimana per riunioni specifiche. Stiamo quindi valutando come questi viaggiatori possano scoprire la città, sia esclusivamente come clienti b2c, sia magari attraverso piattaforme come quella dell'azienda, che incoraggiano i dipendenti a godersi anche i viaggi di lavoro».
Il trend
«Stiamo crescendo più rapidamente in America Latina, che rappresenta il nostro motore di crescita, e ne siamo felici perché vediamo che il nostro impegno nel creare più partnership e nel comprendere meglio il viaggiatore latinoamericano sta dando i suoi frutti. Il Brasile sta crescendo a un ritmo incredibile e si sta avvicinando a mercati che sono sempre stati importanti per noi, come il Messico e l'Argentina. Per fine anno ci siamo prefissati un obiettivo di crescita del 32% nel b2b a livello globale, trainato dall'America Latina. Inoltre, stiamo assistendo a un cambiamento nel comportamento dei viaggiatori, il che rende le previsioni più difficili. Stiamo notando una riduzione del periodo di prenotazione. Solitamente, il 25% dei nostri clienti prenotava nelle ultime 48 ore. Improvvisamente, questa percentuale è in aumento, rendendo le previsioni più complesse. In ogni caso, credo che chiuderemo l'anno in positivo perché siamo in crescita».
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[post_content] => Msc Cruise ha preso in consegna da Fincantieri a Genova Explora III, terza unità della flotta Explora Journeys, il brand di viaggi oceanici ultra-eleganti del gruppo Msc.
Explora III è la prima nave della flotta predisposta per l’utilizzo del gas naturale liquefatto. Il taglio del nastro, durante la cerimonia di consegna alla Fincantieri di Sestri Ponente, è stato affidato alla giovanissima Maya Aponte.
«Siamo nel “mezzo del cammino”, in un momento chiave nella realizzazione della flotta Explora Journeys – sottolinea Pierfrancesco Vago, executive chairman della divisione Crociere del gruppo Msc –. Tre navi consegnate e tre in costruzione a Genova, simultaneamente, che saranno operative tra il 2027 ed il 2028. Un investimento pari a oltre 3,5 miliardi di euro con tutte e sei le navi progettate e costruite da Fincantieri in Italia ed una ricaduta enorme in diversi settori».
La capacità di utilizzare il gnl consentirà in futuro l’impiego di alternative rinnovabili, tra cui bio-gnl e gnl sintetico.
La nave è inoltre dotata di tecnologia per il collegamento alla rete elettrica da terra (shore power), permettendo di collegarsi all’elettricità da terra e spegnere i motori durante la sosta nei porti dotati delle infrastrutture necessarie.
Estetica, innovazione tecnologica ed attenzione dell’ambiente non sono solo le caratteristiche della flotta Explora Journeys ma definiscono il futuro di tutto il settore. Con un’estensione di 19,2 metri, Explora III è la nave più spaziosa della flotta, nonostante accolga un numero di ospiti simile a quello delle navi gemelle. L’offerta gastronomica si è arricchita con tre nuovi concept distintivi, The Cellar, The Chef’s Table e Shore Club on 11.
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La nave offre una seconda Owner’s Residence, progettata dalla designer Patricia Urquiola, una gamma ampliata di Ocean Penthouses e Ocean Residences, e strutture Ocean Wellness ripensate per unire spa e fintness, oltre alla prima boutique Chopard a bordo.
«La consegna di Explora III – aggiunge Anna Nash, presidente di Explora Journeys - rappresenta un altro importante step per Explora Journeys, che porta avanti la nuova visione introdotta tre anni fa, l’essenza del brand. Con ogni nuova nave abbiamo l’opportunità di ascoltare, imparare e perfezionare la nostra proposta, costruendo sull’esperienza che i nostri ospiti apprezzano maggiormente. Explora III rappresenta il prossimo passo del nostro percorso, mentre continuiamo a ridefinire il concetto di viaggio oceanico attraverso innovazione consapevole, design eccezionale e un’ospitalità intuitiva che è al centro dell’esperienza Explora Journeys».
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Explora III è pronta per un’unica Mediterranean Prelude Journey di cinque notti, con partenza da Genova il 24 luglio 2026 e arrivo a Civitavecchia il 29 luglio 2026. La navigazione seguirà le coste della Riviera francese e italiana, con scali a Marsiglia, Saint-Tropez, Villefranche-sur-Mer e Livorno.
Affiancata nei primi due giorni dal campione sportivo internazionale e ambasciatore del brand Jannik Sinner, dopo la Prelude Journey, Explora III raggiungerà Barcellona per la cerimonia ufficiale di battesimo il 1° agosto 2026. Il 3 agosto 2026, partirà da Barcellona per il suo Maiden Journey di sette notti verso Lisbona, inaugurando una stagione dedicata al Nord Europa, Islanda, Groenlandia e Nord America.
Nel 2027, Explora III continuerà il suo viaggio globale con la prima stagione di Explora Journeys in Alaska, offrendo agli ospiti l’opportunità di scoprire uno degli ambienti naturali più spettacolari al mondo.
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[post_content] => JetBlue Airways si è aggiudicata la gara per l’acquisizione degli slot di Spirit Airlines all’aeroporto LaGuardia di New York.
Con un'offerta da 58,5 milioni di dollari, il vettore ha superato quella da 57,5 milioni di dollari presentata da Frontier Airlines per i 22 slot di decollo e atterraggio, come risulta dai documenti depositati il 20 luglio presso il tribunale fallimentare del Distretto Meridionale di New York.
L’offerta di Frontier è stata selezionata come opzione di riserva nel caso in cui l’acquisizione da parte di JetBlue non dovesse andare a buon fine.
E' prevista per domani, 22 luglio, un’udienza per decidere se approvare il trasferimento degli slot a JetBlue, che già opera dall’aeroporto LaGuardia.
Spirit Airlines ha cessato l’attività il 2 maggio dopo aver quasi esaurito la liquidità. Il mese successivo, la sua società madre, Spirit Aviation Holdings, ha messo all’asta i propri beni, compresi gli slot di LaGuardia e diverse decine di aeromobili della famiglia Airbus A320.
JetBlue possiede già 31 slot presso l’aeroporto, che utilizza per i voli diretti a Orlando, West Palm Beach e Fort Lauderdale, in Florida. La compagnia aerea ha già acquisito una notevole capacità in Florida dopo la cessazione dell’attività di Spirit.
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Uno storico palazzo in via dei Cappuccini 6 a Milano, vicinissimo a corso Venezia e a Villa Invernizzi, è stato venduto per 50 milioni di euro a Bizzi & Partners, società attiva a livello internazionale nello sviluppo immobiliare. La transazione, che dovrebbe essere una delle più rilevanti operazioni residenziali chiuse nell'ultimo anno a Milano, è stata conclusa dalle famiglie Villotta-Castelli Villa, proprietarie del lussuoso palazzo di quattro piani da 3.200 metri quadrati. A coordinare la compravendita il notaio Giuseppe Calafiori.
Come si legge sul Corriere della Sera, il prezzo pagato è di oltre 15 mila euro al metro quadro per un immobile costruito nel 1911 e in cui avevano l’abitazione di residenza alcuni ex proprietari e locali in affitto studi legali e la Aem Distribuzione Energia. Gli ex proprietari, nove membri delle famiglie Castelli Villa e Villotti, avevano intestato il palazzo alla società semplice «Immobiliare Cappuccini Sei».
Sui venditori si sa molto poco, alcuni tra l’altro vivono all’estero tra New York e Nairobi. Ma si tratta di famiglie con radici milanesi da secoli: la costruzione del palazzo è stata voluta dal bisnonno Castelli Villa, imprenditore siderurgico con la società Fratelli Villa, poi trasformata a partire dagli anni Sessanta in immobiliare.
Un futuro hotel di lusso?
Tutti gli appartamenti di via Cappuccini devono essere liberati; gli "sfratti" lasciano ipotizzare un futuro unitario dell’edificio che, per esempio, potrebbe trasformarsi in hotel o residence di lusso.
Dovrebbe essere proprio questa, per esempio, la destinazione di Palazzo Taverna di via Bigli (tra via Montenapoleone e via Manzoni), che il gruppo immobiliare-turistico brasiliano Jhsf di Josè Auriemo Neto aveva comprato a fine 2025 dalla marchesa Manzone Medici del Vascello versando un assegno di importo simile (53 milioni, pari a circa 22mila euro al metro quadrato) a quello di Bizzi per via Cappuccini.
Bizzi e Neto sono soci in Tavolara Bay, il progetto di sviluppo immobiliare e turistico di lusso nel comune di Loiri Porto San Paolo (Olbia) di fronte all’isola di Tavolara.
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