10 gennaio 2022 11:50

Ivano Zilio
«In questo periodo così difficile per il nostro settore, anche la burocrazia ci si mette a complicare la vita. Proprio per aiutare quei pochi clienti che vogliono andare in vacanza è dovere delle associazioni denunciare le paradossali disposizioni che spesso non tengono conto della vera realtà».
Ivano Zilio, presidente di Primarete Network e consigliere Fto mette l’accento su diversi casi di turisti che prima di partire sono obbligati a farsi un tampone molecolare nonostante le 3 dosi di vaccino. Zilio rileva che se un cliente è obbligato a fare un tampone 48 ore prima della partenza nel Veneto, questa ulteriore richiesta rischia di diventare un incubo per la trafila che bisogna seguire.
«Le disposizioni sanitarie della regione Veneto, ma anche quelle a livello nazionale, prevedono che il tampone molecolare possa essere eseguito presso le strutture pubbliche solo con accesso tramite impegnativa del medico, ovvero solo per motivi sanitari. Per tutti gli altri casi bisogna rivolgersi alle strutture private, le quali non hanno convenzioni con le ulss. Questo significa che la tempistica della consegna dell’esito e a discrezione della struttura e i prezzi sono molto alti. Al momento la stragrande maggioranza delle strutture private riesce a garantire le 48 e non le 24 ore, in contrasto con la richiesta dei vettori aerei che chiedono il molecolare a 48 ore dal momento del prelievo. In più molti dei centri privati non eseguono tamponi tutti i giorni e solo a determinati orari».
«Tutto questo è assurdo» denuncia Ivano Zilio. In tutto questo l’agente di viaggio continua a trovarsi in una situazione molto complessa.
Conclude Zilio: «Tutto questo rappresenta un problema…Spero vivamente che venga gestita e risolta al più presto questa situazione».
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Aer Lingus, parte del gruppo Iag, prevede di ridurre la propria capacità di volo del 6%, il che potrebbe comportare la perdita di fino a 500 posti di lavoro, come annunciato dalla compagnia stessa e riportato da Hosteltur. Nello specifico, il piano di riduzione dei costi mette a rischio il futuro di 290 posizioni amministrative, 140 posizioni di assistenti di volo e 70 posizioni di pilota.
L'amministratrice delegata di Aer Lingus, Lynne Embleton, ha dichiarato che la compagnia aerea, che impiega circa 6.000 persone , deve sottoporsi a una ristrutturazione per far fronte al «persistente contesto macroeconomico avverso, al forte aumento della concorrenza sulle rotte transatlantiche e agli elevati costi del carburante».
«Aer Lingus si consulterà con i dipendenti e i loro rappresentanti in merito alle modifiche alle funzioni della sede centrale e alla rete di rotte. Tali modifiche potrebbero comportare l'uscita di scena di un massimo di 500 dipendenti» ha dichiarato la compagnia in un comunicato.
Efficienza da ritrovare
Queste misure di "miglioramento dell'efficienza e della produttività" mirano a rendere la compagnia aerea «attraente per gli investimenti» all'interno di Iag.
Ha inoltre affermato di puntare a raggiungere e mantenere un margine operativo compreso tra il 12 e il 15% per attrarre investimenti a medio termine.
Le modifiche alla rete di rotte, che inizieranno ad essere attuate dalla fine di settembre e proseguiranno fino all'estate del 2027, comporteranno una riduzione del 6% dell'attività aerea, che includerà l'eliminazione o la modifica di alcune rotte a lungo e a corto raggio.
«La nostra trasformazione accelerata mira a preparare Aer Lingus al futuro, garantendo che la compagnia aerea rappresenti un solido investimento e possa superare le turbolenze del nostro settore» ha dichiarato Lynne Embleton nel comunicato stampa.
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Europ Assistance e Generali Employee Benefits sotto un unico cappello: il gruppo Generali ha recentemente presentato il nuovo marchio Redion, brand della piattaforma globale Care. Operando già da tre anni come realtà integrata, Redion rappresenta l’evoluzione più coerente per Generali Care: un marchio che rende visibile ciò che clienti e partner sperimentano da anni. Antoine Parisi, attuale ceo di Generali Care Hub, guiderà Redion in qualità di group ceo.
La piattaforma
La piattaforma opera con multinazionali, player globali del settore travel, istituzioni finanziarie e i loro clienti finali, offrendo servizi che spaziano dall’assicurazione viaggio all’assistenza medica e di emergenza, dalla protezione dei dipendenti — vita, invalidità, infortuni, salute — alle soluzioni per salute e mobilità, fino ai programmi globali b2b2c e all’assicurazione embedded per istituzioni finanziarie, piattaforme travel e datori di lavoro multinazionali.
Giulio Terzariol, group deputy ceo di Generali, ha affermato: «Redion è l’espressione di ciò che Generali Care è già diventata: una piattaforma globale e integrata, pensata per offrire un’assistenza completa in ogni dimensione della vita delle persone. Pienamente in linea con la nostra strategia ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’ e con la nostra ambizione di essere leader nella protezione, nella salute e negli infortuni, Redion rappresenta uno standard di assistenza semplice, immediato e coerente, riunendo competenze complementari in prevenzione, assicurazione e assistenza in un’unica proposta globale e senza soluzione di continuità».
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La sinergia
Redion nasce dalla complementarità e dalla profondità di competenze di due leader di settore. Europ Assistance ha progressivamente ampliato la propria esperienza all’assicurazione viaggio, all’assistenza stradale e ai servizi alla persona. Geb è la piattaforma globale dedicata al capitale umano delle multinazionali e, a seguito dell’acquisizione di Swiss Life Network all’inizio del 2026, è il leader negli employee benefit.
Con Redion, queste due aree di competenza vengono pienamente integrate in tutti i mercati: un’unica strategia dei dati, investimenti condivisi nell’intelligenza artificiale e uno standard unico e più elevato in ambito tecnologico e operativo, a disposizione di ogni cliente e partner. Per clienti e partner attuali, la continuità è totale. Contratti, team di servizio, numeri di telefono e Sla restano invariati. Il brand è nuovo; l’impegno resta lo stesso che esiste da decenni.
Antoine Parisi, group ceo di Redion, ha aggiunto: «Redion riflette la determinazione dei nostri team nell’offrire a clienti e partner in tutto il mondo una proposta potenziata, integrata e abilitata dalla tecnologia. Un unico brand significa un’unica strategia dei dati, investimenti condivisi nell’AI e uno standard unico e più elevato per la nostra piattaforma tecnologica. Il nome Redion non ha limiti geografici né settoriali. Ma ciò che voglio che le persone comprendano è che, dietro la tecnologia, c’è una rete di decine di migliaia di medici, infermieri, tecnici dell’assistenza stradale ed esperti locali che intervengono di persona quando conta davvero. Siamo digital-first - e sempre umani. Qualsiasi cliente, ovunque, può scegliere di essere servito interamente da persone. Questo è il vero significato di always ready, always on».
Fondata su due valori operativi - "Excellence” ed “Easy to work with” - Redion rappresenta l’ambizione del gruppo Generali di essere il principale partner nell’assistenza al mondo. Ciò significa essere “caring, collaborative, agile, Reliable ed expert”in ogni interazione, per ogni cliente, in ogni Paese.
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[post_content] => Ultimi giorni prima della partenza della Beachcomber Trail 2026, la storica competizione organizzata da Beachcomber Resorts & Hotels che quest’anno è arrivata alla sua decima edizione. Il prossimo 25 luglio si potrà scegliere tra tre percorsi iconici, adatti a diversi livelli di esperienza e preparazione. Ognuno con sfide uniche e scenari mozzafiato, attraverso cui scoprire la bellezza selvaggia del sud di Mauritius: da Case Noyale (65 km), da Usine d'Union (25 km) e da Ruines de Savinia (10 km), con un traguardo condiviso sulla spiaggia dello Shandrani Beachcomber Resort & Spa.
I tre percorsi
Al Trail du Sud Sauvage (65 km) potranno partecipare massimo 100 partecipanti, un percorso tecnico con un dislivello totale di 2.200 metri. Si parte con la salita alla vetta del Piton de la Petite Rivière Noire, seguita dalla discesa a Black River Gorges. Segue la salita a Parakeet, lungo i sentieri di Paille-en-Queue che portano alle cascate Alexandra e il finale fino alla cima del Piton Savane. Il rettilineo finale porta i partecipanti attraverso il villaggio di Souillac, lungo le scogliere meridionali dell'isola, prima di raggiungere il traguardo sulla costa dello Shandrani Beachcomber. Novità 2026 la possibilità di gareggiare con la formula staffetta a 3.
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Infine parte da Savinia il Trail du Souffleur, un percorso di 10 chilometri pensato per chi desidera godersi questa experience ammirando il paesaggio. Sono 700 i partecipanti che attraverseranno prima i boschi di filao per poi raggiungere una piaggia di sabbia bianca e tagliare il traguardo sempre allo Shandrani Beachcomber.
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[post_content] => La meeting industry italiana si consolida e trova un nuovo punto di equilibrio. Nel 2025 il settore ha generato un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro e, nel periodo 2022-2025, ha registrato un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4%.
Dopo il rimbalzo seguito alla pandemia, il mercato dei congressi e degli eventi entra in una fase più matura, in cui gli appuntamenti internazionali mantengono un peso superiore al periodo pre-Covid, gli eventi diventano più brevi ma conservano livelli di partecipazione superiori al 2019 e cresce la domanda di format più flessibili, anche in spazi non convenzionali.
È quanto emerge dai dati presentati durante l’evento “Il valore della meeting industry: interpretare il futuro attraverso i dati OICE”, promosso da Federcongressi&eventi al Centro Congressi Confindustria di Roma e dedicato all’evoluzione del turismo congressuale, alla lettura dei trend e alle prospettive di sviluppo per il biennio 2026-2027.
Secondo il rapporto “Il mercato dei congressi e degli eventi in Italia nel 2025”, realizzato da ASERI – Università Cattolica del Sacro Cuore per l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, nel 2025 in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi, con 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze.
Il primo elemento che emerge dalla lettura dei numeri, illustrati da Roberto Nelli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile scientifico della ricerca, riguarda la composizione del mercato. Nel 2025 gli eventi locali rappresentano il 54,8% del totale, quelli nazionali il 32,3% e quelli internazionali il 12,9%. Se rispetto al 2024 cresce il peso degli eventi locali e diminuisce quello degli appuntamenti nazionali, il confronto con il 2019 evidenzia come gli eventi internazionali restino sopra i livelli pre-pandemia, passando dal 9,8% al 12,9%.
«I valori assoluti e i valori medi a livello nazionale non consentono di comprendere la reale situazione della meeting industry italiana, che presenta un’elevata eterogeneità, soprattutto in relazione ai caratteri dell’evento e all’area geografica», spiega Nelli, sottolineando come il mercato vada letto considerando le diverse tipologie di eventi e le differenti aree del Paese.
Un segnale positivo arriva anche dalla domanda internazionale: gli arrivi di partecipanti stranieri per finalità congressuali risultano in lieve crescita rispetto al 2024. Anche il formato degli eventi continua a evolversi. La durata media scende da 1,42 a 1,39 giornate, mentre i partecipanti medi per evento si attestano a 78,3, in lieve calo rispetto agli ultimi due anni ma ancora nettamente superiori ai 67,5 del 2019.
«A livello internazionale sta succedendo così – commenta Nelli –. Nel mondo delle imprese si punta alla qualità piuttosto che alla durata: eventi esperienziali, densi di valore, piuttosto che lunghi».
Il peso economico della meeting industry resta significativo anche sul fronte turistico. Nel 2025 gli eventi di oltre una giornata hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro capite di 312 euro, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.
Sul fronte della domanda, le imprese si confermano il principale mercato di riferimento, con il 61,4% degli eventi, pur tornando su livelli più vicini al periodo pre-pandemico dopo il boom del post-Covid. Cresce invece il segmento associativo (24,4%), a conferma di una progressiva diversificazione del mercato.
L'analisi territoriale restituisce un'Italia a più velocità. Il Nord si conferma il motore della meeting industry, concentrando oltre la metà delle sedi e quasi il 60% degli eventi, con il Nord Est protagonista della crescita. Il Centro rallenta dopo due anni di forte espansione ma, come sottolinea Nelli, «ha elevate potenzialità e una significativa crescita tendenziale». Il Sud, pur rappresentando una quota più contenuta del mercato, mostra «segnali di equilibrio e di crescita potenziale che va sviluppata, assistita e gestita».
Tra i trend emergenti si consolida inoltre la ricerca di format più flessibili: gli spazi non convenzionali registrano una crescita media annua del 12,5% dal 2022, mentre gli alberghi con sale meeting continuano a rappresentare la principale sede degli eventi congressuali.
Onorato: «Roma oggi compete grazie ai grandi eventi»
Nel suo intervento, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sostenuto che la Capitale abbia cambiato posizionamento negli ultimi anni grazie a una strategia che integra turismo, congressi, sport, moda e grandi eventi. Secondo l’assessore, la ricaduta mediatica dei grandi eventi sportivi ospitati dalla città equivale a 400 milioni di euro di investimenti pubblicitari. Onorato ha inoltre ricordato che «negli ultimi quattro anni e mezzo hanno aperto 147 hotel, di cui 27 a cinque stelle», indicando questo dato come uno degli effetti del crescente appeal internazionale di Roma.
Gentile: «Ora progetti concreti per consolidare»
Per la presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, il rapporto OICE restituisce un quadro incoraggiante per la meeting industry, ma ora è il momento di trasformare i risultati in azioni concrete. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nelle infrastrutture congressuali, il rafforzamento della promozione internazionale e la valorizzazione del capitale umano. «Quando le persone si incontrano, si incontrano culture, competenze e conoscenze – sottolinea –: è questo uno dei grandi valori che la meeting industry continua a generare per i territori».
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[post_content] => Altra batosta per Ryanair che aveva presentato vari ricorsi sui finanziamenti statali alle compagnie europee durante il Covid. Il regime di aiuti consistente in sovvenzioni erogate dall'Italia alle compagnie aeree colpite dalla crisi del Covid-19 è conforme al diritto dell'Unione Europea.
Con questa motivazione il Tribunale dell'Ue ha respinto due ricorsi presentati da Ryanair. Nell'ottobre 2020, l'Italia ha notificato alla Commissione Europea un regime di aiuti consistente in sovvenzioni erogate a talune compagnie aeree titolari di una licenza italiana per mezzo di un fondo di compensazione di 130 milioni di euro.
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[post_content] => Un futuro in tandem con i vettori del Golfo? Potrebbe essere questo il destino di Condor, ora che il governo tedesco sta cercando di disinvestire dalla compagnia aerea leisure.
A tratteggiare questa possibilità è stato il ceo di Condor, Peter Gerber, in un'intervista alla rivista tedesca Stern in cui ha spiegato che, una volta avviato il processo di vendita, le compagnie aeree del Golfo potrebbero emergere come potenziali offerenti.
Gerber ha evidenziato come la strada del consolidamento sia praticamente l'unica percorribile: «Naturalmente non occorre essere profeti per affermare che Condor finirà probabilmente per integrarsi in un gruppo più grande», ha sottolineato il ceo.
Considerano che il gruppo Lufthansa non sarebbe un’opzione come acquirente per motivazioni legate all'antitrust, Gerber ha indicato come possibili candidati compagnie aeree quali Emirates, Etihad o Qatar Airways. «Si tratta anche di attori forti che, dopo l’esperienza con gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran, potrebbero voler ridurre la propria dipendenza dal mercato interno ed essere aperti a partner provenienti da altre regioni», ha osservato Gerber.
Questi vettori, peraltro, detengono già partecipazioni in altre compagnie aeree: nel caso di Etihad, si tratta di una quota di maggioranza del 51% in Air Arabia Abu Dhabi, mentre il Qatar controlla quote di Iag, Virgin Australia e Latam.
Lo stato tedesco detiene invece una quota del 49% del capitale Condor, dopo che durante la crisi indotta dal Covid, il vettore ha ottenuto il supporto di un prestito statale del valore di milioni. Lo Stato intende ora vendere nuovamente questa quota. Un ulteriore 51% è di proprietà dell’investitore finanziario britannico Attestor, che ha acquisito una partecipazione in Condor nel 2021.
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Inaugurate ufficialmente le Signature Suites del Corinthia Rome, che completano il lavoro di restauro e reinterpretazione che ha trasformato l’ex sede della Banca d’Italia di Piazza del Parlamento in una nuova destinazione dell’ospitalità internazionale.
Le Signature Suites di Corinthia Rome sviluppano ciascuna un’identità distinta. Le Campo Marzio Suites sono concepite come vere townhouse su due livelli. La zona giorno è attraversata dalla luce filtrata da vetrate colorate che incorniciano scorci sul Parlamento, sulle strade del centro o sul garden lounge interno. Una scala scultorea conduce al piano superiore, dove la camera da letto si accompagna a due bagni in marmo e a una cabina armadio.
La Chigi Suite, al quinto piano, è costruita intorno al rapporto tra interno ed esterno. Dal patio privato una scala a chiocciola conduce a una terrazza panoramica di 90 metri quadrati, arredata con area dining e zone lounge.
L’Arte Suite, al sesto piano, ha la misura raccolta di una casa di collezionista. Il soggiorno luminoso dialoga con una dining room per quattro persone; la camera affaccia sul giardino interno. Una scala sale verso una terrazza privata di 70 metri quadrati, progettata per il tramonto. Il guardaroba walk-in, il bagno padronale in marmo e il secondo bagno ospiti completano un impianto che privilegia continuità e fluidità.
L’Aurea Penthouse, che richiama nel nome la Domus Aurea, occupa una posizione dominante. Due camere da letto, entrambe con bagno en suite in marmo e cabina armadio, si distribuiscono attorno a una grande zona living e dining che si apre su terrazze multiple. La suite dispone di un ulteriore bagno ospiti e di spazi outdoor attrezzati con sedute e lettini.
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Legend of the Seas di Royal Caribbean ha completato la sua prima traversata da Malaga a Civitavecchia, rivelando un’esperienza di bordo d’eccezione che racconta un segmento turistico in continua crescita.
«Il mondo delle crociere oggi rappresenta una piccola quota del turismo leisure, un po' più grande in paesi più maturi come Germania, Inghilterra e Italia - sottolinea Gianni Rotondo, associated vice president international rapresentatives offices Emea region -. Oggi l'Italia è il quarto mercato al mondo per produzione di croceristi, preceduta da America, Germania e Inghilterra, poi c’è la Cina. L’Italia ha, per tradizione, una leadership nel mondo delle crociere. La diversificazione della capacità del settore, volta ad assicurare qualità per tutti i segmenti di clientela, ha portato a una crescita organica dei crocieristi e ha coinvolto utenti di altri bacini, come quello dei villaggi turistici. Il nostro è infatti un mondo competitivo dal punto di vista del pricing: non abbiamo mai perseguito una campagna aggressiva nel prezzo, però è importante capire che questo prezzo comprende davvero tanto. La Legend of the Seas ha 28 soluzioni di ristorazione, con 20 ristoranti veri e propri e 6 punti di ristorazione etnici - cucina italiana, mediterranea, coreana, giapponese; 10 ristoranti sono compresi nel prezzo. Guardando all’intrattenimento, su questa nave abbiamo 3 diverse soluzioni: il teatro tradizionale, lo spettacolo sul ghiaccio e lo spettacolo acquatico. La Legends of the Seas offre molto e molto è compreso. Oggi il cliente è attento soprattutto al valore di ciò che compra e tende a ritornare sulle crociere».
L'espansione della flotta
«Royal Caribbean ha avuto una forte crescita dopo il Covid, quindi la pipeline di nuove navi importante. È entrata in flotta la Legend of the Seas, l'anno prossimo arriverà Hero of the Seas, la quarta Icon Class 4; nel 2028 addirittura arriveranno l'Icon 5 e la Oasis 7: la nave più grande al mondo e la seconda per capacità. Seguiamo lo stesso percorso di crescita anche in quella che possiamo definire “la parte a terra”: la strategia di Royal Caribbean è quella di diventare un partner turistico per mare, ma anche per terra. Lo dimostrano la nostra isola privata Perfect Day at CocoCay alle Bahamas e i Royal Beach Club: ne abbiamo aperto uno qualche mese fa alle Bahamas e un secondo il 25 aprile a Santorini. Stanno funzionando bene, con un grande coinvolgimento della comunità locale, che è importante per Royal Caribbean, così come l’attenzione all'ambiente. Le destinazioni private sono una delle risposte del mondo delle crociere alla sua crescita e al bisogno di porti, con l’impegno di non sovraccaricare le comunità locali - prosegue Rotondo -. Interessante l’esempio di Santorini, una piccola isola di 30.000 abitanti e con due piccoli centri dove si concentrano i turisti. La nostra destinazione privata vuole creare un'esperienza “controllata”: la capienza della spiaggia è di 300-350 persone, quindi nella giornata di sosta a Santorini vengono offerte 3 escursioni, 3 esperienze di circa 3 ore. Il primo gruppo visita la città di Fira, il secondo Oia e il terzo si ferma sulla spiaggia privata e poi si fanno due rotazioni, evitando l’affollamento contestuale di tutti i passeggeri. Lo stesso avviene sulle isole private, dove sia l’ambiente che l’attracco delle navi sono controllati. Le destinazioni private si stanno sviluppando sia per poter garantire la stessa qualità che noi garantiamo a bordo, sia per tutelare chi ruota attorno alle vacanze: dagli ospiti alle comunità locali».
Infine uno sguardo alla distribuzione: «Quando abbiamo cominciato il nostro percorso in Italia, 15 anni fa, avevamo valutato potenziali acquisizioni di network. Nel corso del tempo, però, ci siamo resi conto che la nostra è una distribuzione che deve conoscere bene il prodotto, per questo i distributori si sono ridotti progressivamente e ci siamo concentrati su alcuni specialisti di crociere. In Italia lavoriamo con 6 partner principali, uno dei quali si chiama Executive Cruises e ha la funzione di consolidare il mondo del retail. All'interno di questo mondo Welcome Travel Group rappresenta il nostro primo canale distributivo. Non esistono, quindi, barriere nei confronti di Royal; l'unica barriera è la conoscenza del prodotto, la confidenza che un agente deve avere nel vendere le nostre crociere. In questi anni, - conclude Rotondo - abbiamo notato che si consolidano le agenzie che ripetono l'acquisto perché ci conoscono, perché il cliente torna felice».
(Chiara Ambrosioni)
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La Iata avverte nuovamente del rischio di ulteriori fallimenti di compagnie aeree a breve, a causa degli effetti della guerra con l'Iran sull'aviazione globale.Inoltre, il suo ceo, Willie Walsh, si azzarda a prevedere dove potrebbero verificarsi queste perdite. "Credo sia più probabile in Asia e in Africa", afferma. Indica anche quelle aziende che "si trovavano in una posizione precaria" prima dell'impennata dei prezzi del carburante "o che non erano state in grado di ripagare i debiti contratti a causa del Covid".
Walsh ha recentemente avvertito che la fine di Spirit non sarà l'ultima. "Purtroppo, alcune compagnie aeree dovranno chiudere a causa del prezzo molto elevato del carburante, e altre saranno acquistate da gruppi più solidi", ha osservato durante l'assemblea annuale della Iata a Rio de Janeiro.
Perdita netta
A livello globale, l'associazione stima che l'utile netto previsto per l'anno fiscale in corso sia di 23 miliardi di dollari, con una diminuzione del 50% "a causa dell'impatto del cherosene e perché i gruppi del Golfo Persico subiranno perdite a causa dell'interruzione delle loro reti".
“Nel 2026, la spesa per il carburante delle compagnie aeree aumenterà di 100 miliardi di dollari, raggiungendo i 350 miliardi. Inoltre, sebbene i prezzi del petrolio siano rimasti ai livelli prebellici, quelli del cherosene non sono calati nella stessa misura a causa della riduzione della capacità di raffinazione, soprattutto in Kuwait.”
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In Italia lavoriamo con 6 partner principali, uno dei quali si chiama Executive Cruises e ha la funzione di consolidare il mondo del retail. All'interno di questo mondo Welcome Travel Group rappresenta il nostro primo canale distributivo. Non esistono, quindi, barriere nei confronti di Royal; l'unica barriera è la conoscenza del prodotto, la confidenza che un agente deve avere nel vendere le nostre crociere. 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Indica anche quelle aziende che \"si trovavano in una posizione precaria\" prima dell'impennata dei prezzi del carburante \"o che non erano state in grado di ripagare i debiti contratti a causa del Covid\".\r\n\r\nWalsh ha recentemente avvertito che la fine di Spirit non sarà l'ultima. \"Purtroppo, alcune compagnie aeree dovranno chiudere a causa del prezzo molto elevato del carburante, e altre saranno acquistate da gruppi più solidi\", ha osservato durante l'assemblea annuale della Iata a Rio de Janeiro.\r\nPerdita netta\r\nA livello globale, l'associazione stima che l'utile netto previsto per l'anno fiscale in corso sia di 23 miliardi di dollari, con una diminuzione del 50% \"a causa dell'impatto del cherosene e perché i gruppi del Golfo Persico subiranno perdite a causa dell'interruzione delle loro reti\".\r\n\r\n“Nel 2026, la spesa per il carburante delle compagnie aeree aumenterà di 100 miliardi di dollari, raggiungendo i 350 miliardi. 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