17 March 2026

Zilio: «Non vogliamo la guerra coi vettori, ma il rispetto del nostro lavoro»

Ivano ZilioIvano Zilio, presidente del gruppo Ptimarete Viaggi e Vacanze, prende carta e penna e lancia un appello-allarme al mercato, specialmente ora che la distribuzione turistica che si trova ad affrontare una nuova politica penalizzante di Lufthansa. «Se non si cambierà rotta, presto non rimarrà nemmeno il fondo del barile da raschiare. La vicenda Lufthansa è, in questo momento, solo la più discussa di una serie di involuzioni che il nostro settore sta vivendo – afferma Zilio, che prosegue –: non è la guerra ciò che cerchiamo nei confronti di operatori e compagnie aeree ma pretendiamo che venga rispettato lavoro di intermediazione che ogni giorno, noi agenti di viaggio, facciamo al loro servizio. Un lavoro che ritengo sia inaccettabile venga corrispettivo con una commissione pari al misero 0,01%. Per non parlare dei costi sempre più pesanti sui bilanci degli agenti dei numeri a pagamento messi a disposizione delle compagnie aeree o degli scioperi delle stesse che tra il 2014 e il 2015 hanno inciso pesantemente sul nostro fatturato, con un valore stimato tra il 10 e il 12%, e tenendo impegnati gli agenti tra rimborsi e riprotezioni raramente remunerati. Come se non bastasse, arriva dal Bsp un dato allarmante e sempre in aumento: oltre il 40% del fatturato biglietteria, che arriva ad essere del 50% sulle tariffe etniche, è rappresentato da tasse e valori non commissionabili. Il che vuol dire che gli obiettivi posti dalle compagnie aeree saranno sempre più difficili da raggiungere e ci renderanno degli esattori di tasse più che fornitori di servizi. Al contempo, ancora oggi, rimane circa al 75% il valore del fatturato di biglietteria prodotto tramite l’intermediazione degli agenti di viaggio e dei professioni di settore mentre solo un quarto viene prodotto da vendite effettuate tramite canali diretti al consumatore. E allora io dico, iniziamo tutti, dalla compagnia aerea all’agente di viaggio di periferia, a dare valore al lavoro e alla professionalità di tutto il nostro settore perché se continuiamo così, veramente di noi si ricorderanno solamente i libri di storia».

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