17 March 2026

Viaggi d’affari in crescita nel 2017: si è tornati ai livelli pre-crisi

Viaggi d'affari GuizzardiUna ventata di ottimismo per i viaggi d’affari. E’ quella che arriva dall’ultima edizione del Nuovo osservatorio sui viaggi d’affari (Nova), ricerca curata dal professor Andrea Guizzardi (nella foto), con il supporto scientifico e tecnico del Centro di studi avanzati sul turismo dell’Università di Bologna e promossa da AirPlus International, Hrs Lufthansa Group e Zucchetti (pubblicata da Newsteca). Un dato su tutti: «Il 2017 è stato il migliore anno del dopo-crisi – commenta Guizzardi -, in cui il numero dei viaggi realizzati delle imprese italiane è tornato sui massimi del 2007. La crescita (+3,5%), supportata da una grande vivacità del terziario, è trainata dall’ottima performance del mercato nazionale (+3,9%) mentre la minore espansione del segmento internazionale (+2,9%), che vede Brasile, Canada, Cina, Giappone e Germania quali destinazioni preferite, è comunque nel segno del trend positivo che ha visto crescere questo mercato del 15% nell’ultimo decennio».

La spesa per viaggi d’affari è salita a 19,7 miliardi di euro, +5,1%: «Risultato, però, inferiore alle aspettative dato il forte incremento nei prezzi dei beni e servizi collegati alle trasferte, ma quanto questa apparente “efficienza di acquisto” sia da collegarsi alla diffusione degli schemi di tariffazione dinamica, di unbundling, e, quindi, a un reporting dei costi di viaggio parziale, non è possibile stabilirlo».

Da segnalare «l’aumento dell’escursionismo d’affari (+4%) che riduce la durata media dei viaggi nazionali ed europei. Con la convinzione – non sempre suffragata dai fatti – di potere ottenere sia risparmi economici sia guadagni di produttività organizzando le trasferte in giornata». Quanto ai mezzi di trasporto, «si è giunti a un nuovo equilibrio post-alta velocità, con le quote di mercato di treno e aereo che crescono in modo equivalente».

E sono positive anche le aspettative per il 2018, secondo i travel manager italiani, in particolare tra chi gestisce elevati volumi di spesa: «Quanto osservato è così compatibile con un incremento della spesa 2018 tra 2,5 e 4 punti percentuali».

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