23 settembre 2021 12:54

Carlo Silvestri
Il gruppo Uvet cambia assetto di mangement. Infatti Carlo Silvestri, attuale responsabile del reparto pianificazione e controllo, assume anche l’incarico di chief financial officer in sostituzione del dimissionario Paolo Donzelli.
«Con Paolo Donzelli al mio fianco sono stati anni di grande crescita per il Gruppo. Insieme abbiamo raggiunto traguardi veramente ambiziosi” – commenta Luca Patanè, presidente del gruppo Uvet –. Auguro a Paolo i migliori successi professionali per i suoi progetti futuri e a Carlo va il mio in bocca al lupo per la nuova sfida professionale che l’attende. Carlo, con la sua consolidata esperienza pluriennale nel Gruppo, è stato scelto proprio in una logica di continuità per tutte le sfide che ci attendono».
Carlo Silvestri lavora in Uvet da 15 anni, rispondendo direttamente al Presidente Luca Patanè. Paolo Donzelli lascia il suo incarico dopo circa 18 anni di collaborazione in cui ha ricoperto le cariche di cfo e, in alcune società del gruppo, di ceo e membro del board.
«Ringrazio il presidente Luca Patanè per la fiducia che ha voluto dimostrarmi con un incarico così importante e di responsabilità – ha commentato Carlo Silvestri, nuovo cfo del gruppo -. Sono pronto a mettere al servizio di Uvet tutta l’esperienza e le competenze che ho maturato nel corso degli anni, consapevole delle sfide che si prospettano per tutto il settore e per il gruppo».
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La transazione è soggetta alle approvazioni normative, principalmente della Commissione europea e del Dipartimento di Giustizia statunitense (Doj), e dovrebbe concludersi nel primo trimestre del 2027. A seguito di ciò, Ita Airways sarà pienamente integrata nel gruppo Lufthansa, sia a livello organizzativo che finanziario.
Ita si prepara così a entrare in una nuova fase della propria crescita all’interno del gruppo Lufthansa, migliorando il proprio posizionamento nel mercato europeo e internazionale del trasporto aereo. Ita Airways continuerà a operare con il proprio brand, che sarà mantenuto e valorizzato all’interno della struttura del gruppo. «Il marchio 'Ita Airways' rappresenta oggi un’identità giovane, distintiva e riconoscibile, fortemente legata all’Italia e ai valori di qualità, innovazione, affidabilità e attenzione al cliente che caratterizzano la compagnia».
Sinergie industriali
L’integrazione sempre maggiore consentirà al vettore di sviluppare ulteriori sinergie industriali e commerciali con i vettori del gruppo, preservando al tempo stesso la propria identità italiana.
«Questa nuova fase rappresenta per Ita Airways un passaggio di grande rilevanza industriale e strategica. In questi anni abbiamo costruito una compagnia solida, riconoscibile e orientata alla qualità, grazie al contributo delle nostre persone e alla fiducia dei nostri clienti, e la decisione di Deutsche Lufthansa è la dimostrazione del buon lavoro fatto finora – ha dichiarato Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di Ita Airways – Guardiamo al futuro con ambizione e responsabilità: la completa integrazione nel Gruppo Lufthansa ci permetterà di competere con maggiore forza sui mercati internazionali, continuando a portare nel mondo il valore dell’Italia, della sua connettività e della sua capacità di innovare».
Spohr: «Più veloci del previsto»
Carsten Spohr, ceo Lufthansa Group e chairman of the executive board of Deutsche Lufthansa ha spiegato: «Dopo l’acquisizione della prima quota del 41% in Ita Airways lo scorso anno, abbiamo promesso l’integrazione più rapida di una compagnia aerea nella nostra storia. Il nostro obiettivo era completare tutte le principali fasi di integrazione nel gruppo Lufthansa in soli 18 mesi.
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L'integrazione procede anche nel settore cargo: «Dallo scorso anno, Lufthansa Cargo commercializza la capacità cargo di Ita Airways, che da sola corrisponde alla capacità aggiuntiva di tre aerei cargo Boeing 777. Alla luce di questo successo, abbiamo deciso di esercitare la nostra opzione già a giugno di quest'anno».
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Nel corso del Giro d'Italia 2026 Club Esse è stato la casa di 12 squadre professionistiche e dei rispettivi staff al seguito.
Ad accogliere team e staff sono stati il Club Esse Aquilia di Badolato Marina e il Club Esse Sunbeach di Squillace Lido, due resort 4 stelle con cui il gruppo presidia la costa ionica calabrese.
Aquilia, entrato di recente nel perimetro Club Esse, rafforza la presenza del gruppo sullo Ionio e si inserisce in un contesto che unisce il mare al fascino del vicino borgo medievale di Badolato. Sunbeach si affaccia invece sul Golfo di Squillace, uno dei tratti più rappresentativi del litorale regionale, e rappresenta una delle strutture di riferimento del gruppo in Calabria. D
Per Club Esse non si tratta di una prima volta, ma di un rapporto ormai consolidato con il Giro d'Italia, costruito negli anni attraverso esperienze già significative e oggi rafforzato in Calabria. Dalla centesima edizione partita dalla Sardegna, con l’ospitalità al Club Esse Roccaruja di Stintino, fino alle successive accoglienze legate al Giro a Roma e a Montesilvano, il gruppo ha progressivamente sviluppato un know how specifico nella gestione di un evento sportivo tra i più seguiti e complessi del panorama nazionale. Un percorso che oggi trova nella Calabria una nuova importante tappa e che conferma la capacità di Club Esse di affiancare grandi appuntamenti.
Il modello Club Esse
«L’ospitalità delle squadre del Giro d’Italia 2026 si inserisce nel modello di Club Esse, fondato su gestione diretta, controllo operativo e attenzione costante all’esperienza dell’ospite - spiega Marco Baldisseri, cco dell’azienda -. Accogliere 12 team professionistici significa mettere in campo non soltanto strutture, ma un’organizzazione capace di garantire affidabilità, coordinamento e capacità di risposta in un contesto ad alta complessità. È un approccio che riflette una visione precisa dell’ospitalità: accessibile, ben strutturata e costruita attorno a standard elevati».
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Il mondo dell’ospitalità risponde alle richieste dei clienti e si impegna nelle scelte sostenibili, ambientali e sociali. Una scelta in cui il gruppo Accor è stato pioniere e che ha trovato ampia adesione da parte della clientela.
Questa consapevolezza è stata sottolineata da Ettore Cavallino, vice president development luxury Southern & Eastern Europe di Accor, intervenuto nel panel del Netccom Forum di Deloitte intitolato “Luxury Hospitality & Sustainability”, nell’ambito del confronto sul tema “Luxury Hospitality Reloaded” voluto da Deloitte.
Come ha ricordato il moderatore Franco Amelio, partner di Deloitte Climate & Sustainability, «In un contesto globale in cui cresce l'attenzione agli aspetti ambientali e sociali, i fattori Esg non sono più una scelta etica, ma un imperativo strategico che incide su competitività, reputazione e sostenibilità economica delle strutture ricettive».
«Il mondo dell'ospitalità riflette il mondo esterno - ha aggiunto Cavallino -. Per questo Accor pone particolare attenzione alle tematiche legate alla sostenibilità, che affronta con un impegno serio e costante che le viene riconosciuto dai clienti. Oggi il cliente guarda e premia chi si impegna in modo responsabile a migliorare la qualità dell'ambiente e della vita nelle destinazioni che propone. I nostri ospiti sono disposti a spendere un po' di più, premiando chi restituisce valore al territorio e lo fa in modo serio e convinto. Basti pensare a esempi semplici: solo dieci anni fa era impensabile utilizzare un dispenser per shampoo e bagno schiuma nelle camere; oggi è una realtà apprezzata, che consente di ridurre in modo considerevole l'uso della plastica».
Il manager fa poi riferimento a un approccio «tailor made dedicato a ogni singolo progetto, in modo tale da farlo diventare qualcosa di autentico, in grado di creare un legame forte con il tessuto sociale e la cultura locale».
(Chiara Ambrosioni)
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Una «notizia positiva in uno scenario complicato». Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto "l'effetto Cts" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta.
L'analisi di Curzi
Cts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».
Inoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».
Al momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».
Tutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro
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[post_content] => “Non ha senso che Paesi come l’Italia continuino a implementare il nuovo sistema di ingresso/uscita dell’Ue (Ees) quando chiaramente non sono pronti a farlo": è con queste parole del chief operations officer Neal McMahon, che Ryanair è tornata a chiedere al Governo italiano la sospensione del nuovo sistema di controllo passaporti fino a settembre.
Una richiesta che mira ad agevolare i controlli durante il picco della stagione estiva, dopo che i passeggeri in viaggio da/per l’Italia durante il ponte del 1° maggio hanno già subito numerosi disagi.
Ryanair sostiene che "le autorità italiane sanno da oltre tre anni che l’Ees sarebbe diventato pienamente operativo dal 10 aprile 2026, eppure non sono riuscite a garantire personale adeguato, la prontezza del sistema o che i chioschi fossero installati e funzionanti".
McMahon conclude dicendo: "Il tempo medio di volo di Ryanair è di circa 1 ora e 15 minuti – ciò significa che alcuni passeggeri trascorrono tanto tempo in attesa al controllo passaporti quanto ne hanno trascorso sul volo che li ha portati a destinazione. È completamente inaccettabile, soprattutto quando esiste una soluzione rapida e semplice già prevista dal diritto dell’Ue (Reg. Ue 2025/1534) per ottimizzare questi inutili tempi di attesa: sospendere l’Ees fino a settembre, quando la stagione di punta dei viaggi estivi si sarà attenuata, e consentire ai passeggeri un’esperienza aeroportuale più fluida per le loro vacanze estive.”
La scorsa settimana la low cost aveva già scritto ai Governi dei 29 Paesi– incluso quello italiano – esortandoli a sospendere l’Ees fino a settembre, al fine di gestire le code estive e garantire operazioni aeroportuali fluide per i passeggeri quest’estate".
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[post_content] => Nuovo cda per Bwh Hotels Italia. L’assemblea dei soci, riunita in Sicilia per la Spring Convention, per il triennio 2026-28 ha confermato Walter Marcheselli nel ruolo di presidente, giunto al suo quarto mandato consecutivo, confermando la stabilità e la continuità nella visione strategica intrapresa dal gruppo.
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Il board
Il nuovo board vede la riconferma di Giovanni Simonetto e Francesco Incerti nel ruolo di vicepresidente. Il nuovo consiglio di amministrazione è dunque così composto da una compagine di imprenditori che rappresentano le diverse aree geografiche e tipologie di strutture del network: Andrea Boccardi, Fabio Borio, Ludovica Clarioni, Maria De Scrilli, Camilla Doni, Francesco Incerti, Walter Marcheselli, Gina Primavera, Giovanni Simonetto, Fulvio Soave.
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Il gruppo ha registrato un utile ante imposte record di 24,4 miliardi di Dirham (5,6 miliardi di euro), in crescita del 7% rispetto all’anno precedente; ricavi che per la prima volta toccano quota 150,5 miliardi di Dirham (34,6 miliardi di euro), +3%; un livello record di liquidità pari a 59,6 miliardi di Dirham (13,7 miliardi di euro), in crescita del 12%. L'ebitda si è attestato a 41,1 miliardi di Dirham (9,4 miliardi di euro). '
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Il 28 febbraio, le attività militari hanno causato una forte perturbazione del traffico aereo commerciale globale nella regione del Golfo, inclusi gli Emirati Arabi Uniti. Emirates e dnata si sono prontamente attivate per supportare il proprio personale e i clienti coinvolti, proteggere i propri asset e garantire la continuità operativa. Siamo fortunati ad avere la nostra base a Dubai, dove anni di investimenti infrastrutturali e un ecosistema dell'aviazione fortemente integrato hanno permesso al governo di garantire rapidamente corridoi aerei sicuri per i voli commerciali. Emirates e dnata hanno progressivamente ripristinato le operazioni presso l'aeroporto internazionale di Dubai. Sebbene la capacità passeggeri sia ancora inferiore rispetto al periodo precedente alle interruzioni, le attività cargo sono state intensificate per supportare il trasporto di beni essenziali in entrata e in uscita dagli Emirati Arabi Uniti».
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[post_content] => In un momento di trasformazione globale del turismo Visit Qatar rinnova il proprio impegno verso partner e stakeholder, sottolineando il valore della collaborazione, della resilienza e della continuità operativa.
«Vi ringrazio per essere rimasti al nostro fianco: nelle ultime settimane il Qatar ha affrontato sfide senza precedenti e sta ora attuando un piano di rilancio ponderato e coordinato, fondato sulla solidità della destinazione e sulla piena operatività delle infrastrutture. - afferma Abdulaziz Ali Al-Mawlawi, ceo di Visit Qatar - La vostra collaborazione e il vostro costante supporto sono stati parte integrante del percorso di questi ultimi mesi, che hanno messo a dura prova la regione.
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(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Il gruppo Lufthansa si lascia alle spalle il primo trimestre 2026 con una perdita ridotta a 665 milioni di euro, contro il rosso di 885 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno scorso.
Per contro, il fatturato è salito a 8,7 miliardi di euro, +8%, e anche la perdita operativa è stata contenuta a 612 milioni di euro, un netto miglioramento rispetto al dato precedente: -722 milioni di euro.
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