27 June 2026

Un agente descrive come ogni viaggio produca indotto e ricchezza

Un agente di viaggio, Chiara Belardinelli, ha cercato, attraverso un breve scritto, di delineare il rapporto fra il viaggio, il lavoro delle agenzie, e l’indotto che quel singolo viaggio ha sulle attività commerciali. Ci piace riproporla interamente. E’ una lettura chiarificatrice.

«Vediamo se riesco a far capire quale sia il vero peso di cultura e turismo nella vita quotidiana anche di chi commenta sui social, faccio solo un esempio:

Il signor Bianchi decide di andare per week end a Roma partendo da Firenze, va in una qualunque agenzia di Firenze e prenota le seguenti cose:

– Treno Firenze/Roma a/r

– Hotel per 2 notti a Roma

– Trasferimento dalla stazione in hotel a/r

– Giro turistico con Open Bus

– Visita guidata dei Fori Romani

– Tutte le informazioni necessarie a raggiungere i vari luoghi di interesse

* L’agenzia incassa il costo di tutto e per pagare i vari fornitori farà vari bonifici tramite banca, l’agenzia dovrà quindi registrare ed emettere a sua volta fatture che il commercialista gestirà al fine di conteggiare le tasse che pagherà allo Stato l’agenzia, come qualunque attività commerciale fa.

* Il signor Bianchi ha ora in mano i suoi biglietti, voucher alberghiero, appuntamenti per le visite guidate, il tutto inserito in un portadocumenti che l’agenzia acquista da tempo da un tipografo.

* il nostro caro Signor Bianchi si reca in stazione a Firenze, mentre aspetta di salire sul suo treno va al bar per un caffè e anche un salto in edicola.

* il nostro amico arriva a Roma, raggiunge l’hotel tramite l’ncc che lo attende in stazione, arriva in hotel e si danno appuntamento per il ritorno, sarà sempre lo stesso autista a rifare il servizio.

* arrivato in hotel il sig. Bianchi lascia la valigia in camera (microcosmo hotel: receptionist, fattorini, governanti, cuochi, camerieri, fornitori vari come lavanderie, fornitori di cibo, bevande etc., etc.,)

* visita dei Fori Imperiali con la guida turistica, per pranzo un pezzetto della famosa pizza in una pizzeria al taglio.

* si torna in hotel con un breve tratto in metro o in autobus.

*Per cena a pochi passi dal suo hotel un buon ristorante offre piatti tipici della cucina romana (microcosmo ristorante: Camerieri, cuochi, lavapiatti, fornitori vari tra cui pasticcerie, frutterie, macellerie, grande distribuzione in generale etc., etc.,).

* Archeobus in mattinata e nel pomeriggio una passeggiata nella zona classica del Ghetto (pausa pasticceria) Pantheon (pausa in gelateria) via del Corso, Fontana di Trevi, Piazza di Spagna (un paio di tappe per acquisti nei negozi che si incontrano per strada).

* l’ultima serata la dedica ad uno spettacolo teatrale. Quindi teatro e poi in taxi a cena e di nuovo in hotel.

* ultimo giorno, il sig. Bianchi stanco ma soddisfatto torna con l’ncc in stazione, ripercorre al ritorno lo stesso iter dell’andata e incrocia i vari macro e microcosmi incontrati in andata…

Ora, per una sola persona che viaggia ci sono centinaia e centinaia di persone che lavorano, guadagnano, interagiscono, percepiscono stipendi derivati direttamente e indirettamente dall’attività di una sola agenzia di viaggi, capite perché la cultura e il turismo non sono settori marginali in questo paese?

L’esempio è volutamente dimensionato e spicciolo, immaginate un turista che viene nel nostro Paese quanto lavoro dia? Immaginate un italiano che viaggia all’estero quanto lavoro dia? Vi rendete conto che non esiste un solo settore che non sia coinvolto in almeno uno dei microcosmi con cui interagisce un viaggiatore? Quando parlate di futilità di cultura e turismi sappiate che parlate di futilità di ogni settore, perché tutti i settori lavorativi sono legati sempre e comunque fra di loro!

Quando si parla di turismo non bisogna essere irresponsabili, perché  vi rivolgete a chi lavora nel turismo o a chi viaggia, perché ogni singolo spostamento prevede interazione tra esseri umani, siamo animali che vivono in branco, che piaccia o no è la realtà.

Noi siamo persone che lavorano, con rispetto del prossimo, con rispetto del lavoro altrui, con rispetto di leggi e regole, siamo disposti a fermarci per l’emergenza, ma non siamo disposti a sentirci additare come frivoli che pensano solo al proprio tornaconto. Abbiamo famiglia, abbiamo mutui, commercialisti, tasse da pagare, e siamo fieri di averlo sempre fatto senza pesare sull’economia del nostro paese.

Riflettete quando augurate il fallimento di questa o quella azienda, riflettete sul fatto che per un’azienda che chiude, indirettamente il danno arriverà anche a chi, di quell’azienda, non ne conosceva nemmeno l’esistenza.

Il Covid si può combattere, l’ignoranza è sono lontana dall’essere debellata».

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