27 June 2026

«Il turismo, questo sconosciuto». Le riflessioni di una agente di viaggio su chi dovrebbe “sapere”

Francesca Cocco, Planet Earth, Quartu S.Elena (Cagliari)

Abbiamo letto di tutto. Abbiamo sentito di tutto. E, soprattutto, da chi di turismo sa poco o nulla nulla.
Abbiamo alla guida di un ministero, accorpato ad una altro, senza portafoglio, un ministro che pensa, dichiara e crede che il turismo sia fatto solo di monumenti e musei, forse di treni d’epoca.

Ma, forse, il ministro dovrebbe documentarsi per capire come funziona il “sistema” conosciuto come “turismo”. Non sono solo gli alberghi, le guide, i trasporti, i servizi, le attrazioni… insomma tutto ciò che vede arrivare persone nel nostro paese a spendere preziosa valuta.
Vorrei ricordare a Franceschini, invece, che esistono anche coloro che fanno delle vacanze degli italiani all’estero e, forse, della cultura del viaggio e della conoscenza, un’abitudine irrinunciabile.
Senza contare chi si muove per lavoro e utilizza gli stessi canali per spostarsi e produrre.

Poi, piove sul bagnato, perché ogni volta che il titolare del dicastero appare in video, pone l’accento sempre sulle stesse cose, ignorando costantemente la categoria degli agenti di viaggio.

Leggo, permettetemi la sensazione che mi desta, inorridita un articolo su Il Giornale a firma di Pasquale Napolitano.
Un’intervista ad una collega molto attiva, Enrica Montanucci, che riassume le idee di uno di quei comitati spontanei, espressione del malessere del settore e della coesione della categoria (ve ne sono in ogni regione) in cui si parla di oltre 13mila agenzie di viaggio? Ma quando? Diamo dimensioni esatte e, soprattutto, in linea con la triste realtà di un settore in costante contrazione.

E’ vero, di certo, che in tutto ciò di cui si parla, sotto la voce turismo, chi viene sistematicamente ignorato, pur trovandosi fra incudine e martello e dopo questa crisi sarà costretto a cambiare mestiere, è chi fa dell’intermediazione il proprio mestiere.

Le agenzie di viaggio insomma, quelle regolari, senza contratti di procacciatori di affari o palliativi per aggirare la legge, sistemi complessi per buggerare le normative su direttori tecnici, garanzie, fidejussioni e tutte le gabelle amministrative necessarie a esercitare l’attività di agenzia di viaggio in piena regola.
Dice bene Enrica Montanucci: «l’unica risposta che arriva dal governo è l’ accompagnamento verso la morte»
Franceschini (cito dall’articolo) “estrae dal cilindro il bonus vacanza: un sostegno per le persone con figli a carico e con un reddito medio basso (patrimonio misurato dall’ Isee) che quest’ estate vorrebbero andare in vacanza”.

Perfetto: questi 500 ipotetici euro di bonus, che non dimentichiamo sarebbero un credito di imposta, per cui non denaro in entrata, da utilizzare in denuncia dei redditi, (ma mi chiedo, su quali redditi?) «andrebbero utilizzati in alberghi e stabilimenti balneari italiani – si legge – per una mossa finalizzata al rilancio del turismo italiano». Lodevole iniziativa, ma tra gli agenti di viaggio, tagliati fuori e dimenticati in tutto e per tutto, la rabbia non può che aumentare.
Il provvedimento del ministro estromette le agenzie dall’utilizzo in qualche maniera del contributo per fare ripartire il motore dell’oggetto d’impresa: le prenotazioni, l’intermediazione. I cittadini potranno utilizzare questo bonus direttamente in alberghi, residence e stabilimenti balneari, saltando completamente l’intermediazione. Un’altra presa in giro ai danni di un settore che lavora prevalentemente proprio in questo periodo per pianificare il fatturato di un anno.

Leggo ancora, mi spiace rimarcare, di 10mila agenzie che dovrebbero chiudere alla data del 30 giugno sulle attuali, in Italia, 13.900 attive (?) sul territorio. O mi sfugge qualcosa o si stanno dando, davvero, numeri a caso.

Credo siamo arrivati al capolinea. Chi riaprirà lo farà su base impresa individuale, non credo che potrà permettersi dipendenti, e inizierà la inesorabile catena di cessazioni di attività che si ripercuoterà su tutta la filiera, a seguire, tour operator, compagnie aeree, e tutti i fornitori di servizi.
Il turismo inintermediato è possibile, certo, ma a prezzo di grandi rischi.
Senza qualcuno esperto che ti tuteli si rischia davvero di incorrere in situazioni poco piacevoli.
Proprio per la incompetenza di chi è al comando stiamo andando verso la inevitabile distruzione di un settore economico importante, che non si riprenderà da un giorno all’altro. E mi rattrista vedere riportate idee e necessità con tanta leggerezza e approssimazione.
Il titolare del Mibact, non so perché, forse per mancata competenza in materia, che sarebbe un’attenuante ma non una giustificazione, ha già decretato che le agenzie di viaggio sono un “mezzo” obsoleto e, con questo atteggiamento supponente, che non ascolta chi vive sul campo, sta firmando una condanna di morte annunciata.

Grazie per avermi letta e scusate per lo sfogo

Francesca Cocco, Planet Earth Quartu S.Elena (CA)

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Noi proponiamo sempre pacchetti multirischi al netto con pricing e formulazioni complete, perfettamente bilanciati per essere inclusi \r\nGià ma se il viaggiatore pretende la restituzione per risoluzione cosa risolve,   a cosa serve la polizza?  \r\nUn suo eventuale diritto non significa che non comporti un costo assoluto per il rischio; anche senza polizza comunque l’Agente di viaggi dovrebbe tenerne conto!\r\nIl cliente deve quindi essere sensibilizzato e comprendere che un viaggio organizzato in agenzia lo protegge enormemente da rischi che diversamente non riuscirebbe a gestire in autonomia. Rischi che non immagina e che neppure l’agenzia può sopportare per suo conto. Deve quindi ragionevolmente accettare che le programmazioni prevedano coperture per le diverse fattispecie, comprese le modifiche organizzative improvvise prima o durante il viaggio, a seguito di eventi imprevedibili ma affatto infrequenti.\r\nUna polizza sempre inclusa pare indispensabile. Poi, nel caso il cliente dovesse rifiutare l’addebito delle penali facendo leva sulla nota sentenza di Cassazione, l’esclusiva nostra ReverseCredit permette all’operatore di ottenere il rimborso diretto delle penali dei fornitori.\r\nCi pare un contesto di grande delicatezza e difficoltà: Yescode si muove a proprio agio?\r\nQueste circostanze limite ci impegnano da sempre in modo responsabile costruttivo ed efficace: oltre ad aver introdotto per primi l’annullamento “per paura” a seguito di eventi terroristici, terremoti, cicloni ed eventi prima considerati inassicurabili; abbiamo ideato la garanzia Fermo Amministrativo Sanitario in occasione del covid e tutte le migliori soluzioni per la protezione trasporti e Voli, da Suprafly a Reprofly e Reprofull previsti anche oggi nei pacchetti Optimas Tailor Made.\r\nSiamo polarizzati a fianco degli Agenti di viaggio per offrire soluzioni innovative e strumenti incisivi per tutelare al meglio e con costi sostenibili il cliente e insieme i rischi che resterebbero in carico all’agente di viaggi.","post_title":"Yescode.com mette sul mercato la polizza ReverseCredit","post_date":"2026-06-25T10:12:08+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1782382328000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"517521","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\nVolare da Milano a Bangkok significa intraprendere uno dei viaggi intercontinentali più affascinanti che un passeggero italiano possa pianificare. 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