17 March 2026

Travel Risk Map, le previsioni di rischio per chi viaggia nel 2020

International Sos, leader mondiale nella gestione dei rischi medico-sanitari e di sicurezza dei dipendenti in missione all’estero, ha illustrato la nuova e pluripremiata “travel risk map” con le previsioni di rischio 2020.  Dopo aver selezionato un gruppo di esperti nell’analisi dei rischi in termini di salute e sicurezza per chi si muove in viaggio, o risiede, per lavoro all’estero, International SOS ha costituito un “travel management council” grazie al quale è stata stilata una lista dei 10 principali fattori di rischio previsti per il 2020: i rischi da cambiamenti geopolitici saranno la sfida principale per le imprese. I risultati del “Business Resilience Trends Watch” rivelano che il 51% dei business travel manager prevede di cambiare destinazioni nel 2020 in quanto crede che i rischi legati alla sicurezza e alla salute siano in aumento nell’ultimo anno e che il 47% prevede che questi rischi continuino ad aumentare nel corso dell’anno.

Oltre a questi fattori critici, le aziende prevedono un forte aumento della probabilità di modifica degli itinerari di viaggio a causa di epidemie (31%): previsto un aumento del +19% rispetto all’impatto reale nel 2018; malattie infettive (35%): previsto un aumento del +17% rispetto all’impatto reale nel 2018; detenzione e sequestro (29%): previsto un aumento del 17% rispetto all’impatto reale nel 2018. «Instabilità, imprevedibilità, rapide trasformazioni ed escalation –David Johnson, chief executive officer, Security Services, commenta –  sono le principali caratteristiche degli incidenti che caratterizzano il mondo di oggi.  I dipendenti, inoltre, sono potenzialmente esposti a rischi verso la loro incolumità anche in situazioni, come ad esempio le scelte di alloggio, considerate fino a ieri sicure. Che siano multinazionali o unicorns, quotate o meno, le aziende devono avere un occhio di riguardo su questo aspetto per proteggere il loro capitale umano e creare resilienza all’interno delle aziende. Questo bisogno è destinato ad aumentare in quanto oltre il 40% dei dipendenti si dirige in qualche modo verso la mobilità».

 

 

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