24 June 2026

Travel Experts un anno dopo: «Siamo il motore dei consulenti di viaggio top»

Alexander Creyf e Tommaso Giorgetti

L’avventura sul mercato italiano comincia a prendere forma: a un anno dall’avvio delle attività nel nostro Paese, Travel Experts alza l’asticella dai 16 consulenti di viaggio affiliati nel 2025 ai 30 previsti nel 2026, fino ad arrivare ai 40 nel 2027. Numeri importanti, soprattutto poiché si tratta di professionisti attivi nel segmento alto del mercato, al momento concentrati soprattutto nel Centro-nord Italia.

«L’obiettivo – conferma Alexander Creyf, operations director e figlio del fondatore Mickey Creyf – è quello di creare anche in Italia una community di consulenti in grado di lavorare sulla fascia top del mercato, con un occhio attento alla qualità». Qualità che si evidenzia non solo nella tipologia dei prodotti offerti, ma anche nelle relazioni con fornitori e partner. «La nostra avventura è cominciata nel 2007 in Belgio – spiega ancora Creyf -. In epoca post pandemica abbiamo impresso una forte accelerazione allo sviluppo, andando a presidiare nuovi mercati: Italia, Svezia e Portogallo sono stati i primi sui quali abbiamo puntato. E quest’anno aggiungeremo anche la Germania».

La community

La community di Travel Experts beneficia di un intenso programma di fam trip, training e attività per sostenere il lavoro dei consulenti, compresa la disponibilità a creare brand specifici per i singoli consulenti. In cambio, non viene richiesta alcuna fee di ingresso, ma una percentuale dei margini che può essere del 30%. «Noi siamo il motore, i consulenti di viaggio la carrozzeria. Insieme possiamo aspirare a margini importanti»

Nel 2026, l’obiettivo è quello di totalizzare 10 milioni di euro, un risultato sicuramente alla portata di Travel Experts, considerando che «un buon consulente in Italia può produrre circa un milione di euro di fatturato con una marginalità soddisfacente» aggiunge Tommaso Giorgetti, sales manager. Dove per marginalità soddisfacente si intende un valore compreso tra il 15 e il 20%.

Il fatto poi che in Italia sia presente un marchio simile non spaventa Creyf e soci: «E’ stata un “extra challenge” – spiega il manager –, ma oggi il mercato ci riconosce come professionisti attivi in un particolare ambito, quello dell’upper level, come conferma anche la nostra partnership con Virtuoso e l’affiliazione a Gattinoni. In Italia lavoriamo al 100% sul segmento b2b e le prospettive di crescita sull’high-end sono ottime».

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