5 August 2021

Territori e Italianità, bene la seconda edizione del think tank

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Andrea Succi

Per governare il turismo è necessario sviluppare un nuovo modello basato su un pilastro fondamentale, il ruolo sussidiario delle Dmo e delle competenze di chi governa il sistema ad esse legate. Questo e molto altro è emerso dalla seconda edizione di Territori & Italianità – il think tank creato da Andrea Succi che ha dato voce alle migliori esperienze e progetti delle regioni italiane in tema di Destination management.

Come sottolinea Andrea Succi “le destinazioni sono sistemi complessi e come tali richiedono competenze e capacità di coordinamento. Il turismo non è una variabile a sé stante ma parte integrante della crescita equilibrata di ciascun territorio. L’obiettivo è il miglioramento della vita delle comunità locali e l’aumento dei flussi ne rappresenta l’effetto. Ne consegue da un lato la necessità di un ruolo più decisivo delle Dmo in termini di pianificazione, programmazione e coordinamento. Dall’altro l’integrazione tra competenze pubbliche e private che rendano possibile un’efficace crescita dei territori”.

E gli spunti emersi durante questo phygital talk (integrazione tra diretta studio e diretta streaming) sono stati molti. Oltre 45 tra professionisti delle destinazioni, amministratori locali e imprenditori hanno condiviso le migliori pratiche a dimostrazione delle tante interessanti energie che sono attive nei territori del nostro Paese.

Ognuno dei sette panel ha espresso interessanti riflessioni emerse dalla non stop di undici ore: se le Dmo sono il collante decisivo per vincere la competizione sull’attrattività della destinazione si rende

necessaria una governance multilivello capace di integrare le necessità provenienti da tutte le componenti del territorio con la capacità di fare programmazione degli enti locali. Detto in altre parole non bisogna più seguire un processo verticale (promozione della destinazione sul mercato) ma orizzontale che riunisca allo stesso tavolo della programmazione tutti i soggetti convolti nella crescita e sviluppo del territorio (dalle filiere di prodotto alla logistica, dalle infrastrutture tecnologiche agli operatori del turismo fino agli imprenditori).

Concetto che lega il focus dei panel dedicati ad Agricoltura, Imprese e Italianità. Se l’agricoltura assume un ruolo di generatore sociale e driver di una rinnovata forma di ospitalità legata alla valorizzazione delle sapienze produttive delle persone, agli imprenditori è demandato il compito di sviluppare progetti e prodotti secondo la logica della responsabilità sociale, per valorizzare sempre più il concetto di sostenibilità territoriale per un turismo più consapevole. L’italianità è invece nella volontà di creare idee, progetti, prodotti che vanno al di là del singolo territorio/impresa per integrarsi ad un livello più generale di un bene comune che dialoga fra comunità locali ma in ambito nazionale. Dall’Europa invece è venuto lo stimolo al nuovo ruolo delle Dmo e la valenza strategica della sussidiarietà a supporto delle realtà territoriali (vedi abstract ricerca): la Bottega rinascimentale ha invece esaltato quanto sia rilevante l’integrazione dei saperi in un dialogo proattivo coinvolgendo urbanisti, antropologi, sociologi, psicologi del lavoro, sino ad esperti in neuroscienze.

Come sottolinea l’ideatore del format, organizzatore e conduttore dell’evento Andrea Succi “attraverso la seconda edizione di Territori e Italianità ci siamo posti l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle diverse professionalità pubbliche e private che operano in tutta Italia, a volte un po’ isolate, per potenziare insieme le opportunità di lavoro sui territori di appartenenza. Volevamo dare voce a chi sul territorio italiano si impegna in tal senso perché il cambiamento è il fattore che alimenta la motivazione, il metodo è il confronto, l’approccio partecipativo la soluzione. I risultati di valore si ottengono con competenza, professionalità e tanta formazione.

Territori e Italianità nasce infatti dalla visione di un mondo in cui il bene comune sia l’attitudine, la motivazione e l’ispirazione che guida gli esseri umani nel loro agire. Un modello di economia della conoscenza basata sull’energia positiva delle azioni che sta nel fare per pensare. Occorre il coraggio di produrre innovazione e moltiplicarne l’effetto attraverso un processo di propagazione. Ci crediamo a tal punto che in piena pandemia, con Linda Carobbi e Gianmarco Boggio abbiamo dato vita a TurismiAmo, una nuova realtà imprenditoriale che coniuga l’agricoltura con la tecnologia della realtà aumentata e una metodologia esclusiva di destination management.




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