13 May 2026

Al via il Biz Travel Forum. Patanè: «Serve un sistema comune per i big data»

«Noi siamo un po’ il faro del mercato per tecnologia, servizi e comunicazione». Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet alza il sipario sulla 16° edizione del Biz Travel Forum ribadendo, neanche troppo tra le righe, le ambizioni su larga scala del gruppo da lui presieduto. Ma il forum d’apertura della due giorni milanesi non è solo la vetrina di Uvet e di Patanè fresco della nomina di Cavaliere del Lavoro.

Il tema del forum d’apertura sono infatti gli scenari per il 2017 con lo spettro – o il monito, dipende dai punti di vista – dei big data neanche troppo sullo sfondo.
Si parte dai dati, per l’appunto, raccolti nell’Uvet Travel Index, studio realizzato in collaborazione con Ambrosetti Group. «L’Italia non va male, il Paese è su una linea virtuosa e per il 2017 prevediamo una crescita del Pil pari allo 0,8%», osserva l’ad Paolo Borzatta per poi cedere la parola agli altri relatori del panel ma non prima dell’intervento, che suona un po’ come provocazione, un po’ come invito, di Luca Patanè. «I nostri dati sono sensibilmente legati ai trend economici – rileva il presidente -. Viaggi, soprattutto d’affari ed economia vanno di pari passo, quindi perché non creare una base di dati in comune?»

Una necessità per il sistema Paese che va a scontrarsi contro le logiche della concorrenza, nonostante Patanè ribadisca, «la competizione mi piace tutta, va bene, stimola» che trova il consenso di Damiano Sabatino, Vp and managing director Southern Europe e North Africa di Travelport, «siamo totalmente dentro la 4° rivoluzione industriale e la sua caratteristica è la connettività totale». Più moderato Gianfranco Battisti, direttore divisione passeggeri long haul di Trenitalia, «senza dati un piano industriale non si mette in piedi – ribadisce -, C’è la necessità di avere una banca dati Paese». Apertura, ancor più misurata quella di Nicola Bonacchi, vicepresidente sales Alitalia «i dati sono indispensabili per saper competere e saper rinascere», mentre la chiosa spetta a Michel de Blust, segretario generale Ectaa. «Se gli attori dell’economia turistica non riescono a federare i dati, tra qualche anno a confrontarsi su palchi come questi ci saranno Google, Facebook e Amazon».

 

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È questo il senso del nuovo piano di comunicazione presentato ieri a Milano dalla Regione Umbria, alla presenza della presidente Stefania Proietti, dell’assessore regionale al Turismo Simona Meloni e di Federico Sistico per la Camera di Commercio dell’Umbria.\r\n\r\nIl messaggio è chiaro: uscire dalla logica della cartolina e dare più personalità al racconto del “cuore verde d’Italia”, puntando su qualità della vita, arte, cultura, paesaggio, aree verdi e autenticità. Non solo per conquistare turisti, ma anche per intercettare aspiranti residenti, nomadi digitali e lavoratori in smart working. Una linea sintetizzata bene dall’idea, emersa durante l’incontro, di un’Umbria in cui «si arriva e si vorrebbe restare a vivere».\r\nLa strategia\r\nTra i cardini della strategia c’è il turismo lento. 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In Valnerina, accanto alla riapertura del centro storico di Norcia e della Basilica di San Benedetto, resta centrale la fioritura di Castelluccio, mentre nell’area di Terni il racconto passa anche dalla Cascata delle Marmore e dal nuovo Borgo Muse Festival di Collescipoli, in programma a settembre. Un calendario che conferma la volontà della regione di legare natura, cultura, spiritualità e contemporaneità in un’unica proposta di viaggio. Magari condotto a ritmo lento, a piedi o in bicicletta.\r\nUn'Umbria meno ovvia\r\nCammini, percorsi bike e itinerari nascosti diventano così strumenti per scoprire un’Umbria meno ovvia, fatta di borghi, paesaggi e comunità.In questa direzione va anche il lavoro sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e il potenziamento della rete ciclopedonale. Il Trasimeno, con la sua ciclovia e il sistema museale integrato accessibile con biglietto unico, rappresenta uno degli esempi più concreti di questa visione. 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L’Umbria sarà protagonista a Identità Golose, dal 7 al 9 giugno, con una presenza che valorizzerà la filiera dall’agricoltura all’ospitalità. «Non c’è miglior ambasciatore di un grande cuoco del proprio territorio e dei suoi prodotti», è stato sottolineato da Claudio Ceroni, imprenditore e fondatore di Identità Golose.\r\n\r\nIl nuovo racconto passerà anche da strumenti digitali rinnovati, come Umbria Tourism, spazi ad hoc per il cicloturismo e il nuovo spot per superare lo slogan del “mollo tutto” e tradurlo in una proposta concreta: un’Umbria dove turismo, servizi, cultura e qualità della vita possono diventare una scelta stabile.\r\n\r\n(Alessandra Favaro)","post_title":"L’Umbria cambia passo: meno cartolina, più qualità della vita","post_date":"2026-05-12T11:26:38+00:00","category":["incoming"],"category_name":["Incoming"],"post_tag":[]},"sort":[1778585198000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513951","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"“Luxury Reloaded”, il forum voluto da Deloitte per indagare i temi di innovazione, sostenibilità e capacità di generare valore nel lungo periodo, ha portato a Milano importanti figure di riferimento del settore dell’accoglienza. Tra queste Aldo Melpignano, co-founder di Egnazia Ospitalità Italiana: un’attività nata in Puglia, che sta oggi crescendo in tutta Italia «creando un soggetto che permette agli alberghi indipendenti italiani di competere ad armi pari con i grossi gruppi internazionali».\r\nLa strategia\r\n«L'obiettivo è quello di creare un soggetto per competere ad armi pari con i grossi gruppi internazionali che stanno entrando con sempre maggior decisione sul nostro mercato. Sono convinto che in Italia ci sia spazio per una formula indipendente di hotel di qualità, ma occorre creare un modello di collaborazione aggregativo, altrimenti si rischia di soccombere in un mercato sempre più difficile, interessato da una concorrenza ampia e forte che impone una strategia per lavorare al meglio insieme. 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