26 October 2021

Robintur: le rotte del turismo dopo la pandemia – 3

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Il covid fa cambiare rotta ai vacanzieri e, chi parte, ha ridisegnato le proprie vacanze in seguito agli accadimenti della pandemia che hanno coinvolto tutto il mondo.

Un sondaggio eseguito da Robintur, ha evidenziato che ben il 77% degli intervistati dichiara che il covid lo ha spinto a modificare la propria destinazione, che per lo più sarebbe stata estera.

Il 47% di costoro, infatti, si sarebbe recato all’estero in quest’estate 2020, ma a fronte delle restrizioni, della situazione poco chiara, dei dubbi sanitari e procedurali, il 91% di chi va in vacanza dichiara che resterà nei confini nazionali, cosa che potrebbe portare al saldo finale un numero lievemente maggiore di turisti italiani.
Restare in Italia, si, ma muovendosi su e già per la penisola, giacché il 71% afferma di voler andare in un’altra regione.
Se nel 2019 non cambiava meta quasi un quarto degli italiani, nel post-covid il numero sale a 1 su 3.

L’occasione di un’estate tutta italiana fa riscoprire la montagna, soprattutto ai giovani: la scelgono il 25% dei 23-35enni nell’estate 2020, contro l’11% del 2019, oltre il doppio. Il mare resta la meta più gettonata (scelto da 6 su 10 del campione), ma la montagna e la natura passano dal 13% se non ci fosse stata la pandemia al 23% post-covid. Una montagna peraltro senza genere e senza età, giacchè il trend è in crescita per tutti i segmenti di età.
Tra le regioni più scelte il mare della Sicilia in cima alla classifica, il mare della Puglia e le montagne del Trentino Alto Adige.

E’ comunque un’estate che in ritardo a causa della riapertura solo il 3 giugno e dell’incertezza che gli italiani percepiscono nel sistema turistico del paese, corroborata dalla assenza di decisioni importanti da parte della politica e della poca coesione del sistema turistico del paese. A marzo 2019 aveva già prenotato il proprio soggiorno il 21% dei vacanzieri e il 37% lo avrebbe fatto a breve (quindi presumibilmente entro maggio). A giugno 2020 invece, ha prenotato solo il 22% di chi andrà in vacanza e il 42% pensa di farlo a breve. Se poi sommiamo a questo ritardo coloro che nell’incertezza si affideranno a prenotazioni (ormai obbligatorie) all’ultimo minuto: i last minute saliranno dal 12% nel 2019 al 19% nel 2020.
Cambiano anche i criteri di selezione della vacanza, si scelgono pacchetti in cui il rapporto qualità/prezzo si il migliore e più degli altri anni, si cerca di una soluzione che si adatti al meglio ai gusti di chi sta partendo (trend in crescita rispetto al 2019 dal 28% al 33%).




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