13 May 2026

Pimpinella (Apsp): «Rafforzare la sicurezza per i pagamenti con carte di credito è un obbligo»

L’associazione prestatori servizi di pagamento – Apsp ha organizzato un interessante evento dedicato alla sicurezza nei pagamenti con carta di credito per hotel, tour operator, channel manager, ota ed agenzie di viaggi alla 22°edizione della Bmt di Napoli che ha visto come relatori il Maurizio Pimpinella, residente Apsp, Alfredo Visconti, product manager braintech e Amedeo Lupinelli, country manager Italy 366 security and compliance.

Dalle domande poste dagli operatori presenti in rappresentanza delle varie filiere i relatori hanno riscontrato una certa carenza di informazioni di base e di consapevolezza sulla gestione e della messa in sicurezza dei pagamenti elettronici, ragion per cui l’associazione convocherà a breve un tavolo operativo con la Iata, i network più rappresentativi, i sistemi di prenotazione delle compagnie aeree, le diverse associazioni degli albergatori, le software houses dei gestionali delle agenzie e le associazioni dei consumatori per tutelare cittadini ed imprese nell’utilizzo dei pagamenti elettronici.

Dopo la tappa di Napoli l’associazione ha immediatamente organizzato 3 momenti di formazione a supporto della filiera del turismo: 12 giugno “Digital & Payment Summit “ che si terrà presso Auditorium Antonianum di Roma, il 13 settembre a Milano e 10–12 ottobre al Ttg Incontri.

Secondo l’Osservatorio mobile payment & commerce di Milano le carte contactless (18 miliardi, +150%) e le transazioni via mobile (6,7 miliardi, +60%) valgono insieme oltre la metà del mercato. L’acquisto di beni e servizi e il pagamento di ricariche, bollette e tasse tramite pc o tablet con carta di credito o tramite wallet (esclusi quelli tramite Home Banking) valgono 20,3 miliardi di euro, +10% rispetto al 2016. Gli acquisti tramite smartphone crescono del 65% nel 2017 e superano i 5,8 miliardi pari a un quarto degli acquisti online complessivi. I mobile pos raggiungono i 900 milioni a valore (+9%): 90 mila le unità attive (+6%) ognuna delle quali transa in media circa 10 mila euro ed ecco il commento di Maurizio Pimpinella: «Le aziende devono rafforzare i protocolli di protezione dati e prestare maggiore attenzione alla cyber security, dato che episodi legati al furto di identità sono molto frequenti e quando si raccolgono migliaia e migliaia di dati è fondamentale che siano protetti da rischi di questo tipo. Solo il 4% delle nostre ricerche emerge sul web attraverso Google, tutto il resto esiste ma rimane nel sommerso. Da un paio di giorni tutti si stanno preoccupando della privacy e della tutela dei propri dati. Dove saranno finiti, chi li utilizzerà, quale sarà il danno che ne deriverà, e tante altre domande. E’ ora che tutti capiscano quale strumento abbiamo in mano, come si utilizza internet, ma soprattutto è arrivato il momento di capire che la nostra privacy ha un valore economico. Le leggi esistono con multe anche consistenti (vedi le sanzioni sulla privacy o sulla mancata certificazione per i pagamenti elettronici) eppure nessuno le applica e quindi tutti vendono i dati in loro possesso lucrandoci invece di pagare le multe. Se presto non si provvederà alla messa in sicurezza dei propri dati personali e delle carte di credito, gestiti in maniera non compliance in alcune filiere del turismo ed i call center, si rischia seriamente di essere esposti sul mercato in maniera impropria e non autorizzata».

Di recente anche Sergio Pellegrini, marketing and corporate communications manager, Southern Europe presso Travelport ha dichiarato: «Bisogna adeguarsi subito perché un mese di anticipo è un mese in meno di rischio, poiché solo per l’intermediazione si parla di frodi globali complessive di 15 miliardi di dollari nel 2017, e 20 miliardi entro 2020. Perché il turismo è un mercato molto attraente e vulnerabile: vive di miliardi di transazioni di piccola entità , spesso così sotto data che non si riesce a seguire il percorso del denaro, e le imprese hanno spesso margini troppo esigui per difendersi»

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