29 July 2021

Ora il gruppo Onorato deve saldare 155 mln di euro allo Stato per Tirrenia

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Vincenzo Onorato

Una vicenda complicata, quella del gruppo Onorato Armatori, che la recente sentenza della Commissione Ue sulla questione degli aiuti di stato a Tirrenia, giunta dopo ben nove anni di indagine, ha ulteriormente ingarbugliato. Ma andiamo con ordine: di per sé il giudizio di Bruxelles è stato persino favorevole alla compagnia napoletana, che ha accolto con soddisfazione la decisione. Secondo la corte europea, infatti, gli 846 milioni di euro pubblici versati a Tirrenia tra il 2009 e il 2020, per assicurare la continuità territoriale con la Sardegna, non costituirebbero aiuti di stato. In contrasto con le norme Ue sarebbero invece altri 15 milioni, erogati a titolo di esenzione fiscale, di proroga di un anno dell’aiuto al salvataggio, nonché a seguito dell’utilizzo improprio dei fondi destinati alla ristrutturazione delle navi. Ma tale cifra sarebbe esclusivamente dovuta dalla società Tirrenia in amministrazione controllata e nulla sarebbe richiesto a Cin, la compagnia del gruppo Onorato Armatori che nel 2015 acquisì il 100% della stessa Tirrenia, stante la mancanza di continuità economica con la precedente gestione.

Il paradosso è che tale sentenza in realtà complica la vita al gruppo Onorato, già alle prese con le note difficoltà finanziarie dell’altra controllata Moby, la quale deve rimborsare un bond da 300 milioni di euro (scadenza 2023) e soprattutto 170 milioni di debiti con le banche. Stando agli accordi a suo tempo stabiliti con lo Stato, la Cin si era infatti impegnata a saldare il prezzo di 180 milioni di euro, pattuito per l’acquisto di Tirrenia, solo a seguito del pronunciamento definitivo di Bruxelles sulla questione aiuti di stato. E ora che la decisione è arrivata, il gruppo Onorato Armatori si trova nelle condizioni di dover saldare le prime due rate di tale somma, corrispondenti a un totale di 155 milioni di euro, mentre la tranche finale è prevista per il prossimo anno. E sulla compagnia di Vincenzo Onorato, che si è detto disponibile a trovare una soluzione compatibile al percorso di risanamento in atto, pende anche l’avvicinarsi della scadenza di luglio della convenzione di continuità territoriale, appetita da molti altri armatori.

 




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