25 August 2026

Milano chiusa, Italia chiusa. Ma il popolo ha capito. Non ha bisogno dei vip

La situazione è quella che è. A Milano siamo come in attesa di qualcosa che non conosciamo, una specie di bombardamento annunciato dalle sirene degli aerei, e cerchiamo di rimanere a casa il più possibile. Chiaramente nello stato di ansia che si sente, nessuno segue i consigli dei vip, che hanno messo la loro faccia, per una campagna dai toni rassicuranti, ma che non arriva. Come possiamo seguire i consigli di chi vive in case lussuose, con ogni ben di dio a disposizione, con cameriere e domestici che vanno a fare la spesa? Dicono leggete un buon libro. Il fatto che dicano leggete, vuol dire che loro non ci pensano affatto a leggere. Cosa che peraltro si capisce appena aprono bocca.

I negozi sono chiusi, le agenzie di viaggio sono chiuse, serrande abbassate in tutta Milano e in tutta Italia. Poche persone per strada. Ieri sera il premier Giuseppe Conte ha stretto ancora più le maglie. Forse è la mossa giusta per cercare di frenare l’escalation del virus. Staremo a vedere. Certo i settori produttivi sono in ginocchio, ma in questo momento è la salute pubblica l’interesse principale. 

Sono contrario ai messaggi super ottimistici, tipo: finirà tutto, ce la faremo e cosa del genere. Certo che finirà tutto, certo che ce la faremo. Ma alla fine dovremo fare i conti di ciò che è rimasto. Dobbiamo essere lucidi. Dobbiamo essere lucidi e realisti. Non c’è altro da fare. I vip se ne rimangano nelle loro belle case miliardarie. Noi, che viviamo del nostro lavoro, modesto o meno che sia, non abbiamo bisogno dei loro consigli. Sappiamo perfettamente che il rischio è alto, non c’è bisogno che ce lo ricordino i vari attori, cantanti, presentatori, starlette, conduttore e conduttrici. In questo caso non c’è differenza di ceto o di conto in banca. Le cose sono uguali per tutti.

Nel frattempo cerchiamo di salvare ciò che si può salvare, per quando tutto questo finalmente finirà.

Giuseppe Aloe

 

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