11 dicembre 2019 11:05
Assemblea generale di Fto abbastanza piena. Presenti quasi tutti gli associati e anche i nuovi hanno fatto capolino nelle sale che hanno ospitato l’evento. Il momento clou è stato sicuramente l’intervento del presidente Luca Patanè che si è detto da una parte fiducioso sulla crescita dell’associazione, sia per il numero di affiliati sia per l’importante lavoro che sta svolgendo a favore delle agenzie di viaggio, e dell’industry in generale. «Ci siamo aggiudicati 800 mila euro del Fondo Forte, che verranno impiegati integralmente nella formazione degli agenti di viaggio – ha detto, e poi ha continuato -. Certo lo scenario in cui noi operiamo non è dei migliori, con una politica che non ha nessun interesse verso il turismo. Un totale disinteresse che si tramuta in mancate operazioni di sostegno al sistema. Ci siamo abituati, per dirlo in altro modo, a non aver nessun governo che ci affianchi, dobbiamo fare tutto da soli».
Dopo questo incipit, Patanè ha individuato un’altra criticità: «Alitalia. Il futuro è assolutamente incerto. Adesso è arrivato il commissario straordinario che dovrebbe fare i tagli necessari e poi dare in mano la compagni a Lufthansa. Staremo a vedere. Come cittadino sono indignato visto che 9 miliardi di euro delle nostre tasse sono state versate nelle casse di Alitalia. Come imprenditore sono preoccupato perché Alitalia è uno dei nostri partner primari. L’altro focus importante è quello delle agenzie di viaggio. Le adv stanno crescendo, stanno specializzandosi, insomma stanno lavorando bene e l’istituzione cosa fa? Le riempie di continui balzelli fiscali, di ingorghi burocratici che da una parte rallentano il lavoro, e dall’altra mettono le agenzie sotto ricatto se nel caso uno di questi mille adempimenti non venga fatto in modo più che perfetto. Non si può continuare a lavorare sempre sotto minaccia».
L’ultimo punto del discorso di Patanè è legato ad Alpitour e al suo nuovo contratto che sta suscitando critiche in buona parte delle agenzie di viaggio. «Noi dobbiamo aprire un dialogo con Alpitour, sederci ad un tavolo e cercare di trattare e di far presente anche le nostre esigenze».
Il direttore generale di Fto, Gabriele Milani ha poi illustrato la strategia per il prossimo anno. Che si basa sulla giusta direzione per le agenzie e soprattutto sulle agenzie in regola con tutti i parametri di norma. «Inoltre non siamo contenti del contratto. Vogliamo un contratto flessibile e moderno, e per questo lavoreremo. La nostra politica poi si allarga alle questioni fiscali e a quelle legali in cui saremo sempre più presenti. Stiamo inoltre lavorando sia con l’estero che con il nostro Paese, cercando di formare le nuove generazioni per dare loro la tecnica del turismo ma anche l’entusiasmo».
Sono sette le new entry dell’associazione: Earth, Deluxuring, Esse Vacation, lastminute.com, Travelgram, Zani Viaggi e Uet.
Infine una nota. Alla domanda di un giornalista (il sottoscritto per esattezza) su come si fosse risolta la questione dell’ingresso in modo pieno di Fto in Apjc, mentre Milani stava per rispondere in modo pacato ha preso il microfono Luca Patanè e in modo francamente sgarbato ha chiesto al giornalista: «Ma perchè lei fa sempre questa domanda?», risposta «Veramente l’ho fatta due volte», Patanè sempre irritato: «E perché insiste su questo punto?» risposta «Perché voi rappresentate migliaia di agenzie di viaggio e una vostra presenza all’interno di Apjc è fondamentale». Ancora Patanè: «Non credo che sia il momento di fare domande polemiche con tutto quello che abbiamo fatto durante quest’anno. In Apjc siamo membri osservatori e tanto basti». Il punto, invece è un altro. Essere in Apjc è uno modo per condizionare le politiche di raccordo fra agenzie di viaggio e Iata. La risposta irritata e piccata di Patanè denuncia un fastidio neanche tanto celato. Mi dispiace riportare questo fatto, ma insomma a domanda si risponde. Se non si vogliono domande non si dà il microfono alla stampa. Se si risponde, senza alcun motivo apparente, in modo irritato e sgarbato, non possiamo che riportarlo.
Giuseppe Aloe

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Il fondo londinese del miliardario britannico Christopher Hohn The Children’s Investment Fund ha investito circa 636 milioni di dollari in prestiti legati ad alcuni dei principali hotel di lusso italiani. A riportarlo è il Financial Times, che sottolinea come la posizione più rilevante riguardi il Danieli di Venezia. Sulla struttura Tci detiene una quota di un finanziamento da 392 milioni di dollari. Seguono il Caesar Augustus di Capri con 132 milioni, il Six Senses sul lago di Como con 74 milioni e il Mandarin Oriental di Milano con 38 milioni. Tutti gli alberghi fanno capo al gruppo immobiliare italiano Statuto.
Come si legge sul Sole 24Ore, Tci non ha concesso direttamente i finanziamenti, ma ha rilevato quote di prestiti originati da una società di private credit nella quale possiede una partecipazione.
Cresce la domanda in Italia
La crescita della domanda alberghiera in Italia ha aumentato anche la competizione tra gli investitori per un numero limitato di immobili di alto profilo, dai palazzi storici di Roma, Milano e Venezia alle strutture sul lago di Como e sulla Costiera Amalfitana. Il Danieli, per esempio, è interessato da un’importante ristrutturazione dopo il passaggio della gestione da Marriott a Four Seasons, con il completamento dei lavori previsto il prossimo anno.
Secondo le rilevazioni di Jll Italia sugli ultimi dati di investimenti immobiliari in Italia, nel primo semestre di quest’anno, il comparto Hotels & Hospitality ha registrato circa 860 milioni di euro di investimenti diretti a cui si aggiungono ulteriori 260 milioni di euro derivanti da operazioni di riconversione. Il mercato urban è dinamico, coprendo circa il 50% dei volumi, di cui il 30% su Milano e circa il 20% su Roma. Si consolida l’attenzione su Venezia e Firenze, oltre che sulle destinazioni leisure, soprattutto laghi e Sicilia. Non manca interesse per città secondarie come Torino, Bologna e Padova.
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«Stiamo realizzando uno degli investimenti più significativi nella nostra storia per migliorare l’esperienza a bordo - ha dichiarato Heather Garboden, chief customer officer di American -. Dall’intrattenimento di nuova generazione integrato nello schienale di ogni poltrona a un’offerta ampliata di posti premium, questi miglioramenti offriranno ai nostri passeggeri un’esperienza di viaggio ancora più confortevole, personalizzata e connessa».
Cresce così il numero di poltrone premium e Main Cabin Extra presenti nella flotta a corridoio singolo, grazie all’ammodernamento degli aeromobili esistenti e all’introduzione di nuovi velivoli configurati con una maggiore offerta di poltrone premium. Attualmente, le poltrone premium rappresentano circa il 25% dei posti disponibili sui voli operati con aeromobili a corridoio singolo; nei prossimi anni questa quota salirà a circa il 40%.
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[post_content] => Un'altra notizia sulla quale riflettere. Il turismo nel bel paese in questo 2026 vola. E non è certo una novità. Questo andamento decisamente positivo si riflette anche sugli incassi dei comuni derivanti dalla tassa di soggiorno. Nei primi sei mesi dell’anno si registra un più 13% a favore dei comuni italiani con 438milioni. In tre anni il gettito è cresciuto addirittura del 30%.
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Nel triennio 2023-2025 la regione Calabria ha investito 47 milioni in destination marketing, cifra che ha generato un impatto economico totale di 5,8 miliardi di euro, corrispondente al 14,1% del Pil calabrese nel periodo considerato. Il giro d'affari complessivo ha visto una crescita costante: 1,6 miliardi del 2023, 1,8 miliardi nel 2024, 2,4 miliardi nel 2025.
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[post_content] => Stresa, affacciata sul Lago Maggiore e sulle Isole Borromee, è storicamente una prestigiosa meta del turismo d’élite internazionale. Vocazione che oggi si rinnova negli spazi del Boutique Hotel Stresa: una struttura a 5 stelle voluta da Svetlana e Alexey Fisun, che nel 2022 hanno scoperto sul lungolago una Palazzina in rovina, avvolta dalla vegetazione, e hanno deciso di realizzare il loro sogno: dare vita a un Boutique Hotel con le radici nella storia.
Il Boutique Hotel Stresa rappresenta il futuro dell’accoglienza nell’area con 28 suite ampie e curate, 4 spa suite private, giardino, piscina all’aperto e area fitness; con proposte che spaziano dall’alta gastronomia dello chef Luca Gulino del Ristorante LeBolle a “Boutique Art Stresa”, dedicata all’arte contemporanea. Come racconta Andrea Lazzarini nel volume “La Casa d’Oro di Stresa, un’eleganza senza tempo, 1772-2022”, la storia del complesso porta al 1723, quando il giovane Giacomo Filippo Bolongaro partì per Francoforte dove fece fortuna commercializzando il tabacco da fiuto. T
ornato a casa nel 1772 costruì Villa Bolongaro, detta anche la Casa d’Oro, che fu la prima dimora edificata sul lungolago di Stresa - ospitò anche Casanova, amico della famiglia Borromeo! A fianco della villa sorse una struttura dove venivano accolti e sfamati non solo i viandanti che, dal Passo del Sempione, raggiungevano stremati le sponde del Lago Maggiore, ma anche le ragazze madri. Nel complesso, che aveva un forte ruolo sociale, c’erano il primo medico di Stresa e un piccolo ospedale. Nel 1848 Anna Maria, ultima erede della famiglia Bolongaro, nota come “la Santa di Stresa”, lasciò tutti i suoi beni alla congregazione dei Padri Rosminiani.
“Il palazzo di Anna Maria Bolongaro era aperto quale un albergo a tutti e a tutte le ore … con stanze bene addobbate, una mensa imbandita e una servitù cordiale, piena di attenzione per tutti” scrisse in quegli anni lo storico rosminiano don Vincenzo DeVit. I padri, per problemi economici, nel 1857 cedettero la villa ai Savoia che stavano cercando una dimora sul Lago Maggiore per la Duchessa di Genova Elisabetta di Sassonia: madre di Tommaso e di Margherita, futura regina d’Italia. La villa nel suo periodo più mondano e sfarzoso ospitò figure come Alessandro Manzoni e Camillo Benso conte di Cavour.
La proprietà venne più volte trasformata, anche edificando quella Palazzina del Principe Tommaso che diventerà il Boutique Hotel Stresa. Dopo la morte della Duchessa l’ampio complesso affacciato sul lago venne acquistato dal noto gioielliere Lucien Mellerio - originario della Val Vigezzo e arricchitosi a Parigi per aver sventato un attentato al re! – che frazionò il complesso e nel 1913 abbatté la splendida Palazzina per poi erigere quella che diventerà prima Villa Lama e poi Villa Ostini (1941) dai nomi dei successivi proprietari. Dopo i difficili tempi della guerra la grande villa tornò ai Padri Rosminiani, ma la Palazzina divenne proprietà degli Zattera che volevano farne un albergo.
Il progetto non riuscì e l’edificio venne dimenticato. Nel 2012 sono arrivati a Stresa gli imprenditori Svetlana e Alexey Fisun, incantati dalla bellezza del luogo, tanto simile alle vedute del loro Kazakistan e hanno riscritto la storia dell’edificio. “Insieme Svetlana e Alexey hanno realizzato un’opera unica. - scrive Lazzarini - Un’hotel dove l’ingegneria incontra l’arte, dove ogni spazio racconta una storia, dove ogni ospite è accompagnato in un’esperienza di bellezza, benessere e autenticità”.
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Gnv, compagnia di traghetti del Gruppo MSC, annuncia l'apertura di una terza linea verso l'Algeria: un collegamento diretto tra l'Italia e il porto di Annaba, che si affianca alle rotte già attive da Sète (Francia) verso Algeri e Bejaia.
La nuova linea Civitavecchia–Annaba sarà attiva per l’estate a partire dal prossimo sabato 8 agosto, con due rotazioni settimanali - il martedì e il sabato - operate dalla nave Cristal. A bordo, i passeggeri troveranno servizi pensati su misura per le esigenze del mercato nordafricano: cucina halal, una sala dedicata alla preghiera e aree pensate per le famiglie in viaggio.
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In Algeria, Gnv opera in collaborazione con AFLT Maritime, agente generale ufficiale e partner della Compagnia per la gestione e il supporto delle linee marittime tra l'Algeria e l'Europa, a supporto dello sviluppo delle attività nel Paese.
L’amministratore delegato di Gnv, Matteo Catani, ha commentato: "Con l'apertura della linea Civitavecchia–Annaba diamo continuità al percorso di crescita avviato in Algeria lo scorso anno, un mercato che si è confermato in linea con le nostre aspettative in termini di traffico passeggeri e merci. Abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno con un nuovo collegamento diretto perché crediamo nel potenziale di lungo periodo di questo Paese, e continueremo a investire in flotta, frequenze e servizi dedicati per rispondere in modo sempre più mirato alle esigenze del mercato nordafricano."
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Aumenta "l'undertourism", secondo le stime di Confartigianato, che rileva "la scelta compiuta dal 21,3% dei vacanzieri che nel trimestre estivo prediligono viaggi esperienziali con visite ai laboratori artigiani, ad aziende e siti produttivi. Una quota in crescita rispetto al 7,6% registrato nel 2019".
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"Non solo Venezia, Roma o Capri: è una straordinaria rete di borghi, aree interne e montane, comunità che custodiscono storia, cultura, biodiversità e competenze imprenditoriali. È qui che nasce l'Artiturismo, la risposta di Confartigianato all'overtourism, al consumo 'mordi e fuggi' del nostro territorio", commenta il presidente Marco Granelli.
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[post_content] => Transfeero presenta Hotellerie, la nuova soluzione B2B sviluppata per supportare hotel, resort e gruppi alberghieri nella gestione dei trasferimenti dei propri clienti. Attraverso una piattaforma dedicata, reception e concierge possono prenotare e monitorare le corse, gestire itinerari, pagamenti e informazioni sui passeggeri da un unico ambiente operativo. Il servizio permette alle strutture ricettive di semplificare le attività quotidiane, ampliare i servizi offerti agli ospiti e generare nuove entrate attraverso una commissione riconosciuta su ogni transfer completato.
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Purtroppo la tracotanza è e rimane sempre. Fa delle belle cose apprezzabili e poi le penalizza a causa del suo carattere e modo di fare. Patanè rimane sempre…coerente. Purtroppo.