13 May 2026

Land of Fashion, quando lo shopping sposa il territorio

Land of Fashion, Mauro Acquati,

Mauro Acquati

«L’ispirazione è già nel nome del nostro brand». Per Mauro Acquati, director of business development di Hubsolute, ideatore di Land of Fashion, marchio che raggruppa cinque outlet dislocati in tutta Italia, tra shopping e territorio c’è più di un possibile sodalizio, si tratta infatti di un vero e proprio matrimonio.
«Si parla sempre più del concetto di esperienza, a questo noi aggiungiamo quello di identificazione, con il territorio che ospita i nostri outlet e che si prestano a far da cornici allo shopping ovviamente ma anche a una scoperta dell’area che ospita struttura e negozi».

Non è un caso dunque che ogni outlet del brand abbia delle sue peculiarità ben delineate. «Abbiamo la fortuna di avere i nostri outlet in zone meravigliose che ci ispirano costantemente – prosegue Acquati -. Penso al Franciacorta, che grazie a un lavoro sinergico con il consorzio ci ha permesso di creare dei pacchetti con partenza da Milano, visita a una cantina con degustazione e dunque pomeriggio di shopping nell’outlet prima di tornare in città o a Mantova, dove si visita Palazzo Ducale, si gustano le eccellenze del territorio e poi ci si sposta a fare acquisti».

Ed è proprio sulla realizzazione di questi micro-pacchetti che entra in campo il trade, operatori e agenzie, che possono così avere una freccia in più da scoccare per conquistare clientela. «Diamo al trade delle nuove idee per attrarre il cliente – prosegue il manager – delle soluzioni alternative al concetto di escursione: siamo partiti solo quest’anno ma sarà il nostro obiettivo anche nel breve termine: consolidare e intensificare le sinergie». Le possibilità sono moltissime e cambiano nelle varie stagioni dell’anno. Da eventi a tema a ridosso delle festività natalizie a concerti ed eventi legati al food durante la primavera e l’estate. «Il nostro obiettivo è aggregare il più possibile, affermando il brand e le nostre proposte, sia sul mercato domestico sia su quello internazionale».

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Questa percezione ha creato un approccio diverso, la consapevolezza di poter “usare” l’Ai a proprio vantaggio. Per coniugare l’elemento umano Bluvacanze ha scelto di mettere su TikTok i propri influencer. Attraverso una sorta di talent abbiamo individuato due giovani che conoscessero il linguaggio dei social e amassero viaggiare e li abbiamo assunti. Sono nati così i Blupeople, che Bluvacanze manda in giro per il mondo per vivere diversi viaggi e poi raccontarli. Con la logica “dell’ibridazione” usiamo i social, il nuovo, attraverso dei testimoni umani».\r\nHa infine completato la panoramica offerta da Travel Re-Code Kyriaki Boulasidou, presidente di Adutei e direttrice per l'Italia dell’ente nazionale ellenico per il turismo, che ha offerto uno sguardo molto diretto sul tema, sottolineando l’importanza dell'elemento umano nel realizzare un itinerario di viaggio: «Perché l’esperienza dev’essere vissuta e poi raccontata. Una persona lo farà sempre con più emozione dell’Ai, un servizio che, bisogna sottolinearlo, dev’essere pagato per essere sostenibile».\r\n\r\nLuca Romozzi ha concluso il workshop Travel Re-Code ricordando che: «Oggi il vero lusso del viaggio è il tempo e sono in molti ad affidare il proprio tempo a un “agente” dell’Ai. La dimensione umana avrà sempre un grande valore, ma il consumatore/viaggiatore dovrà utilizzare sia piattaforme di ispirazione che piattaforme agentiche, ovvero capaci di pianificare ed eseguire autonomamente azioni complesse».\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"513824,513823,513821\"]","post_title":"Travel Re-Code: l'intelligenza artificiale al centro dell'edizione 2026","post_date":"2026-05-11T12:51:55+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1778503915000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513748","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Sei contee d'Irlanda a Milano, con i rispetti uffici del turismo: l'evento che la scorsa settimana ha visto protagonista la Wild Atlantic Way, ha presentato al trade una varietà di proposte che difficilmente ci si aspetta da una regione così spesso associata solo ai suoi paesaggi: si va dall’archeologia preistorica al surf agonistico, dai festival gastronomici all’osservazione delle stelle, dai fari sul mare alle distillerie di whiskey e gin.\r\nMary Fowley Daly, ha aperto per il Donegal, definita da National Geographic «il posto più cool del pianeta»: 1.137 chilometri di costa, le scogliere di Slieve League tra le più alte d’Europa accessibili al pubblico, 21 campi da golf e un aeroporto regionale votato come la pista di atterraggio più scenografica al mondo. 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