28 April 2026

Gli agenti di viaggio non lavorano in macelleria (che novità)

Qual è il motivo per cui 50 mila lavoratori diretti (non parliamo di quelli indiretti), di un settore (quello del turismo organizzato) che fattura 20 miliardi di euro l’anno, non vengano presi in considerazione dalle istituzioni neanche in un’emergenze così palese? E’ una domanda da porsi, anche perché a logica, una risposta sensata non c’è. Se andiamo a vedere gli interventi della politica sul turismo, scopriamo che l’interesse è focalizzato esclusivamente su coloro che fanno vacanza, non su quelli che gliela organizzano.

Mi sembra un atteggiamento quanto meno miope. E’ come se in una crisi mondiale delle carni si prendesse in considerazione solo l’acquirente e non i negozi di macelleria. Come fanno gli acquirenti a rifornirsi di carne se le macellerie chiudono? Ma questo non accade, perché questo settore merceologico viene considerato strategico (come del resto tutto ciò che concerne il cd food & beverage). Evidentemente questo discorso non vale per il turismo.

Cioè il turismo organizzato non è considerato strategico dalla nostra politica: questa è l’unica conclusione plausibile. Ma questo epilogo richiama un’altra domanda: perché il turismo organizzato non è considerato un asset strategico? Cosa gli manca? Dà lavoro a decine di migliaia di persone? sì. Ingenera fatturati diretti e indiretti enormi? sì. Ha potere contrattuale dal punto di vista politico? no. Nessuno. E perchè?

Perchè mentre le altre categorie, che sono organizzate con i “controcoglioni”, hanno sempre qualche rappresentante se non in parlamento almeno nei punti di snodo della politica finanziaria ed economica del Paese, dove, alla fin fine, si decidono le cose. Il turismo in quei posti non ha niente.

Interloquisce col ministro di turno, con il sottosegretario di turno e la cosa finisce qui. Si parla molto di lobbying. Ma, parliamoci francamente, nessuna associazione del turismo sa fare sul serio un’azione di lobbying forte. Era meglio quando facevano solo lotte sindacali. Si otteneva di più.

Giuseppe Aloe

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