13 May 2026

Gli agenti si chiedono: i fornitori stanno facendo un lavoro sporco?

Pubblichiamo una riflessione di un agente di viaggio che vuole rimanere anonimo. Noi abbiamo letto la lettera e la riteniamo interessante per ampliare il dibattito che si è aperto fra le agenzie di viaggio, subito dopo la presentazione del contratto Zoom. Qui la riflessione è più vasta e prende in considerazione la condizione dell’agenzia di viaggio in un mercato che tende a imporre e non a collaborare.

Eccola:

«Non sono solo i tour operator a non sentire più partner l’agenzia di viaggi bensì un rivale cui fare guerra con una corsa continua a ridurre commissioni e disponibilità di cataloghi. Questo stacco drastico con le agenzia è iniziato già da tempo anche da altri fornitori, compagnie aeree, albergatori.

Viviamo in un’epoca in cui nella filiera turistica si è perso il concetto di partnership tra gli attori: vettori che dopo il taglio delle commissioni alle agenzie, l’invisibile 0.01%, chiudono ora drasticamente anche il proprio accesso vendite da gds persino alle agenzie Iata.

Albergatori che prendono il cliente all’agenzia con il contatto diretto e la leva del prezzo. Vettori che si fanno dumping e guerra a vicenda sui numeri puntando sulla crescita sempre e solo con la leva del prezzo come sta succedendo nel settore dell’etnico. Il mercato dell’etnico è stato aggredito dagli stessi consolidatori che si sono avvalsi di sub sub sub agenzie, polverizzate in tutto il territorio cittadino, regionale e non, di punti vendita che chiamarle agenzie di viaggio o biglietterie aeree fa accapponare la pelle, benedetti da vettori e gds che li hanno sempre stuzzicati con gli incentivi.

A un certo punto è iniziata a mancare una sana competizione sostituita da un mercato malato che taglia le gambe alla professionalità, fa soltanto leva sul prezzo e si avvale di gente che non ha nulla da perdere e che favorisce abusivismo e truffatori.

Si potrebbe quasi mettere in discussione la figura giuridica dell’agenzia di viaggi quale intermediario: il codice civile prevede che all’intermediazione in nome e per conto di un fornitore sia corrisposta da una provvigione. Allora occorre darsi una nuova identità o sono gli altri attori che stanno facendo il gioco sporco?».

 

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