13 May 2026

Genova, il Cristoforo Colombo è tra gli scali italiani più social

Il Cristoforo Colombo è tra gli aeroporti più social d’Italia. A rivelarlo è uno studio del portale “Social Factor”, specializzato nel monitoraggio dell’attività digitale delle aziende. L’indagine, dal titolo “aeroporti italiani e social media”, ha preso in esame la presenza e l’attività sui principali social network (facebook, twitter e instagram) da parte dei primi 40 aeroporti italiani, considerando il periodo tra il 3 e il 30 ottobre 2017.
Lo scalo genovese, presente su tutti e tre i canali, è risultato essere uno degli aeroporti più attivi sul fronte dell’interazione con gli utenti. Su facebook, pur non comparendo nei primi dieci posti come numero di fan (che a oggi sono 19.739, contro i 15.600 di inizio anno, con una crescita del +26,5%), si è piazzato al sesto posto per percentuale di engagement. Su twitter l’aeroporto di Genova è ottavo per numero di follower (4.103) e addirittura terzo per engagement. Su instagram il Colombo è al quinto posto per numero di follower (1.378) e al sesto per engagement. Da tempo l’aeroporto di Genova si è strutturato per comunicare in maniera costante sui principali social network. Nel 2017 il post sulla pagina facebook dell’aeroporto di Genova che ha raccolto il maggior numero di visualizzazioni, like e commenti, è stata la foto dei piloti canadair impegnati nella lotta ai roghi sul ponente genovese. A seguire, la diretta dell’arrivo a Genova di papa Francesco, lo scorso 27 maggio, che ha raggiunto 95.023 persone e ha registrato 578 condivisioni e 255 commenti.

 

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Bruxelles ha infatti previsto deroghe temporanee alle regole del programma ReFuelEu Aviation, in particolare all’obbligo di imbarcare almeno il 90% del carburante previsto negli aeroporti di partenza. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli scali che stanno registrando carenze di cherosene e consentire alle compagnie di gestire con maggiore flessibilità le rotte considerate più critiche.\r\n\r\nSecondo l’Easa il problema non riguarda tanto l’utilizzo del Jet A in sé, quanto il rischio di confusione in un sistema europeo costruito da anni attorno al Jet A-1. Se equipaggi, tecnici o operatori aeroportuali dovessero pianificare un volo pensando di avere a bordo un carburante con determinate caratteristiche, mentre nei serbatoi fosse presente un prodotto diverso, potrebbero emergere problemi operativi e di sicurezza.\r\n\r\nL’Agenzia parla apertamente di possibili criticità legate all’aeronavigabilità, alla comunicazione tra operatori e ai cosiddetti “fattori umani”, cioè errori derivanti da procedure non aggiornate o da informazioni incomplete.\r\n\r\nLe compagnie aeree preparano ogni volo utilizzando dati estremamente precisi relativi alla densità del carburante, all’autonomia prevista, ai pesi e alle temperature operative. Anche piccole variazioni nelle caratteristiche del combustibile possono modificare i calcoli del raggio d’azione dell’aereo o delle prestazioni del motore. 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