10 March 2026

Franco Gattinoni: «In tre anni 1 miliardo di euro di giro d’affari»

Franco Gattinoni

Gattinoni festeggia i 40 anni di attività. Non sono pochi. E se da un lato è epoca di bilanci dall’altro serve come piattaforma per rilanciare le proprie attività nel futuro.

«Siamo ripartiti – esordisce Franco Gattinoni, presidente del gruppo -. Nel 2022 il turismo internazionale non è arrivato ma ugualmente siamo riusciti a chiudere un bilancio in nero con 462 milioni di euro di giro d’affari. Dal primo gennaio 2023 lavoriamo molto bene. Per cui riteniamo che le stime per l’anno in corso da 636 milioni di euro potrebbe superare i 700 milioni. Voglio aggiungere che durante il covid il gruppo Gattinoni non licenziato nessuno, anzi ha continuato a investire in grandi progetti tecnologici. Questo approccio dà l’idea di un’impresa in continuo sviluppo e che non si ferma davanti alle difficoltà economiche del mercato».

Il gruppo Gattinoni distribuisce il fatturato in tre segmenti: il business travel, il turismo  e il network di agenzie. Si tratta di divisioni separate ma contigue, che si supportano a vicenda.

Obiettivi e criticità

«Il nostro obiettivo è raggiungere 1 miliardo di euro di giro d’affari in tre anni. Ed è un traguardo possibile se consideriamo la ripresa sostanziale del settore. Settore che comunque se lo analizziamo bene continua ad avere alcuni problemi gravi. Secondo la mia analisi le criticità del turismo italiano sono tre. Innanzitutto il personale. Si fa fatica a trovare personale e a pagarlo correttamente. Noi abbiamo assunto 81 nuovi collaboratori, ma il governo deve capire che per ogni stipendio dignitoso l’azienda ha un esborso doppio. Quindi è fondamentale regolamentare il cuneo fiscale, affinché il lavoratore abbia uno stipendio giusto e l’impresa non abbia un peso così rilevante sul bilancio».

Secondo Gattinoni il secondo grande problema è il volato. E come dargli torto.

«Abbiamo dato troppo spazio alle low cost e abbiamo commesso un errore. Con le low cost è difficile programmare perché annullano i voli, e noi come operatori siamo costretti a riproteggere i passeggeri che sono nostri clienti. E’ arrivato il momento di mettere un freno a questo modo di fare. Ne abbiamo parlato anche con il ministro del turismo che naturalmente dovrà parlarne anche con il ministro dei trasporti. Insomma la cosa è complicata ma è necessario iniziare da qualche parte, altrimenti da questa situazione non se ne esce. Come non s e ne esce dalla questione dei ritardi sui passaporti. Questi continui ritardi mi sembrano una follia. Bisogna che chi di dovere ci metta mano immediatamente».

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