25 August 2026

Dal Fondo di Garanzia al “bollino” di garanzia

E poi finisce tutto con un bollino da mettere in vetrina. Come fosse quello blu delle celebri banane. A poco meno di tre mesi dall’abrogazione del Fondo nazionale di Garanzia e conseguente obbligo per agenzie e tour operator di dotarsi di una copertura privata, assicurativa o bancaria, in caso di insolvenza o fallimento, la discussione si riduce – forse anche fortunatamente – a possibili vetrofanie da applicare nelle vetrine delle agenzie. Un certificato di qualità, sostengono alcuni, un’operazione totalmente inutile, a detta di altri.

Dall’incontro “Concentrato di network” in scena a No Frills, le alte cariche delle reti di distribuzione si confrontano – e dunque si scontrano – sul tema.

“Vorremmo sfruttare l’occasione per far conoscere alla clientela la differenza tra un’agenzia sicura o meno – esordisce l’ad di Geo Travel Network, Luca Caraffini – una battaglia molto simile a quella fatta tempo fa per la Rc”.
Un’idea in parte condivisa da Paola Frigerio, dell’omonimo network, che parla di “atto dovuto nei confronti dei nostri clienti” ed è proprio lei a sostenere “come il bollino blu delle Chiquita faccia ancora la differenza sul mercato”.
Per un fronte che vede il “sigillo di garanzia” come una leva di marketing verso il cliente finale, c’è una fazione che guarda ad altre problematiche, come Domenico Pellegrino, ad del Gruppo Bluvacanze, “Al di là delle scelte di network e agenzie, credo poco nel bollino, il problema è che la normativa è lacunosa e del tutto transitoria”, o come Sergio Testi, dg di Gattinoni Mondo di Vacanze, che parla di “tempi troppo lunghi per le adesioni, mai inferiori ai due mesi”, C’è poi chi come Ezio Birondi, presidente di Last minute tour, vuole riportare l’attenzioni su altro. “Dobbiamo preoccuparci di mandare avanti questo settore, di riempirlo di contenuti, non di fermarci a un bollino”.
Massimo Caravita, vice presidente del Gruppo Marsupio vede il tutto come un grande dispendio di energia. “Se le associazioni – e purtroppo parlo da uomo di associazioni – avessero messo lo stesso impegno che hanno profuso nel cercare fondi e soluzioni, nel fare un’azione di lobby seria verso Governo e istituzioni, non saremmo qui a parlarne”.

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