17 March 2026

Il coronavirus potrebbe pesare per il 30% sull’incoming dall’Asia

Nel turismo è la questione del momento: mentre cresce l’allarme coronavirus in tutto il mondo, il panico da contagio sta diffondendosi a ritmi ben superiori a quelli del batterio, tanto che tra le agenzie circolano già voci di turisti spaventati, pronti a cancellare persino voli Italia su Italia.

Ma quanto peserà effettivamente il fenomeno sulle dinamiche del comparto? Difficile ovviamente dirlo, ma Mara Manente ha provato a fare almeno una seppur provvisoria stima sulle sue ricadute sul comparto incoming. Durante la presentazione del Rapporto sul turismo italiano, il direttore del Ciset di Venezia ha per prima cosa tracciato il valore del turismo proveniente dall’area asiatica, che nel 2018 valeva circa 1,6 miliardi di euro, pari al 4% della spesa turistica internazionale in Italia. Un dato in crescita, salito a 1,7 miliardi nel 2019 e che si pensava potesse raggiungere quest’anno quota 1,8 miliardi. “Ovviamente l’avvento del coronavirus ha mutato completamente lo scenario, tanto che stando alle nostre prime rilevazioni, temiamo che l’impatto dell’epidemia possa tradursi in un calo del 30% rispetto alle nostre previsioni iniziali relative ai flussi dall’Asia verso la nostra Penisola“.

Il tutto va inoltre inserito in un contesto che, seppur di crescita, già a inizio 2020 preconizzava ritmi di sviluppo in rallentamento rispetto agli anni precedenti. Stando ai primi numeri, infatti, i flussi internazionali erano dati in salita del 3,1%. “E ciò – ha sottolineato Mara Manente – a seguito dell’incremento di un sentimento di incertezza a livello globale, dovuto soprattutto alla questione Brexit e alle tensioni legate all’inasprirsi delle relazioni commerciali tra gli Usa e la Cina e l’Europa”

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