17 March 2026

Buy Wedding in Italy: i numeri e le specifiche di un segmento in crescita

Valerio Schönfeld e Bianca Trusiani

Interessanti le cifre che la IV edizione della manifestazione dedicata alla promozione dei matrimoni di stranieri in Italia, in corso di svolgimento a Palazzo Isolani, nel cuore di Bologna, mette sul tappeto.
Il settore è capace di produrre, secondo una recente indagine, realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze, più di 8 mila eventi in un anno per un fatturato stimato di oltre 440 milioni di euro.
Il Wedding Tourism, il turismo dei matrimoni degli stranieri in Italia nel 2016 ha prodotto questi risultati. Secondo le prime proiezioni, il 2018 si sta caratterizzando per un trend di crescita leggermente inferiore a quelli registrati negli ultimi anni, ovviamente dovuto al consolidamento di un settore che ha registrato importanti crescite fino a raggiungere una massa critica stabile.
Si attendono i congressi e lo speach del Prof. Alessandro Tortelli, direttore scientifico del C.S.T. che sta curando la ricerca sull’andamento del segmento.
L’interesse per le location tradizionali, capaci di garantire adattamento e flessibilità alle richieste della domanda sta aumentando concentrandosi su ville, borghi, tenute, palazzi storici, con un interesse precipuo per le dimore storiche che garantiscono eleganza e l’intramontabile fascino italiano.
Crescite sostenute nella domanda si registrano per Puglia, Sicilia, Campania e si prevede un aumento di richieste per location culturali, borghi esclusivi, spiagge.
Il mercato del wedding tourism coinvolge circa 5mila 200 operatori del settore a cominciare dai wedding planner (stimati in 3.200), alcuni dei quali operano all’estero e fotografi/cineoperatori specializzati (7.350).
Secondo i dati indicati nella ricerca, 50 è il numero medio degli invitati e 54mila 516 € la spesa media per ogni matrimonio, per un fatturato totale stimato di € 440,8 milioni (2016).

«Il destination wedding è un fenomeno in costante crescita – afferma Bianca Trusiani, presidente del comitato tecnico BWI, tra i massimi esperti italiani del settore – tanto da essere diventato una vera e propria moda. Con i giusti elementi ed una preparazione adeguata, sia il singolo imprenditore, sia il territorio possono trarre un grande vantaggio, ma attenzione: vanno attentamente analizzati tutti gli attori del destination wedding, imprenditoria, istituzioni, associazioni di categoria ed indicare loro come ci si deve organizzare nella filiera corta per ottimizzare l’offerta e creare un prodotto composito. Così facendo, si ha la possibilità di entrare nella filiera lunga del turismo e, attraverso azioni strategiche, attrarre flussi turistici dedicati anche al romantic tour».

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