13 May 2026

Bit Digital Edition 2021: crescono le adesioni per la manifestazione

Buoni riscontri per le adesioni a Bit Digital Edition che si terrà online dal 9 all’11 maggio per gli operatori e dal 12 al 14 per il pubblico dei viaggiatori. Grazie in particolare a Expo Plaza, lo spazio espositivo digitale dove gli espositori possono presentare la loro offerta con strumenti multimediali, fare networking con gli operatori e dialogare con il viaggiatore, dove sono già 626 gli espositori tra regioni, Enti del turismo, tour operator e operatori.

Le presenze dall’Italia spaziano da Nord a Sud. Dalle regioni con un’offerta diversificata come Lombardia, Friuli Venezia Giulia o Piemonte alle tradizionali mete di mare come Emilia Romagna o Liguria o regioni note per le attrazioni storico-culturali, quali Lazio, Campania Toscana e Veneto, ai territori che coniugano open-air e storia come Trentino, Marche, Umbria, Sicilia, o ancora, dalle destinazioni emergenti o di tendenza di questi anni, quali Puglia, Basilicata, Abruzzo e Calabria.

Altrettanto differenziate le proposte dall’estero. Se il corto raggio è presente con autentiche icone del turismo quali Canarie e Ibiza, oltre che con la “nuova Europa” di Polonia o Slovacchia e angoli di Mediterraneo da scoprire come Croazia e Tunisia, ma anche  Thailandia, Repubblica Dominicana, Seychelles, Cuba Isole Vergini Britanniche o Namibia.

Tra gli operatori si annoverano vettori come Emirates, gestori aeroportuali quale Sea, una delle realtà più dinamiche del settore in questi anni, storici brand del tour operating quali Gruppo Uvet, Gattinoni e Gruppo Nicolaus/Valtur o più specializzati come Peru Inkas Tours e grandi nomi dell’hôtellerie tra i quali Blu Hotels.

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L'occupazione complessiva nei due settori cresce di 351.000 unità (+8,4%), ma il saldo positivo è interamente trainato dal lavoro dipendente, che aumenta di 528.000 addetti (+18%), mentre quello autonomo arretra del 14,1%.\r\n\r\nL'indagine mostra come a pesare di più sul saldo negativo sia il commercio al dettaglio, che in sei anni perde 135.762 tra imprenditori, collaboratori e altri professionisti (-16,6%). In contrazione anche la ristorazione, con 45.523 autonomi in meno (-11,9%); stabili le agenzie di viaggio (-0,4%), mentre cresce l'alloggio: +3.766 indipendenti (+7,4%), un aumento - spiega l'associazione - legato all'affermarsi di forme di ospitalità diffusa, dalle case vacanza ai b&b.\r\n\r\nIl calo degli indipendenti, spiega la Confesercenti, interessa tutto il territorio. In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309) mentre n termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%), in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%).\r\n\r\n«Il dato segnala una tendenza che va contrastata - commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi -, un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo - spiega - si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici, esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività».\r\n\r\nL'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. 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