27 gennaio 2021 11:07

Davide Rosi
BCD Travel estende l’adozione di un nuovo modello organizzativo e sceglie la formula del lavoro a distanza per tutti i suoi collaboratori in Italia. Il lavoro da remoto – già al centro del progetto pilota sviluppato dalla Travel Management Company a inizio 2019 – diventa la modalità principale di organizzazione, con vantaggi per dipendenti, business e contesto sociale.
«Il Covid ha accelerato il processo a cui avevamo dato il via un anno prima dell’emergenza e che ora ci vede entrare nella fase di transizione finale» – spiega Davide Rosi, managing director BCD Travel Italy «con tre driver principali: approccio innovativo al lavoro, focus sulla sostenibilità ambientale ed efficientamento di alcuni degli elementi “fisici” propri di una grande organizzazione».
Più equilibrato work-life balance, riduzione delle emissioni e smobilitazione di risorse da concentrare in investimenti su persone e tecnologia si uniscono alle forze motrici della digitalizzazione e della razionalizzazione, garantendo compliance in fatto di privacy e sicurezza dei dati e, al tempo stesso, la liquidità organizzativa per rafforzare la risposta in ambito Disaster Recovery Management.
Dal punto di vista dei Clienti BCD, è proprio questa maggior flessibilità organizzativa a portare vantaggi in termini di scalabilità e più forte adattabilità alle esigenze delle Aziende Clienti. E a rendere disponibili nuove risorse da aggiungere agli investimenti per il miglioramento della qualità del servizio in tutti i suoi ambiti.
«La socialità viene sicuramente riorganizzata, ma l’aspetto relazionale del nostro modo di lavorare non viene meno: sia tra colleghi che con clienti e partner, è facilitato dagli investimenti nell’infrastruttura tecnologica che abbiamo condotto quest’anno (sono nuovi i sistemi di comunicazione, le piattaforme collaborative e di videoconference e l’apparato di business intelligence, ndr) e dal mantenimento di sedi fisiche in chiave nuova», continua Rosi.
Alla costruzione del miglior ambiente di lavoro “da casa” per ciascun dipendente, si affianca la riprogettazione degli spazi fisici delle sedi per le esigenze di incontro in presenza con tutti gli interlocutori chiave.
«La relazione e il supporto ai clienti restano gli elementi distintivi con i quali apriamo il 2021: insieme a questo, stiamo lavorando a un progetto di grande valore legato alla revisione dei tool per i nostri clienti», chiude Davide Rosi, preannunciando le novità in arrivo in questo primo semestre 2021.
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Il progetto si sviluppa lungo diverse direttrici: circa 1.700 unità immobiliari sono state raggiunte dalla rete Ftth (Fiber to Tthe home) di Open fiber; edifici storici, musei e servizi pubblici sono stati digitalizzati per favorirne la fruizione; è stato fornito supporto allo sviluppo dell’albergo diffuso e dell’offerta turistica locale. Il tutto per favorire l'attività di smart worker e professionisti che lavorano da remoto.
I borghi del futuro
«Grazie alla fibra ottica abbiamo digitalizzato i nostri edifici storici dando la possibilità a coloro che vivono all'interno del borgo e ai nostri turisti di rimanere sempre connessi - spiega Leonardo Bindi, Sindaco di San Leo -. San Leo è diventata una piccola smart city».
«La fibra ottica Ftth attira quella clientela business che maggiormente necessita di una connessione stabile e ultraveloce. Per chi intende studiare o lavorare a distanza, San Leo diventa così una meta particolarmente attrattiva» aggiunge Francesca Berardi, imprenditrice e promotrice di San Leo Albergo Diffuso.
Grazie alla fibra ottica, un territorio ricco di storia e cultura può attrarre nuove forme di turismo, sostenere attività innovative e offrire opportunità di vita e lavoro comparabili a quelle delle grandi città. L’infrastruttura digitale non sostituisce l’identità del territorio, ma la rafforza, rendendola più accessibile, competitiva e sostenibile nel tempo.
Secondo le analisi richiamate dal Piano strategico nazionale delle aree interne, oltre l'80% dei comuni delle aree interne potrebbe continuare a perdere popolazione nei prossimi decenni. La carenza di servizi, le minori opportunità occupazionali e il divario infrastrutturale spingono soprattutto i giovani a trasferirsi verso le aree urbane più sviluppate. Per contrastare questa tendenza, le istituzioni hanno messo in campo interventi mirati a rafforzare l'accessibilità ai servizi, sostenere l'occupazione locale e specialmente incentivare il turismo sostenibile e favorire nuovi modelli di residenzialità e lavoro. In questo quadro, la dotazione tecnologica e la diffusione della banda ultralarga sono considerate fattori determinanti per la competitività e l'attrattività dei territori.
L'evoluzione della copertura Ftth nei borghi italiani testimonia i progressi compiuti nella riduzione del digital divide. Secondo uno studio Deloitte realizzato con l'associazione "I Borghi più belli d'Italia", nel 2025 il 92% dei Borghi più belli d'Italia risultava coperto da reti Ftth, rispetto al 64% del 2022 e al 46% del 2021. Un'accelerazione che ha consentito di ridurre significativamente il divario tra aree urbane e rurali e di rendere molti piccoli centri competitivi nell'attrarre turisti oltre che residenti, lavoratori da remoto e nuove iniziative economiche.
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A Bad Loipersdorf, nella Stiria sud-orientale, Fmtg ha siglato una partnership con Merkur Versicherung e Granit per la gestione del Thermenresort Loipersdorf, del Congress Loipersdorf e dell'Hotel Das Sonnreich, acquisendo anche una partecipazione nel complesso termale. Con circa 478.000 visitatori all'anno, Thermenresort Loipersdorf è il più grande resort termale in Austria e riunisce tre aree termali, un hotel, un centro congressi, servizi dedicati alla salute e numerose attività per il tempo libero. Il piano di sviluppo prevede il rilancio dell'Hotel Das Sonnreich, che nell'estate 2027 diventerà il Falkensteiner Hotel Loipersdorf, un 4 stelle superior orientato alle famiglie, oltre al potenziamento delle esperienze wellness e dell'area premium Schaffelbad.
Parallelamente, la catena compie un ulteriore passo nella strategia di sviluppo delle Falkensteiner Residences attraverso un accordo di gestione a lungo termine per il Triforet alpin.resort di Hinterstoder, in Alta Austria, inaugurato il 9 luglio 2026. Situato alle porte del massiccio del Totes Gebirge, il resort comprende 41 appartamenti e 20 chalet immersi in un meraviglioso paesaggio alpino. Il progetto inaugura un nuovo format boutique pensato per rispondere alla crescente domanda di soggiorni che combinano la privacy di casa privata con gli standard di un hotel di lusso.
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[post_content] => La filosofia #explorer, consolidata dal gruppo African Explorer-World Explorer, approda in America Latina. Il nuovo progetto vede lo sviluppo di una nuova programmazione, costruita con lo stesso approccio che da sempre distingue World Explorer: studio approfondito dei territori, collaborazione diretta con corrispondenti locali e massima attenzione alle esigenze della clientela italiana.
Dall’Argentina al Cile, passando per il Perù, è già online una ricchissima programmazione rivolta al Sud America. Una selezione che copre aree molto diverse tra loro per geografia, cultura e tipologia di esperienza, includendo anche regioni meno battute e contesti più remoti del continente.
Tre linee di prodotto
La programmazione sudamericana si articola su tre principali linee di prodotto: itinerari tailor-made, tour Smart, tour Explorer. Un’impostazione che consente agli agenti di rispondere con precisione a target diversi, mantenendo sempre la coerenza stilistica del marchio World Explorer.
«Con questa programmazione confermiamo la nostra identità – commenta Alessandro Simonetti, titolare di World Explorer – portando sotto l'egida #explorer un quadrante geografico su cui non avevamo ancora investito in modo così strutturato».
L’offerta è destinata ad ampliarsi ulteriormente nelle prossime settimane: saranno infatti presto online nuovi itinerari che andranno ad arricchire la programmazione. «Abbiamo deciso di portare i nostri viaggiatori anche in Sud America perché crediamo in un’esplorazione che sia scambio e avventura; qui, la filosofia di World Explorer trova la sua massima espressione nell'incontro tra culture ancestrali, paesaggi maestosi e animali unici, trasformando ogni itinerario in un’eredità di emozioni indelebili».
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[post_content] => Dall’osservatorio di Risposte Turismo emerge un maritime tourism in crescita e di dimensioni significative per il sistema turistico italiano. Secondo le elaborazioni della società di ricerca, nel 2025 sono stati oltre cento milioni i movimenti passeggeri nei porti italiani. Un dato che dimensiona le occasioni di contatto tra le destinazioni turistiche del nostro Paese e i flussi generati da questo macro-segmento di turisti che trascorre le proprie vacanze a bordo di un traghetto, di una nave da crociera o di un'imbarcazione da diporto.
Ogni movimento, infatti, rappresenta una potenziale occasione di visita, esperienza e spesa, contribuendo ad alimentare le economie locali e una filiera ampia di operatori. Il dato, pertanto, consente di leggere il maritime tourism non solo come un insieme di flussi turistici, ma anche come un moltiplicatore di opportunità di generazione di valore per i territori e l’intero sistema turistico italiano.
Tra i contributi originali del Rapporto figura anche la mappatura dei territori interessati dal maritime tourism. L'analisi condotta da Risposte Turismo individua oltre cinquecento comuni, tra località affacciate sul mare e destinazioni interne, coinvolti nelle diverse componenti del comparto, a dimostrazione di come l'impatto del turismo del mare interessi non solo le località costiere ma anche località dell’entroterra, grazie alle relazioni economiche, logistiche e turistiche generate dal settore.
Crocieristica
Con circa 15 milioni di passeggeri movimentati (imbarchi, sbarchi e transiti) registrati nel 2025, pari a circa il 35% del traffico complessivo nel bacino del Mediterraneo (nuovo record storico con una crescita del 3,6% sul 2024), l'analisi di Risposte Turismo fa emergere l’Italia come il secondo Paese al mondo per movimentazione di traffico crocieristico nei propri porti. Nel dettaglio, il nostro Paese è secondo solo agli USA, sul terzo gradino del podio la Spagna.
Le stime realizzate da Risposte Turismo indicano un’ulteriore crescita attesa a fine 2026, quando i passeggeri movimentati nei porti crocieristici del Paese dovrebbero superare i 15,3 milioni (+3,9% sul 2025) e le toccate raggiungere le quasi 6.000 (+4,8% sul 2025).
L’analisi di Risposte Turismo sul segmento crocieristico evidenzia, inoltre, alcuni cambiamenti strutturali del mercato. Pur rimanendo fortemente concentrato lungo il versante tirrenico, in particolare grazie ai risultati ottenuti nel 2025 dai primi tre scali crocieristici del Paese (Civitavecchia con 3,56 milioni, Napoli con 1,85 milioni e Genova con 1,63 milioni), il traffico crocieristico mostra i primi segnali di una redistribuzione territoriale e temporale. La macroarea delle isole è risultata nel 2025 quella cresciuta maggiormente mentre i mesi di stagione spalla (marzo – maggio e ottobre) sono quelli che registrano l’incremento più consistente rispetto al 2024, evidenziando i primi effetti dei processi di destagionalizzazione.
Traghetti
Il Rapporto sul Maritime Tourism in Italia di Risposte Turismo dedica un ampio approfondimento anche all’analisi del trasporto marittimo via traghetti, aliscafi e catamarani, un comparto strategico per la mobilità e il turismo che, fino a oggi, è stato analizzato solo parzialmente a causa della frammentazione delle fonti disponibili.
Per superare questo limite, Risposte Turismo ha integrato i dati ufficiali di Assoporti relativi ai porti delle Autorità di Sistema Portuali con una mappatura di oltre 60 porti e approdi che movimentano traffico passeggeri ma non rientrano nelle competenze delle Autorità di Sistema Portuale, ampliando così per la prima volta il perimetro di osservazione del comparto.
Da questa integrazione secondo i ricercatori di Risposte Turismo nel 2025 sono stati almeno 74,3 milioni i passeggeri movimentati dal trasporto a corto e lungo raggio (+2,1% sul 2024): 60,5 milioni rilevati da Assoporti nei porti delle Autorità di Sistema Portuale e oltre 13,8 milioni rilevati da Risposte Turismo da 34 scali che, dei circa 60 mappati a livello nazionale, hanno collaborato a questa prima edizione del rapporto. ll dato, seppur non esaustivo a livello nazionale, rappresenta oggi la fotografia più completa disponibile del comparto. Si tratta tuttavia di una stima per difetto, poiché alcuni scali locali non dispongono ancora di serie statistiche complete.
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[post_content] => Segno meno per la domanda di viaggio globale nel mese di giugno: la Iata segnala una flessione dell’1,7% rispetto a giugno 2025. Escludendo il Medio Oriente, la domanda è scesa dello 0,6%. La capacità totale, misurata in posti-chilometri disponibili è diminuita dell’1,3% su base annua, e il load factor è stato dell’84,2% (-0,4 ppt rispetto a giugno 2025).
La domanda internazionale è scesa dello 0,9% rispetto a giugno 2025 ma, escludendo il Medio Oriente, la stessa è cresciuta dell’1,1%. La capacità è diminuita dello 0,6% su base annua e il coefficiente di riempimento è stato dell’84,2% (-0,2 ppt).
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Il calo registrato a giugno «è dovuto in gran parte alla contrazione dei mercati interni in Cina, negli Stati Uniti e in Giappone, nonché alla domanda internazionale per i vettori del Medio Oriente. - ha commentato il direttore generale Iata, Willie Walsh -. Sebbene i risultati del Medio Oriente siano migliorati, le rinnovate tensioni non favoriranno la ripresa della regione e l’effetto a catena dell’aumento dei prezzi del carburante continuerà a gravare sui viaggiatori con tariffe aeree più elevate.
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[post_content] => BCD Travel annuncia oggi il lancio della nuova generazione di Tripsource, una piattaforma per la gestione dei viaggi e delle spese progettata per ridefinire il modo in cui i travel program si connettono, operano e innovano.
Basata su un’architettura Open by Design, la piattaforma va oltre il tradizionale modello di travel management creando un ecosistema connesso in cui contenuti di viaggio, dati, funzionalità di intelligenza artificiale e tecnologie di terze parti interagiscono in modo fluido lungo l’intero percorso del viaggiatore. Tripsource consente ai clienti BCD di integrare, configurare e scalare soluzioni in linea con le proprie esigenze aziendali, offrendo al contempo la flessibilità necessaria per innovare al passo con l’evoluzione della tecnologia.
“Con questo lancio, BCD offre al settore qualcosa che non si era ancora visto: un ecosistema di business travel connesso e intelligente, in cui i clienti non sono più vincolati da sistemi chiusi, dati frammentati o tecnologie isolate”, ha dichiarato Stephan Baars, ceo di BCD. “Stiamo costruendo il futuro mettendo al centro della nostra strategia la voce e le esigenze dei nostri clienti e dei loro viaggiatori.”
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Ecosistema
Tripsource riunisce in un unico ecosistema le principali tecnologie di viaggio di BCD, semplificando la gestione del travel program, accelerando l’innovazione per i clienti e offrendo un’esperienza globale coerente a viaggiatori, travel manager e team di assistenza. Tra le principali funzionalità: un’esperienza completamente ripensata per prenotazione, assistenza e gestione del viaggio, progettata per massimizzare adozione, coinvolgimento e soddisfazione dei viaggiatori. Una piattaforma unificata di intelligence che integra dati di viaggio, spese, profili e pagamenti provenienti da fonti diverse, arricchita da un AI Analyst e da funzionalità di elaborazione del linguaggio naturale per decisioni più rapide ed efficaci. Un unico livello globale di configurazione che governa policy, contenuti e regole di servizio in tutti i punti di prenotazione e assistenza, garantendo coerenza su larga scala.
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Creare un grande gruppo turistico nazionale, in grado di competere ad armi pari con le grandi catene internazionali: il "Debellini pensiero" torna in primo piano nell'intervista rilasciata a Il Nordest e ripresa sul profilo Linkedin del presidente di Th Group.
Inanzitutto, i numeri: in dieci anni, il gruppo è passato dai 25-30 milioni di fatturato agli attuali 300 milioni di euro, con l'obiettivo di arrivare a 500 milioni in due anni o due anni e mezzo. L’ultima operazione è quella relativa a Peschiera del Garda, dove Th Group svilupperà un importante intervento di riqualificazione dell’ex Caserma XXX Maggio. «Sono sicuro che il valore complessivo dell’operazione sarà sopra i 100 milioni di euro - spiega Graziano Debellini -; gli appartamenti avranno proprietari diversi, ma entreranno dentro un complesso nel quale forniremo tutti i servizi: custodia, pulizie, ristorazione, benessere. È un modello destinato a crescere».
Spazio ai gruppi italiani
«È importante che ci sia l’attenzione dell’Europa e del mondo sul turismo, però, se possibile, che ci siano anche dei gruppi italiani». Il timore è che il settore perda via via il controllo della parte più redditizia della filiera. «Molti gruppi stranieri puntano sull’immobiliare, comprano gli immobili di pregio e poi lasciano agli italiani le pulizie e un po’ di ristorazione. Quando fai white label, il marchio si porta via tutta la parte commerciale, cioè i ricavi. È questo che sta capitando».
La crescita in montagna
La crescita di Th Group parte dalla montagna. «Siamo stati leader sulla montagna. Oggi abbiamo Courmayeur, Sestriere, La Thuile, Madonna di Campiglio, Corvara. La montagna non è più il completamento del mare: oggi è il mare che completa la montagna. L’accoppiata tra montagna e mare voleva dire stabilizzare una parte del personale con due stagioni, inverno e estate».
Sul tema del personale, il manager ha idee chiare: «Eravamo una cooperativa di produzione e lavoro, siamo diventati il primo gruppo italiano del leisure partendo dalla cosa più difficile ma più importante: le persone. Lo dico sempre: il primo lusso non sono i rubinetti d’oro. Il primo lusso è il livello dell’ospitalità delle persone che lo fanno. Quello che colpisce un cliente è come viene accolto, il modo in cui gli porgi le chiavi o i documenti».
Th Group arriva a gestire circa 5.000 contratti nella stagione estiva e dispone di circa 1.500 collaboratori stabilizzati. «Me li devo tenere stretti. Devo pensare alle loro famiglie, agli stipendi, alla casa, alla possibilità di crescere. È un disegno importante, perché senza questo non fai qualità. Gli altri operatori raccontano situazioni drammatiche. Noi abbiamo problemi, certo, ma forse il due per cento rispetto agli altri».
Da qui nasce anche l’investimento nella formazione. Th Group sostiene il corso universitario professionalizzante di Tourism Management sviluppato a Venezia. «Ogni anno forma circa sessanta ragazzi che poi entrano in Th oppure nei principali gruppi italiani e internazionali. Io vorrei che in Italia ce ne fossero dieci. In Svizzera ce ne sono undici».
Per Debellini il turismo deve finalmente essere considerato un settore industriale. «Dopo il Covid è diventato una delle gambe dell’economia italiana, ma ancora non viene percepito fino in fondo. Continuiamo a raccontare solo gli aspetti negativi e i luoghi comuni. Invece c’è tanta gente che lavora bene».
Una visione industriale
«Bisogna portare il turismo a una visione industriale. Vuol dire guardare tutti i fattori della crescita: il marketing, il revenue management, la vendita, la qualità del prodotto». Tra i progetti che il presidente di Th vorrebbe promuovere c'è anche la realizzazione di una grande banca dati del turismo. «Oggi ognuno pubblica numeri diversi», si parla di Pil, di presenze, di clienti, ma manca una base informativa unica e affidabile». L'obiettivo sarebbe raccogliere e integrare i dati provenienti da alberghi, residence, b&b, impianti di risalita, servizi e attività commerciali, così da disporre di uno strumento capace di misurare con precisione il peso economico del comparto, orientare gli investimenti e contribuire a una programmazione più efficace del settore.
Un'offerta per 365 giorni all'anno
Sul fronte destagionalizzazione, le Olimpiadi invernali hanno rappresentato un’enorme operazione di marketing per le Dolomiti. «Una buona parte del mondo ha finalmente capito dove sono e quanto sono belle. Adesso bisogna portare le persone a vederle». L’obiettivo è trasformare località come San Vito di Cadore e Borca in destinazioni aperte tutto l’anno. «Sempre più stranieri vengono semplicemente a vedere le Dolomiti, come noi andiamo a visitare i grandi parchi americani».
Dopo montagna e villaggi turistici, la sfida del gruppo si concentra ora sulle città e sull’hotellerie di alta gamma. «Mi sono chiesto dove potevamo crescere. Il mare è più debole perché il 70% del pianeta è mare e la concorrenza è enorme. Allora siamo partiti con le città: Assisi, Roma, il lago di Garda, Venezia». Il progetto prevede un forte sviluppo proprio nel Nordest. «Vorrei creare in Veneto un polo di otto alberghi».
Il futuro
«Per un gruppo gestionale il 5% di Ebitda è il livello minimo di equilibrio. La vera maturità è il 10%, ma per arrivarci bisogna raggiungere gli 800-900 milioni di fatturato. Solo così riesci ad ammortizzare i costi, rinnovare il prodotto e affrontare le fasi difficili del mercato».
Per raggiungere questo traguardo,«le strade sono due: una fusione con uno o più gruppi italiani oppure la Borsa. Mi interessa che in Italia ci sia un grande gruppo turistico. Oggi sono il primo operatore italiano, ma rispetto ai grandi gruppi europei e mondiali siamo ancora piccolissimi».
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Nel 2025 Starhotels ha registrato i migliori risultati economici della storia del gruppo. Il cda ha approvato il bilancio che indica ricavi pari a 340 milioni di euro, Ebitda di 108 milioni di euro e investimenti per oltre 64 milioni di euro.
La crescita è stata sostenuta dal miglioramento della performance operativa dell'intero portafoglio, dall'espansione della domanda internazionale, dalla crescita del canale diretto e del programma loyalty I am Star e dalla valorizzazione degli investimenti effettuati negli ultimi esercizi.
Il piano di investimenti
Gli investimenti hanno riguardato l'acquisizione dell'Hermitage Hotel & Resort di Forte dei Marmi, di un nuovo albergo ad Anacapri - in corso di ristrutturazione, la cui apertura è prevista per il 2028 - e numerosi interventi di riqualificazione del portfolio, tra cui la riapertura dell'hotel Gabrielli a Venezia, il restyling dell'hotel d'Inghilterra a Roma e l'apertura dei Teatro Luxury Apartments di Firenze. L'obiettivo è incrementare nel tempo il valore patrimoniale degli asset e la loro capacità di generare redditività.
Alla base di questo percorso c'è un principio rimasto invariato nel tempo: investire in hotel con una forte identità, valorizzarne la storia e accompagnarne l'evoluzione, creando valore duraturo per gli ospiti, i collaboratori e i territori. «Crescere, per noi, non significa semplicemente aggiungere nuovi hotel, ma creare valore duraturo attraverso progetti coerenti con la nostra identità e con il nostro modo di interpretare l'ospitalità. È questo approccio, fondato su disciplina e coerenza, che ci ha permesso di ottenere i risultati record del 2025 e che continuerà a guidare lo sviluppo di Starhotels negli anni a venire - commenta Elisabetta Fabri, presidente e a.d. di Starhotels -. I risultati confermano inoltre la validità delle scelte compiute in questi anni: migliorare continuamente l'esperienza dei nostri ospiti e continuare a investire nelle persone che ogni giorno la rendono possibile - oggi oltre 1.700 collaboratori, che trasformano la nostra visione in un modo di accogliere riconoscibile e autentico».
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«Se chiudo gli occhi e penso all'Africa - spiega il manager in un post pubblicato sul suo profilo Linkedin -, non vedo pacchetti turistici, tabelle di marcia o cataloghi da sfogliare.
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Per oltre cinquant'anni, con African Explorer, abbiamo cercato di raccontare tutto questo. Ma negli ultimi tempi ho sentito il bisogno di fare un passo in più, spinto dalle chiacchierate con i viaggiatori che incontriamo ogni giorno. Sempre più persone mi dicevano: "Alessandro, voglio un viaggio che mi somigli. Voglio andare dove la folla non arriva, prendermi il mio tempo, staccare davvero dal caos quotidiano". È per rispondere a questo desiderio profondo che nasce African Journey».
La raccolta dei "luoghi del cuore"
«Per me - prosegue Simonetti - non è una semplice "linea di prodotto premium". È, prima di tutto, una raccolta di luoghi del cuore. È la selezione di quei piccoli lodge intimi e remoti che ho amato personalmente, di esperienze che ho vissuto sulla mia pelle e che mi hanno tolto il fiato — come un volo privato sopra aree altrimenti inaccessibili o una notte passata ad ascoltare i suoni della savana in totale privacy. Non troverete un catalogo da sfogliare. Troverete un foglio bianco su cui disegneremo, insieme, un'esperienza che rimarrà scritta dentro di voi per sempre. Un pensiero speciale va alle agenzie di viaggio che lavorano al nostro fianco da anni: consideratelo un invito a sognare insieme a noi. Quando un vostro cliente vi chiede qualcosa che va oltre l'ordinario, non esitate a chiamarci. Mettiamo da parte i programmi standard e iniziamo a progettare qualcosa di unico. L'Africa mi ha insegnato che le cose più preziose della vita richiedono tempo, ascolto e cura. Con African Journey, vogliamo fare esattamente questo».
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I risultati confermano inoltre la validità delle scelte compiute in questi anni: migliorare continuamente l'esperienza dei nostri ospiti e continuare a investire nelle persone che ogni giorno la rendono possibile - oggi oltre 1.700 collaboratori, che trasformano la nostra visione in un modo di accogliere riconoscibile e autentico».\r\n\r\n ","post_title":"Starhotels: nel 2025 il miglior risultato economico di sempre","post_date":"2026-07-22T14:36:52+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1784731012000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"519217","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"African Journey è l'ultima scommessa di Alessandro Simonetti. L'amministratore unico di World Explorer - African Explorer ritiene infatti che sia possibile trasferire in Africa quel concetto di turismo di lusso che non significa necessariamente sistemazione a 5 stelle e comfort a tutti i costi, ma che si ispira a esperienze autentiche e uniche.\r\n\r\n«Se chiudo gli occhi e penso all'Africa - spiega il manager in un post pubblicato sul suo profilo Linkedin -, non vedo pacchetti turistici, tabelle di marcia o cataloghi da sfogliare.\r\nVedo l'alba silenziosa sulla savana, il profumo intenso della terra rossa dopo la pioggia e quell'incredibile senso di spazio che, ogni singola volta, ti rimette in pace con il mondo.\r\nPer oltre cinquant'anni, con African Explorer, abbiamo cercato di raccontare tutto questo. Ma negli ultimi tempi ho sentito il bisogno di fare un passo in più, spinto dalle chiacchierate con i viaggiatori che incontriamo ogni giorno. Sempre più persone mi dicevano: \"Alessandro, voglio un viaggio che mi somigli. 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