13 May 2026

AirPlus, il turismo deve iniziare a pensare alla blockchain

Aulari, AirPlus,Crescono, a doppia cifra, i pagamenti digitali, raggiungendo 220 miliardi di euro nel 2017 e crescendo di 11 punti percentuale sull’anno precedente. Queste secondo l’osservatorio Mobile Payment&Commerce del Politecnico di Milano diffusi da AirPlus.

Nel settore del business travel, secondo quanto riportato da Daniele Aulari, country manager di AirPlus International Italia, la richiesta dei clienti è per una sempre maggiore integrazione tra i sistemi di pagamento e i servizi. «Le aziende hanno bisogno di ottenere visibilità sui loro processi – osserva Aulari -, senza appesantire la gestione burocratica delle rendicontazioni e offrendo ai propri dipendenti un’esperienza utente immediata e soddisfacente. In AirPlus abbiamo portato nel mondo business il modello dell’Invisible Payment, già applicato dalle grandi aziende consumer che immergono il pagamento all’interno del servizio, e lo abbiamo ottimizzato per le imprese attraverso strumenti di reportistica dettagliati e completi, che forniscano alle aziende dati preziosi per la gestione dei viaggi di lavoro».

Dall’analisi effettuata è emerso che la più grande opportunità rappresentata dai sistemi di pagamento digitali per la gestione dei viaggi aziendali, non è solo nel ridurre i costi di gestione, ma soprattutto nei dati ottenuti attraverso le piattaforme di pagamento.  

La tecnologia rappresenta infine il principale motore per l’accesso di nuovi operatori al settore e per la creazione di nuovi servizi. Il tema della blockchain è centrale, considerata la portata rivoluzionaria che contiene. Applicando il modello della blockchain al travel è infatti possibile creare degli smart contract: trasposizioni in codice informatico di un contratto, che permettano di verificare in automatico l’avverarsi di determinate condizioni e di eseguire automaticamente azioni nel momento in cui queste siano raggiunte e verificate. 

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In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309) mentre n termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%), in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%).\r\n\r\n«Il dato segnala una tendenza che va contrastata - commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi -, un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo - spiega - si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici, esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività».\r\n\r\nL'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile».  ","post_title":"Confesercenti: 177.000 autonomi in meno in 6 anni nel commercio e turismo","post_date":"2026-05-11T11:33:50+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1778499230000]}]}}