26 febbraio 2016 15:34

Positivi i dati finanziari per il 2015 di Amadeus IT Holding SA. L’utile rettificato del periodo è cresciuto del 10,4%, raggiungendo i 751,8 milioni di euro. Questo risultato è sostenuto da un incremento del 14,5% del fatturato, che ha raggiunto i 3.912,7 milioni di euro e da una crescita dell’Ebitda pari al 12,2%, per un totale di 1.465,4 milioni di euro. «In un anno caratterizzato da una situazione geo-politica complessa e da cambiamenti e sfide che il nostro mercato continua ad affrontare anche quotidianamente – ha affermato Francesca Benati, amministratore delegato e direttore generale di Amadeus Italia -, i positivi risultati finanziari 2015, sia in termini di fatturato che di profitti, ci rendono soddisfatti, orgogliosi e motivati ad affrontare nuovi progetti e sfide per l’anno 2016. Questi risultati testimoniano e premiano l’importante lavoro e la forte volontà di Amadeus nell’offrire soluzioni tecnologiche sempre più vicine alle esigenze dei nostri clienti. La forte competenza tecnologica, l’importante focus su ricerca, sviluppo e innovazione, le acquisizioni e i diversi accordi realizzati negli ultimi anni con partner importanti nei diversi segmenti del settore turismo e viaggi – in particolare nel segmento low-cost e nel settore alberghiero – oltre alla solidità finanziaria, dimostrano come Amadeus sia un partner tecnologico affidabile in grado di anticipare e gestire i cambiamenti della travel industry e quindi di contribuire attivamente insieme ai propri clienti a costruire il futuro del mondo dei viaggi». A sua volta il presidente e ceo di Amadeus, Luis Maroto ha commentato: «Sia il segmento legato alla Distribution che quello relativo alle IT Solutions hanno prodotto un aumento nei ricavi. La crescita pari all’11,5% dei ricavi nella Distribution è stata sostenuta da un’espansione in Nord America e nell’Asia-Pacifico. Nel segmento IT Solutions i ricavi sono cresciuti del 22,1%, grazie sia alla continua migrazione dei grandi vettori dell’Asia-Pacifico, sia all’upselling e al contributo di nuove aree quali Airport IT e Payments. Nonostante la difficile congiuntura economica, siamo ottimisti per il 2016: una visione positiva per l’anno appena iniziato che si basa su l’espansione della nostra offerta ai fornitori di viaggi, sull’impegno continuo per migliorare la nostra posizione competitiva2, sulla migrazione di nuovi vettori verso la piattaforma Altéa, sullo sviluppo del new business e sul rafforzamento della nostra posizione nel segmento dei vettori low-cost e ibridi grazie all’acquisizione di Navitaire».
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Confindustria Alberghi esprime pieno sostegno al regolamento approvato dal Consiglio comunale di Firenze sulle locazioni turistiche brevi. Una misura che va nella direzione giusta per tutelare l’identità della città, la qualità dell’offerta turistica e l’equilibrio tra residenti e visitatori.
“Firenze compie una scelta coraggiosa, rispondendo con responsabilità a un’esigenza concreta del territorio. Di fronte a uno sviluppo incontrollato degli affitti brevi che rischia di svuotare i centri storici e snaturare le città, il Comune ha deciso di intervenire per preservare l’autenticità del tessuto urbano e garantire un turismo sostenibile – dichiara Elisabetta Fabri, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi.”
La decisione di Firenze arriva dopo la sentenza n. 2928/2025 del Consiglio di Stato che ha annullato un provvedimento simile adottato dal Comune di Sirmione, ponendo limiti alle possibilità di intervento degli enti locali. Tuttavia, la scelta del capoluogo toscano rappresenta un’importante presa di posizione in difesa della città, dei suoi abitanti e della sua attrattività.
“Riconosciamo che a livello nazionale sia stato già fatto molto e senza gli interventi previsti sino ad oggi la situazione sarebbe rimasta allo stallo, ma occorre un ulteriore passaggio. Auspichiamo in una norma nazionale che, laddove necessario, fornisca strumenti ai Sindaci per regolamentare il fenomeno in base alle specifiche esigenze del territorio, anche alla luce della disponibilità dei dati monitorati dalla Banca Dati Strutture Ricettive e dal Codice Identificativo Nazionale – prosegue la Presidente Fabri.”
“Non siamo per il turismo a tutti i costi, ma per un turismo sostenibile che nutra le nostre città. Preservare la vivibilità del Paese è un dovere verso i cittadini e verso il settore stesso. Le destinazioni di successo sono quelle capaci di offrire autenticità, relazioni umane e scambio culturale tra residenti e viaggiatori in un contesto servito da infrastrutture e servizi adeguati. Dobbiamo invece contrastare il fenomeno della desertificazione perché l’attrattività e la sostenibilità dei nostri centri dipendono da un equilibrio virtuoso che rende possibile l’incontro e apre il dialogo tra abitanti e visitatori.
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Perché sono saliti i costi dei voli? Sale il petrolio, ma anche la voglia di volare
Come hanno raccontato diverse inchieste giornalistiche, i viaggiatori italiani negli ultimi mesi stanno realmente pagando tariffe aeree sensibilmente più alte rispetto allo stesso periodo del 2022 (l’anno di cui abbiamo gli ultimi dati definitivi è il 2023). Nei primi sei mesi dello scorso anno, le tariffe dei voli dall’Italia — nazionali e verso l’Europa — sono salite del 47,5%, con giugno che si è chiuso con +52%. Il carburante è invece calato del 22%, nello stesso periodo di tempo, con punte del -40 e -45% tra aprile e il mese appena passato. Le compagnie sostengono che il carburante sia quello acquistato in precedenza, ma gli addetti ai lavori sottolineano che non tutti i vettori adottano questa politica di «tutela» dalla fluttuazione del costo del petrolio. Oltre a quello c’è poi il continuo sbilanciamento della forbice tra domanda e offerta che regola il funzionamento di un’economia di mercato: se i biglietti richiesti superano sempre il numero di quelli offerti, il risultato sarà sempre la costante crescita dei prezzi - con buona pace di chi convoca tavoli tecnici e cerca soluzioni “a tavolino” di un fenomeno che non può avere argine a livello economico. Vediamo quindi alcuni esempi di come sono cambiati i costi di volo su tratte molto frequentate da italiani che studiano e lavorano all’estero e che usano gli aerei come unico mezzo di trasporto per tornare a casa e provare a riabbracciare i propri cari:
Roma – Malaga 298,00 € (2022) a 357,25 € (2023) – 472,13€ (2024)| + 58%
Roma – Atene 284,00 € – 386,00 € – 416,25€ (2024) | +46%
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Se utilizzi una VPN, ti renderai facilmente conto facendo il confronto con la navigazione classica che il paragone a livello di offerta diventa veramente impietoso (considerando che i rincari alle volte superano anche il 50%) e soprattutto questo metodo può essere applicato con successo anche per altri tipi di acquisti, come autonoleggi, prenotare hotel con una VPN e shopping online in generale. Sui voli aerei invece permette un minimo di calmierare degli aumenti che restano decisamente corposi: quanto? Scopriamolo insieme.\r\n\r\nPerché sono saliti i costi dei voli? Sale il petrolio, ma anche la voglia di volare\r\n\r\nCome hanno raccontato diverse inchieste giornalistiche, i viaggiatori italiani negli ultimi mesi stanno realmente pagando tariffe aeree sensibilmente più alte rispetto allo stesso periodo del 2022 (l’anno di cui abbiamo gli ultimi dati definitivi è il 2023). Nei primi sei mesi dello scorso anno, le tariffe dei voli dall’Italia — nazionali e verso l’Europa — sono salite del 47,5%, con giugno che si è chiuso con +52%. Il carburante è invece calato del 22%, nello stesso periodo di tempo, con punte del -40 e -45% tra aprile e il mese appena passato. Le compagnie sostengono che il carburante sia quello acquistato in precedenza, ma gli addetti ai lavori sottolineano che non tutti i vettori adottano questa politica di «tutela» dalla fluttuazione del costo del petrolio. Oltre a quello c’è poi il continuo sbilanciamento della forbice tra domanda e offerta che regola il funzionamento di un’economia di mercato: se i biglietti richiesti superano sempre il numero di quelli offerti, il risultato sarà sempre la costante crescita dei prezzi - con buona pace di chi convoca tavoli tecnici e cerca soluzioni “a tavolino” di un fenomeno che non può avere argine a livello economico. Vediamo quindi alcuni esempi di come sono cambiati i costi di volo su tratte molto frequentate da italiani che studiano e lavorano all’estero e che usano gli aerei come unico mezzo di trasporto per tornare a casa e provare a riabbracciare i propri cari:\r\n\r\nRoma – Malaga 298,00 € (2022) a 357,25 € (2023) – 472,13€ (2024)| + 58%\r\n\r\nRoma – Atene 284,00 € – 386,00 € – 416,25€ (2024) | +46%\r\n\r\nRoma – Parigi 192,00 € – 210,50 € – 219,17€ (2024) | +14%\r\n\r\nRoma – Londra 239,00 € – 317,00 € – 349,46€ (2024) | +46%\r\n\r\nMilano – Atene 372,00 € – 442,00 € – 453,27€ (2024) | +22%\r\n\r\nMilano – Parigi 119,00 € – 169,00 € – 237,83€ (2024) | +99%\r\n\r\nMilano – Londra 171,00 € – 260,00 € – 319,03 (2024) | +86%\r\n\r\nCon una variabilità che va dal 10 fino a oltre il 60%, volare sta diventando sempre più un bene di lusso, per questo conviene provare a utilizzare il più possibile metodi che permettono di risparmiare almeno in parte.","post_title":"Aumentano i prezzi dei voli Europei per l'Italia: l'ultimo studio","post_date":"2024-08-01T13:51:55+00:00","category":["informazione-pr","mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Informazione PR","Mercato e tecnologie"],"post_tag":["vpn","vpn-per-italia"],"post_tag_name":["vpn","vpn per italia"]},"sort":[1722520315000]}]}}