13 novembre 2024 13:42
Informazione PR

Westfjords cottage, Iceland Travel
Iceland Travel è la più longeva DMC d’Islanda. Fondamentale per il successo dell’industria turistica islandese, l’azienda ha portato in Islanda migliaia di visitatori, mostrando loro l’aria cristallina, i paesaggi mozzafiato e le meraviglie naturali che sono attrattive uniche di questa destinazione. Il rispetto per questi incredibili patrimoni è cruciale per il successo continuo dell’Islanda come meta turistica popolare. Pertanto, il team di Iceland Travel si considera un orgoglioso custode del paese e prende molto seriamente questa responsabilità, garantendo che un approccio sostenibile permei ogni aspetto delle loro operazioni e dei loro processi.
Insieme alle aziende della collezione Travel Connect dei marchi turistici islandesi, Iceland Travel è tra le prime a essere certificata da Travelife, un programma di formazione, gestione e certificazione sulla sostenibilità riconosciuto a livello internazionale. I criteri stabiliti dal programma richiedono che ogni aspetto delle operazioni e della catena di approvvigionamento abbia un impatto minimo sull’ambiente, e che i tour offerti da Iceland Travel apportino benefici positivi e sostenibili alle comunità che visitano.
Best Practice operative
Dal punto di vista operativo, il Comitato per la Sostenibilità, guidato dai dipendenti di Iceland Travel, è stato attivo nell’implementare un programma di gestione responsabile dei rifiuti attraverso una “Politica di riduzione dei rifiuti” progettata per migliorare nel tempo. I consumi e i rifiuti vengono monitorati e registrati con l’obiettivo di ridurne il volume ogni mese.
Oltre a riciclare carta, plastica, rifiuti organici, bottiglie e lattine, alluminio e vetro, sono state acquistate batterie ricaricabili per tastiere e dispositivi simili, per ridurre i rifiuti.
Un’importante pietra miliare in questo processo è stata raggiunta con l’introduzione di nuove procedure, tra cui la contabilità elettronica, le firme elettroniche e nuovi processi per la creazione di documenti di viaggio online per i clienti, che sostituiscono le versioni cartacee.
Inoltre, la politica di utilizzare solo fornitori locali – scelti per il loro impegno certificato verso la sostenibilità – per catering, stampa e altri servizi esterni, è un elemento chiave del mandato di Iceland Travel, insieme all’assicurarsi che tutta l’energia utilizzata nelle sedi degli uffici provenga da fonti di energia pulita e rinnovabile, che siano centrali idroelettriche e geotermiche islandesi o parchi eolici offshore.
Iceland Travel supporta anche i suoi dipendenti nell’adottare decisioni ecologicamente responsabili riguardo ai loro spostamenti verso il lavoro. Esiste un programma di sovvenzioni per incoraggiare l’uso del sistema di trasporto pubblico islandese, che offre ai dipendenti un rimborso dell’80% sulle spese di trasporto, pagato insieme al salario.

Esplorare l’Islanda in modo sostenibile
Poiché l’Islanda è una destinazione che nel turismo dipende dai suoi beni naturali, la loro protezione è dunque fondamentale e centrale nel mandato di Iceland Travel. Per bilanciare l’afflusso di turisti e sostenere le imprese locali tutto l’anno, Iceland Travel promuove attivamente il turismo durante tutto l’anno. Offrendo tour anche durante la stagione invernale e incoraggiando i visitatori a esplorare l’Islanda al di là dei picchi turistici estivi, si garantisce una distribuzione più equilibrata del turismo, il che significa che i visitatori possono godersi un’esperienza più rilassata, poiché sia le destinazioni turistiche più popolari che quelle meno conosciute sono meno affollate.
In parallelo, Iceland Travel si assicura che le comunità locali traggano beneficio dai ricavi del turismo. Collaborando con attrazioni locali e aziende indipendenti, l’azienda contribuisce a generare benefici economici, mettendo in mostra la cultura e le tradizioni del paese e delle sue regioni.
L’Islanda è un paese ricco di luoghi e attrazioni conosciute a livello globale, che i turisti al primo viaggio desiderano vedere. Tuttavia, per alleviare la pressione sulla capitale e sulla popolare costa meridionale, Iceland Travel crea e offre tour che coprono le diverse regioni dell’Islanda. In questo modo, il turismo è distribuito più equamente, condividendo i benefici economici con le comunità di tutto il paese e riducendo il carico ambientale sulle destinazioni più frequentate.
Per garantire che i partner di Iceland Travel operino secondo gli stessi standard di sostenibilità, l’azienda si impegna a collaborare con fornitori e servizi turistici ecologicamente responsabili. Tutti i fornitori chiave sono stati recentemente sottoposti a audit per verificare le loro credenziali di sostenibilità e comprendere meglio le azioni che stanno intraprendendo per ridurre il loro impatto ambientale. Le informazioni raccolte vengono caricate su Kaptio, il sistema di prenotazione utilizzato da Iceland Travel, per garantire visibilità a tutti gli utenti.
Con i tour accompagnati che rappresentano un elemento fondamentale dell’offerta di Iceland Travel, l’azienda si assicura che siano gestiti responsabilmente, compensando ogni emissione di carbonio generata durante i tour accompagnati tramite il Fondo del Carbonio Islandese, Kolviður.
Helgi Eysteinsson, CEO di Iceland Travel, afferma: “In Iceland Travel crediamo che l’azione positiva per noi come azienda inizi dall’interno e siamo orgogliosi di come il nostro team si assicuri che seguiamo le migliori pratiche. Hanno dimostrato come piccole ma realizzabili innovazioni nel nostro modo di operare ci rendano migliori in ciò che facciamo – per loro, per i nostri clienti, per le comunità su cui facciamo affidamento e per il nostro paese nel suo complesso.”
I clienti che visitano l’Islanda con Iceland Travel lo fanno sapendo che il loro tour è stato progettato per avere il minimo impatto possibile sull’ambiente del paese. Ogni emissione di carbonio generata durante i tour accompagnati viene compensata tramite il Fondo del Carbonio Islandese, Kolviður, che lavora per preservare la biodiversità, la formazione del suolo e la fauna selvatica attraverso la piantumazione di alberi. Le e-mail pre-arrivo che ricevono spiegano con cura come godersi il soggiorno nel paese in modo responsabile, fornendo informazioni sull’importanza di conservare l’ambiente naturale e la fauna selvatica e di supportare le imprese locali.
Inoltre, in quanto azienda socialmente responsabile, Iceland Travel si allinea agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, sia nel modo in cui opera che nei tour che vende. Si impegna a mettere in luce e educare i clienti sulla diversità culturale, la storia e l’ambiente unico dell’Islanda; lavora per rafforzare l’economia delle aree urbane e remote attraverso la creazione di posti di lavoro; tratta tutti i loro partner e stakeholder con rispetto; e cerca di fornire un ambiente di lavoro inclusivo dove i dipendenti possano bilanciare la vita lavorativa e personale, con opportunità di sviluppo e crescita.

Öndverðarnes, Iceland Travel
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[post_content] => Come la prossima generazione sarà destinata a trasformare il lusso, l’ospitalità e i modelli di leadership? Se ne è parlato al Bulgari Hotel durante la tavola rotonda organizzata da Glion Institute of Higher Education dal titolo “Gen Alpha: la generazione che reinventerà il lusso”.
Moderato da Sara Magro, il dibattito ha esplorato come la Generazione Alpha - i nati dopo il 2010 - sia destinata a ridefinire profondamente i codici, le aspettative e i modelli di business del lusso nei prossimi anni.
Secondo Bain & Company, le generazioni più giovani, tra cui Gen Z e Gen Alpha, rappresenteranno fino all’80% degli acquisti globali di beni di lusso entro il 2030, mentre la Gen Alpha è destinata a diventare la più grande generazione della storia, con oltre 2 miliardi di individui a livello globale. Cresciuta interamente nell’era dell’intelligenza artificiale, dell’iperconnessione e dell’immersione digitale permanente, la Gen Alpha sta già influenzando la percezione dei brand, la cultura digitale e i comportamenti d’acquisto molto prima di diventare una generazione di consumatori pienamente attiva.
L’evento ha evidenziato come Glion continui a essere in sintonia con le dinamiche in evoluzione che stanno plasmando il futuro dell’hospitality di lusso, preparando attivamente studenti e partner del settore alle trasformazioni che stanno già impattando il comparto.
Ospitata presso il Bulgari Hotel Milano, la tavola rotonda ha riunito Giovanni Manfredini, head of guest experience and event management specialisation presso Glion Institute of Higher Education; Margot Canfeur, director di L’Amour Agency; Stephen Alden, Glion Alumnus ed ex ceo di Raffles Hotels & Orient Express; Serena Dognini, hr manager del Bulgari Hotel Milano.
Ridefinire il lusso
Nel corso della discussione, i relatori hanno analizzato come le giovani generazioni stiano ridefinendo il lusso attraverso nuove aspettative legate ad autenticità, sostenibilità, personalizzazione, valore emotivo e rilevanza culturale. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla crescente tensione tra accessibilità ed esclusività in un’epoca dominata dalla visibilità sui social media e dall’esposizione digitale permanente.
Giovanni Manfredini ha commentato: «Per la Gen Alpha il lusso non sarà più soltanto sinonimo di esclusività, ma un’esperienza profondamente personale, costruita attorno all’identità, alle emozioni e ai valori individuali. Oggi i consumatori più giovani chiedono autenticità, trasparenza e connessioni significative con i brand: non basta più il prodotto, conta soprattutto come un’esperienza ti fa sentire. L’evoluzione del settore passerà quindi dalla capacità dei brand di creare ecosistemi esperienziali coerenti, umani e personalizzati».
La conversazione ha inoltre approfondito l’evoluzione dell’hospitality di lusso verso modelli sempre più emozionali, immersivi e orientati all’esperienza, nei quali la connessione umana e il significato assumono un ruolo sempre più importante rispetto ai tradizionali simboli di status. I relatori hanno evidenziato come i brand dell’ospitalità si stiano progressivamente trasformando in ecosistemi culturali, collocandosi all’incrocio tra lifestyle, benessere, comunicazione ed experiential design.
Stephen Alden ha aggiunto: «L’intelligenza artificiale trasformerà profondamente molti aspetti operativi del settore, dalla personalizzazione dei servizi all’efficienza delle esperienze. Tuttavia, il vero valore del lusso continuerà a essere umano: la connessione emotiva, il ricordo di come ci si è sentiti durante un’esperienza e la capacità di far sognare resteranno elementi centrali per costruire loyalty e desiderabilità. Oggi più che mai il lusso deve riuscire a creare esperienze iper-personalizzate, in grado di riflettere l’identità delle persone e generare relazioni durature nel tempo».
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[post_content] => Marriott International rafforza la propria strategia nel segmento dell’ospitalità benessere di alta gamma e mette a segno un’operazione destinata a lasciare il segno nel mercato europeo del lusso. Il gruppo statunitense ha infatti finalizzato la creazione di una joint venture con la famiglia Leali, fondatrice di Lefay Resorts & Residences, portando per la prima volta nel proprio portafoglio un brand interamente dedicato al wellness luxury.
L’accordo rappresenta un passaggio strategico per Marriott, che amplia così la propria presenza in uno dei comparti più dinamici dell’hotellerie internazionale. Al centro dell’operazione c’è un marchio italiano che, in vent’anni di attività, ha costruito una reputazione globale grazie a un modello che combina ospitalità di lusso, sostenibilità e programmi di benessere integrato.
Fondata nel 2006 da Domenico Alcide e Liliana Leali, Lefay conta oggi due resort iconici – sul Lago di Garda e nelle Dolomiti – ai quali si aggiungono tre nuovi progetti in sviluppo tra Toscana, Sud Italia e Alpi svizzere. Un percorso di crescita che ora potrà beneficiare della forza distributiva e commerciale del primo gruppo alberghiero mondiale.
Dal punto di vista societario, la joint venture acquisisce il marchio Lefay e tutti gli asset di proprietà intellettuale collegati, mentre gli immobili italiani resteranno di proprietà della famiglia Leali. I resort continueranno a essere gestiti attraverso contratti di management di lungo periodo, in un modello che punta a preservare l’identità del brand e, al tempo stesso, ad accelerarne l’espansione internazionale.
Per Marriott si tratta di un investimento coerente con l’evoluzione della domanda globale, sempre più orientata verso esperienze trasformative e soggiorni incentrati sulla salute e sul benessere. Il gruppo metterà a disposizione di Lefay le proprie piattaforme di sviluppo, marketing, sales e distribuzione, favorendo l’accesso a nuovi mercati e segmenti di clientela ad alta capacità di spesa.
Un ulteriore elemento di valore sarà l’ingresso dei resort nel circuito Marriott Bonvoy, con l’integrazione nelle piattaforme digitali del gruppo prevista entro la fine del 2026. Una leva che potrebbe incrementare significativamente la visibilità internazionale del brand italiano e sostenere il piano di sviluppo delle future aperture.
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[post_content] => «Il mondo dell’accoglienza è in continua trasformazione, oggi l’hotel è un interprete di esperienze, perché i viaggiatori cercano autenticità e vogliono scoprire il territorio, facendo scelte emotive e valoriali, oltre che funzionali. È un luogo di incontro, pensiero e cultura». Ha preso così il via l’intervento di Raniero Amati, csmo di Aries Group, nell’ambito dell’Osservatorio “Curation Economy nell’hôtellerie”. A partire dal titolo “A Changing Game” Amati, che è a capo della strategia e dello sviluppo di marketing di Aries e guida i team di vendita, ha sottolineato che «Aries è un facilitatore di esperienze, con hotel in location diverse e con caratteristiche diverse; lavoriamo per enfatizzare queste potenzialità usando un approccio dedicato.
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Chiara Ambrosioni
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Investimenti, innovazione, sostenibilità e valorizzazione dei territori sono stati i temi al centro della terza edizione del Mountain Hospitality Forum, l'appuntamento organizzato da Confindustria Alberghi che si è svolto oggi a Courmayeur e ha riunito molti tra i principali protagonisti del comparto turistico e alberghiero italiano.
Il turismo montano si conferma uno dei segmenti più dinamici negli ultimi anni. Con un valore aggiunto di circa 4,3 miliardi di euro, genera oltre 6,8 milioni di arrivi ogni stagione e, negli ultimi anni, ha registrato una crescita significativa, superando i livelli pre-pandemia. A trainare questo sviluppo è anche la crescente attrattività internazionale delle destinazioni alpine e appenniniche, con una quota di presenze straniere che oggi supera il 50%.
“La montagna rappresenta un’opportunità sempre più interessante, sia sul piano degli investimenti sia in ambito turistico. I dati sono incoraggianti e confermano la crescita del segmento montano, evidenziandone la capacità di rispondere a una domanda in evoluzione, orientata verso esperienze di qualità, benessere e fruizione del territorio durante tutto l’anno. Se il cambiamento climatico pone nuove sfide alla stagione invernale, il progressivo innalzamento delle temperature estive sta al tempo stesso rafforzando l’attrattività delle terre alte come alternativa al mare.
«In questo scenario, la montagna può rappresentare una leva importante di sviluppo, capace di favorire la destagionalizzazione e di creare nuove opportunità per le imprese e per i territori” ha dichiarato Elisabetta Fabri , presidente di Associazione italiana Confindustria Alberghi.
Il confronto ha evidenziato come la montagna stia vivendo una fase particolarmente dinamica, caratterizzata da una crescente attenzione da parte degli investitori e da una progressiva destagionalizzazione dei flussi turistici. In questo contesto, la qualità dell'offerta ricettiva, l'innovazione dei servizi e il miglioramento delle infrastrutture rappresentano fattori sempre più determinanti per intercettare le nuove esigenze dei viaggiatori e consolidare il posizionamento delle destinazioni italiane sui mercati internazionali.
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Le limitazioni imposte a suon di regolamenti da alcuni comuni, questioni come il caro-affitti e lo spopolamento dei Centri storici, la convivenza all’interno dei condomìni tra residenti e “cittadini temporanei”, la qualità del turismo e dei viaggiatori che gli affitti brevi sanno intercettare, l’importanza di questo segmento di ricettività anche nell’accogliere i flussi generati da grandi eventi come le Olimpiadi, i diritti dei proprietari e la libertà d’impresa dei gestori professionali che da anni investono creando con le proprie aziende occupazione e valore sui territori.
Sono solo alcuni dei temi che l’Associazione italiana gestori affitti brevi ha avuto l’opportunità di portare all’attenzione del ministro del turismo Gianmarco Mazzi “che – fa sapere il presidente Aigab Marco Celani – a nome di tutti gli imprenditori del settore ringrazio sentitamente per l’accoglienza ricevuta, la visione e la capacità di ascolto, la qualità dell’interlocuzione avviata ed il tempo prezioso che ci ha dedicato”.
Nell’ambito dell’incontro, si è discusso anche dell’attuale assetto fiscale e normativo degli affitti brevi: Aigab ha auspicato un’armonizzazione delle norme esistenti non punitiva ed ideologica che consenta di ripristinare un clima di maggior serenità sociale e agli imprenditori di continuare a pianificare investimenti sul lungo periodo a supporto dei proprietari italiani che vogliano trarre un reddito integrativo legittimo dalle seconde case di proprietà inutilizzate, contribuendo alla capacità ricettiva del Paese con standard di accoglienza qualitativamente significativi, garantiti dalla gestione professionale.
“Accogliamo con favore politiche nazionali a tutela dei proprietari di casa, come la velocità di sfratto introdotta con il Piano Casa, che consentano loro di poter utilizzare i vari strumenti di locazione disponibili mediante il Codice Civile come l’affitto a breve, medio e lungo termine senza criminalizzazioni e aggravi burocratici -aggiunge Marco Celani – e abbiamo chiesto al ministro Mazzi di tutelare il diritto alla proprietà privata e alla libertà d’impresa”.
Infine, fa sapere ancora Celani, “abbiamo rilanciato l’opportunità di riconoscere il ruolo del Property Manager come miglior alleato delle Istituzioni, che incassa e versa cedolare secca e imposta di soggiorno in maniera tracciata e trasparente per conto dei proprietari all’Agenzia delle Entrate e ai Comuni a discapito di qualsiasi forma di elusione, e che sul territorio si configura come ambasciatore dell’arte italiana dell’ospitalità, offrendo ai viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, che i gestori professionali sono in grado di intercettare, standard di accoglienza qualitativamente elevati che contribuiscono con orgoglio alla capacità ricettiva del nostro Paese”.
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[post_content] => La Danimarca si consolida sulla scena gastronomica internazionale raggiungendo un nuovo traguardo: 53 stelle Michelin assegnate a 41 ristoranti, rispetto alle 50 stelle e 37 ristoranti dello scorso anno.
Tra le novità del 2026 figurano: akmē (Copenaghen) – 1 stella Michelin; Bach & Nurup (Aalborg) – 1 stella Michelin; Lille Mølle (Copenaghen) – 1 stella Michelin; Okê (Skagen) – 1 stella Michelin; Esse (Copenaghen) – 1 stella Michelin; Kadeau (Copenaghen) – promosso a 3 stelle Michelin
Il Paese conferma la straordinaria vitalità di una gastronomia che da anni rappresenta uno dei principali motori di attrazione turistica.
La Michelin Guide ha inoltre lanciato il nuovo progetto editoriale "Mindful Voices", dedicato alle personalità che stanno contribuendo a trasformare il settore attraverso pratiche innovative e sostenibili. A inaugurare questo nuovo riconoscimento in Danimarca è stato Nick Curtin, chef del ristorante stellato Alouette di Copenaghen, insignito del titolo di prima "Michelin Mindful Voice" del Paese per il suo approccio pionieristico alla sostenibilità e alla responsabilità sociale in cucina.
Per tutto il 2026 proseguirà il programma di eventi gastronomici "A Bite of the Stars" ("En bid af stjernerne"), organizzato nell'ambito del festival Copenhagen Cooking, che offrirà al pubblico occasioni uniche per incontrare chef, produttori e protagonisti della scena culinaria danese.
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Nicola Vladimiro Ciccarelli, presidente del gruppo Swadeshi Hotels e vicepresidente di Confindustria Alberghi, è tra i sette vicepresidenti indicati nella nuova squadra di presidenza di Federturismo Confindustria, approvata dal Consiglio Generale su proposta del presidente designato Massimo Caputi.
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“Ringrazio il presidente Caputi e Federturismo Confindustria per la fiducia – dichiara Nicola Vladimiro Ciccarelli –. È una responsabilità che accolgo con spirito di servizio verso un settore decisivo per l’economia italiana. Il turismo non è soltanto industria dell’accoglienza ma infrastruttura economica, sociale e culturale del Paese. Il nostro compito sarà contribuire a una visione di sviluppo capace di coniugare crescita, sostenibilità, lavoro stabile e valorizzazione delle identità locali”.
Per Ciccarelli l’impegno in Federturismo rappresenta anche l’occasione per portare nel confronto nazionale l’esperienza maturata con Swadeshi Hotels, gruppo che ha costruito la propria identità su un’idea di ospitalità strettamente legata ai territori. “Con Swadeshi – sottolinea – abbiamo voluto affermare una visione precisa: l’albergo non è un contenitore neutro ma un presidio del territorio, un luogo che ne racconta la cultura, le tradizioni, i sapori, il paesaggio e la comunità. Oggi si parla molto di valori Esg, sostenibilità e responsabilità sociale: principi che appartengono al Dna del gruppo fin dalla nascita”.
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[post_content] => La chiusura della scuola sembra costituire un richiamo al viaggio, collocandosi in un mese, quello di giugno, che offre opportunità ad ampio raggio e una maggiore possibilità di attenzione ai costi: secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi saranno, infatti,16 milioni gli italiani pronti a partire in concomitanza con la conclusione dell’anno scolastico 2025/2026. Di questi, 4,9 milioni saranno minori.
Il grosso delle partenze (73,9%) si affronterà con la propria auto, si concentrerà alla metà del mese e si orienterà principalmente in Italia (90,7%). Per coloro che resteranno in. Italia, la prima scelta saranno le località marine, seguite dalla montagna, dai luoghi d’arte e dalle destinazioni lacustri. Per coloro che invece sceglieranno l’estero (9,3%), in testa alla classifica delle opzioni preferite resteranno le grandi capitali europee. Il giro d’affari prodotto da questo primo assaggio di vacanza estiva si aggira attorno ai 7,5 miliardi di euro.
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“Ancora una volta l’Italia fa strike – ha aggiunto Bocca – raccogliendo il grosso delle preferenze degli intervistati. Non stupisce che il mare resti in testa alla classifica tra le località più gettonate, siamo alle porte della stagione estiva e il “sapore di sale” resta proverbiale. Tuttavia, anche la montagna tiene; bene, inoltre, che i nostri laghi portino a loro favore ottimi risultati, conquistando un numero sempre maggiore di estimatori”.
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