27 March 2026

West of Sicily: «Un distretto turistico piccolo che diventa un mondo»

Durante l’Itb di Berlino abbiamo incontrato Rosalia D’Alì la presidente del dmo West of Sicily, nata dal distretto della Sicilia Occidentale. Si tratta di una dmo che riunisce alcuni comuni in provincia di Trapani, circa diciassette, e tanti altri operatori privati. 

«Noi siamo un’aggregazione che crede molto nella promozione comune e quindi abbiamo fatto un’azione di sistema nel creare un brand unico che è West of Sicily, che superi le logiche campanilistiche per offrire un’offerta integrata e unica. Oggi siamo posizionati sui mercati italiani ed europei. Abbiamo un portale  in cinque lingue, siamo presenti  sui social, sulle campagne informative, organizziamo incoming, press tour, fam trip. Insomma stiamo facendo un lavoro capillare per la trasformazione in dmsi. Stiamo mettendo insieme gli operatori che hanno offerte complementari per offrire pacchetti mirati da proporre durante la partecipazione alle fiere, e anche attraverso il mondo dell’online. Quindi non soltanto promuovere la destinazione, ma anche puntare ad un’offerta con prodotto da poter vendere ai turisti. In questo momento stiamo guardando al mercato europeo ma guardiamo già a quello americano grazie alla capacità dei nostri aeroporti»

Qual è il punto di forza della Sicilia che lei rappresenta?

«la Sicilia Occidentale è ogni volta una scoperta. E’ un’aria che riunisce tante tipologie di offerta turistica. Ci sono delle zone che si caratterizzano per un solo scopo turistico. Da noi invece essendo un territorio abbastanza piccolo trovi un senso variegatoi dell’offerta. Dai borghi, alle coste eccezionali, le isole, la spiaggia caraibica di San Vito Lo capo. Abbiamo due parchi archeologici: Segeste, Selinunte. Abbiamo anche la testimonianze dei Fenici. Ma abbiamo anche la storia dei Florio e del Marsala, per non parlare delle saline di Trapani. Lo scenario dei mulini è unico al mondo. Insomma la Sicilia Occidentale è sempre una scoperta e per vederla bene ci vogliono minimo cinque giorni.

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E quest'anno la capacità aumenta di un altro 10%, offrendo fino ad un massimo di 19 voli giornalieri da sei aeroporti italiani verso sei hub negli Usa».\r\n\r\nLe novità seguono l'investimento che mira a una copertura territoriale sempre più ampia: ecco quindi la Olbia-New York, dal 21 maggio, che si aggiunge all'altra new entry italiana, la Roma-Seattle (primo collegamento di Delta tra l'Italia e la costa Ovest Usa), dal 7 maggio. \r\n\r\nGrande focus poi, «sulla customer experience, migliorata e in linea con quello che è lo standard di eccellenza di Air France-Klm».\r\nAir France-Klm \r\n«L'Italia resta un mercato per noi fondamentale - riprende Eleonore Tramus -, dove operiamo da 15 aeroporti, da Nord a Sud. E per l'estate 2026 offriremo 14.500 frequenze verso i nostri hub di Amsterdam e Parigi, collegati a loro volta con oltre 300 destinazioni nel mondo». 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