26 September 2021

Val Senales: tutto pronto per il 30° compleanno di Ötzi

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La mummia del Similaun, Ötzi

Ötzi, la mummia del Similaun festeggia i 30 anni dal ritrovamento. Una storia incredibile che ci ha reso, dopo 53 secoli circa, ciò che resta di un umano vissuto nel neolitico, morto su un camminamento che univa ciò che oggi sono la Otzertal, nei pressi di Innsbruck e le Alpi Venoste. Un cammino che veniva usata per le prime transumanze, dall’attuale Maso Corto a Vent in Austria.
Ci sono voluti anni di ricerche e deduzioni per dare una “storia” a Ötzi, ucciso, si è scoperto in seguito, da una freccia conficcata sotto la clavicola sinistra, la cui punta è ancora lì, dove terminò la sua corsa quel giorno, che aveva reciso un’arteria.
Il corpo, per una serie di coincidenze, ci è stato restituito “intatto”, perché protetto da un avvallamento del terreno, in quanto i ghiacciai con i loro movimenti, macinano tutto ciò che custodiscono, tanto che è rarissimo trovare reperti intatti.

«Sul momento non si capì l’importanza del ritrovamento – raccontano Oliver Peschel, addetto alla conservazione della mummia ed Andreas Putzer responsabile degli scavi in Val Senales – fu anche trattato con poca attenzione perché, inizialmente, si pensò si potesse trattare di un alpinista scomparso recentemente e furono danneggiate parti del corpo come i tessuti esterni, femore sinistro in modo serio. Fu portato in Austria dove ricevette le prime attenzioni conservative e, da lì, ha iniziato a regalarci una serie di informazioni tali che, assieme ad altri reperti ad egli appartenuti, ci ha addirittura fatto retrodatare l’età del rame di circa un millennio, in quest’area».
Una storia piena di fascino, quella della transumanza, che oggi, addirittura, ha ricevuto lo status di Patrimonio Immateriale dell’Umanità (2019).
Ötzi, fu trovato casualmente, restituito dallo sciogliersi del ghiacciaio, da una coppia di coniugi tedeschi Erica e Helmut Simon di Norimberga, il 19 settembre 1991 durante un’escursione sullo Hauslabjoch. Dopo diverso tempo si stabilì che il territorio dove egli riposava, per poco più di 90 metri, era italiano e, per questo, la mummia fu restituita all’Italia. Oggi si può ammirare nel Museo Archeologico di Bolzano, dove sta in una cella frigorifera, con un intero piano tutto a lui dedicato. Il corpo viene conservato in una stanza con circa il 99,6% di umidità e −6° e con cadenza bimestrale un medico specializzato spruzza sulla mummia acqua distillata, che forma una patina protettiva e restituisce lo 0,4~0,5% di umidità mancante ai tessuti inariditi.

Reinhold Messner e Walter Zerpelloni

«E’ un vanto della Val Senales, un antesignano, un “concittadino” illustre – dice un altro simbolo, vivente, di questa piccola valle, Reinhold Messner, attivissimo nella promozione del luogo eletto a proprio domicilio, alpinista che non ha bisogno di presentazione – e sarebbe bello poterlo riportare qui. La valle sta affermandosi dal punto di vista turistico come un presidio slow food, attento ad una sostenibilità che da anni sostengo, basata sul rispetto per territorio ed abitanti, siano essi animali, piante o umani».
«Qui in Val Senales – è il presidente del consorzio turistico Walter Zerpelloni a parlare – abbiamo ricostruito l’Archeoparc-Museum Val Senales, un museo interattivo che illustra le numerose deduzioni scientifiche ottenute grazie al ritrovamento e ricostruisce l’ambiente in cui visse Ötzi. E ci avvicineremo, attraverso l’estate al 19 settembre, con tante manifestazioni in suo onore per arrivare al genetliaco. Che dovrebbe coincidere con i giorni della transumanza, un altro importantissimo evento caratteristico della nostra valle».




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