19 settembre 2017 14:58
Con 1.170 km di itinerari escursionistici distribuiti su quattro paesi europei, nasce Hiking Europe, una rete europea di itinerari che attraversa le aree rurali di pregio di Italia (nel territorio dell’Alta Via dei Parchi in Emilia Romagna), Spagna (Catalunya), Croazia (regione di Dubrovnik-Neretva) e Irlanda (Donegal). Si tratta di un progetto innovativo che nasce per offrire ai viaggiatori una vasta rete, ben 1.170 Km. di itinerari di trekking in alcune delle zone più autentiche, al di fuori del turismo di massa di quattro aree europee. Gli itinerari italiani si trovano tutti in Emilia Romagna, nell’ambito dell’Alta Via dei parchi: uno nel parco nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, uno nel parco nazionale Appennino Tosco-Emiliano e uno nel parco regionale della Vena del Gesso Romagna. Gli altri percorsi europei di Hiking Europe sono, in dettaglio: in Spagna con la Catalogna (Pirenei-El Cinqué Llac e El Priorat), in Irlanda con An Gaeltacht in Donegal e la Croazia con la penisola Pelješac e l’isola di Mljet nella contea di Dubrovnik. Gli itinerari di trekking nei tre parchi emilianoromagnoli (da 3 a 7 giorni) saranno commercializzati su un’unica piattaforma assieme a quelli europei, grazie a un lavoro coordinato tra imprese turistiche, Apt Servizi Emilia Romagna, Regione Emilia Romagna – Servizio Turismo Commercio e Sport e Servizio Aree protette Foreste e Sviluppo della Montagna, nell’ambito del progetto europeo HikingEurope, Discovering rural Europe, finanziato dal programma Cosme della Commissione europea. Gli itinerari, pubblicati in un folder promozionale in lingua inglese presentato ad oltre 100 intermediari di viaggio in Italia e all’estero nelle fiere di settore, hanno già riscosso forte interesse. Sono stati realizzati un sito in lingua inglese (www.hikingeurope.net), una guida per l’escursionista in sei edizioni (una per ogni itinerario) e in quattro lingue (italiano, inglese, francese e tedesco) e una serie di proposte, comprensive dei 18 pacchetti, in quattro lingue.
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Il fondatore di Viking, Torstein Hagen, si dimetterà dalla carica di ceo. Secondo quanto riportato da TravelWeekly, Hagen, che ha fondato Viking nel 1997 e ha guidato l'azienda fino a farla diventare una più grande compagnia di crociere fluviali, assumerà la carica di presidente esecutivo e continuerà a ricoprire il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione di Viking.
Il nuovo ceo
Il consiglio di amministrazione ha promosso Leah Talactac, presidente e direttrice finanziaria, al ruolo di amministratore delegato. Linh Banh, vicepresidente esecutiva per le finanze, succederà a Talactac come direttrice finanziaria.
Talactac è entrata a far parte di Viking nel 2006 ed è stata un membro chiave del team dirigenziale. Insieme a Hagen, ha guidato l'offerta pubblica iniziale di Viking nel 2024 ed è stata nominata presidente nel gennaio 2025 .
Hagen si concentrerà sulla strategia aziendale a lungo termine, supportando Talactac nel suo nuovo ruolo. Il ceo uscente ha detto che lui e il consiglio di amministrazione hanno «piena fiducia nella sua capacità di guidare Viking con la stessa continuità, disciplina e visione che ci hanno guidato sin dalla fondazione della compagnia. Questo cambio di leadership riflette la solidità e la competenza del team dirigenziale di Viking e la pianificazione della successione che abbiamo sviluppato nel corso di molti anni».
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Così Assoviaggi in una nota.
“Il confronto istituzionale — prosegue l’Associazione — ha consentito di correggere alcune delle misure più penalizzanti contenute nella prima versione della direttiva. Sono stati ottenuti risultati importanti: dall’eliminazione dei servizi turistici collegati a una maggiore chiarezza nella definizione di pacchetto turistico, fino a una disciplina più equilibrata sulle circostanze eccezionali, anche alla luce di quanto accaduto durante la pandemia”.
Nuove responsabilità economiche
“Restano però criticità rilevanti. Le nuove responsabilità economiche richieste agli operatori del turismo organizzato restano difficilmente sostenibili: dalle garanzie di insolvenza sempre più onerose alla copertura dei voucher e dei rimborsi anche quando il mancato servizio dipende da terzi, fino all’obbligo di rimborso del viaggiatore entro 14 giorni. Obblighi che gravano soprattutto sugli organizzatori europei, senza un coinvolgimento equivalente degli altri attori della filiera: compagnie aeree, fornitori, piattaforme globali e operatori non soggetti alla normativa europea”.
“Si crea così — evidenzia Assoviaggi — uno squilibrio competitivo che rischia di tradursi in aumento dei costi operativi, pressione sulla liquidità e riduzione della marginalità delle imprese. Un aspetto particolarmente rilevante per l’Italia, che a livello europeo rappresenta il Paese con il più alto numero di piccole imprese attive nel turismo organizzato”.
“La tutela del consumatore resta un valore imprescindibile — conclude Assoviaggi — ma non può tradursi in un carico di responsabilità che finisce per indebolire proprio le imprese che garantiscono ai viaggiatori standard elevati di sicurezza, assistenza e professionalità. Per questo chiediamo che il recepimento nazionale eviti ulteriori appesantimenti burocratici ed economici e l’istituzione di un tavolo permanente con il Ministero del Turismo, per monitorare l’impatto della normativa e individuare eventuali correttivi”.
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[post_content] => Il ministero del turismo, con il supporto di Enit, lancia “Welcome to the Dream, Welcome to Italia”, la campagna di promozione del turismo italiano che rientra negli interventi previsti dal Dl Ciclone Harry. L’iniziativa racconta la bellezza dell’Italia a partire dalle immagini di Calabria, Sardegna e Sicilia, le tre regioni colpite dal ciclone a gennaio.
La campagna, che parte oggi dalle grandi stazioni italiane, è rivolta ai principali mercati europei e internazionali di riferimento delle tre regioni (quali Germania, Francia, Stati Uniti, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera, Regno Unito, Austria, Australia, Spagna e area Benelux) e al mercato domestico, prioritario per la quota di presenze registrate. Obiettivo: rafforzare la comunicazione e la promozione dell’Italia come destinazione turistica accogliente e sicura, contrastando le immagini negative legate al ciclone.
Per carità operazione lodevolissima. Però il ministero deve capire che esiste anche quella sezione di turismo che invia gli italiani all'estero. Non è difficile da capire. I tour operator outgoing vivono un momento di difficoltà per la crisi della guerra nel golfo e, mi pare, che non abbiamo nessuno con cui confrontarsi.
Il ministero del turismo ha l'obbligo di rivolgersi anche a loro, cercando di riequilibrare una situazione non certo felice. Invece sembra che questo straordinario settore non venga mai preso in considerazione. Anche da questi soggetti arriva la ricchezza globale del turismo italiano.
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Saranno Wizz Air e il gruppo Lufthansa i primi vettori europei a ripristinare i collegamenti aerei da e per Tel Aviv, rispettivamente dal 28 maggio e dal 1° giugno. La decisione è successiva al recente aggiornamento dell’Easa relativo allo spazio aereo del Medio Oriente e del golfo Persico, valido fino al 27 maggio.
Il gruppo tedesco ha spiegato che la decisione è stata presa a seguito di «una valutazione approfondita in materia di sicurezza» e che la riapertura dei voli sarà effettuati in step progressivi.
Austrian Airlines sarà la prima compagnia del gruppo a tornare a Tel Aviv, con la ripresa dei collegamenti da Vienna a partire dall’inizio di giugno; Lufthansa e Swiss prevedono di riavviare i voli per Tel Aviv all’inizio di luglio; seguirà poi Eurowings, entro la metà di luglio. Brussels Airlines manterrà invece la sospensione della rotta da Bruxelles a Tel Aviv fino al prossimo 24 ottobre.
«La sicurezza dei nostri passeggeri e del nostro equipaggio resta la nostra massima priorità e abbiamo adottato un approccio prudente e misurato a questa decisione - ha commentato Ian Malin, chief commercial officer di Wizz Air che, appunto, tornerà in Israele dal 28 maggio -. Non vediamo l’ora di riallacciare i rapporti con i nostri passeggeri israeliani e di permettere ai nostri milioni di clienti in tutta Europa di scoprire la straordinaria cultura che Israele ha da offrire».
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Tempi difficili per il turismo, anche per per le crociere. Nel quadro della crisi che sta coinvolgendo il settore, la cattiva informazione sta procurando non pochi pensieri a chi aveva cominciato il 2026 con ottimi auspici.
Crociere sotto assedio
«Per l'industria delle crociere sta piovendo sul bagnato - spiega Leonardo Massa, vice president Southern Europe, divisione crociere di Msc Crociere, intervenendo al recente panel organizzato da Radio Turismo -. Dopo aver portato a termine il rientro da Dubai di circa 4.500 passeggeri in soli 5 giorni subito dopo lo scoppio della guerra, i riflettori sono tornati nuovamente ad accendersi sul comparto crocieristico, fra Hantavirus e gastroenteriti. Le notizie negative fanno presa sul pubblico, molto più di quelle positive, contribuendo a influenzare i giornalisti nel modo di proporre le news. Quando le informazioni sono positive, non vengono veicolate».
Un vero boomerang che contribuisce a creare confusione e disorientamento in un momento in cui, di confusione, non c'è proprio bisogno. «Stiamo registrando un rallentamento enorme del consumo del bene vacanza e la stagione si preannuncia complessa per i mesi a venire. In questo quadro, sarebbe importante fare squadra e far parlare il turismo organizzato con un'unica voce, in grado di ridare garanzie e fiducia al cliente finale».
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[post_content] => Adalte continua a potenziare la propria offerta di provider seguendo la strategia annunciata nei mesi scorsi: una differenziazione dei partner basata sulle modalità di interazione con la piattaforma di distribuzione tour.
Nell’ultimo mese si sono aggiunti nella categoria Premium, che contraddistingue gli operatori che si affidano ad Adalte per migliorare l’esposizione del prodotto, svariati fornitori, tra cui la Dmc portoghese Quasar, e il Dmc argentino De la Paz Tur, specializzati entrambi nel mercato Italiano.
“La scelta di collaborare con Adalte nasce dalla nostra costante ricerca di innovazione e precisione tecnologica”, spiega Dafne Lemos, Direttore Operativo di Quasar -. Tra i loro principali punti di forza spiccano senza dubbio l’efficienza delle loro soluzioni digitali e la capacità di semplificare i processi complessi, permettendoci di focalizzarci su ciò che facciamo meglio: creare esperienze su misura in Portogallo. Il mercato italiano, che serviamo con dedizione da decenni, apprezza particolarmente la nostra capacità di unire una profonda conoscenza del territorio a soluzioni innovative”.
I prodotti più ricercati proposti dal Dmc Quasar sono, tra gli altri, i tour settimanali in italiano, senza numero minimo di partecipanti, i circuiti culturali classici (Lisbona, Porto, Algarve), le esperienze gastronomiche ed enologiche, e i programmi Tailor-Made pensati per FIT, con tariffe competitive.
Nel frattempo, continuano a fare il loro ingresso nel sistema anche i fornitori Affiliate i quali, a differenza dei partner Premium che beneficiano del servizio di controllo qualità, agiscono in totale autonomia per distribuire i propri prodotti. Gli ultimi in ordine di tempo sono I Grandi Viaggi, che mette in vendita su Adalte le sue partenze esclusive con accompagnatore, e Sailing Greece, operatore greco interamente dedicato alle crociere in barca a vela. Questi nuovi ingressi si aggiungono a realtà già consolidate come Travel Friends, il cui catalogo di tour è in costante crescita, e Volonline, presente con il marchio per la distribuzione internazionale etourxml; quest'ultimo opera su Adalte anche in qualità di consolidatore per tutti coloro che desiderano vendere online migliaia di tour nel mondo, attraverso un unico interlocutore affidabile con fatturazione in euro.
La varietà dell’offerta che questi fornitori apportano nel loro complesso, conferma come l'ecosistema Adalte sia diventato un marketplace di tour e pacchetti a 360 gradi, capace di accogliere e dare spazio a qualsiasi tipologia di venditore: dai marchi storici del tour operating italiano di qualità agli operatori stranieri di nicchia.
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[post_content] => Traffico passeggeri in crescita negli aeroporti europei a marzo, nonostante le ricadute negative legate al conflitto in Medio Oriente: la fotografia è quella scattata dall'ultimo report di Aci Europe, che segna un aumento del 3,8% del numero di passeggeri nella rete aeroportuale europea, rispetto al marzo 2025 e in linea con l'incremento del 4,2% registrato a febbraio.
Gli aeroporti del mercato Ue+ hanno registrato una crescita più sostenuta, pari al 4,1%, mentre quelli del resto d’Europa hanno visto la crescita rallentare bruscamente al 2,6%, in gran parte a causa del crollo del traffico negli aeroporti israeliani, dove il volume dei passeggeri è sceso dell’86,3%.
Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, ha affermato che le prime settimane del conflitto hanno dimostrato la resilienza della domanda di viaggi aerei nonostante la rinnovata instabilità geopolitica: «Molti aeroporti europei hanno perso i collegamenti diretti con la regione, ma i flussi di traffico in transito verso l'Asia si sono rapidamente adattati attraverso rotte alternative dirette e indirette». Il manager ha sottolineato che parte del traffico dirottato ha sostenuto la domanda intraeuropea, mentre i viaggi transatlantici sono rimasti «estremamente dinamici».
Le previsioni per l'estate
Al momento l'associazione degli aeroporti non prevede un calo del numero di passeggeri durante l'alta stagione estiva, a meno che il settore del trasporto aereo non debba affrontare gravi carenze di carburante legate all'andamento del mercato petrolifero in generale.
Le compagnie aeree mediorientali hanno iniziato a ripristinare i collegamenti con l'Europa, mentre la maggior parte dei vettori europei ha operato solo riduzioni limitate della capacità, grazie alle strategie di hedging e al persistere della domanda di viaggio.
Tuttavia, Jankovec ha avvertito che le prospettive a lungo termine rimangono incerte. «Una volta superato il picco estivo, le prospettive di traffico rappresentano di fatto una scatola nera per il settore. Tutto dipenderà dalla geopolitica e dalle ripercussioni della crisi petrolifera, con la prospettiva di uno shock del costo della vita che metterà alla prova la resilienza della domanda».
Le performance dei mercati
All'interno del mercato Ue+, gli aeroporti slovacchi hanno registrato la crescita più marcata, con un aumento del traffico passeggeri del 130,7% nel mese di marzo. Seguono la Slovenia con il 17%, la Danimarca con il 13,8%, Malta con il 12,5% e la Croazia con il 10,8%. Tra i maggiori mercati dell'aviazione europei, l'Italia ha registrato la crescita più forte con il 4,8%, davanti alla Spagna con il 3,9%.
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[post_content] => Saranno quattro alla settimana i voli operati da Air China tra Venezia e Pechino: il nuovo collegamento - come anticipato lo scorso aprile - decollerà il prossimo 2 luglio, con un Airbus 330-220 da 267 posti, nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica. Il primo volo atterrerà al Marco Polo alle 19:15 e ripartirà per Pechino la sera stessa alle 21:30.
«Nel contesto di una connettività globale in costante crescita e in occasione del 40° anniversario dei collegamenti di Air China con l'Italia, il nuovo volo diretto Pechino-Venezia rappresenta un importante traguardo per la cooperazione aeronautica tra i due Paesi - ha dichiarato Li Duo, direttore generale Air China Milano - e contribuirà non solo a rafforzare ulteriormente la collaborazione nel settore dell’aviazione civile, ma anche ad ampliare in modo significativo il network di Air China in Italia.
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Nord Est protagonista
Il nuovo collegamento servirà e stimolerà tutti i segmenti di traffico: business e cargo, con il Nord Est che esprime il 13% dei flussi commerciali tra Italia e Cina, che generano un volume d’affari annuo di circa 10 miliardi di euro, secondo solo a quello dell’area milanese (dato Istat del 2025). Il turismo leisure trova nel Nord Est una delle aree principali del nostro Paese per numero di turisti in arrivo dalla Cina, ed è un turismo di qualità, con oltre il 70% dei visitatori che sceglie strutture di lusso, attratti in particolare dalle città d'arte, Venezia e Verona in testa, e dalle Dolomiti.
Infine, il segmento Vfr: con circa 70.000 residenti, la comunità cinese nel Nord Est è per dimensioni la seconda in Italia dopo quella della Lombardia. Visite e ricongiungimenti familiari saranno sostenuti e favoriti dal nuovo volo, con flussi dalla Cina provenienti in particolare da Pechino, Wenzhou (nella provincia di Zhejiang) e Xiamen (nella provincia di Fujian).
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[post_content] => Le sfumature sono diverse, ma la sostanza non cambia: il mondo del turismo organizzato fa quadrato per fronteggiare la crisi e trovare soluzioni percorribili. Quel che è certo è che «c’è tanta disinformazione e tanta cattiva informazione – commenta il direttore commerciale di Ota Viaggi, Massimo Diana, intervenuto al panel di “Turisti nel caos” organizzato su Radio Turismo -. In Italia si sta mettendo in pratica una sorta di “terrorismo informativo” che rappresenta un caso unico, prettamente italiano, che non trova alcuna eco nel resto d’Europa. L’informazione distorta impatta in modo forte sul percepito dell’italiano medio, creando ansia sul se e cosa prenotare. Manca una comunicazione corretta sulle garanzie offerte dal turismo organizzato, garanzie – si badi bene – che sono già in essere indipendentemente dalla crisi attuale». Secondo Diana, questo scenario comporta un attendismo che fa male a tutti e che allunga i suoi effetti anche sulla destinazione Italia. «Il 50% degli italiani non ha ancora deciso cosa fare e non è un problema di prezzo, ma di incertezza».
Proprio per questo il turismo organizzato, compatto, deve dare un messaggio di professionalità, flessibilità e garanzia. «Il calo delle vendite è importante per tutti noi, senza alcun motivo realmente valido. Bisogna far leva sulle garanzie che offriamo per invertire la curva impressa da un terrorismo mediatico che non giova a nessuno».
Lungo raggio a rischio
Se questa è l’opinione di un t.o. concentrato sulla programmazione Italia, la visione non cambia allargando il discorso al lungo raggio. «Il viaggio – conferma il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi – è un ecosistema emotivo che richiede stabilità per prosperare. Occorre quindi “spostare la telecamera” per analizzare una questione che ci ha toccato profondamente e che per certi versi è più grave della pandemia. Mentre il Covid rappresentava un unico macro problema, che poteva avere una soluzione globale, oggi siamo chiamati a rispondere a un'emergenza che ci rende più fragili, andando a toccare l’ecosistema emotivo del viaggiatore. In questo, l’assenza di chiarezza nella comunicazione impedisce qualsiasi programma a medio termine. Ritengo salteremo a piè pari l’estate concentrandoci invece sul prossimo autunno, pronti comunque ad accogliere tutto quel che potrebbe arrivare in più». Curzi fa riferimento poi a una sorta di «antipatia del momento. C’è una grande parte del mondo che potrebbe funzionare bene – spiega il manager – ma la domanda, ad esempio sugli Stati Uniti, è frenata per motivazioni psicologiche, che nel caso degli Usa si traducono in un calo del 20-30%». Infine, un monito: «Non serve accanirsi sul prezzo per recuperare quanto lasciato sul terreno. Invito quindi i fornitori, siano essi vettori aerei o compagnie alberghiere, ad avere il buon senso di non applicare tariffe sproporzionate, che finirebbero per allontanare i clienti dall’acquisto del viaggio».
Le crociere
Italia, lungo raggio, e le crociere? Anche in questo comparto riaffiora il problema di «una comunicazione assurda. Il problema non risiede nella situazione reale, ma nel modo in cui viene raccontata – fa eco Leonardo Massa, vice president Southern Europe, divisione crociere di Msc Crociere -. Le notizie negative hanno più eco di quelle positive e attirano di più i lettori. Nel pieno della crisi, in soli 5 giorni abbiamo rimpatriato 4.500 passeggeri da Dubai, ma questo non ha fatto notizia, come mai?».
Massa evidenzia comunque un generale «rallentamento enorme del consumo del bene vacanza. Questo creerà colli di bottiglia quando la domanda riesploderà. A quel punto temo che le tariffe cresceranno in modo dissennato per cercare di recuperare quanto perduto; una politica dannosa per tutto il settore perché la battaglia non si fa sul prezzo. Mi auguro un ritorno alla normalità nel periodo fra novembre e febbraio. Nel frattempo, in una stagione che si preannuncia complessa, immagino che le destinazioni di prossimità avranno sicuramente un appeal maggiore rispetto al medio e lungo raggio».
Sul tema dell’"imbuto" torna anche Stefano Maria Simei, direttore generale di Futura Vacanze, che prevede un incremento dei costi «che gli operatori non potranno assorbire in toto. Il rischio è che si crei un collo di bottiglia che farà disperdere i margini e rendere meno competitive le tariffe».
Su un punto tutti gli operatori sono concordi: mai come in questo momento il turismo organizzato deve trasmettere al consumatore finale un messaggio di sicurezza, flessibilità e professionalità. Un messaggio che sia messaggio forte e univoco, come invocato anche dal presidente di Fiavet Gian Mario Pileri, che al governo chiede urgentemente di mettere in pista una campagna mediatica che trasmetta una corretta informazione al cliente finale.
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