8 March 2026

A Pracines (Merano) un museo dedicato al mondo Asburgico e vestigia romane

L’entrata al Museo Imperiale di Bad Egart

Bagni Egart, è la casa termale più vecchia del Tirolo; data 1430, ed oggi vi si trova il famoso ristorante Onkel Taa. E proprio lo Zio Taa, Simon Karl Platino, da 41 anni ristoratore e da quasi mezzo secolo proprietario di questo immobile, ha riversato la sua passione nata da bambino grazie alla nonna, per l’impero Austro Ungarico in questo piccolo gioiello museale privato.
La storia ci narra che la fonte su cui sorgeva il “sanatorio” già in epoca romana fu impiegata a scopi terapeutici, potabili e per bagni termali, una tradizione che continua ancor oggi in Alto Adige.

La grotta della fonte d’epoca romana

Da qui passava la via Claudia Augusta, completata attorno al 46 dC. e  sono stati trovati reperti a sostegno della tesi “terme romane”: in prossimità delle fonti e è stato scoperto che a Tel (Telonium), vi era un` importante stazione doganale romana e sono state rinvenute pietre miliari, l’altare di Diana (del terzo secolo) e monete romane.

Onkel Taa, insignito del Cavalierato molti anni fa, ha creato qui, in oltre 50 anni di ricerche e di raccolte quel luogo che è divenuto il “K.u.K. Museum Bad Egart“, una raccolta di oltre 3mila oggetti, molti dei quali pezzi unici, in 102 vetrinette, appartenuti o inerenti la dinastia degli  Asburgo, soprattutto dell`Imperatore Francesco Giuseppe I e dell`Imperatrice Elisabetta, la famosa Sisi, divenuta per tutti Sissi per la trasposizione cinematografica della sua storia interpretata da Romy Schneider. Il K.u.K. Museum Egat spazia comunque su tutta la casa degli Asburgo ed è molto interessante dal punto di vista storico.
«L`acronimo K.u.K. significa “Kaiserlich und Königlich” che in tedesco sta per “Imperiale e Regio “ prefisso di tutti gli enti che facevano capo alla pubblica amministrazione austro-ungarica dal 1867 al 1918 –  spiega Platìno – Nel museo sono presenti pezzi che riguardano i periodi dell`Imperatore Ferdinando I, Massimiliano, l`Arciduca Francesco Ferdinando d`Asburgo – Este fino all`ultimo Imperatore, Carlo I, insomma tutta la storia degli Asburgo». L’esposizione si allarga anche alla storia popolare tirolese: infatti è possibile ammirare migliaia di oggetti di antiquariato e curiosi pezzi da collezione, raccolti con pazienza e perseveranza da Onkel Taa. Immagini e ritratti dei regnanti, una cucina gotica con gli attrezzi, una bottega della nonna, e la storia dei bagni termali, compresa la “fonte” originaria, con una iscrizione che si pensa sia romana ancora incastonata nella roccia sulla grotta con la sorgente da cui sgorga l`acqua, che beveva Sissi. «Quando Elisabetta soggiornava a Merano, visitava sempre i Egart per i bagni termali – prosegue Onkel Taa – Nel museo abbiamo esposti reperti stile liberty, arte sacra, porcellane dell`epoca, oggetti Biedermeier, arte erotica, minerali e fossili, giocattoli, bambole e case delle bambole che risalgono al 19esimo secolo e vari attrezzi dei mestieri del passato».
Al momento c’è una esposizione speciale: “Imperatrice Elisabetta: Sissi, mito o verità?”
«L’Imperatrice d`Austria e regina d´Ungheria e Boemia, era una delle più belle donne dei suoi tempi, e un personaggio misterioso e affascinante, la cui storia inizia come una favola – racconta Platìno – Sposò Francesco Giuseppe I, ma la favola è triste ed ha und finale tragico. La vita di questa donna fu come un fiume in piena, che tutto travolge ma che è inghiottito dai suoi stessi flutti. Il suo cammino tortuoso, contaminato da tristi presagi, dispiaceri e dolori. Era dotata di un fascino particolare, dovuto non solo alla sua bellezza, ma anche alla sua fragilità misteriosa.

La straordinaria somiglianza di Platìno (Onkel Taa) con Franz Joseph

Era sempre in fuga da Vienna e quando i medici le consigliano di andare a curare la sua tosse in un paese soleggiato, colse al volo l’occasione per venire a Merano».

Il curioso museo prosegue in un giardino pieno d´arte, creatività, cultura e curiosità.
In mezzo alla natura si trovano pietre arenarie, una collezione di maschere, il villaggio neolitico dell’uomo di Similaun, con la prima copia in pietra di “Ötzi”, l’orto biologico dei contadini, l´unico allevamento di lumache in Alto Adige, la chiesetta con l´orologeria in ferro del campanile del lago di Resia e la storia dei contadini del popolo Sud-Tirolese con mille attrezzi dei mestieri del passato.

#altoadige #quellocheamo #suedtirol
Massimo Terracina

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