6 February 2026

Pinzolo: la Vertical Up, la corsa più “infernale” dell’inverno 

La seconda tappa dell’internazionale Vertical Up tour fa tappa a Pinzolo, sabato prossimo 20 gennaio, lungo l’adrenalinica Tulot Audi quattro.
La partenza della tappa trentina è fissata alle 18.10 di sabato prossimo ai piedi del ripido muro finale della Tulot. Venerdì, alla vigilia della spettacolare gara, incontro con l’alpinista Tamara Lunger (ore 21.00 PalaDolomiti) e i 3 atleti diversamente abili del “Team 3 gambe”: Moreno Pesce (Società sportiva Bogn da Nia), Giuliano Mancini ed Heros Marai (Omero Runners Bergamo) che il giorno dopo parteciperanno anche alla “Vertical” insieme all’azzurro di velocità e arrampicatore Andrea Lanfri, argento ai Mondiali di Londra 2017 nella staffetta 4×100. Oltre 300 gli skyrunner e scialpinisti attesi alla partenza, 1.000 i partecipanti al contemporaneo raduno con sci d’alpinismo e ciaspole “Toni Masè”.

La Vertical Up Madonna di Campiglio-Pinzolo e fa parte dell’omonimo tour di gare che tocca sei prestigiose destinazioni di montagna dell’arco alpino, e non solo, distribuite in quattro Paesi: dall’Italia all’Austria, dalla Svizzera alla Germania. La particolarità sta nell’Invitare i più forti skyrunner e scialpinisti a sfidarsi lungo famose piste di Coppa del Mondo di sci alpino – la Streif a Kitzbühel e la Saslong in Val Gardena, per citare due illustri esempi (o in destinazioni comunque sede della Fis Ski World Cup come Madonna di Campiglio-Pinzolo) – affrontandole però al contrario.

La sfida è estrema perché si gareggia dal basso verso l’alto lungo la Tulot Audi quattro, famosa per la sua pendenza che tocca percentuali del 69% (le pendenza media è invece del 35%). L’impresa è riservata a chi non ha paura della fatica, anche estrema. Si partirà da un’altitudine di 800 m e si arriverà ai 1.700 m di malga Cioca dopo aver percorso una distanza di 2.600 m e aver superato un dislivello di 900 m.

La prossima edizione, per Pinzolo la terza, andrà in scena sabato prossimo 20 gennaio 2018. L’attesa cresce e allo spettacolare evento sportivo sono attesi oltre 400 partecipanti, addirittura 1.400 se si considerano gli iscritti al concomitante raduno per ciaspole e sci alpinismo “Toni Masè” (da malga Cioca al Doss del Sabion, 400 m di dislivello, partenze dalle 17.30).

Anche nel 2018 la sfida verticale non avrà regole nella preferenza dei materiali di gara, purché non siano meccanici. Alcuni opteranno per la scelta “classica” degli sci d’alpinismo, altri per i più leggeri sci da fondo dotati però di pelli, oppure per le scarpe da corsa con tacchetti o, ancora, per le racchette da neve attrezzate con ramponi. La scelta sarà libera. Vincerà il più forte, il più veloce, ma anche chi avrà indossato il mezzo più adatto alle condizioni della neve in quel momento.

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Per Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, «Palazzo di Varignana ha una rilevanza che va oltre i confini comunali» ed è un esempio concreto di come la sostenibilità, nelle politiche pubbliche, richieda «azioni integrate, non limitate alla sola dimensione ambientale».\r\n\r\nAl centro del confronto il rapporto tra agricoltura e ospitalità, inteso come filiera produttiva e culturale. «La produzione responsabile è il primo gesto di accoglienza», ha sottolineato Chiara Del Vecchio, AD delle aziende agricole del gruppo, illustrando il progetto Agrivar come strumento di valorizzazione territoriale e coinvolgimento diretto degli ospiti. Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.\r\n\r\nDal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.\r\nA proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”. \r\n\r\nLa riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.\r\n\r\nAmpio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».\r\n\r\nIl tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.\r\n\r\nA rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.\r\n\r\nUna visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».\r\n\r\n[gallery ids=\"506484,506485,506486,506487,506488,506489,506490,506491,506492\"]","post_title":"Palazzo di Varignana accende il confronto sulla sostenibilità che crea valore","post_date":"2026-02-04T09:40:19+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["palazzo-di-varignana","sostenibilita"],"post_tag_name":["Palazzo di Varignana","sostenibilità"]},"sort":[1770198019000]}]}}