17 March 2026

Il piano per il rilancio delle Terme di Chianciano? Un’offerta sanitaria innovativa dedicata agli over 65

Passa per una specializzazione nel campo delle cure e del benessere per i senior il nuovo piano di rilancio delle Terme di Chianciano. Il progetto è di Massimo Caputi che, tramite la società di investimenti Feidos, è diventato recentemente l’azionista di riferimento del complesso toscano, dopo averne acquisito il 47% da Mps. Lo stesso Caputi controlla peraltro da poco più di tre anni anche le Terme di Saturnia, in Maremma.

Il percorso di rilancio pensato per Chianciano è tuttavia differente e, rivela Il Sole 24 Ore, si indirizza maggiormente verso la creazione di una destinazione di turismo sanitario contemporaneo rivolto al target degli over 65 alla ricerca di riabilitazione, prevenzione e benessere. Modello di riferimento è la piattaforma spagnola Spaincare, capace di attirare migliaia di clienti dal Nord Europa. Il piano di Caputi intende poggiare sui punti di forza di Chianciano, rappresentati dalle sue acque particolarmente adatte per la cura di fegato e apparato gastroenterico, nonché dal medical center della University of Pittsburgh e da un ingente patrimonio alberghiero da riqualificare.

E proprio qui starebbe il punto. Perché, per il rilancio del complesso, occorre ristrutturare prima di tutto la società Terme di Chianciano, i cui azionisti, oltre a Feidos (47%), comprendono anche la regione Toscana tramite Terme di Chianciano Immobiliare in liquidazione (30%) e la Banca Centro-credito cooperativo Toscana-Umbria (18%). Per ripartire servirebbe una ricapitalizzazione di almeno 5 milioni di euro. E poi c’è da considerare un debito da 5,5 milioni verso le banche, di cui 4 ceduti poco tempo fa da Mps alla società di recupero crediti deteriorati del ministero dell’Economia, Amco. Caputi però è ottimista e mira a creare una piattaforma leader in Italia per un turismo sanitario a carattere innovativo.

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Nel week end di Pasqua le previsioni sono di 400.000 turisti e, sempre in previsione, aprile potrebbe chiudersi con quasi 2.000.000 di presenze. E i numeri sono destinati a rimanere alti tutto l’anno, in vista di Napoli capitale dello sport 2026.  L’amministrazione Manfredi si sta impegnando a rendere Napoli città sempre più vivibile per cittadini e sempre più accogliente per i turisti che ormai arrivano tutto l’anno, rompendo il muro che esisteva fino a qualche anno di maggio e dicembre come mesi turistici. Abbiamo migliorato e rafforzato i servizi e siamo riusciti ad accogliere grandi flussi turistici. Ora dobbiamo aumentare questa capacità di accoglienza in vista dell’America’s Cup» dice Armato.\r\n\r\nNel 2025, l’Otu ha registrato a Napoli oltre 20 milioni di presenze turistiche, con una crescita pari al 45% rispetto 2024, confermando una tendenza di aumento costante e una progressiva destagionalizzazione dei flussi, con livelli elevati di presenze anche nei mesi invernali. Dopo il calo del 2020 dovuto alla pandemia, il traffico aereo dell’aeroporto internazionale di Napoli ha registrato una crescita continua: dai circa 4,5 milioni di passeggeri nel 2021 si è passati a oltre 10 milioni nel 2022, più di 12 milioni nel 2023 e oltre 13 milioni nel 2024, con un ulteriore incremento nel 2025.\r\nIl confronto delle presenze turistiche rilevate dall’Otu evidenzia una crescita costante nel periodo 2022-2025, passando da circa 10,7 milioni di presenze nel 2022 a 12,6 milioni nel 2023 e 13,9 milioni nel 2024, fino a superare 20 milioni di presenze nel 2025. Complessivamente, tra il 2022 e il 2025 la crescita dei flussi turistici è pari a circa l'87%. I primi dati del 2026 confermano il consolidamento di questo trend, con valori mensili superiori a 1,6–1,7 milioni di presenze già nei primi due mesi dell’anno. 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Le persone provenienti dall’estero sono in totale 20, i liguri sono 54 e quelle di altre regioni 26, in linea con le precedenti edizioni. I Paesi new entry dell’XI edizione sono il Gambia e Malta. La giuria è formata da 30 chef gastronomi opinion leader e giornalisti provenienti da tutta Italia, selezionati per esperienza, competenza e attivismo nel mondo del food. A condurre la manifestazione saranno Roberto Panizza, direttore del campionato, e Giuseppe “Peppone” Calabrese noto ristoratore e conduttore televisivo.\r\nLa gara\r\nLa gara ufficiale inizierà alle 11,30 circa e terminerà alle 12.10. Tutti i concorrenti avranno a disposizione - solo, e rigorosamente – i 7 ingredienti della ricetta ufficiale del pesto genovese. Alle 14,30 i finalisti si confronteranno nell’ultima preparazione dalla quale emergerà il campione del mondo 2026 che verrà proclamato pubblicamente e ufficialmente alle ore 16 circa.\r\n\r\nGli altri eventi più importanti della giornata sono: il Campionato dei bambini a cura del consorzio del Basilico genovese dop, la disegnata “Fumetti al Pesto” organizzata dalla Genoa Comics Academy, la premiazione del concorso letterario “Pesto da leggere” dedicato a Pietro Cheli e “Odissea del Pesto” a cura dell’Istituto Italiano di Tecnologia.\r\n\r\nLa giornata di sabato prosegue alle ore 20 con il tradizionale “Pesto Party” offerto dalla Camera di Commercio a cura di “Genova Liguria Gourmet” in cui una decina di ristoranti aderenti al marchio di qualità della ristorazione ligure gestito dal sistema camerale, proporranno i loro piatti in degustazione con vini liguri.\r\n\r\nAltri eventi collaterali nella giornata di sabato 21 sono: i corner informativi delle dop liguri e di consorzi e associazioni nel settore del food, lo scaffale dei “pesti sbagliati” la mostra degli antichi mortai delle famiglie genovesi e alle 17.15 “Un’ora nel Centro Storico, tra curiosità e botteghe”, itinerario turistico gratuito nei caruggi del centro storico genovese, a cura di Confartigianato Liguria.\r\n\r\n ","post_title":"Genova, il campionato mondiale di pesto al mortaio come vetrina di cultura","post_date":"2026-03-12T11:09:48+00:00","category":["incoming"],"category_name":["Incoming"],"post_tag":[]},"sort":[1773313788000]}]}}