24 June 2026

L’Arco di Palmira rivive ad Arona, sarà visitabile fino al 30 luglio

Una suggestiva cerimonia organizzata dal Comune di Arona ha commosso le oltre 5 mila persone giunte lo scorso sabato sera in piazza San Graziano per vedere la riproduzione in 3D dell’Arco di Palmira, il celebre simbolo del sito archeologico siriano distrutto nel 2015 dai miliziani dell’Isis. All’evento hanno partecipato Waled e Omar Asaad, i figli dell’archeologo Khaled, ucciso sul sito di Palmira e al quale è stato intitolato il Civico Museo di Arona. Realizzata dall’Institute for Digital Archaeology di Oxford con il supporto di un’azienda di Carrara, l’arco sta girando il mondo (ha fatto tappa anche a Londra, New York, Dubai e Firenze) come simbolo globale del trionfo dell’ingegno dell’uomo sulla distruzione insensata. L’opera resterà ad Arona fino al 30 luglio, accompagnata ogni sera da un suggestivo spettacolo di suoni e luci ideato dallo scenografo Sebastiano Romano, che sarà riproposto tutte le sere a intervalli a partire dalle 21. «Tutti noi presenti oggi e quelli che verranno ad Arona nei prossimi tre mesi, nell’attraversare l’Arco ci lasceremo simbolicamente alle spalle qualsiasi negatività – ha raccontato il sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, durante il suo discorso – e guarderemo al futuro con la voglia di raggiungere sempre nuove sfide e nuovi traguardi, tra questi la pace per i popoli». Dopo essere stati accolti dalla Filarmonica aronese, i presenti hanno assistito alla performance di Matilde Mirotti, che ha cantato “Damasco”, un brano scritto da lei in onore della città siriana, mentre il tenore Giorgio Casciarri ha eseguito “Nessun Dorma” e duettato con il soprano Sara Cervasio, con la direzione del maestro Paolo Beretta. La presenza dell’Arco di Palmira nella cittadina sarà accompagnata da numerosi eventi collaterali che animeranno l’estate aronese.

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