19 January 2021

La firma di Cortina d’Ampezzo sulla conquista del K2, sessanta sei anni dopo

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Il 31 luglio del 1954 Cortina “conquistava” il K2, grazie alle gambe di uno dei suoi Scoiattoli, Lino Lacedelli, primo scalatore al mondo a toccare la cima, assieme ad Achille Compagnoni. Oggi si celebra l’impresa al Lagazuoi, una delle sue vette più iconiche, tramite le immagini di quell’epopea leggendaria.

Il K2, la montagna al confine fra Pakistan e Cina, così chiamato perché la seconda vetta del Karakorum, è protagonista dopo oltre mezzo secolo dalla conquista, di una mostra alla stazione di arrivo della funivia del Lagazuoi, a Cortina d’Ampezzo, nelle alpi bellunesi. L’inaugurazione della suggestiva esposizione, nelle 4 sale del Lagazuoi expo, a 2.273 metri, è stato uno dei principali eventi collaterali di Cortina tra le Righe, la settimana di formazione giornalistica.

Un racconto, con immagini e testimonianze, di un’esperienza vissuta in condizioni estreme, intitolata “K2, Sessant’anni dopo”, con cui nel 2014 è stata celebrata la conquista della vetta.
È a partire da quest’impresa che sono stati realizzati SkyTg24  ha realizzato partendo da questa impresa “K2, un urlo dalla vetta”, il documentario con la regia di Daniele Moretti, e un’ampia serie di immagini scattate dal fotografo Matteo Zanga e da Moretti stesso.

“K2, Sessant’anni dopo” non è una riproposizione della storica ascesa italiana, ma una sua rilettura. Il team italiano è stato impiegato come squadra di supporto per gli otto alpinisti pachistani destinati a compiere l’impresa, per rendere merito a chi ha sempre giocato un ruolo indispensabile, rimanendo però lontano dai riflettori, gli “sherpa”, intesi come portatori in quanto la dizione sarebbe incorretta, perché gli originali sono parte di una tribù Nepalese.
Il progetto è stato coordinato dal comitato EvK2Cnr e dal suo presidente Agostino Da Polenza, che ha seguito dal campo base ogni progresso degli alpinisti, nel ruolo che 60 anni prima era stato di Ardito Desio.




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