23 settembre 2020 10:54
Il 31 luglio del 1954 Cortina “conquistava” il K2, grazie alle gambe di uno dei suoi Scoiattoli, Lino Lacedelli, primo scalatore al mondo a toccare la cima, assieme ad Achille Compagnoni. Oggi si celebra l’impresa al Lagazuoi, una delle sue vette più iconiche, tramite le immagini di quell’epopea leggendaria.
Il K2, la montagna al confine fra Pakistan e Cina, così chiamato perché la seconda vetta del Karakorum, è protagonista dopo oltre mezzo secolo dalla conquista, di una mostra alla stazione di arrivo della funivia del Lagazuoi, a Cortina d’Ampezzo, nelle alpi bellunesi. L’inaugurazione della suggestiva esposizione, nelle 4 sale del Lagazuoi expo, a 2.273 metri, è stato uno dei principali eventi collaterali di Cortina tra le Righe, la settimana di formazione giornalistica.
Un racconto, con immagini e testimonianze, di un’esperienza vissuta in condizioni estreme, intitolata “K2, Sessant’anni dopo”, con cui nel 2014 è stata celebrata la conquista della vetta.
È a partire da quest’impresa che sono stati realizzati SkyTg24 ha realizzato partendo da questa impresa “K2, un urlo dalla vetta”, il documentario con la regia di Daniele Moretti, e un’ampia serie di immagini scattate dal fotografo Matteo Zanga e da Moretti stesso.
“K2, Sessant’anni dopo” non è una riproposizione della storica ascesa italiana, ma una sua rilettura. Il team italiano è stato impiegato come squadra di supporto per gli otto alpinisti pachistani destinati a compiere l’impresa, per rendere merito a chi ha sempre giocato un ruolo indispensabile, rimanendo però lontano dai riflettori, gli “sherpa”, intesi come portatori in quanto la dizione sarebbe incorretta, perché gli originali sono parte di una tribù Nepalese.
Il progetto è stato coordinato dal comitato EvK2Cnr e dal suo presidente Agostino Da Polenza, che ha seguito dal campo base ogni progresso degli alpinisti, nel ruolo che 60 anni prima era stato di Ardito Desio.
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[post_content] => L’ Umbria non vuole più raccontarsi "solo" come una destinazione da visitare, ma come un territorio da vivere, attraversare, abitare. È questo il senso del nuovo piano di comunicazione presentato ieri a Milano dalla Regione Umbria, alla presenza della presidente Stefania Proietti, dell’assessore regionale al Turismo Simona Meloni e di Federico Sistico per la Camera di Commercio dell’Umbria.
Il messaggio è chiaro: uscire dalla logica della cartolina e dare più personalità al racconto del “cuore verde d’Italia”, puntando su qualità della vita, arte, cultura, paesaggio, aree verdi e autenticità. Non solo per conquistare turisti, ma anche per intercettare aspiranti residenti, nomadi digitali e lavoratori in smart working. Una linea sintetizzata bene dall’idea, emersa durante l’incontro, di un’Umbria in cui «si arriva e si vorrebbe restare a vivere».
La strategia
Tra i cardini della strategia c’è il turismo lento. L’assessore Meloni ha richiamato il valore della lentezza come esperienza capace di rigenerare corpo e mente, anche in vista degli 800 anni dalla morte di San Francesco, occasione che rafforza il posizionamento spirituale e culturale della regione.Tra gli appuntamenti dei prossimi mesi figurano le iniziative dedicate allo speciale anniversario, con un programma diffuso tra Assisi, Gubbio, Perugia e l’area ternana; la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia fino al 14 giugno; e la mostra “Michelangelo Pistoletto. Franciscus. Fratello in arte” alla Rocca Maggiore di Assisi.
A questi si aggiungono i grandi festival culturali e musicali dell’estate, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto a Umbria Jazz, fino a Umbria che Spacca, Suoni Controvento, Moon in June e Todi Festival. In Valnerina, accanto alla riapertura del centro storico di Norcia e della Basilica di San Benedetto, resta centrale la fioritura di Castelluccio, mentre nell’area di Terni il racconto passa anche dalla Cascata delle Marmore e dal nuovo Borgo Muse Festival di Collescipoli, in programma a settembre. Un calendario che conferma la volontà della regione di legare natura, cultura, spiritualità e contemporaneità in un’unica proposta di viaggio. Magari condotto a ritmo lento, a piedi o in bicicletta.
Un'Umbria meno ovvia
Cammini, percorsi bike e itinerari nascosti diventano così strumenti per scoprire un’Umbria meno ovvia, fatta di borghi, paesaggi e comunità.In questa direzione va anche il lavoro sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e il potenziamento della rete ciclopedonale. Il Trasimeno, con la sua ciclovia e il sistema museale integrato accessibile con biglietto unico, rappresenta uno degli esempi più concreti di questa visione. Ma la regione guarda con decisione anche a mountain bike, e-bike e cicloturismo, oggi resi più accessibili dalla diffusione della pedalata assistita. Come ricordato da Ludovica Casellati (Ladybici), la bicicletta è diventata uno strumento alla portata di molti e l’Umbria ha caratteristiche ideali per valorizzarla.
Il 22 maggio, inoltre, grazie al progetto “Bici in Comune” promosso da Sport e Salute e con il supporto della Camera di Commercio dell’Umbria, alla Sala delle Colonne di Palazzo Graziani a Perugia si terrà un momento di approfondimento dedicato a mobilità sostenibile, cicloturismo e nuove opportunità per i territori.
Accanto allo sport, cresce il racconto integrato di gusto, cinema e cultura. L’Umbria sarà protagonista a Identità Golose, dal 7 al 9 giugno, con una presenza che valorizzerà la filiera dall’agricoltura all’ospitalità. «Non c’è miglior ambasciatore di un grande cuoco del proprio territorio e dei suoi prodotti», è stato sottolineato da Claudio Ceroni, imprenditore e fondatore di Identità Golose.
Il nuovo racconto passerà anche da strumenti digitali rinnovati, come Umbria Tourism, spazi ad hoc per il cicloturismo e il nuovo spot per superare lo slogan del “mollo tutto” e tradurlo in una proposta concreta: un’Umbria dove turismo, servizi, cultura e qualità della vita possono diventare una scelta stabile.
(Alessandra Favaro)
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[post_content] => Il gruppo Lufthansa è sempre più vicino alla presentazione di un'offerta vincolante per l'acquisizione di una quota di minoranza in Tap Air Portugal.
Il ceo del colosso tedesco, Carsten Spohr, insieme al direttore finanziario Till Streichert, lo hanno confermato a margine della presentazione dei risultati del primo trimestre 2026.
"Come ho detto nel mio discorso, i mercati dell’emisfero meridionale stanno assumendo un’importanza sempre maggiore per il Gruppo Lufthansa - ha dichiarato Spohr -. Insieme a Tap saremmo nella posizione ideale per conquistare il mercato sudamericano. Attualmente siamo il gruppo aereo europeo più piccolo in questa regione, ma con Tap raggiungeremmo la stessa forza degli altri (Air France-Klm e Iag, ndr)".
Spohr ha sottolineato che il Gruppo Lufthansa ha aumentato la capacità verso il Sud America del 3,7% e migliorato i coefficienti di riempimento di tre punti percentuali. I ricavi per passeggero sono aumentati solo dello 0,4%, superati solo dalla regione Asia-Pacifico (2,3%). Till Streichert ha aggiunto: “L’attuale crisi non durerà per sempre. Abbiamo preso decisioni sulla nostra strategia. A seguito dell’offerta non vincolante, siamo stati invitati a presentare un’offerta vincolante. Non vediamo l’ora di compiere i prossimi passi”.
L'iter di privatizzazione
La scorsa settimana era stato Ben Smith, ceo di Air France-Klm, a confermare che il gruppo preparerà un'offerta vincolante, da presentare entro la fine di luglio o all'inizio di agosto. Il passo è successivo alle offerte non vincolanti presentate all'inizio di aprile.
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[post_content] => Ne è passata tanta di acqua sotto i ponti da quando “i ragazzi di Ostia”, come ama definirli il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, hanno cominciato la propria avventura nel mondo del turismo. Da allora i tre soci – insieme a Curzi anche Roberto Maccari e Stefania Fusacchia – hanno costruito un piccolo impero nel mondo del turismo organizzato, forte di una squadra di 170 dipendenti e di un giro d’affari 2025 pari a 160 milioni.
Ma il cuore, almeno qualche volta, richiama alle origini. Ed è proprio questa strategia, «non solo basata sul valore del business, ma su una visione forse un po’ romantica» che ha portato l’azienda a «mettere in sicurezza il marchio Cts Viaggi» come commenta a caldo dopo l’acquisizione del brand lo stesso Curzi.
Un brand che ha fatto la storia del turismo organizzato. «Si tratta di un’operazione differente rispetto a quelle relative all’acquisizione di Marcelletti prima e di Chinasia poi. In questo caso, abbiamo voluto preservare un marchio storico (Curzi ha lavorato in Cts dal 1984 al 1986, ndr) e onorare la memoria di Luigi Vedovato, che ne ha guidato la nascita e il successo. Un progetto geniale, precursore dei tempi, che fin dagli anni Settanta parlava di network di agenzie, di turismo giovanile e di mercato b2c. Un progetto che purtroppo non ha saputo poi adeguarsi a un mercato che ha vissuto cambiamenti profondi».
Operazione nostalgia
“Operazione nostalgia”? «Può darsi – replica Curzi-. Quel che è certo è che per un rilancio futuro del brand non penso tanto al mercato dei giovani quanto a una linea di prodotto che vada a intercettare quanti avevano conosciuto e apprezzato il marchio proprio negli anni Ottanta e Novanta».
L’intuizione nasce da una constatazione importante: «I viaggi di gruppo vanno molto forte e il turismo organizzato, al di là degli eventi contingenti, sta prendendo quota in maniera decisa. E anche se a oggi registriamo in generale un calo sensibile, sono certo che alla fine verremo premiati con un aumento sul 2025, in particolare proprio nel segmento gruppi».
Gruppi che tuttavia, in base all’analisi dei dati effettuata da Idee per Viaggiare, «non sono omogenei. Dai qui la necessità di clusterizzare il cliente indipendentemente dalla fascia di soggiorno prescelta».
Per ora si tratta solo di un progetto, che si inserisce però nel solco della tradizione di Idee per Viaggiare: «Siamo una realtà che ha dei valori. L’operazione in questo senso è simile a quelle portate a termine con Marcelletti e Chinasia, due realtà che, come Cts Viaggi, meritavano rispetto».
Cts non ha una storia di operatore destinazione, «ma in futuro potrebbe identificare una linea di prodotto per una determinata fascia di età». Per realizzare un nuovo sogno nel cassetto.
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Il turismo di lusso non è più soltanto un segmento dell’ospitalità, ma una leva strategica per l’intero sistema economico italiano. È il messaggio lanciato da Stefania Lazzaroni, direttrice generale di fondazione Altagamma, intervenuta durante la presentazione dei Best Luxury Hotel Awards.
«Crediamo che il turismo vada analizzato per aree di sviluppo», ha spiegato Lazzaroni, sottolineando come le destinazioni italiane dell’alta gamma debbano essere osservate non solo come luoghi turistici, ma come ecosistemi in grado di rappresentare il lifestyle italiano nel mondo.
Gli "honorary members"
Fondazione Altagamma ha recentemente introdotto anche alcuni “honorary members”, territori simbolici dell’eccellenza italiana come Taormina, Forte dei Marmi, Courmayeur, Madonna di Campiglio e Cortina, riconoscendo il loro ruolo di ambasciatori del Made in Italy.
I numeri confermano il peso crescente del comparto. Secondo i dati condivisi da Altagamma e Bain & Company, il mercato dell’hospitality e delle esperienze luxury registra una crescita del 5% in un contesto globale sostanzialmente flat. Se si osserva il periodo dal 2019 a oggi, la crescita del settore hospitality arriva addirittura al 19%.
Per Lazzaroni il legame tra turismo internazionale e settori simbolo del Made in Italy è ormai strutturale: design, food, automotive e ospitalità dialogano sempre più tra loro grazie ai flussi dei viaggiatori stranieri. «Il 60% degli acquisti dei nostri settori è fatto da turisti internazionali», ha ricordato.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda però il peso economico delle strutture di fascia alta. «Le strutture alberghiere rilevanti per noi rappresentano circa l’1% del totale, ma generano il 25% del valore», ha spiegato la direttrice generale di Altagamma, sottolineando quindi la necessità di sviluppare strategie specifiche dedicate al turismo luxury.
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Per il turismo di lusso italiano si apre quindi una nuova fase: crescita dell’offerta alberghiera, ma anche una nuova visione, ovvero costruzione di un sistema territoriale integrato, capace di connettere ospitalità, cultura, design e stile di vita.
(Alessandra Favaro)
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[post_content] => Il portale Ticketferries compie un anno. In questo primo anno di operatività è stato possibile monitorare l'evoluzione delle politiche delle principali compagnie italiane di traghetti, che hanno puntato a un modello simil-crocieristico, con offerta di tour tematici e overnight nelle città visitate. Molti italiani iniziano quindi a usare i traghetti non solo per spostarsi da un luogo all'altro, ma anche per regalarsi un viaggio più economico rispetto alle crociere.
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Verso il futuro
Nel 2024, secondo Assoporti, il settore traghetti in Italia ha registrato circa 19,3 milioni di passeggeri, segnando un aumento del 3,1% rispetto all'anno precedente. Questa “riscoperta” è stata alimentata sia dalla ricerca di viaggi più sostenibili, sia dai rincari dei biglietti aerei e delle stesse crociere, che rendono il traghetto un'opzione competitiva per le famiglie.
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Al via “Una domenica archeologica”, la nuova iniziativa promossa dalla Regione Toscana in collaborazione con il Ministero della cultura. Un calendario di aperture straordinarie che, da maggio a ottobre, consentirà l’accesso gratuito ogni prima domenica del mese a 18 tra aree e parchi archeologici distribuiti su tutto il territorio regionale.
«Con 'Una domenica archeologica' – spiega Cristina Manetti, assessora alla cultura della regione Toscana - vogliamo portare sempre più persone a scoprire i tanti tesori straordinari che la Toscana custodisce. Parliamo di siti archeologici di grande valore, spesso ancora poco conosciuti, che raccontano in modo diretto la nostra storia. L’obiettivo è avvicinare famiglie, cittadini toscani e visitatori a questi luoghi, rendendoli più accessibili e vissuti. Abbiamo promosso questa iniziativa insieme al Ministero della cultura e in collaborazione con le realtà che hanno aderito – ben 18 in tutta la regione – da Cortona a Massaciuccoli, da Fiesole a Gonfienti, fino ai grandi parchi costieri come Baratti e Populonia. È una rete ampia e diffusa che merita di essere valorizzata. Abbiamo scelto di fare le aperture gratuite la prima domenica del mese da maggio a ottobre - conclude l’assessora-, il periodo migliore per visitare i siti all’aperto, con l’auspicio che queste domeniche diventino occasioni di partecipazione e successo, capaci di far riscoprire a tutti il patrimonio archeologico toscano».
Tra gli obiettivi, ampliare la fruizione culturale ed avvicinare un pubblico sempre più ampio – residenti e turisti – alla conoscenza delle radici storiche della Toscana.
"Una domenica archeologica” nasce per valorizzare una rete di luoghi spesso meno conosciuti ma di straordinario valore, incentivando la partecipazione e stimolando anche altri siti ad aderire, contribuendo al miglioramento dell’offerta e delle infrastrutture dedicate all’archeologia all’aperto. Accanto ai 18 siti coinvolti, l’iniziativa segnala inoltre ulteriori luoghi visitabili gratuitamente o su prenotazione, dove è possibile immergersi nell’esperienza unica di un santuario antico o di una tomba etrusca.
L’iniziativa si inserisce nel solco del “Progetto Etruschi”, la strategia regionale avviata lo scorso anno per rilanciare l’interesse verso una delle civiltà più affascinanti del Mediterraneo, a quarant’anni dalla grande mostra del 1985 che ne segnò la riscoperta a livello internazionale.
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[post_content] => Il Marocco amplia il numero di progetti turistici legati al programma nazionale di sviluppo 'Go Siyaha'. La ministra del turismo Fatim-Zahra Ammor, ha annunciato la firma di tre nuovi contratti che riguardano le località di Dakhla, Boujdour e Tarfaya.
L'iniziativa prevede il sostegno finanziario a una serie di attività turistiche quali kitesurf, windsurf, moto d'acqua e quad, oltre ad altre iniziative volte a «mettere in risalto il patrimonio sahariano del Marocco», ha osservato Ammor.
Questi progetti contribuiranno a «diversificare l'offerta turistica e creeranno più di 150 posti di lavoro diretti e indiretti».
Il programma Go Siyaha è stato lanciato nell'ambito dello sforzo nazionale volto a rafforzare e modernizzare il settore turistico ed è attuato dall’Agenzia marocchina per le pmi, sotto l’egida del ministero del turismo, con l’obiettivo di sostenere le imprese turistiche nello sviluppo di offerte innovative e diversificate, in particolare nel settore dell’intrattenimento, incoraggiando al contempo pratiche più sostenibili e competitive.
Il Marocco punta così a migliorare la qualità complessiva dell'offerta turistica e a stimolare gli investimenti in progetti nuovi ed esistenti in diverse regioni del Paese.
Secondo il ministero, l'obiettivo di questa iniziativa entro il 2026 è quello di sostenere 1.700 imprese turistiche e trasformare in modo sostenibile l'offerta turistica del paese.
«Stiamo potenziando Go Siyaha affinché possa sostenere tutti i talenti marocchini nella creazione di progetti di animazione innovativi, perfettamente adeguati al potenziale di ciascuna regione», ha dichiarato Ammor in occasione del lancio della seconda fase del programma.
Oltre a sostenere finanziariamente i progetti volti a promuovere il turismo, il Marocco sta anche rafforzando i collegamenti aerei grazie all’apertura della prima base africana di easyJet all’aeroporto di Marrakech-Menara, lo scorso 13 aprile.
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Un prezzo ingiusto
«Durante il viaggio - spiega infatti il manager - ho potuto toccare con mano gli effetti assurdi del conflitto in Medio Oriente; la nave su cui navigavo, la “Gemma di Turisanda” piena già da febbraio, ha viaggiato con 10 cabine vuote su 28, complici le cancellazioni post 27 febbraio.
Eppure i siti archeologici erano pieni; pieni di spagnoli, pieni di francesi, pieni di inglesi, pieni di americani e anche pieni di cinesi ma vuoti di italiani. Ogni volta che accade qualcosa in Medio Oriente l’Egitto paga un prezzo ingiusto. Le persone, ma qui mi spingerei a dire gli italiani, lo associano a qualsiasi disastro accada nel mondo arabo anche se non ha preso parte al conflitto, non ha preso posizione in favore di uno o dell’altro, non ha basi americane e, come ben noto, non ha subito attacchi dall’Iran. Eppure gli italiani non ci vanno e questa cosa mi appare incomprensibile».
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L’Egitto «ci dona sempre qualcosa di speciale, dalla sua calorosa ospitalità ai suoi tesori consegnati alla storia da una civiltà straordinaria; per questo mi sento frustrato quando vedo che la nostra di civiltà non sa nemmeno ricambiare con un piccolo gesto, come quello di non escludere l’Egitto dalle mete possibili per una vacanza. Sarebbe più intelligente non far prevalere l’emotività evitando di associare l’Egitto a paesi che nulla c’entrano con il suo glorioso passato ma nemmeno con il suo neutrale e distaccato presente. Magari sarebbe auspicabile prendere in mano una cartina geografica e provare a scegliere le mete con cognizione di causa, ed allora forse non ci priveremo di viaggi indimenticabili e, cosa più importante, non priveremo la popolazione di quel paese dell’effetto benefico, pacifico, sociale, economico e nobile che può avere il turismo, la miglior connessione tra i popoli che possa esistere».
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[post_content] => Escursioni, arrampicate ed esperienze in montain bike: la Val d'Ega oltre 500 km di sentieri tracciati e 4 vie ferrate distesi su ampie arie escursionistiche servite da 17 impianti di risalita.
Porta d’accesso al Patrimonio Naturale dell’Umanità Unesco, la Val d’Ega è anche il punto di partenza ideale per un’immersione nell’universo dell’escursionismo tradizionale o in quello che confina con l’esperienza, dove le erbe, la cucina tradizionale diventano temi che meritano un approfondimento itinerante. Dalla breve passeggiata alla vera e propria arrampicata, la Val d’Ega ha una proposta all’aria aperta per qualsiasi livello e per ogni gusto.
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Il Bosco avventura a Obereggen comprende quattro percorsi e 30 stazioni che attendono di essere conquistati, passando per altalene, passerelle di legno e tronchi oscillanti. La Zipline, uno scivolo su fune con carrucola lungo 90 metri, è il vero highlight.
A tutto ciò, si aggiungono un bike park, due bike trail, due campi da golf, oasi di benessere e un’infinità di modi per scoprire un vero paradiso delle vacanze estive in montagna, approfittando di 5.000 posti letto in 217 strutture ricettive, tra hotel di qualità superiore e piccoli agriturismi a conduzione familiare.
Valido dal 23 maggio all’1 novembre 2026, il Mountain Pass permette infine di utilizzare 17 impianti di risalita nel cuore delle Dolomiti-Patrimonio Mondiale Unesco sul Catinaccio, Latemar e sullo Sciliar durante 3 giorni (73 euro per adulto o 190 per nuclei familiari formati da 2 adulti e due juniores) o 5 giorni (105 euro per adulto o 268 per nuclei familiari formati da 2 adulti e due juniores) all’interno di 7 dalla prima obliterazione.
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