9 March 2026

La città di Genova inaugura il Museo dell’Emigrazione Italiana

E’ stato inaugurato a Genova il MEI, il Museo Nazionale dell’Emigrazione italiana che si sviluppa su 3 piani per un totale di mq 2800  all’interno della Commenda di San Giovanni di Pré, un “ospitale” del XII secolo, la cui storia è fortemente intersecata alla mobilità: dai pellegrini alle crociate, all’emigrazione dell’Ottocento, la Commenda è stata per secoli luogo di accoglienza e punto di passaggio per una umanità in transito.

Il Museo è articolato su 16 “Aree”, spazi piccoli o grandi, attraverso le quali i visitatori potranno ripercorrere le molteplici storie, delle migrazioni italiane dall’Unità d’Italia (e ancora prima) alla contemporaneità. Il messaggio del Museo è che le migrazioni in Italia, infatti, non si sono mai fermate; sono aumentate o diminuite nel corso del tempo, hanno cambiato destinazione, ma l’Italia è stata e continua a restare un luogo da cui si parte verso il mondo, in cui si torna e in cui si arriva.  

I visitatori e le visitatrici lungo il percorso incontreranno migranti di epoche diverse, ascolteranno le loro storie, testimoni sia della loro povera casa contadina, come dei contesti attuali, e così affronteranno il delicato momento della scelta di partire, riflettendo su quanto l’immaginario di nuove terre e nuove opportunità sia stato determinante nella scelta di lasciarsi alle spalle il lavoro, la casa e la famiglia di origine.

Le storie di vite dei migranti sono narrate attraverso fonti di prima mano, come le autobiografie, i diari, le lettere, le fotografie, oppure attraverso i giornali, i documenti conservati da enti, istituzioni statali e locali, archivi, musei, associazioni di emigrati, che fanno parte della grande rete di collaborazione che il MEI ha costruito in oltre 4 anni di lavoro di ricerca, nello sforzo di costruire – insieme, con molti soggetti diversi un grande mosaico, dove i “tasselli” sono appunto, le storie individuali e comunitarie della migrazione.

Al secondo piano c’è uno spazio attrezzato che sarà dedicato all’attività educativa per le scuole dei diversi cicli e per le attività con le famiglie, per coinvolgere anche i più giovani in questo percorso.

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Ciò è ancor più grave se il settore riguarda il turismo, quello che dovrebbe facilitare la scoperta dei luoghi, gli incontri tra i popoli, la conoscenza di altri mondi, la comprensione di altre culture, mai così preziose proprio in questo periodo storico fatto di soprusi e imposizioni del proprio pensiero\".\r\nNessuna ha un'idea chiara del lavoro del turismo organizzato\r\n\"E come se non bastasse, a Radio 24 ho sentito Paolo Mieli citare un articolo di Claudia Osmetti di Libero che sosteneva che i turisti alle Maldive dormono in spiaggia e che le agenzie di viaggio taglieggiano i turisti con prezzi esorbitanti. È evidente che non si ha proprio idea dei costi enormi che il turismo organizzato sta sostenendo per riportare a casa i propri clienti sparsi nel mondo, del naturale aumento dei prezzi dei voli conseguenti all’interruzione del planning delle tre principali compagnie aeree del golfo che armano il Sud-est asiatico e l’oceano Indiano per non parlare dell’aumento del carburante aereo che è sostanzialmente raddoppiato, da 740 dollari alla tonnellata ad oltre 1.400.\r\nE se posso rivolgere gli occhi al cielo se sento parlare di “turismo nazionale”, quando sento la parola “taglieggiare” - rivolto a migliaia di professionisti che stanno facendo il massimo per adempiere ai propri impegni - mi arrabbio, anzi, mi girano proprio le scatole. Ma so che il Luna Park ha appena acceso le luci e le giostre hanno appena iniziato a girare; allacciamo bene le cinture di sicurezza, ne vedremo delle belle”.\r\n\r\n ","post_title":"Pier Ezhaya: «Un triste copione che ancora una volta si ripete»","post_date":"2026-03-09T09:36:03+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1773048963000]}]}}