Severità
7 dicembre 2007 15:36
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Allora ci siamo. Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del turismo. Come spesso accade, di turismo non sa nulla. A meno di non considerare i viaggi che sicuramente in questi anni ha fatto. Dalla scheda Wikipedia si legge che ha lavorato nel campo della produzione televisiva, lavorando con Adriano Celentano, i Pooh, Gianni Morandi, Tony Renis, Riccardo Cocciante e altri.
Un'altra bella scelta per un sistema complesso come il turismo. Naturalmente qui non vogliamo mettere il carro davanti ai buoi, però le prerogative e le attività svolte non hanno niente a che fare con il turismo.
Di solito i politici rispondono: ma mica uno deve fare il medico per essere ministro della sanità, o il poliziotto se deve ricoprire il ministero dell'interno. Possiamo dire che è una posizione di comodo. Perché poi al ministero dell'economia mettono sempre uno specializzato nella materia? Potrei fare un lungo elenco di ministri dell'economia che erano economisti, tecnici, presidenti della Banca d'Italia, ecc. ecc. Solo negli altri ministeri la conoscenza non vale.
Va bene andiamo avanti. Vedremo e considereremo le attività del ministro. Come si muoverà in questo momento complesso per il turismo organizzato e poi potremo trarre un giudizio più corposo.
Giuseppe Aloe
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[post_content] => Taglio del nastro per il nuovo collegamento ferroviario tra il Terminal 2 di Milano Malpensa e Gallarate, lungo la linea ferroviaria del Sempione. L’opera è stata promossa, coordinata e gestita da Ferrovienord, società del gruppo Fnm.
Da oggi, 23 gennaio, tutte le corse del Malpensa Express di Trenord in partenza da Milano Centrale arriveranno a Gallarate transitando dai Terminal 1 e 2 dell’aeroporto di Milano Malpensa ed effettueranno lo stesso tragitto nella direzione opposta, partendo dunque da Gallarate.
Con questo nuovo collegamento, da Gallarate sarà possibile raggiungere l’aeroporto in 8 minuti (Terminal 2) e in 15 minuti (Terminal 1) rispetto alla mezz’ora di tempo richiesta prima.
L’intervento, nel suo complesso, rappresenta il completamento dell’accessibilità ferroviaria da Nord a Malpensa, e fa parte, in ambito Ue, del cosiddetto “Global Project” Malpensa T1 – Malpensa T2 – linea Sempione, del quale è attivo dal 2016 il collegamento ferroviario tra i terminal T1 e T2.
La realizzazione di questa opera permetterà dunque di potenziare gli itinerari verso l’area di Milano, rendendoli più efficaci, rapidi e sostenibili. L’aeroporto potrà diventare così un nodo di interscambio con servizi ferroviari di breve e medio raggio, ad alta velocità e transfrontalieri.
"La Sea - ha dichiarato Armando Brunini, amministratore delegato della società di gestione dell'aeroporto - celebra questa importante opera, non solo perché crea un collegamento diretto e veloce su ferro con Gallarate, città rilevante nell’area di Malpensa, ma anche perché pone le condizioni per completare il potenziamento ferroviario attorno all’aeroporto attraverso opere che comporteranno l’allargamento dei collegamenti ferroviari tra l'aeroporto e la zona nord del Paese, anche verso la Svizzera, consentiranno un migliore servizio su Milano e permetteranno un più facile accoglimento dell’alta velocità. È una parte del potenziamento infrastrutturale fondamentale per coronare il nostro sogno di rendere Malpensa non soltanto uno snodo per gli aerei, ma uno snodo intermodale del Paese".
L’inaugurazione dell’opera avviene poco prima dei Giochi olimpici e paralimpici Milano Cortina 2026, durante i quali si stima che il traffico aereo "subirà un aumento di picco, soprattutto turistico, non dissimile da quello che si registra generalmente nel mese di luglio".
Andrea Severini, amministratore delegato di Trenord ha aggiunto: "Oggi prendiamo in consegna il risultato di questi anni di lavori. Il nuovo collegamento velocizza gli spostamenti fra Gallarate e l’aeroporto e aumenta le connessioni da Varese, Porto Ceresio, il Lago Maggiore".
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[post_content] => Gli Stati Uniti sospendendo il rilascio dei visti di immigrazione per i richiedenti provenienti da 75 paesi: secondo quanto riferito da Reuters, che cita un portavoce del Dipartimento di Stato Usa, la nuova mossa mira a contenere i flussi di immigrazione e non riguarda i visti turistici.
La sospensione, che interesserà i viaggiatori provenienti da alcuni paesi dell'America Latina, tra cui Brasile, Colombia e Uruguay, dai paesi balcanici come Bosnia e Albania, dai paesi dell'Asia meridionale come Pakistan e Bangladesh e da molte nazioni dell'Africa, del Medio Oriente e dei Caraibi, sarà in vigore dal prossimo 21 gennaio.
Tale misura non ha però alcun impatto sul rilascio dei visti turistici, o sulle richieste di lavoro temporanee: elemento non da poco considerando che gli Stati Uniti si preparano ad ospitare eventi di grande richiamo, come i Mondiali di calcio di quest'anno e le Olimpiadi nel 2028.
La decisione fa seguito a una direttiva emanata a novembre ai diplomatici statunitensi in cui si chiedeva loro di garantire che i richiedenti il visto fossero finanziariamente autosufficienti e non rischiassero di diventare dipendenti dai sussidi governativi durante il loro soggiorno negli Stati Uniti, secondo quanto specificato allora dal Dipartimento di Stato in un documento visionato da Reuters.
Tuttavia, all'inizio di dicembre, l'amministrazione Trump ha annunciato che avrebbe studiato nuove misure di screening per i turisti provenienti da decine di paesi, tra cui l'Unione europea, il Regno Unito, l'Australia e il Canada.
“Il Dipartimento di Stato userà la sua autorità di lunga data per considerare non idonei i potenziali immigrati che potrebbero diventare un onere pubblico per gli Stati Uniti e approfittare della generosità del popolo americano”, ha dichiarato Tommy Pigott, vice portavoce principale del Dipartimento di Stato.
“L'elaborazione dei visti di immigrazione provenienti da questi 75 paesi sarà sospesa mentre il Dipartimento di Stato rivaluta le procedure di elaborazione delle domande di immigrazione per impedire l'ingresso di cittadini stranieri che potrebbero usufruire di assistenza sociale e benefici pubblici”, ha aggiunto.
Il Dipartimento di Stato ha revocato più di 100.000 visti da quando Trump è stato eletto presidente e la sua amministrazione ha adottato una politica più rigorosa in materia di concessione dei visti, con controlli più severi sui social media e screening più approfonditi.
L'elenco dei 75 Paesi include: Albania, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Moldavia, Montenegro e Russia; Algeria, Camerun, Capo Verde, Congo, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Ghana, Guinea, Costa d'Avorio, Liberia, Libia, Marocco, Nigeria, Repubblica del Congo, Ruanda, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Togo, Tunisia e Uganda.
Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Brasile, Colombia, Cuba, Dominica, Grenada, Guatemala, Haiti, Giamaica, Nicaragua, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine e Uruguay; isole Fiji; Afghanistan, Armenia, Azerbaigian, Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Georgia, Iran, Iraq, Giordania, Kazakistan, Kuwait, Kirghizistan, Laos, Libano, Mongolia, Myanmar, Nepal, Pakistan, Siria, Tanzania, Thailandia, Uzbekistan e Yemen.
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[post_content] => Pensata per promuovere l’esplorazione del patrimonio enogastronomico lombardo attraverso il viaggio in treno, Fuori Stazione è la nuova guida realizzata da Trenord in collaborazione con Lonely Planet.
Il nuovo prodotto editoriale propone un itinerario in dieci tappe che valorizza paesaggi, sapori e peculiarità territoriali raggiungibili comodamente grazie alla rete ferroviaria regionale. Come commenta Leonardo Cesarini, direttore commerciale Trenord «la guida nasce con un obiettivo chiaro: trasformare la mobilità ferroviaria in un'opportunità di scoperta turistica, con un taglio pensato per un pubblico curioso e attento alla sostenibilità».
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Le diverse sezioni accompagnano il lettore lungo percorsi che abbracciano vigneti dell’Oltrepò, cantine ricavate nella roccia valtellinese, borghi affacciati sui laghi e quartieri storici del territorio milanese, offrendo un racconto visivo e narrativo dei “panorami da finestrino”.
Secondo Luca Iaccarino, Food Editor di Lonely Planet «ogni tappa individua una “fermata del gusto”, cioè un punto di interesse culinario situato nei pressi della stazione: ristoranti, trattorie tipiche, botteghe e produttori locali selezionati per qualità e autenticità. Fuori Stazione segnala anche piatti emblematici delle diverse aree attraversate – dall’ossobuco al risotto giallo milanese allo Sfurzat valtellinese, fino ai casonsei bergamaschi e bresciani».
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Fuori Stazione è disponibile gratuitamente sul sito trenord.it ed è parte di una più ampia strategia dell’azienda per promuovere l’uso del treno nel tempo libero e il turismo sostenibile regionale.
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«Oggi, il numero complessivo di viaggiatori è simile a quello del 2019, ma c'è stata una netta evoluzione nella composizione: abbiamo assistito a un vero e proprio cambio tra i pendolari, che rappresentano una quota inferiore - a fronte delle nuove modalità di lavoro come lo smart working -, e i viaggiatori per turismo, che sono aumentati - ha dichiarato l’ad di Trenord, Andrea Severini. - Trenord non è solo un mezzo di trasporto, ma svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo del territorio lombardo, contribuendo alla crescita economica e alla mobilità di tutta la regione. La nostra offerta va oltre il semplice spostamento: vogliamo fornire ai viaggiatori un supporto pratico, ma anche raccontare la ricchezza delle identità lombarde, attraverso un'esperienza che rifletta l'integrazione profonda con il territorio».
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[post_content] => Ai fini della promozione turistica e commerciale del territorio e in linea con le strategie delineate dal Documento strategico di programmazione (DSP) 2023-2028 e dal Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR 2025-2027), che pongono al centro la promozione del turismo sostenibile, la valorizzazione delle eccellenze locali e il rafforzamento dell’attrattività regionale, VisitTuscia Expo promuove dal 23 al 26 ottobre, un educational tour e un workshop B2B riservato ad operatori e media del settore.
L’iniziativa, grazie alla combinazione di momenti promo-commerciali e di esplorazione diretta del territorio, si propone di rafforzare l’identità turistica della Tuscia e di consolidare nuove dinamiche di sviluppo economico e culturale per l’intera area.
I centri interessati all’iniziativa sono Marta, Bassano in Teverina, Castiglione in Teverina, Canino, Viterbo e Orte. In ognuno di essi si andrà alla scoperta di specifiche vocazioni produttive, come ad esempio, le antiche tecniche di pesca a Marta, la lavorazione della ceramica speziale a Viterbo, la tradizione olearia di Canino o il patrimonio vitivinicolo di Castiglione in Teverina, ma anche la rigenerazione urbana di Bassano in Teverina o il progetto di albergo diffuso a Marta o, infine, le eccellenze enogastronomiche di Orte.
Determinante sarà l’incontro con artigiani, produttori e realtà associative che permettono di trasmettere il patrimonio culturale alle nuove generazioni e ai visitatori, rafforzando il legame tra comunità e territorio. Così come determinante sarà il coinvolgimento delle reti d’impresa e delle comunità locali che garantiscono la continuità delle tradizioni, stimolando una partecipazione attiva alla valorizzazione del territorio.
“Con questa iniziativa, ha dichiarato Vincenzo Peparello, presidente dmo Expo Tuscia, vogliamo promuovere un nuovo modello di sviluppo partecipativo che coinvolge attivamente comunità locali, piccole imprese e artigiani, offrendo loro opportunità di crescita soprattutto per quelle categorie spesso escluse dai circuiti turistici tradizionali. L’evento punta a valorizzare il lavoro delle reti d’impresa locali, garantendo una redistribuzione equa delle opportunità economiche del territorio.
Inoltre sono previsti momenti di scambio intergenerazionale, come laboratori didattici sulla ceramica e sulla lavorazione dell’olio, in cui gli anziani del territorio trasmettono il proprio sapere ai giovani e ai visitatori. La valorizzazione delle tradizioni locali, inoltre, rafforza l’inclusione culturale e sociale, contribuendo a preservare l’identità del territorio e a renderlo più attrattivo per diverse fasce di pubblico”.
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[post_content] => Una rosa di sette finalisti del premio per le tesi di laurea e dottorato “Seafuture Awards”, giunto alla quinta edizione, nella cornice del salone biennale Seafuture della Spezia, con l’intento di dare visibilità e valorizzare presso le aziende del settore delle tecnologie marine i lavori svolti dagli studenti attraverso tesi sperimentali, triennali, magistrali o di dottorato, sviluppate presso industrie e laboratori di dipartimenti universitari o centri di ricerca.
Promotori dell’iniziativa, il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine e Italian Blue Growth, azienda che organizza Seafuture.
Il bando di quest’anno richiedeva lo sviluppo di prodotti o processi nell’ambito delle tecnologie del mare, che fossero eventualmente impiegabili in settori diversi (Dual Use), e/o che facessero riferimento a uno o più dei seguenti settori inerenti la Blue Economy: Tecnologie marine e Innovazione, Sostenibilità, Trasporti e Infrastrutture marittime. Novità principale di questa quinta edizione è stata la partecipazione, per la prima volta, degli studenti provenienti da atenei e centri di ricerca europei.
Questi i lavori selezionati sui 38 presentati, dal Comitato tecnico-scientifico dei Seafuture Awards, che oltre ad essere rimasti in corsa per le prime tre posizioni, espongono i loro poster durante Seafuture: Nicola Trento (Politecnico di Milano): “Driveability Analysis of Offshore Piles: a Generalised Friction Fatigue-based SRD Implementation”; Vincenzo Cimino (Università di Padova): “A Distributed Ranging Scheme for Underwater Acoustic Networks"; Davide Costa (Università di Padova): “Robotic Operating System talks underwater: a communication framework to control underwater vehicles”; Umberto Severino (Università della Calabria): “3D Imaging Techniques for Mapping and Analyzing Underwater Environments”; Simone Tani (Università di Pisa): “Autonomy of Underwater Robots in Environmental Monitoring and Infrastructures Inspection by exploiting Exteroceptive sensors”; Nicolò Sicca (Università di Genova): “Evaluation of magnetic catalysts for Kraft lignin pyrolysis: effects of process parameters”; Yosef Shmuel Guevara Salamanca (The Instituto Superior Técnico of the Universidade de Lisboa): “Towards Real-Time Hydrodynamics and Fluid Simulation for Marine Robotics”.
Oltre alla sezione principale, sono stati selezionati anche i lavori presentati dagli studenti degli istituti secondari di secondo grado in corsa per i “Seafuture Awards High School”, rivolti alle scuole della regione Liguria.
Il tema del 2025 è: “prodotti o processi nell’ambito delle tecnologie del mare, che promuovano un’economia blu circolare, e/o che facciano riferimento a uno o più dei seguenti settori riferiti alla Blue Economy: Tecnologie marine e Innovazione, Sostenibilità, Trasporti e Infrastrutture marittime”.
I vincitori di entrambe le categorie saranno decretati attraverso il voto delle aziende espositrici a Seafuture e premiati nel corso di una cerimonia a loro dedicata che si terrà nei prossimi mesi.
«Come distretto – ha dichiarato Lorenzo Forcieri, presidente del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine - abbiamo sempre avuto un'attenzione particolare verso i giovani. Su di loro abbiamo investito molto, lo dimostrano i due master di secondo livello realizzati con Fortemare realizzato in collaborazione con l'Università di Genova. L'innovazione è l'unico modo per creare una competitività buona, uno sviluppo buono e sostenibile. Per creare innovazione è fondamentale il ruolo dei giovani, la loro elasticità mentale, la loro capacità di appropriarsi delle nuove tecnologie, di usarle e crearne di ulteriori. I lavori che i giovani ricercatori hanno presentato quest'anno e che sono stati premiati, riguardano solo progetti civili e questo smentisce le avversioni ideologiche e pregiudiziali ai Seafuture Awards».
«I giovani oggi si rapportano soprattutto con materie come la scienza, la tecnologia, l'ingegneria e la matematica, fondamentali per l'innovazione, lo sviluppo economico e la risoluzione di problemi complessi – ha affermato Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growth - Inoltre hanno competenza, curiosità e tanto entusiasmo. Se metto in relazione i giovani con il grande tema dell’economia del mare, se penso soprattutto a trasmettere loro l’amore per il mare, vedo la nuova classe di imprenditori, di dirigenti, di incubatori di nuove idee e vedo un’opportunità reale per il Paese di fare un grande salto in avanti a livello tecnologico. È proprio per la fiducia che riponiamo nelle nuove generazioni che abbiamo pensato insieme al Distretto Ligure delle Tecnologie Marine a uno spazio speciale all’interno della manifestazione: i Seafuture Awards. Una occasione concreta, una sfida che spinge gli studenti a riflettere, conoscere ed approfondire il mare in una visione a 360°».
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[post_content] => Per Avoris e Mundiplan potrebbe essere questa la settimana decisiva. Come riporta Preferente, i due marchi avrebbero presentato in questi giorni alle autorità spagnole i loro piani di trasporto e offerta alberghiera per l'intera stagione in modo tale da proporre un'offerta ad hoc per gli over 55.
A differenza di quanto accaduto nelle campagne precedenti, le aziende devono elaborare piani esaustivi che dovranno poi rispettare rigorosamente. Se non dovessero soddisfare i criteri previsti, sia Ávoris che Mundiplan, che gestiranno il programma over 55 con i marchi Turismo Social e Mundicolor, potrebbero incorrere in sanzioni fino a sei milioni di euro, oltre alla perdita del contratto, che verrebbe assegnato a un concorrente.
Requisiti severi
Come già riportato da Preferente , l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale spagnolo ha aumentato significativamente sia il livello dei requisiti sia il regime sanzionatorio in caso di inadempienza, cercando di impedire la presentazione di offerte irrealistiche e di garantire il corretto funzionamento del programma.Gli aggiudicatari dell'appalto, in caso di inadempienze, rischiano sanzioni che vanno da 1,5 milioni di euro a un massimo di 80 milioni di euro. Oltre all'ampliamento dell'elenco delle voci sanzionabili, le sanzioni saranno ora applicate al 100% del fatturato, non più come in precedenza al 20%, percentuale corrispondente all'importo conferito dallo Stato.
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[post_content] => Il gruppo Dei Cavalieri Collection porta eccellenza, tradizione e ospitalità sull’esclusiva terrazza The Roof Milano Bar & Restaurant, situata nel cuore di Milano, a due passi dal Duomo, con ingresso in Piazza Giuseppe Missori 1.
La terrazza panoramica si trova al decimo piano dell’edificio che ospita l’Hotel Dei Cavalieri - Milano Duomo e l’Hotel The Square - Milano Duomo, parte della rinomata catena alberghiera Dei Cavalieri Collection. The Roof è una location esclusiva per pranzi, aperitivi al tramonto, cene o eventi: da una cena tra amici e colleghi a un matrimonio, a un incontro aziendale. La sala interna di circa 120mq e la terrazza esterna di 390mq sono arredati in un elegante stile di design contemporaneo in tonalità scure. All’interno della sala è anche disponibile un grande schermo per trasmettere proiezioni selezionate e personalizzate, coniugando l’esperienza culinaria a un’esperienza visiva. In primo piano l’offerta gastronomica, perché il gruppo Dei Cavalieri Collection, guidato da tre generazioni dalla famiglia milanese Bernardelli, da sempre sceglie chef di alto livello per garantire la qualità dei servizi di Food&Beverage nelle sue strutture.
È Mauro Sgroi l’executive chef di tutta la ristorazione delle strutture della catena Dei Cavalieri Collection di Milano (Hotel Dei Cavalieri Milano Duomo, Hotel The Square). Originario della Sicilia e cresciuto in Brianza, Sgroi ha scelto di dedicarsi alla cucina sin da bambino. La sua carriera professionale l’ha portato in Francia e poi in Sardegna, quindi nel Nord Italia, costruendosi un bagaglio culinario unico, arricchito dall’esperienza in diversi ristoranti stellati Michelin. È poi entrato nella catena Dei Cavalieri Collection. Lo chef porta sui tetti di Milano una proposta gastronomica fatta di sapori e accostamenti innovativi, curata nel dettaglio: un’interpretazione raffinata dei piatti del territorio che valorizza gli ingredienti locali e guarda alle nuove tendenze della cucina molecolare, utilizzando addensanti e gelificanti per creare nuove consistenze e sapori. Sgroi è responsabile dei menu di ogni evento: da quello più esclusivo a quello aziendale, tutti allestiti negli affascinanti spazi del The Roof, la terrazza che unisce due diverse strutture, parte di un’unica proprietà.
L’Hotel Dei Cavalieri, con le sue 231 camere, conserva un target business, accogliendo gruppi che arrivano per lavoro e si muovono in città per incontri, convegni e congressi, mentre il The Square, 126 camere, guarda maggiormente alla clientela leisure. Affascinante la storia della struttura, riportata da Fabrizio Tagliasacchi - hotel manager e director of sales di Hotel The Square & Hotel Dei Cavalieri Milano. «Dobbiamo tornare alla fine della Seconda Guerra Mondiale. - racconta infatti Tagliasacchi – Nel 1949 il Comune di Milano decise di creare un viale simile agli Champs-Élysées di Parigi, che partiva da Via Larga e proseguiva per Corso Italia. In quest’area molti edifici erano stati distrutti dalle bombe. Tutto venne ripulito e anche una chiesa venne parzialmente spostata in San Babila per realizzare la passeggiata in stile parigino. Poi il progetto si fermò. Questo edificio venne costruito proprio nel 1949 con la funzione di albergo. Il palazzo fu realizzato dallo Studio Lancia - lo stesso di Emilio Lancia e Giò Ponti - che diffusero l’arte e l’architettura creando la “cultura dell’abitare”, coinvolgendo tutti gli aspetti della creazione di un immobile. L’innovazione era nelle soluzioni tecniche adottate e nella vivibilità degli spazi interni dalle linee pulite e ordinate, secondo la tradizione neoclassica lombarda: elegante nella sua severa classicità. Negli anni ‘60 l'albergo era concepito in due parti: una di forma semicircolare con funzione di albergo e un residence nella parte posteriore (successivamente ristrutturato e aperto come hotel nel 2015, con Expo). Negli anni ‘70 l’hotel è diventato proprietà della famiglia Bernardelli, che ha ancora in mano la gestione e prosegue la tradizione. Abbiamo in programma di ristrutturare una parte dell'hotel - anche per adattarci al target della città, al mercato - e la ristrutturazione riguarderà in particolare l’Hotel Dei Cavalieri. Questa è una zona davvero centrale e sono in corso grandi progetti anche nei palazzi vicini: Via Gonzaga diventerà una zona di uffici con bar all’aperto in stile americano. È un'area in forte sviluppo, ma molto tranquilla, pur essendo in pieno centro a Milano».
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna ad Alessandria l’innovativo 'Festival internazionaldei Templari' (4-5-6 luglio), diretto dalla storica e saggista Simonetta Cerrini e da Gian Piero Alloisio, drammaturgo e cantautore.
In Piazza Santa Maria di Castello, storici e artisti illustreranno a un largo pubblico il caleidoscopico e affascinante mito dei Templari.
Tra i relatori, oltre a Simonetta Cerrini, Arnaud Baudin (Directeur adjoint des archives et du patrimoine de l’Aube), la storica e scrittrice Barbara Frale (Archivio Apostolico Vaticano), il giornalista e scrittore Stefano Priarone, don Stefano Tessaglia, esperto dei rapporti tra religione e società (università del Piemonte Orientale), lo storico estone Kristjan Toomaspoeg specialista degli Ordini Militari (Università del Salento) e, in video, Philippe Josserand (università di Nantes) e Helen Nicholson (emerita università di Cardiff).
Tra gli artisti, oltre a Gian Piero Alloisio, la cantante e pianista Elisabetta Gagliardi, Gianni Martini, già chitarrista di Giorgio Gaber, lo stuntman e rievocatore Walter Siccardi (Custodes Viarum), la giovanissima voce soprano Chiara Sorce e il pianista Rodrigo Leal. Saranno inoltre presenti i rievocatori Roberto Colla, nei panni di Napoleone, e Maria Cristina Preti nei panni dell’imperatrice Giuseppina Beauharnais, (associazione “Les Grognards de l’Armée d’Italie”).
Tavola rotonda sui Templari e presentazione di libri, tra cui I Templari, la guerra e la santità, con un aggiornamento bibliografico 2000-2025, a cura di Simonetta Cerrini, Rimini, Il Cerchio, 2025 e Lorenzo Mercuri, L’Enclos du Temple. Topografia e forme di un’assenza della Parigi medievale, Roma, Res Aedificatoria Medii Aevi Europae, 2025.
La giornata Tref (templars heritage route european federation) domenica 6 luglio alle ore 16, Sala Conferenze del ‘Broletto’ di Palatium Vetus. Alla scoperta del patrimonio templare italiano ed europeo.
Presentazione della Tref; Video con gli interventi di Alessandro Barbero, Franco Cardini, Damien Carraz, Francesco Guccini, Nikolas Jaspert, Philippe Josserand, Benjamin Kedar, Dacia Maraini, Helen Nicholson, Gian Luca Potestà, André Vauchez; presentazione di tre iconici luoghi templari: la cappella di Santa Maria Isana di Livorno Ferraris (Vercelli), la chiesa di San Bevignate di Perugia, e lo scomparso Tempio di Parigi.
Con Simonetta Cerrini, Valéry Denis (presidente della Templars heritage route european federation Tref), lo storico dell’arte Lorenzo Mercuri (Università di Salerno) e lo storico dell’arte Mirko Santanicchia (Università di Perugia).
Ci sarà anche la mostra itinerante “Un patrimonio condiviso: l’Europa dei Templari” inaugurata a Troyes e pronta a viaggiare in tutta Europa. Sarà ospitata nel chiostro di Santa Maria di Castello il 4 e il 5 luglio, Sono 7 roll up con pannelli in italiano sul tema.
Il Festival è prodotto da Atid con la compartecipazione della città di Alessandria, in collaborazione con CulturAle – Asm Costruire Insieme, Alexala, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, ha il patrocinio dell’università del Piemonte Orientale e fa parte della Tref.
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The Roof porta lo stile della Dei Cavalieri Collection sui tetti di Milano
