17 March 2026

Tutti i punti forti del Denver Art Museum

L’Edificio principale del Dam, opera di Giò Ponti

Come ogni città americana anche Denver ha il suo museo d’arte e il Denver Art Museum è davvero ben organizzato e piacevole da visitare. La sua fama deriva soprattutto dalle collezioni artistiche dei nativi americani e dai 55 mila pezzi esposti provenienti da tutto il mondo. La storia del museo è interessante:fondato nel 1893 e chiamato Denver Artists Club, nel 1916 divenne Denver Art Association, spostato nel 1932 nella galleria d’arte della città e rinominato Denver Art Museum fu finalmente domiciliato 1954 nell’edificio, costruito appositamente, la Morgan Wing. Nel 1971 l’attuale edificio principale, unica opera di Gio Ponti, venne completato con 24 facciate, sette piani e l’esterno dell’edificio rivestito di piastrelle grigie. L’edificio è adiacente alla Denver Public Library, progettata da Burnham Hoyt e Michael Graves. Nel 2006 fu inaugurato un altro edificio, comunicante, rivestito in titanio e vetro, il Frederic C. Hamilton building, progettato da Daniel Libeskind.

Il Frederic C. Hamilton building del Dam

Il museo consta di otto “sezioni artistiche”: architettura, design e grafica; arte asiatica; moderna e contemporanea; arti native (indiani d’America, Oceania e Africa); Nuovo Mondo (pre-colombiane e coloniale spagnola); pittura e scultura (europei e americani); arte Western e arte tessile.
Fra le varie sezioni segnaliamo al secondo livello dell’ Hamolton Building , una mostra sull’architettura e le evoluzioni attraverso schizzi e progetti della sede storica del museo. Al livello sei del North Building l’esposizione di un’opera del Canaletto, “La Mola dal Bacino di San Marco” scoperta nei sotterranei del museo e passata per un anno di restauro (olio su tela). AL livello 5 dello stesso building, la mostra dedicata a 65 pezzi di ceramica giapponese in esposizione temporanea dalla collezione di Robert e Lisa Kessler.
E poi il pezzo forte:  fino al 10 settembre 2017, la mostra dedicata all’epopea del West attraverso una rivisitazione delle varie epoche sul grande schermo, “Il Western, un’epopea fra arte e film” . La mostra interattiva è molto interessante perché tratta l’epopea del “Far West” attraverso dipinti, dagherrotipi e poi la filmografia di John Ford e John Wayne, passando a Sergio Leone, e il capolavoro “Il buono, il brutto e il cattivo” per poi arrivare alla smitizzazione attraverso film provocatori e simbolo di una generazione di contestazioni alla classica America, come Easy Rider, terminando con i dissacranti Mucchio Selvaggio e altri ancora.

 

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