30 aprile 2020 09:45

Donald Trump
Possiamo accusare di qualunque cosa Mr Trump, tranne che di non ascoltare i settori economici importanti e di comparteciparli nelle decisioni.
Alla luce delle previsioni degli esperti di Tourism Economics, che giudicano l’impatto del Covid 19 sul turismo 6 volte peggiore del 9/11, la U.S. Travel Association (l’associazione “commerciale” del turismo americano, proprietaria del marchio IPW) ha presentato, incrociando i dati, una proiezione alla Casa Bianca che quantifica in oltre 800 miliardi di usd i “danni” da pandemia.
Come in ogni parte del mondi il “travel” sarà il più colpito, con la conseguente perdita di oltre 4.5 milioni di posti di lavoro.
Le cifre della bilancia commerciale vedono la spesa totale per i viaggi verso gli USA, inclusi trasporti, alloggio, vendita al dettaglio, attrazioni e ristoranti, quindi anche l’indotto, calare, nelle previsioni, di 355 miliardi di usd per quest’anno, un decremento di circa 1/3. E questo, con un effetto domino con pochi precedenti, spingerà gli Stati Uniti verso una recessione protratta, con un sensibile calo dell’occupazione e il numero delle perdite di posti di lavoro sarebbe del doppio della percentuale attuale di disoccupati.

Roger J.Dow
L’amministrazione Trump è già corsa ai ripari e ha creato una commissione di dirigenti di impresa, per fronteggiare questo disastro economico su tutti i fronti, per prendere le contromisure, sull’economia in generale e sul turismo in particolare, coinvolgendo in prima persona Roger J. Dow, Presidente e ceo della U.S. Travel Ass.n.
Dow, ha dichiarato dopo un incontro con il presidente Trump, il vicepresidente Pence e il segretario al commercio Wilbur Ross, da cui dipende il turismo, che l’industria ha bisogno di sovvenzioni dirette.
E Trump ha detto «Agiremo in maniera adeguata, veloce e immediata».
«Abbiamo di fronte una catastrofe che si presenta improvvisamente e altrettanto velocemente si deve correre ai ripari – ha commentato Dow – Abbiamo bisogno di un fondo di stabilizzazione della forza lavoro su tutta la linea, di rapida escussione per l’intero settore.
Questa situazione è del tutto senza precedenti. Se non si vuole un tracollo si deve dare “ossigeno” a datori di lavoro e dipendenti, per affrontare una situazione senza precedenti».
Le proposte giunte dalla “travel industry” sono state orientate a pacchetti di soccorso per l’ammontare di 150 miliardi di dollari, ma destinato al comparto ricettivo in gran parte composto da piccole imprese, che costituiscono oltre l’80% del settore.
«Le aziende legate al travel impiegano quasi 16 milioni di americani e se non possono lavorare non possono permettersi di continuare a pagare i propri dipendenti – ha aggiunto Dow – Serve una politica aggressiva e tempestiva in caso di catastrofe, diversamente la fase di recupero sarà molto più lunga e più difficile e i gradini più bassi della scala economica ne risentiranno, senza dimenticare che il turismo è un “driver” per tante altre parti dell’economia americana».
Se il “viaggio” si interrompe, sostanzialmente, l’economia si ferma.
Massimo Terracina
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[post_content] => La Spagna del turismo non perde tempo e affronta le conseguenze della crisi mediorientale con richieste specifiche al governo. Sono le associazioni di categoria Uniòn de agencias de viajes (Unav) e Federaciòn Empresarial de Asociaciones territoriales de agencias de viajes espanolas (Fetave) a chiedere ai ministeri del turismo e dell'economia un piano di salvataggio da 400 milioni di euro per proteggere le agenzie di viaggio dalla crisi in Medio Oriente .
La proposta, come riporta Hosteltur, mira a far fronte alle perdite dovute a cancellazioni inevitabili, rimborsi non rimborsabili da parte dei fornitori internazionali e all'aumento dei costi delle rotte verso l'Asia e l'Africa che prevedono scali nel Golfo . Il settore richiede un programma di prestiti dell'Istituto Ufficiale di Credito da 250 milioni di euro a tasso zero e un fondo di compensazione da 120 milioni di euro per evitare che le aziende debbano sopportare da sole i costi di una crisi al di fuori del loro controllo.
Il conflitto armato in Medio Oriente ha cessato di essere un problema localizzato ed è diventato una minaccia per la sopravvivenza delle agenzie di viaggio in Spagna. In risposta, Unav e Fetave hanno elaborato una tabella di marcia con otto azioni chiave. La necessità di questo aiuto è giustificata dall'effetto domino che sta avendo un impatto sulla connettività aerea globale. L'impatto della crisi non si limita alle zone di conflitto; le interruzioni delle rotte stanno gravemente compromettendo i voli verso Asia, Africa e Oceania.
La proposta al governo
Il pilastro economico della proposta si concentra sull'alleviamento delle pressioni sulla liquidità. Le associazioni propongono la creazione di una linea di credito straordinaria di 250 milioni di euro da parte dell'Istituto Ufficiale di Credito, con un tasso di interesse agevolato dello 0% e garantita dallo Stato. Questa misura consentirebbe alle agenzie di gestire rimborsi immediati ai clienti e riprenotazioni dei viaggiatori senza compromettere il loro flusso di cassa. Le adv chiedono inoltre un fondo di compensazione di 120 milioni di euro. Questo capitale verrebbe utilizzato per coprire le spese dei viaggiatori bloccati (alloggio e pasti) e, soprattutto, i servizi prenotati a destinazione, come hotel o tour operator, i cui costi non possono essere recuperati dall'agenzia dopo la cancellazione.
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Tre vettori Usa (American Airlines, Delta Air Lines e JetBlue) hanno recentemente chiesto al Dot - Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti - l’autorizzazione a non avvalersi degli slot che consentono loro di volare a Cuba. E negli ultimi giorni l’agenzia ha accolto alcune di queste richieste, autorizzando le compagnie aeree a ridurre i voli.
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L'analisi è quella di Eduardo Santander, ceo della European Travel Commission, in un'intervista rilasciata a TravelDailyNews. Il manager spiega che "sebbene oggi sia prematuro trarre conclusioni definitive sulle implicazioni a lungo termine del conflitto per il turismo globale, ora l’impatto principale riguarda la connettività aerea piuttosto che la domanda relativa alle destinazioni stesse. Con Dubai, Abu Dhabi e Doha che fungono da punti di transito fondamentali che collegano l’Europa con l’Asia e l’Australasia".
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Le conseguenze sul trasporto aereo
Dal punto di vista operativo, l’effetto più immediato ricade inevitabilmente sul trasporto aereo: "Le compagnie aeree che operano tra l’Europa e l’Asia-Pacifico stanno modificando le rotte di volo per evitare lo spazio aereo soggetto a restrizioni, il che allunga i percorsi e aumenta il consumo di carburante. Sebbene le compagnie aeree possano generalmente assorbire tali adeguamenti nel breve termine, un’interruzione prolungata potrebbe influire gradualmente sui prezzi dei biglietti e sulla pianificazione dei viaggi.”
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[post_content] => Oltre 600.000 visitatori internazionali nei primi due mesi dell'anno: è cominciato in positivo il 2026 dello Sri Lanka, secondo i dati diffusi dalla Sri Lanka Tourism Development Authority che indicano, precisamente, un totale di 604.301 viaggiatori stranieri hanno visitato il Paese tra il 1° gennaio e l'8 marzo 2026, riflettendo una forte ripresa e una continua espansione del settore turistico dell'isola.
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[post_content] => Christopher Nassetta, ceo di Hilton, ha lanciato l'allarme sul calo di attrattiva degli Stati Uniti come destinazione turistica globale. Durante un intervento ripreso da TravelWeekly, Nassetta ha detto he gli Stati Uniti hanno perso metà della loro quota di mercato nel turismo internazionale negli ultimi 30 anni.
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Ingressi da semplificare
Nassetta si è anche battuto per semplificare l'ingresso dei viaggiatori negli Stati Uniti. «Dobbiamo rendere il sistema più fluido e accogliente, non aggiungere ostacoli imponendo costi aggiuntivi o richiedendo informazioni superflue» ha affermato il manager, aggiungendo che la moderna tecnologia biometrica permette di essere «più sicuri che mai», eliminando al contempo la maggior parte degli ostacoli.
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[post_content] => Pieter Elbers, ceo di IndiGo, ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato: in una lettera pubblicata sulla Borsa di Mumbai, Elbers (che precedentemente era stato ceo di Klm) ha dichiarato di dimettersi per “motivi personali”. Il manager era alla guida del vettore indiano dal settembre 2022.
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[post_content] => L'Easa, agenzia europea per la sicurezza aerea, ha prorogato fino al prossimo 18 marzo la sua raccomandazione alle compagnie aeree di evitare lo spazio aereo sopra la regione del Medio Oriente.
Il bollettino informativo dell'Easa riguarda un totale di 11 Paesi che gli operatori aerei dovrebbero evitare in parte o del tutto "a tutti i livelli di volo e a tutte le altitudini": si tratta di Bahrein, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
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[post_content] => Il Gruppo Ticketcrociere amplia il proprio raggio d'azione nel comparto marittimo. Con il lancio di Ticketferries.com, l'azienda mette a frutto un'esperienza ventennale per sfidare i big del settore attraverso una politica di "zero diritti d'agenzia".
Il dinamismo del mercato turistico italiano vede oggi protagonista il Gruppo Taoticket, che annuncia ufficialmente il debutto di Ticketferries.com. Non si tratta solo di una nuova vetrina online, ma di una mossa strategica volta a presidiare il segmento dei collegamenti marittimi nel Mediterraneo, integrando l'offerta già consolidata nel mondo delle crociere.
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La strategia: competitività e trasparenza
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