13 January 2026

Stati Uniti: è il giorno della riapertura ai turisti internazionali vaccinati

Gli Stati Uniti celebrano oggi il primo giorno di allentamento delle restrizioni all’ingresso legate alla pandemia, che avevano bloccato i viaggi per turismo e non essenziali da 33 Paesi, tra cui Unione europea, Regno Unito e Cina. Da oggi, 8 novembre, tutti i viaggiatori che abbiano completato il ciclo vaccinale (con i preparati approvati dalla Fda, Moderna, Pfizer e Johnson and Johnson. O in alternativa con AstraZeneca, uno dei vaccini inseriti nella Emergency Use Listing dell’Oms), possono dunque entrare  negli Usa presentando, oltre al certificato del vaccino prima dell’imbarco, l’esito negativo di un test per il Covid condotto nei tre giorni precedenti al viaggio.

Nell’annunciare l’allentamento delle restrizioni, il 16 ottobre scorso, l’amministrazione Biden aveva messo in evidenza  che i cittadini americani non vaccinati avranno bisogno di un test il giorno prima di partire per gli Usa. Coloro che sono vaccinati non dovranno osservare la quarantena e le compagnie aeree, in base alle disposizioni, dovranno raccogliere le informazioni dei passeggeri per facilitare il tracciamento.  

Secondo la normativa statunitense, il completamento del ciclo vaccinale è confermato quando siano passati: 2 settimane (14 giorni) dopo la dose di un vaccino Covid-19 monodose accettato; 2 settimane (14 giorni) dopo la seconda dose di un vaccino Covid-19 che prevede 2 inoculazioni; 2 settimane (14 giorni) dopo aver ricevuto 2 dosi di qualsiasi combinazione “mix-and-match” di vaccini Covid accettati, somministrati ad almeno 17 giorni di distanza.

Se non si soddisfano questi requisiti non si è considerati “completamente vaccinati” e non è permesso l’ingresso negli Stati Uniti (ad eccezione dei minori di 18 anni o per controindicazioni mediche che attestino che i viaggiatori non possano essere sottoposti a vaccinazione). A tutti sarà comunque richiesta la prova di un tampone negativo.

La notizia della riapertura è stata naturalmente accolta positivamente dall’industria del turismo statunitense: come riportato dal New York Times, che ha ripreso i dati della US Travel Association, nel 2020 la travel industry Usa ha registrato una perdita di circa 500 miliardi di dollari, inclusa una riduzione del 79% delle spese per i viaggi internazionali.

 

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