17 March 2026

Spagna: prove di riapertura, ma lo scenario è complicato

I rooftop di Madrid

Anche la Spagna si attrezza alla fase 2. Il governo ritiene che le terrazze di hotel e lounge, con numero limitato di visitatori, potrebbero essere le prime realtà turistiche a riaprire. A seconda dello sviluppo del contagio, forse questo avverrà prima del 25 maggio.

Le Isole Canarie, l’Andalusia e la Comunità Valenciana sarebbero le regioni che potrebbero per prime consentire l’attività.

Hospitality of Spain ha indicato che le terrazze potrebbero essere riaperte tra il 10 e il 25 maggio, secondo le prime indiscrezioni, sfruttando spazi e distanze all’aria aperta.

Naturalmente, le date possono variare secondo  ciascuna comunità autonoma, a seconda delle decisioni prese in base al rischio e alla presenza della epidemia in esse.
Inoltre, da oggi è previsto il recupero del servizio di acquisto alimenti presso alcuni esercizi per il take away.

Se tutto si realizzerà come previsto, dal 25 maggio, anche i locali di oltre 70 metri quadrati con servizio al tavolo potrebbero riaprire, pur rispettando rigorosi protocolli di sicurezza che includono la separazione tra i tavoli e una diminuzione dei coperti di oltre un terzo.

I locali più piccoli, come i bar, continueranno a essere chiusi senza ancora la comunicazione di una data di riapertura specifica. Pare confermato, tuttavia, le Isole Canarie, l’Andalusia e la Comunità Valenciana sarebbero le regioni che per prime consentiranno a bar e ristoranti di recuperare l’esercizio della propria attività.

Se la pandemia dovesse continuare il proprio ridimensionamento, seguirebbero le Isole Baleari, Murcia, Galizia, Asturie e Aragona, lasciando le comunità classificate come le più infette, come Madrid, Navarra, Castilla-La Mancha e Castilla y León, ancora fuori dalla fase 2, in quanto territori “ad alto rischio”.

Purtroppo, questa misura, è previsto porterà ad una situazione che le parti in causa prevedono di chiusura per circa 85 mila piccole realtà economiche per il calo dei coperti e le spese ingenti in aumento per espletare l’attività che non tutte potranno sostenere.Gli esercenti, pertanto, hanno chiesto garanzie di sussistenza, come condizioni di flessibilità poiché è estremamente difficile mantenere i numeri di fatturato e tasse in relazione, pre-crisi.A partire dall’11 maggio, anche i primi hotel potranno aprire, ma senza servizio nelle aree comuni. Secondo l’autorità, però, l’impossibilità di spostarsi fra le regioni, che rimane ancora in vigore, di fatto impedirebbe l’espletamento dell’attività.

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