24 June 2026

Spagna: prove di riapertura, ma lo scenario è complicato

I rooftop di Madrid

Anche la Spagna si attrezza alla fase 2. Il governo ritiene che le terrazze di hotel e lounge, con numero limitato di visitatori, potrebbero essere le prime realtà turistiche a riaprire. A seconda dello sviluppo del contagio, forse questo avverrà prima del 25 maggio.

Le Isole Canarie, l’Andalusia e la Comunità Valenciana sarebbero le regioni che potrebbero per prime consentire l’attività.

Hospitality of Spain ha indicato che le terrazze potrebbero essere riaperte tra il 10 e il 25 maggio, secondo le prime indiscrezioni, sfruttando spazi e distanze all’aria aperta.

Naturalmente, le date possono variare secondo  ciascuna comunità autonoma, a seconda delle decisioni prese in base al rischio e alla presenza della epidemia in esse.
Inoltre, da oggi è previsto il recupero del servizio di acquisto alimenti presso alcuni esercizi per il take away.

Se tutto si realizzerà come previsto, dal 25 maggio, anche i locali di oltre 70 metri quadrati con servizio al tavolo potrebbero riaprire, pur rispettando rigorosi protocolli di sicurezza che includono la separazione tra i tavoli e una diminuzione dei coperti di oltre un terzo.

I locali più piccoli, come i bar, continueranno a essere chiusi senza ancora la comunicazione di una data di riapertura specifica. Pare confermato, tuttavia, le Isole Canarie, l’Andalusia e la Comunità Valenciana sarebbero le regioni che per prime consentiranno a bar e ristoranti di recuperare l’esercizio della propria attività.

Se la pandemia dovesse continuare il proprio ridimensionamento, seguirebbero le Isole Baleari, Murcia, Galizia, Asturie e Aragona, lasciando le comunità classificate come le più infette, come Madrid, Navarra, Castilla-La Mancha e Castilla y León, ancora fuori dalla fase 2, in quanto territori “ad alto rischio”.

Purtroppo, questa misura, è previsto porterà ad una situazione che le parti in causa prevedono di chiusura per circa 85 mila piccole realtà economiche per il calo dei coperti e le spese ingenti in aumento per espletare l’attività che non tutte potranno sostenere.Gli esercenti, pertanto, hanno chiesto garanzie di sussistenza, come condizioni di flessibilità poiché è estremamente difficile mantenere i numeri di fatturato e tasse in relazione, pre-crisi.A partire dall’11 maggio, anche i primi hotel potranno aprire, ma senza servizio nelle aree comuni. Secondo l’autorità, però, l’impossibilità di spostarsi fra le regioni, che rimane ancora in vigore, di fatto impedirebbe l’espletamento dell’attività.

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Poco distante si estende il Lago di Scutari, il più grande dei Balcani, celebre per le sue zone umide, le escursioni in barca, il birdwatching e le spettacolari distese di ninfee.\r\nProseguendo lungo la costa si incontrano spiagge, promontori e villaggi di pescatori fino a raggiungere Sveti Stefan, uno dei luoghi più iconici del Montenegro. L’antico borgo fortificato costruito su un isolotto roccioso fu trasformato negli anni Cinquanta in un esclusivo complesso alberghiero e successivamente rilanciato come destinazione di lusso. Poco oltre si trova Budva, considerata la capitale turistica del Paese. Il suo centro storico racchiuso dalle mura medievali conserva vicoli in pietra, piazze e chiese di influenza veneziana. 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Porto Montenegro ospita superyacht, hotel di lusso, residenze esclusive, boutique, gallerie d’arte, beach club e ristoranti gourmet. Nelle vicinanze, il resort One&Only Portonovi contribuisce a rafforzare l’offerta dedicata all’ospitalità di alta gamma.\r\nLasciata la costa, una strada panoramica conduce verso il massiccio del Lovćen attraverso una serie di tornanti che regalano ampie vedute sulle Bocche di Cattaro. A collegare la baia alle montagne è la moderna funivia Kotor-Lovćen. Si raggiunge così Cetinje, antica capitale reale e cuore storico del Paese, dove si trovano il Monastero di Cetinje e il Palazzo Reale di Re Nicola I Petrović, oggi trasformato in museo. Poco distante sorge Njeguši, villaggio noto per la produzione del tradizionale njeguški pršut.\r\nL’itinerario si conclude a Podgorica, capitale del Montenegro. Ricostruita quasi interamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, la città alterna edifici moderni e quartieri residenziali al nucleo storico di Stara Varoš, caratterizzato da moschee, viuzze e testimonianze del periodo ottomano. Nei pressi dell’aeroporto si estende infine Ćemovsko Polje, uno dei più grandi vigneti continui d’Europa, dove nasce il Vranac, vino simbolo dell’enologia montenegrina.\r\n\r\nScopri di più","post_title":"Montenegro, l’ultima grande sorpresa dell’Adriatico. Il Reportage.","post_date":"2026-06-19T11:31:45+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":["montenegro","reportage"],"post_tag_name":["montenegro","Reportage"]},"sort":[1781868705000]}]}}