23 ottobre 2018 09:52
La Polonia piace sempre di più agli italiani che puntano su arte e cultura ma anche sulle mete meno conosciute e sulla natura selvaggia. Per questo proseguono le iniziative ed i programmi dell’ente nazionale volti a mettere in risalto i punti di forza e gli aspetti sconosciuti del paese.
«Nel 2018 – spiega la direttrice dell’ente nazionale polacco per il turismo, Małgorzata Furdal – abbiamo iniziato con una strategia atta a promuovere la Polonia meno conosciuta in Italia, la Polonia per gli esploratori della natura incontaminata, per gli amanti dello sport e delle avventure, per le famiglie con bambini, per chi è alla ricerca di atmosfere urbane d’avanguardia o per gli amanti della magia dell’inverno e del Natale. Per tutta la seconda metà del 2018 abbiamo condotto una campagna promozionale sui social media, nota nel suo assieme come #PoloniaWoW, nella quale abbiamo raccontato una Polonia che lascia a bocca aperta, sui nostri social media e attraverso delle esperienze vissute in loco dagli influencer».
Nel 2017 sono stati registrati oltre 600 mila turisti italiani in Polonia. Il numero indica una crescita di 100 mila arrivi rispetto all’anno precedente, un dato confermato dalle statistiche provvisorie del primo semestre del 2018 che testimoniano un’impennata di arrivi anche nei primi tre mesi dell’anno. Sono in aumento anche gli italiani che scelgono la Polonia fuori stagione, in autunno e in inverno: da una parte cresce l’interesse verso i mercatini di Natale e dall’altra cambia la percezione del paese sempre più conosciuto ed apprezzato. Il turismo culturale e i city break restano la tendenza più forte del turismo inbound dall’Italia. Sempre in vetta alle classifiche degli arrivi Cracovia e la regione di cui è capoluogo, la Małopolska (dove gli italiani sono al terzo posto per quantità di arrivi dall’estero), seguita da Varsavia (italiani al 4 posto per arrivi, 410 strutture ricettive, con più di 36.000 posti letto, è servita da ben due aeroporti internazionali), Danzica, Breslavia e Poznań. Cresce l’interesse per le ultime tre città, soprattutto per Breslavia che nel 2018 è stata quest’anno sotto la luce dei riflettori, in quanto ha vinto il I posto nella classifica europea European Best Destination 2018.
Articoli che potrebbero interessarti:
Array
(
[0] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 513167
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => I salatissimi costi del carburante impongono ad Air France-Klm la revisione al ribasso delle previsioni di crescita della capacità per l'anno in corso. Il gruppo franco-olandese stima infatti che la spesa per il jet fuel aumenti di 2,4 miliardi di dollari nel 2026, dall'inizio del conflitto in Medio Oriente.
Di conseguenza, l'outlook sulla crescita della capacità si attesta su una percentuale compresa tra il 2% e il 4%, in calo rispetto alle precedenti stime del 3-5%.
Ben Smith, ceo di Air France-Klm ha dichiarato in un comunicato che gli incrementi dei prezzi del carburante «dovrebbero pesare sui prossimi trimestri», dopo che la compagnia ha riportato una perdita inferiore alle attese nei primi tre mesi dell'anno. Smith ha aggiunto che il contesto operativo rimane «incerto».
Air France-Klm attua una «politica di hedging variabile», che consentirà alla compagnia aerea di risparmiare 1,5 miliardi di dollari. Ciononostante, la spesa totale per il fuel nel 2026 dovrebbe ammontare a 9,3 miliardi di dollari, con un aumento di 2,4 miliardi rispetto al 2025. La compagnia prevede di spendere 1,1 miliardi di dollari in più per il carburante nel trimestre aprile-giugno.
Nel primo trimestre 2026 il vettore ha registrato una perdita operativa di 27 milioni di euro, risultato comunque migliore rispetto al rosso di 389 milioni di euro previsto dagli analisti.
Ha affermato che c'è stata una spinta iniziale dopo lo scoppio della guerra in Iran, poiché un numero maggiore di viaggiatori ha preferito i vettori europei per i voli verso l'Asia, e che ha aumentato i prezzi dei biglietti in risposta all'aumento dei costi del carburante.
[post_title] => Air France-Klm in frenata: la spesa per il fuel aumenta di 2,4 mld di euro
[post_date] => 2026-04-30T15:18:41+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1777562321000
)
)
[1] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 513152
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => La Turchia fa i conti con un inizio 2026 complesso, che impone cautela nei confronti dei prossimi mesi, considerato che la guerra in Iran e la conseguente fase di incertezza hanno già provocato cancellazioni e un aumento delle prenotazioni last minute.
I dati resi noti dal governo indicano in realtà un modesto aumento del 5% a marzo - il primo mese completo a scontare il peso del conflitto - su base annua, con 2,46 milioni di visitatori stranieri, con albergatori e operatori turistici che hanno segnalato un calo delle prenotazioni e una maggiore cautela da parte dei viaggiatori.
«Si prospetta un secondo trimestre difficile, durante il quale gli effetti negativi della guerra si faranno sentire con forza» ha dichiarato il ministro del Turismo Mehmet Nuri Ersoy, ripreso da Reuters, illustrando i dati del trimestre.
Tra gennaio e marzo gli arrivi sono cresciuti del 2,2% a 6,84 milioni, mentre dati separati hanno mostrato che i ricavi del turismo sono aumentati del 4,2% a 9,9 miliardi di dollari.
Ersoy ha affermato che la ripresa è ovviamente legata ad un cessate il fuoco duraturo, e che le prenotazioni dell'ultimo minuto stanno acquisendo sempre più rilevanza.
Nel 2025 le entrate turistiche della Turchia erano cresciute del 6,8% rispetto all'anno precedente, raggiungendo la cifra record di 65,2 miliardi di dollari. L'obiettivo del Governo, in base alle proiezioni dello scorso anno - e dunque prima dell'inizio della guerra - era quello di raggiungere nel 2026 i 68 miliardi di dollari.
[post_title] => Turchia: la vision sull'estate sconta l'incertezza dei viaggiatori
[post_date] => 2026-04-30T14:05:39+00:00
[category] => Array
(
[0] => estero
)
[category_name] => Array
(
[0] => Estero
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1777557939000
)
)
[2] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 513131
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => [caption id="attachment_512576" align="alignleft" width="288"] Il ministro del turismo Mazzi[/caption]
Decreto primo maggio (cioè quello per i lavoratori. Diciamo).
Iniziamo con le dichiarazioni entusiasmanti del ministro Mazzi: « Questi provvedimenti rappresentano un passo importante verso la stabilità e la crescita di un comparto centrale per il Paese, che richiede molta manodopera e presenta peculiarità di produttività non facilmente standardizzabili». Deve essere un grande ottimista il ministro Mazzi (del resto l'ha detto già).
Comunque andiamolo ad analizzare questo passo importante. Iniziamo dai bonus.
Bonus donne 2026: esonero contributivo al 100% fino a 650 euro mensili (800 euro nelle regioni ZES (regioni del sud ndr)) per assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate.
Bonus giovani 2026: esonero al 100% fino a 500 euro mensili (650 euro nelle aree ZES) per under 35 senza impiego stabile;
Bonus ZES: incentivo specifico per le imprese del Mezzogiorno, con particolare attenzione alle aziende fino a 10 dipendenti.
Sono quindi questi i salari che il governo prende in considerazione: 650 euro per le donne e 500 per i giovani (quindi per la stragrande maggioranza per il lavoro estivo). In questi casi il datore di lavoro non paga contributi. Bene.
Ma vi sembra degno pagare qualcuno anche che abbia 35 anni 500 euro? Ma sapete quanto sono aumentati i prezzi in questi anni. Con 500 euro, se sei fortunato, a Milano, affitti una camera, e i soldi sono già finiti.
L'inganno del TEC
Secondo. E qui, siccome la materia diventa complicata, chiedi aiuto all'Unione sindacale di base che scrive: «Ma una novità di un certo rilievo nel decreto Primo maggio c’è e non è positiva. All’articolo 7 il decreto stabilisce il criterio di “salario giusto” al quale dovrebbero attenersi i datori di lavoro che intendano accedere alle decontribuzioni previste dal decreto stesso.
E qui si nasconde l’imbroglio: il contratto adottato deve prevedere un trattamento economico complessivo, il cosiddetto TEC, non inferiore al trattamento economico complessivo previsto dal CCNL stipulato dalle organizzazioni più rappresentative. Ma il TEC è una misura estremamente diversificata da contratto a contratto, poiché comprende i minimi tabellari (il cosiddetto trattamento economico minimo, TEM) più tutte le figure accessorie della retribuzione, dalla 13esima alla 14esima, alle più diverse indennità, al welfare aziendale, ai premi di produttività, ecc. Confrontare i TEC di due diversi contratti è un’operazione molto complessa che apre la strada a infiniti contenziosi».
Quindi tribunali strapieni di cause. Ottimo lavoro Giorgia.
Infine la sintesi di Landini, che mi sembra quella più efficace: «In questo decreto, i 960 milioni che hanno stanziato vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro».
Il ministro Mazzi dovrebbe abbassare i toni davanti ai problemi reali dei lavoratori, anche quelli del turismo. Altro che: «valorizzare le peculiarità proprie di alcuni settori economici, come il turismo». Non avete nessuna idea di cosa sia la valorizzazione dei lavoratori.
[post_title] => Decreto primo maggio: i salari bassi (indecenti) diventano regola
[post_date] => 2026-04-30T12:47:05+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
[0] => topnews
)
[post_tag_name] => Array
(
[0] => Top News
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1777553225000
)
)
[3] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 513103
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Volotea tornerà a collegare Palermo ad Ancona dal prossimo 6 novembre, con due frequenze settimanali, il lunedì e il venerdì. Una tratta che si inserisce nella strategia del vettore volta a garantire continuità operativa durante tutto l’anno, rafforzando i collegamenti point-to-point tra città di medie dimensioni.
Allo stesso tempo, favorisce nuovi flussi turistici verso le Marche, offrendo ai passeggeri siciliani un accesso diretto a un territorio ricco di borghi storici, paesaggi naturali e tradizioni gastronomiche.
«La ripartenza del collegamento per Ancona rappresenta il risultato concreto di un intenso e proficuo lavoro di squadra che ha visto coinvolti, in maniera sinergica e coordinata, gli aeroporti di riferimento e Volotea - dichiara Valeria Rebasti, international market director di Volotea -. Questo traguardo si inserisce in una strategia più ampia che punta a perseguire un duplice obiettivo: da un lato, ampliare l’offerta per i passeggeri siciliani, mettendo a loro disposizione interessanti opportunità di viaggio verso destinazioni italiane meno servite da collegamenti diretti; dall’altro, favorire e stimolare flussi di traffico incoming verso l’isola, contribuendo in modo significativo al rafforzamento del tessuto turistico ed economico locale, anche nei periodi di bassa stagione, tradizionalmente meno dinamici.
In quest’ottica, continueremo a operare in stretta collaborazione con l’aeroporto di Palermo, con l’intento di sviluppare ulteriormente il network di destinazioni, migliorare la qualità e la capillarità della connettività e rendere il trasporto aereo sempre più accessibile ed efficiente, in linea con le esigenze dei viaggiatori moderni».
«L’introduzione di nuovi collegamenti rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rafforzamento della connettività dell’aeroporto di Palermo e nella strategia di sviluppo che stiamo portando avanti per rafforzare il posizionamento dello scalo palermitano - dice Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino - L’ampliamento del network, anche nei mesi invernali, è un elemento chiave per sostenere la destagionalizzazione dei flussi turistici e per rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze di mobilità del territorio, sia sul fronte business sia leisure. In questa direzione la collaborazione con partner industriali come Volotea si conferma strategica perché insieme stiamo lavorando per consolidare il ruolo del Falcone Borsellino come piattaforma di connessione sempre più integrata e competitiva a livello nazionale ed europeo. Destinazioni come Ancona e altri mercati di riferimento sono coerenti con una visione industriale orientata alla crescita sostenibile, all’incremento della qualità del servizio e alla creazione di valore per il territorio, che sono i valori sui quali si sta muovendo la nostra strategia».
Con la riapertura della rotta verso le Marche, salgono a 22 le rotte operate da Volotea dal Falcone e Borsellino: 6 in Italia (Ancona, Firenze, Napoli, Olbia, Venezia e Verona), 10 in Francia (Bordeaux, Brest, Deauville, Lille, Lione, Lourdes-Tarbes, Nantes, Parigi-Orly - novità 2026, Strasburgo e Tolosa), 4 in Grecia (Atene, Heraklion, Santorini, Zante), 2 in Spagna (Asturie, Bilbao).
[post_title] => Volotea riapre a novembre la Palermo-Ancona, con due voli settimanali
[post_date] => 2026-04-30T10:04:55+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1777543495000
)
)
[4] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 513098
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => La domanda di viaggio ha continuato a crescere, anche durante il mese di marzo, ma a un ritmo nettamente rallentato dal crollo del traffico in Medio Oriente: i più recenti dati della Iata evidenziano come il traffico aereo complessivo sia aumentato solo del 2,1% su base annua, mentre al di fuori della regione mediorientale la crescita ha raggiunto l’8%.
La domanda complessiva, misurata in passeggeri-chilometri (Rpk) è aumentata del 2,1% rispetto a marzo 2025; i posti-chilometro offerti (Ask), sono diminuiti dell'1,7%, consentendo al load factor medio di guadagnare 3,1 punti percentuali e raggiungere l'83,6%.
Questo divario tra domanda in aumento e capacità in calo riflette principalmente le riduzioni dei voli imposte dalla chiusura di parte dello spazio aereo in Medio Oriente, ma anche gli adeguamenti più prudenti delle compagnie aeree in un contesto di costi elevati del carburante. La Iata sottolinea che, nonostante queste perturbazioni, il mercato rimane nel complesso ben orientato dopo un inizio del 2026 già positivo.
«Il calo di quasi il 61% del traffico internazionale registrato dai vettori del Medio Oriente ha tuttavia limitato la crescita globale al 2,1%. Al di fuori del Medio Oriente la domanda è cresciuta dell’8% - ha affermato Willie Walsh, direttore generale -. Tutti stanno osservando cosa sta succedendo con il carburante per aerei, sia per quanto riguarda l’offerta che i prezzi.
Dal punto di vista dell’offerta, nei prossimi mesi potremmo assistere a carenze in alcune parti del mondo che dipendono fortemente dalle forniture provenienti dal Golfo, in particolare in Asia e in Europa. Inoltre, il costo straordinariamente elevato del carburante per aerei si riflette sempre più sui prezzi dei biglietti. Sebbene ciò non abbia influito sul traffico di marzo né sulle prenotazioni anticipate fino ad oggi, resta da vedere a che punto i prezzi elevati potrebbero iniziare a modificare il comportamento dei passeggeri.
«Finora, l’estate si preannuncia come un periodo normalmente intenso per i viaggi. Questa è una notizia positiva, ma la resilienza delle compagnie aeree è messa alla prova ed è fondamentale stabilizzare l’offerta e il prezzo del carburante. Nel frattempo, è importante che le autorità di regolamentazione siano pronte a concedere alle compagnie aeree una certa flessibilità sugli slot, considerando le circostanze straordinarie delle restrizioni di capacità dello spazio aereo e del potenziale razionamento del carburante».
[post_title] => Trasporto aereo: la crescita della domanda a livello mondiale si ferma al +2,1%
[post_date] => 2026-04-30T09:43:12+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1777542192000
)
)
[5] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 513095
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Dopo un inizio 2026 nel segno della crescita, anche le previsioni per i prossimi mesi restano stabili per l'industria turistica della Grecia: lo ha dichiarato la ministra del Turismo Olga Kefalogianni.
Nei primi due mesi dell'anno la destinazione ha registrato un forte aumento sia degli arrivi di visitatori che delle entrate: i dati della Bank of Greece parlano di 2,129 milioni di visitatori nel periodo gennaio-febbraio 2026, rispetto a 1,538 milioni nello stesso periodo del 2025. I 27 paesi dell'Ue hanno generato un totale di 1,106 milioni di arrivi, con un aumento del 49,1%.
All'interno dell'Unione, il mercato di provenienza in rapida crescita è stato quello francese, in aumento del 41,5%; al di fuori dell’Ue, il Regno Unito ha prodotto 164.200 arrivi, in crescita del 56,7%, mentre gli arrivi dagli Stati Uniti sono diminuiti del 9,8% a 98.100.
Nello stesso periodo, gli introiti del turismo sono aumentati del 70,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa crescita ha contribuito ad aumentare il surplus della bilancia dei servizi a 660 milioni di euro, rispetto ai 550 milioni di euro dei primi due mesi del 2025.
Questa evoluzione fa spazio all’ottimismo: infatti, nonostante le crescenti tensioni geopolitiche e l’incertezza nei mercati globali, la ministra del turismo sottolinea come le prospettive del turismo in Grecia rimangano stabili.
Intervenendo all’11° Forum economico di Delfi, Kefalogianni ha affermato che attualmente« non vi sono preoccupazioni di rilievo riguardo alla direzione generale del settore. La ministra ha puntualizzato che«gli sviluppi in Medio Oriente e la più ampia instabilità internazionale stanno esercitando pressioni sui mercati turistici globali, in particolare a causa dell’aumento dei costi dei trasporti e del carburante.
«Queste sfide stanno interessando tutte le destinazioni europee e richiedono una risposta coordinata a livello dell’Unione europea, con la Grecia attivamente coinvolta in tali discussioni (...) Ma la domanda rimane resiliente, con l’andamento delle prenotazioni e delle cancellazioni monitorato attentamente in collaborazione con la Hellenic Chamber of Hotels».
[post_title] => Grecia, inizio 2026 nel segno della crescita: «Il trend positivo proseguirà»
[post_date] => 2026-04-30T09:34:31+00:00
[category] => Array
(
[0] => estero
)
[category_name] => Array
(
[0] => Estero
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1777541671000
)
)
[6] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 513066
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => I dati di Italian Hotel Monitor, diffusi da Trademark Italia, evidenziano come, nel periodo gennaio-marzo 2026, gli hotel italiani abbiano registrato un’occupazione sostanzialmente stabile rispetto al 2025 (-0,1 punti) a fronte di un incremento medio del prezzo camera del 9%, con l’average daily rate che passa da 131,23 a 143,09 euro, grazie in particolare ad un consolidamento del movimento turistico sia business che leisure proveniente dai mercati internazionali. Un ulteriore confronto con il 2023 evidenzia una crescita del prezzo medio camera del 23,8%.
I prezzi
Se da un lato l’andamento di room only e Adr registrato nei primi tre mesi dell’anno è piuttosto positivo per il sistema di ospitalità nazionale, dall’altro l’aumento del livello dei prezzi si scontra con la ridotta capacità di spesa della clientela italiana, sempre più alla ricerca di soluzioni di alloggio alternative, in particolare quelle proposte dagli appartamenti turistici.
Per quanto riguarda le diverse tipologie ricettive, i dati confermano il consolidamento del settore luxury (5 stelle), in crescita rispetto al 2025 per Adr (+4,6%) e Ro (+0,7%), di quello upscale (4 stelle) che cresce per Adr (+8,2%) e resta sostanzialmente stabile per Ro (-0,5 punti), così come di quello midscale (3 stelle), che incrementa sensibilmente i prezzi (+8,2%) a fronte di una leggera crescita della Ro di 0,3%.
Analizzando l’andamento della Ro su scala nazionale, tra le 39 città monitorate ne emergono ben 22 oltre la simbolica quota (gestionalmente parlando) del 60% di occupazione camere, con Milano oltre quota 70% (74,2%), seguita da Firenze (68,5%), Pescara e Udine (67,5%), Bologna (67,4%) e Bergamo (67,3%).
Per quanto riguarda invece il prezzo medio di vendita, al vertice del ranking si posiziona Milano (224,34 euro) che fa registrare un +30,1% rispetto allo scorso anno, superando Venezia (prezzo medio camera di 217,41 euro e +1% rispetto al 2025). Seguono Firenze (173,18 euro, +2,3% sul 2025) e Roma (160,29 euro, +3,3% sul 2025).
[post_title] => Primo trimestre 2026: impennata nei prezzi degli hotel italiani
[post_date] => 2026-04-29T13:12:33+00:00
[category] => Array
(
[0] => alberghi
)
[category_name] => Array
(
[0] => Alberghi
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1777468353000
)
)
[7] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 513057
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Il portale Ticketferries compie un anno. In questo primo anno di operatività è stato possibile monitorare l'evoluzione delle politiche delle principali compagnie italiane di traghetti, che hanno puntato a un modello simil-crocieristico, con offerta di tour tematici e overnight nelle città visitate. Molti italiani iniziano quindi a usare i traghetti non solo per spostarsi da un luogo all'altro, ma anche per regalarsi un viaggio più economico rispetto alle crociere.
Le tratte più richieste da aprile 2025 ad aprile 2026, secondo i dati a disposizione del portale, sono quelle per le grandi isole: (Sardegna, Sicilia e Corsica), ma anche quelle verso arcipelaghi e rotte brevi (isola d’Elba, isole Eolie, Capri e Ischia).
Sul fronte della navigazione internazionale, i più richiesti sono i collegamenti verso Spagna, Grecia, Croazia, Albania, Tunisia e Marocco.
Verso il futuro
Nel 2024, secondo Assoporti, il settore traghetti in Italia ha registrato circa 19,3 milioni di passeggeri, segnando un aumento del 3,1% rispetto all'anno precedente. Questa “riscoperta” è stata alimentata sia dalla ricerca di viaggi più sostenibili, sia dai rincari dei biglietti aerei e delle stesse crociere, che rendono il traghetto un'opzione competitiva per le famiglie.
Non solo: compagnie come Grimaldi Lines hanno sviluppato, supportate da tour operator interni, pacchetti che permettono ai passeggeri di compiere vere e proprie escursioni, sulla falsariga delle proposte offerte dalle compagnie crocieristiche.
«Il settore è dominato da grandi aggregatori internazionali che aggiungono fee di gestione o commissioni variabili in fase di chiusura del carrello comprese tra 20 e 50 euro. Con Ticketferries.com abbiamo deciso di giocare una partita diversa, puntando sulla totale assenza di diritti di agenzia applicati al cliente finale - spiega Matteo Lorusso, direttore generale di Ticketcrociere -. A differenza di quelli di proprietà dei big player del web, il nuovo portale integrato di prenotazione traghetti del gruppo Taoticket permette di acquistare il titolo di viaggio pagando solo la commissione di vendita. Dopo due decenni di leadership nella vendita di crociere portiamo lo stesso standard di affidabilità nel mondo dei traghetti, con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento per chi cerca il miglior prezzo garantito senza costi nascosti. Questa vetrina permetterà a noi di inserirci nella corsa per la conquista del segmento dei collegamenti marittimi nel Mediterraneo e ai clienti di risparmiare».
[post_title] => Ticketferries compie un anno: i dati sull'evoluzione del settore
[post_date] => 2026-04-29T12:19:52+00:00
[category] => Array
(
[0] => mercato_e_tecnologie
)
[category_name] => Array
(
[0] => Mercato e tecnologie
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1777465192000
)
)
[8] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 513022
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => L'alta velocità firmata Italo debutterà in Germania a metà 2028: nel mirino la domanda di circa 110-120 milioni dii passeggeri l’anno, con un aumento previsto di almeno il 40%.
La società, come riporta oggi Il Sole 24 Ore, investirà 3,6 miliardi di euro per far concorrenza alle ferrovie tedesche Deutsche Bahn. «La Germania rappresenta il primo passo verso l’internazionalizzazione dell’azienda - afferma l'ad di Italo, Gianbattista La Rocca -. Abbiamo già costituto la società tedesca; disponiamo della licenza ferroviaria e abbiamo iniziato il percorso per ottenere il certificato di sicurezza. Ma soprattutto abbiamo già determinato e concordato con il costruttore tedesco Siemens il contratto di acquisto e manutenzione dei treni.
«E' assolutamente necessario che, entro maggio, il gestore tedesco dell’infrastruttura ferroviaria ci dia un quadro chiaro e certo delle tracce orarie e degli spazi nelle stazioni che ci servono per operare. Questo perché dobbiamo firmare il contratto con Siemens entro il prossimo giugno e non è possibile posticipare questa data, pena un allungamento pesante nei tempi di consegna dei treni che renderebbe il progetto non più sostenibile da un punto di vista industriale».
I treni saranno 26 inizialmente, ma c’è già un’opzione per ulteriori 14. Un investimento da 1,2 miliardi a cui se ne aggiungono 2,4 per la manutenzione trentennale e le attività legate a formazione del personale, servizi IT e molto altro.
L’Italo tedesco collegherà 18 città su 1300 chilometri di rete per un totale di 50 collegamenti al giorno lungo due direttrici principali: Monaco di Baviera-Colonia-Dortmund e Monaco di Baviera-Berlino-Amburgo. Un investimento che porterà benefici all'intero sistema economico tedesco grazie alla creazione di circa 2500 posti di lavoro (tra occupazione diretta e indiretta) ed all’impiego di oltre 5.000 lavoratori del comparto coinvolti nella realizzazione dei treni.
A questo si aggiungono i costi del pedaggio: Italo verserà infatti ogni anno 250 milioni di euro per accedere alla rete, soldi che contribuiranno all’ammodernamento infrastrutturale già in atto della rete tedesca.
«Oggi il mercato tedesco assomiglia molto a quello italiano prima dell’introduzione della concorrenza. - ha dichiarato Luca Cordero di Montezemolo, presidente e socio fondatore di Italo al Frankfurter Allgemeine Zeitung -. Siamo quindi fiduciosi di poter contribuire in modo significativo al miglioramento del servizio ferroviario. L'Italia è l'unico mercato europeo con un operatore ferroviario ad alta velocità interamente privato. Italo è diventato il punto di riferimento europeo in questo ambito e l'Unione europea ha indicato il nostro modello come riferimento per altri paesi, come la Spagna o la Francia.
«In Italia la situazione è migliorata notevolmente una volta istituita l’autorità di regolamentazione ferroviaria. E abbiamo imparato molto dagli errori commessi nei primi anni. Quello che portiamo in Germania è proprio questa esperienza: come costruire un’attività sostenibile fin dal primo giorno».
[post_title] => Italo muove sulla Germania: nel 2028 i primi collegamenti AV in concorrenza con Db
[post_date] => 2026-04-29T11:34:29+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
[0] => in-evidenza
)
[post_tag_name] => Array
(
[0] => In evidenza
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1777462469000
)
)
)
{
"size": 9,
"query": {
"filtered": {
"query": {
"fuzzy_like_this": {
"like_text" : "polonia aumento gli italiani visitano paese anche bassa stagione"
}
},
"filter": {
"range": {
"post_date": {
"gte": "now-2y",
"lte": "now",
"time_zone": "+1:00"
}
}
}
}
}, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } }
}{"took":60,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":1852,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513167","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"I salatissimi costi del carburante impongono ad Air France-Klm la revisione al ribasso delle previsioni di crescita della capacità per l'anno in corso. Il gruppo franco-olandese stima infatti che la spesa per il jet fuel aumenti di 2,4 miliardi di dollari nel 2026, dall'inizio del conflitto in Medio Oriente.\r\n\r\nDi conseguenza, l'outlook sulla crescita della capacità si attesta su una percentuale compresa tra il 2% e il 4%, in calo rispetto alle precedenti stime del 3-5%.\r\n\r\nBen Smith, ceo di Air France-Klm ha dichiarato in un comunicato che gli incrementi dei prezzi del carburante «dovrebbero pesare sui prossimi trimestri», dopo che la compagnia ha riportato una perdita inferiore alle attese nei primi tre mesi dell'anno. Smith ha aggiunto che il contesto operativo rimane «incerto».\r\n\r\nAir France-Klm attua una «politica di hedging variabile», che consentirà alla compagnia aerea di risparmiare 1,5 miliardi di dollari. Ciononostante, la spesa totale per il fuel nel 2026 dovrebbe ammontare a 9,3 miliardi di dollari, con un aumento di 2,4 miliardi rispetto al 2025. La compagnia prevede di spendere 1,1 miliardi di dollari in più per il carburante nel trimestre aprile-giugno.\r\n\r\nNel primo trimestre 2026 il vettore ha registrato una perdita operativa di 27 milioni di euro, risultato comunque migliore rispetto al rosso di 389 milioni di euro previsto dagli analisti.\r\n\r\nHa affermato che c'è stata una spinta iniziale dopo lo scoppio della guerra in Iran, poiché un numero maggiore di viaggiatori ha preferito i vettori europei per i voli verso l'Asia, e che ha aumentato i prezzi dei biglietti in risposta all'aumento dei costi del carburante.","post_title":"Air France-Klm in frenata: la spesa per il fuel aumenta di 2,4 mld di euro","post_date":"2026-04-30T15:18:41+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1777562321000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513152","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La Turchia fa i conti con un inizio 2026 complesso, che impone cautela nei confronti dei prossimi mesi, considerato che la guerra in Iran e la conseguente fase di incertezza hanno già provocato cancellazioni e un aumento delle prenotazioni last minute.\r\n\r\nI dati resi noti dal governo indicano in realtà un modesto aumento del 5% a marzo - il primo mese completo a scontare il peso del conflitto - su base annua, con 2,46 milioni di visitatori stranieri, con albergatori e operatori turistici che hanno segnalato un calo delle prenotazioni e una maggiore cautela da parte dei viaggiatori.\r\n\r\n«Si prospetta un secondo trimestre difficile, durante il quale gli effetti negativi della guerra si faranno sentire con forza» ha dichiarato il ministro del Turismo Mehmet Nuri Ersoy, ripreso da Reuters, illustrando i dati del trimestre.\r\n\r\nTra gennaio e marzo gli arrivi sono cresciuti del 2,2% a 6,84 milioni, mentre dati separati hanno mostrato che i ricavi del turismo sono aumentati del 4,2% a 9,9 miliardi di dollari.\r\n\r\nErsoy ha affermato che la ripresa è ovviamente legata ad un cessate il fuoco duraturo, e che le prenotazioni dell'ultimo minuto stanno acquisendo sempre più rilevanza.\r\n\r\nNel 2025 le entrate turistiche della Turchia erano cresciute del 6,8% rispetto all'anno precedente, raggiungendo la cifra record di 65,2 miliardi di dollari. L'obiettivo del Governo, in base alle proiezioni dello scorso anno - e dunque prima dell'inizio della guerra - era quello di raggiungere nel 2026 i 68 miliardi di dollari.","post_title":"Turchia: la vision sull'estate sconta l'incertezza dei viaggiatori","post_date":"2026-04-30T14:05:39+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1777557939000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513131","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_512576\" align=\"alignleft\" width=\"288\"] Il ministro del turismo Mazzi[/caption]\r\n\r\nDecreto primo maggio (cioè quello per i lavoratori. Diciamo).\r\n\r\nIniziamo con le dichiarazioni entusiasmanti del ministro Mazzi: « Questi provvedimenti rappresentano un passo importante verso la stabilità e la crescita di un comparto centrale per il Paese, che richiede molta manodopera e presenta peculiarità di produttività non facilmente standardizzabili». Deve essere un grande ottimista il ministro Mazzi (del resto l'ha detto già).\r\n\r\nComunque andiamolo ad analizzare questo passo importante. Iniziamo dai bonus.\r\n\r\nBonus donne 2026: esonero contributivo al 100% fino a 650 euro mensili (800 euro nelle regioni ZES (regioni del sud ndr)) per assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate.\r\nBonus giovani 2026: esonero al 100% fino a 500 euro mensili (650 euro nelle aree ZES) per under 35 senza impiego stabile;\r\nBonus ZES: incentivo specifico per le imprese del Mezzogiorno, con particolare attenzione alle aziende fino a 10 dipendenti. \r\n\r\nSono quindi questi i salari che il governo prende in considerazione: 650 euro per le donne e 500 per i giovani (quindi per la stragrande maggioranza per il lavoro estivo). In questi casi il datore di lavoro non paga contributi. Bene.\r\n\r\nMa vi sembra degno pagare qualcuno anche che abbia 35 anni 500 euro? Ma sapete quanto sono aumentati i prezzi in questi anni. Con 500 euro, se sei fortunato, a Milano, affitti una camera, e i soldi sono già finiti.\r\nL'inganno del TEC\r\nSecondo. E qui, siccome la materia diventa complicata, chiedi aiuto all'Unione sindacale di base che scrive: «Ma una novità di un certo rilievo nel decreto Primo maggio c’è e non è positiva. All’articolo 7 il decreto stabilisce il criterio di “salario giusto” al quale dovrebbero attenersi i datori di lavoro che intendano accedere alle decontribuzioni previste dal decreto stesso.\r\n\r\nE qui si nasconde l’imbroglio: il contratto adottato deve prevedere un trattamento economico complessivo, il cosiddetto TEC, non inferiore al trattamento economico complessivo previsto dal CCNL stipulato dalle organizzazioni più rappresentative. Ma il TEC è una misura estremamente diversificata da contratto a contratto, poiché comprende i minimi tabellari (il cosiddetto trattamento economico minimo, TEM) più tutte le figure accessorie della retribuzione, dalla 13esima alla 14esima, alle più diverse indennità, al welfare aziendale, ai premi di produttività, ecc. Confrontare i TEC di due diversi contratti è un’operazione molto complessa che apre la strada a infiniti contenziosi».\r\n\r\nQuindi tribunali strapieni di cause. Ottimo lavoro Giorgia.\r\n\r\nInfine la sintesi di Landini, che mi sembra quella più efficace: «In questo decreto, i 960 milioni che hanno stanziato vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro».\r\n\r\nIl ministro Mazzi dovrebbe abbassare i toni davanti ai problemi reali dei lavoratori, anche quelli del turismo. Altro che: «valorizzare le peculiarità proprie di alcuni settori economici, come il turismo». Non avete nessuna idea di cosa sia la valorizzazione dei lavoratori.","post_title":"Decreto primo maggio: i salari bassi (indecenti) diventano regola","post_date":"2026-04-30T12:47:05+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["topnews"],"post_tag_name":["Top News"]},"sort":[1777553225000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513103","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Volotea tornerà a collegare Palermo ad Ancona dal prossimo 6 novembre, con due frequenze settimanali, il lunedì e il venerdì. Una tratta che si inserisce nella strategia del vettore volta a garantire continuità operativa durante tutto l’anno, rafforzando i collegamenti point-to-point tra città di medie dimensioni.\r\n\r\nAllo stesso tempo, favorisce nuovi flussi turistici verso le Marche, offrendo ai passeggeri siciliani un accesso diretto a un territorio ricco di borghi storici, paesaggi naturali e tradizioni gastronomiche.\r\n\r\n«La ripartenza del collegamento per Ancona rappresenta il risultato concreto di un intenso e proficuo lavoro di squadra che ha visto coinvolti, in maniera sinergica e coordinata, gli aeroporti di riferimento e Volotea - dichiara Valeria Rebasti, international market director di Volotea -. Questo traguardo si inserisce in una strategia più ampia che punta a perseguire un duplice obiettivo: da un lato, ampliare l’offerta per i passeggeri siciliani, mettendo a loro disposizione interessanti opportunità di viaggio verso destinazioni italiane meno servite da collegamenti diretti; dall’altro, favorire e stimolare flussi di traffico incoming verso l’isola, contribuendo in modo significativo al rafforzamento del tessuto turistico ed economico locale, anche nei periodi di bassa stagione, tradizionalmente meno dinamici.\r\n\r\nIn quest’ottica, continueremo a operare in stretta collaborazione con l’aeroporto di Palermo, con l’intento di sviluppare ulteriormente il network di destinazioni, migliorare la qualità e la capillarità della connettività e rendere il trasporto aereo sempre più accessibile ed efficiente, in linea con le esigenze dei viaggiatori moderni».\r\n\r\n«L’introduzione di nuovi collegamenti rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rafforzamento della connettività dell’aeroporto di Palermo e nella strategia di sviluppo che stiamo portando avanti per rafforzare il posizionamento dello scalo palermitano - dice Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino - L’ampliamento del network, anche nei mesi invernali, è un elemento chiave per sostenere la destagionalizzazione dei flussi turistici e per rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze di mobilità del territorio, sia sul fronte business sia leisure. In questa direzione la collaborazione con partner industriali come Volotea si conferma strategica perché insieme stiamo lavorando per consolidare il ruolo del Falcone Borsellino come piattaforma di connessione sempre più integrata e competitiva a livello nazionale ed europeo. Destinazioni come Ancona e altri mercati di riferimento sono coerenti con una visione industriale orientata alla crescita sostenibile, all’incremento della qualità del servizio e alla creazione di valore per il territorio, che sono i valori sui quali si sta muovendo la nostra strategia».\r\n\r\nCon la riapertura della rotta verso le Marche, salgono a 22 le rotte operate da Volotea dal Falcone e Borsellino: 6 in Italia (Ancona, Firenze, Napoli, Olbia, Venezia e Verona), 10 in Francia (Bordeaux, Brest, Deauville, Lille, Lione, Lourdes-Tarbes, Nantes, Parigi-Orly - novità 2026, Strasburgo e Tolosa), 4 in Grecia (Atene, Heraklion, Santorini, Zante), 2 in Spagna (Asturie, Bilbao).","post_title":"Volotea riapre a novembre la Palermo-Ancona, con due voli settimanali","post_date":"2026-04-30T10:04:55+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1777543495000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513098","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La domanda di viaggio ha continuato a crescere, anche durante il mese di marzo, ma a un ritmo nettamente rallentato dal crollo del traffico in Medio Oriente: i più recenti dati della Iata evidenziano come il traffico aereo complessivo sia aumentato solo del 2,1% su base annua, mentre al di fuori della regione mediorientale la crescita ha raggiunto l’8%.\r\n\r\nLa domanda complessiva, misurata in passeggeri-chilometri (Rpk) è aumentata del 2,1% rispetto a marzo 2025; i posti-chilometro offerti (Ask), sono diminuiti dell'1,7%, consentendo al load factor medio di guadagnare 3,1 punti percentuali e raggiungere l'83,6%.\r\n\r\nQuesto divario tra domanda in aumento e capacità in calo riflette principalmente le riduzioni dei voli imposte dalla chiusura di parte dello spazio aereo in Medio Oriente, ma anche gli adeguamenti più prudenti delle compagnie aeree in un contesto di costi elevati del carburante. La Iata sottolinea che, nonostante queste perturbazioni, il mercato rimane nel complesso ben orientato dopo un inizio del 2026 già positivo.\r\n\r\n«Il calo di quasi il 61% del traffico internazionale registrato dai vettori del Medio Oriente ha tuttavia limitato la crescita globale al 2,1%. Al di fuori del Medio Oriente la domanda è cresciuta dell’8% - ha affermato Willie Walsh, direttore generale -. Tutti stanno osservando cosa sta succedendo con il carburante per aerei, sia per quanto riguarda l’offerta che i prezzi.\r\n\r\nDal punto di vista dell’offerta, nei prossimi mesi potremmo assistere a carenze in alcune parti del mondo che dipendono fortemente dalle forniture provenienti dal Golfo, in particolare in Asia e in Europa. Inoltre, il costo straordinariamente elevato del carburante per aerei si riflette sempre più sui prezzi dei biglietti. Sebbene ciò non abbia influito sul traffico di marzo né sulle prenotazioni anticipate fino ad oggi, resta da vedere a che punto i prezzi elevati potrebbero iniziare a modificare il comportamento dei passeggeri.\r\n\r\n«Finora, l’estate si preannuncia come un periodo normalmente intenso per i viaggi. Questa è una notizia positiva, ma la resilienza delle compagnie aeree è messa alla prova ed è fondamentale stabilizzare l’offerta e il prezzo del carburante. Nel frattempo, è importante che le autorità di regolamentazione siano pronte a concedere alle compagnie aeree una certa flessibilità sugli slot, considerando le circostanze straordinarie delle restrizioni di capacità dello spazio aereo e del potenziale razionamento del carburante».","post_title":"Trasporto aereo: la crescita della domanda a livello mondiale si ferma al +2,1%","post_date":"2026-04-30T09:43:12+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1777542192000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513095","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Dopo un inizio 2026 nel segno della crescita, anche le previsioni per i prossimi mesi restano stabili per l'industria turistica della Grecia: lo ha dichiarato la ministra del Turismo Olga Kefalogianni.\r\n\r\nNei primi due mesi dell'anno la destinazione ha registrato un forte aumento sia degli arrivi di visitatori che delle entrate: i dati della Bank of Greece parlano di 2,129 milioni di visitatori nel periodo gennaio-febbraio 2026, rispetto a 1,538 milioni nello stesso periodo del 2025. I 27 paesi dell'Ue hanno generato un totale di 1,106 milioni di arrivi, con un aumento del 49,1%.\r\n\r\nAll'interno dell'Unione, il mercato di provenienza in rapida crescita è stato quello francese, in aumento del 41,5%; al di fuori dell’Ue, il Regno Unito ha prodotto 164.200 arrivi, in crescita del 56,7%, mentre gli arrivi dagli Stati Uniti sono diminuiti del 9,8% a 98.100.\r\n\r\nNello stesso periodo, gli introiti del turismo sono aumentati del 70,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa crescita ha contribuito ad aumentare il surplus della bilancia dei servizi a 660 milioni di euro, rispetto ai 550 milioni di euro dei primi due mesi del 2025.\r\n\r\nQuesta evoluzione fa spazio all’ottimismo: infatti, nonostante le crescenti tensioni geopolitiche e l’incertezza nei mercati globali, la ministra del turismo sottolinea come le prospettive del turismo in Grecia rimangano stabili.\r\n\r\nIntervenendo all’11° Forum economico di Delfi, Kefalogianni ha affermato che attualmente« non vi sono preoccupazioni di rilievo riguardo alla direzione generale del settore. La ministra ha puntualizzato che«gli sviluppi in Medio Oriente e la più ampia instabilità internazionale stanno esercitando pressioni sui mercati turistici globali, in particolare a causa dell’aumento dei costi dei trasporti e del carburante.\r\n\r\n«Queste sfide stanno interessando tutte le destinazioni europee e richiedono una risposta coordinata a livello dell’Unione europea, con la Grecia attivamente coinvolta in tali discussioni (...) Ma la domanda rimane resiliente, con l’andamento delle prenotazioni e delle cancellazioni monitorato attentamente in collaborazione con la Hellenic Chamber of Hotels».","post_title":"Grecia, inizio 2026 nel segno della crescita: «Il trend positivo proseguirà»","post_date":"2026-04-30T09:34:31+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1777541671000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513066","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"I dati di Italian Hotel Monitor, diffusi da Trademark Italia, evidenziano come, nel periodo gennaio-marzo 2026, gli hotel italiani abbiano registrato un’occupazione sostanzialmente stabile rispetto al 2025 (-0,1 punti) a fronte di un incremento medio del prezzo camera del 9%, con l’average daily rate che passa da 131,23 a 143,09 euro, grazie in particolare ad un consolidamento del movimento turistico sia business che leisure proveniente dai mercati internazionali. Un ulteriore confronto con il 2023 evidenzia una crescita del prezzo medio camera del 23,8%.\r\nI prezzi\r\nSe da un lato l’andamento di room only e Adr registrato nei primi tre mesi dell’anno è piuttosto positivo per il sistema di ospitalità nazionale, dall’altro l’aumento del livello dei prezzi si scontra con la ridotta capacità di spesa della clientela italiana, sempre più alla ricerca di soluzioni di alloggio alternative, in particolare quelle proposte dagli appartamenti turistici.\r\n\r\nPer quanto riguarda le diverse tipologie ricettive, i dati confermano il consolidamento del settore luxury (5 stelle), in crescita rispetto al 2025 per Adr (+4,6%) e Ro (+0,7%), di quello upscale (4 stelle) che cresce per Adr (+8,2%) e resta sostanzialmente stabile per Ro (-0,5 punti), così come di quello midscale (3 stelle), che incrementa sensibilmente i prezzi (+8,2%) a fronte di una leggera crescita della Ro di 0,3%.\r\n\r\nAnalizzando l’andamento della Ro su scala nazionale, tra le 39 città monitorate ne emergono ben 22 oltre la simbolica quota (gestionalmente parlando) del 60% di occupazione camere, con Milano oltre quota 70% (74,2%), seguita da Firenze (68,5%), Pescara e Udine (67,5%), Bologna (67,4%) e Bergamo (67,3%).\r\n\r\nPer quanto riguarda invece il prezzo medio di vendita, al vertice del ranking si posiziona Milano (224,34 euro) che fa registrare un +30,1% rispetto allo scorso anno, superando Venezia (prezzo medio camera di 217,41 euro e +1% rispetto al 2025). Seguono Firenze (173,18 euro, +2,3% sul 2025) e Roma (160,29 euro, +3,3% sul 2025).","post_title":"Primo trimestre 2026: impennata nei prezzi degli hotel italiani","post_date":"2026-04-29T13:12:33+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1777468353000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513057","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il portale Ticketferries compie un anno. In questo primo anno di operatività è stato possibile monitorare l'evoluzione delle politiche delle principali compagnie italiane di traghetti, che hanno puntato a un modello simil-crocieristico, con offerta di tour tematici e overnight nelle città visitate. Molti italiani iniziano quindi a usare i traghetti non solo per spostarsi da un luogo all'altro, ma anche per regalarsi un viaggio più economico rispetto alle crociere.\r\nLe tratte più richieste da aprile 2025 ad aprile 2026, secondo i dati a disposizione del portale, sono quelle per le grandi isole: (Sardegna, Sicilia e Corsica), ma anche quelle verso arcipelaghi e rotte brevi (isola d’Elba, isole Eolie, Capri e Ischia).\r\nSul fronte della navigazione internazionale, i più richiesti sono i collegamenti verso Spagna, Grecia, Croazia, Albania, Tunisia e Marocco.\r\nVerso il futuro\r\nNel 2024, secondo Assoporti, il settore traghetti in Italia ha registrato circa 19,3 milioni di passeggeri, segnando un aumento del 3,1% rispetto all'anno precedente. Questa “riscoperta” è stata alimentata sia dalla ricerca di viaggi più sostenibili, sia dai rincari dei biglietti aerei e delle stesse crociere, che rendono il traghetto un'opzione competitiva per le famiglie.\r\n\r\nNon solo: compagnie come Grimaldi Lines hanno sviluppato, supportate da tour operator interni, pacchetti che permettono ai passeggeri di compiere vere e proprie escursioni, sulla falsariga delle proposte offerte dalle compagnie crocieristiche.\r\n\r\n«Il settore è dominato da grandi aggregatori internazionali che aggiungono fee di gestione o commissioni variabili in fase di chiusura del carrello comprese tra 20 e 50 euro. Con Ticketferries.com abbiamo deciso di giocare una partita diversa, puntando sulla totale assenza di diritti di agenzia applicati al cliente finale - spiega Matteo Lorusso, direttore generale di Ticketcrociere -. A differenza di quelli di proprietà dei big player del web, il nuovo portale integrato di prenotazione traghetti del gruppo Taoticket permette di acquistare il titolo di viaggio pagando solo la commissione di vendita. Dopo due decenni di leadership nella vendita di crociere portiamo lo stesso standard di affidabilità nel mondo dei traghetti, con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento per chi cerca il miglior prezzo garantito senza costi nascosti. Questa vetrina permetterà a noi di inserirci nella corsa per la conquista del segmento dei collegamenti marittimi nel Mediterraneo e ai clienti di risparmiare».\r\n\r\n\r\n\r\n ","post_title":"Ticketferries compie un anno: i dati sull'evoluzione del settore","post_date":"2026-04-29T12:19:52+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1777465192000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513022","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"L'alta velocità firmata Italo debutterà in Germania a metà 2028: nel mirino la domanda di circa 110-120 milioni dii passeggeri l’anno, con un aumento previsto di almeno il 40%.\r\n\r\nLa società, come riporta oggi Il Sole 24 Ore, investirà 3,6 miliardi di euro per far concorrenza alle ferrovie tedesche Deutsche Bahn. «La Germania rappresenta il primo passo verso l’internazionalizzazione dell’azienda - afferma l'ad di Italo, Gianbattista La Rocca -. Abbiamo già costituto la società tedesca; disponiamo della licenza ferroviaria e abbiamo iniziato il percorso per ottenere il certificato di sicurezza. Ma soprattutto abbiamo già determinato e concordato con il costruttore tedesco Siemens il contratto di acquisto e manutenzione dei treni.\r\n\r\n«E' assolutamente necessario che, entro maggio, il gestore tedesco dell’infrastruttura ferroviaria ci dia un quadro chiaro e certo delle tracce orarie e degli spazi nelle stazioni che ci servono per operare. Questo perché dobbiamo firmare il contratto con Siemens entro il prossimo giugno e non è possibile posticipare questa data, pena un allungamento pesante nei tempi di consegna dei treni che renderebbe il progetto non più sostenibile da un punto di vista industriale».\r\n\r\nI treni saranno 26 inizialmente, ma c’è già un’opzione per ulteriori 14. Un investimento da 1,2 miliardi a cui se ne aggiungono 2,4 per la manutenzione trentennale e le attività legate a formazione del personale, servizi IT e molto altro.\r\n\r\nL’Italo tedesco collegherà 18 città su 1300 chilometri di rete per un totale di 50 collegamenti al giorno lungo due direttrici principali: Monaco di Baviera-Colonia-Dortmund e Monaco di Baviera-Berlino-Amburgo. Un investimento che porterà benefici all'intero sistema economico tedesco grazie alla creazione di circa 2500 posti di lavoro (tra occupazione diretta e indiretta) ed all’impiego di oltre 5.000 lavoratori del comparto coinvolti nella realizzazione dei treni.\r\n\r\nA questo si aggiungono i costi del pedaggio: Italo verserà infatti ogni anno 250 milioni di euro per accedere alla rete, soldi che contribuiranno all’ammodernamento infrastrutturale già in atto della rete tedesca.\r\n\r\n«Oggi il mercato tedesco assomiglia molto a quello italiano prima dell’introduzione della concorrenza. - ha dichiarato Luca Cordero di Montezemolo, presidente e socio fondatore di Italo al Frankfurter Allgemeine Zeitung -. Siamo quindi fiduciosi di poter contribuire in modo significativo al miglioramento del servizio ferroviario. L'Italia è l'unico mercato europeo con un operatore ferroviario ad alta velocità interamente privato. Italo è diventato il punto di riferimento europeo in questo ambito e l'Unione europea ha indicato il nostro modello come riferimento per altri paesi, come la Spagna o la Francia.\r\n\r\n«In Italia la situazione è migliorata notevolmente una volta istituita l’autorità di regolamentazione ferroviaria. E abbiamo imparato molto dagli errori commessi nei primi anni. Quello che portiamo in Germania è proprio questa esperienza: come costruire un’attività sostenibile fin dal primo giorno».","post_title":"Italo muove sulla Germania: nel 2028 i primi collegamenti AV in concorrenza con Db","post_date":"2026-04-29T11:34:29+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1777462469000]}]}}