14 ottobre 2020 10:30
Riapertura, Rilancio, Reinventare. La strategia del Marocco fa perno su queste tre “R” per reinventare la destinazione. Aziz Mnii, direttore dell’Ente nazionale per il turismo nel nostro Paese spiega come sia stato messo a punto “un insieme di programmi a breve e lungo termine per rendere la destinazione più fruibile al momento della ripartenza: una piattaforma che fornisce tutte le notizie riguardo all’accessibilità del Marocco, il rilancio di un turismo di qualità fondato su quello sostenibile e rurale e la rimodulazione delle proposte, con itinerari più brevi e inediti programmabili anche con un’offerta last minute, ora che è stata prolungata a 72 ore la durata della validità del test Pcr da presentare all’ingresso del paese. Con la partecipazione al Ttg Travel Experience potremo finalmente incontrare de visu i nostri interlocutori e proporre un’offerta turistica rinnovata e migliorata. Il Marocco infatti con il suo contesto naturale di grandi spazi desertici, balneari e montani e con rigide misure sanitarie, si presta ad itinerari innovativi e soluzioni alternative realizzabili seguendo tutte le norme di sicurezza e distanziamento sociale.
Dal 1° ottobre per entrare in Marocco i test sierologici non sono più necessari; i passeggeri dovranno presentare solo un test Pcr negativo fatto non più di 72 ore prima dell’ingresso nel paese. Per quanto riguarda gli spostamenti tra Italia e Marocco, rimangono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. “Non appena verranno riviste le disposizioni del decreto ministeriale del governo italiano in merito ai viaggi, l’Ente è pronto a ripartire con eductour, workshop e roadshow focalizzati sulle nuove modalità di viaggiare, itinerari inediti, percorsi sostenibili con particolare attenzione alle misure di igiene e sicurezza”.
Il turismo in Marocco rappresenta il 7,5% del Pil con un fatturato generato di 5,3 miliardi di euro e con oltre 500.000 posti di lavoro diretti.
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«Un passo in avanti, che tuttavia non è sufficiente per realizzare l’intero piano industriale di Sncf Voyages Italia»: è la posizione ufficiale dell'operatore ferroviario francese all'indomani della decisione favorevole dell'Agcm sul futuro ingresso di Sncf nei collegamenti Alta Velocità in Italia.
I francesi sottolineano infatti che il loro progetto «prevede un totale di 13 a/r quotidiani (9 da Torino a Napoli e 4 da Torino a Venezia). Senza questo livello minimo di attività, la società non dispone delle condizioni necessarie per giustificare l’investimento e mantenere le operazioni.
«Sarà quindi fondamentale che il gestore garantisca l’attuazione tempestiva degli impegni aggiuntivi, rivedendo l’evoluzione dei criteri di allocazione della capacità, in modo da assicurare a breve termine a Sncf Voyages Italia l’accesso agli slot ferroviari supplementari richiesti. Inoltre, l’altra condizione indispensabile per l’introduzione della nuova offerta è la certezza di poter accedere agli impianti di manutenzione in Italia e di ottenere l’omologazione dei treni, ambiti nei quali è auspicabile che il sistema nel suo complesso fornisca supporto».
Il progetto
Il piano prevede che Sncf Voyages Italia inserisca sul mercato italiano 15 treni AV di nuova generazione in grado di accogliere un numero maggiore di viaggiatori, offrendo al tempo stesso il «massimo comfort, prezzi competitivi e un’esperienza di viaggio sostenibile, assicurando l’accesso all’Alta Velocità a oltre 10 milioni di passeggeri all’anno in Italia».
La società sottolinea inoltre come, a livello economico, secondo uno studio presentato insieme all’Università Bocconi e realizzato dal centro di ricerca Green, il progetto di Sncf Voyages Italia è destinato a generare ricadute significative per la collettività italiana, stimate in oltre 480 milioni di euro l’anno, tra crescita del Pil, nuove entrate fiscali e oltre 4.000 nuovi posti di lavoro, diretti e indiretti, generando anche risparmi di tempo e una riduzione dei costi medi dei biglietti.
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[post_content] => «Siamo qui per restare». Non ha dubbi Dang Minh Tung, direttore generale Vietnam Airlines Italia. La compagnia aerea consolida il proprio impegno nel mercato italiano e nel primo anno di operatività, sulla rotta Milano Hanoi, il bilancio parla di risultati particolarmente positivi.
Dal lancio del collegamento diretto, avvenuto il 1° luglio 2025, la compagnia ha registrato performance superiori alle previsioni, con un load factor che durante l’alta stagione ha superato il 95%. Nel corso del 2025, ha operato 142 voli da e per Milano, trasportando oltre 30.000 passeggeri. Il volo dallo scalo di Malpensa si effettua tre volte la settimana, con partenza martedì, venerdì e sabato.
Ora, si punta a una crescita ulteriore:«Per il 2026, sono previsti quasi 290 voli da e per Milano, con l’obiettivo di superare i 70.000 passeggeri trasportati. La rotta Milano-Hanoi si conferma così un asse strategico per il traffico leisure e business, con una domanda in costante aumento sia da parte dei viaggiatori italiani diretti in Vietnam, sia dei passeggeri vietnamiti in viaggio verso l’Europa. L’impegno di Vietnam Airlines sul mercato italiano è a lungo termine e, se ve ne sarà l’opportunità, siamo pronti a considerare ulteriori investimenti e strategie di crescita per rafforzare la nostra presenza» ha sottolineato il direttore generale del vettore.
L'Italia si inserisce nella più ampia strategia europea di Vietnam Airlines, che collega già Londra Heathrow, Parigi, Francoforte e Monaco. A luglio 2025 sono partiti i voli da Milano e Copenhagen, mentre a giugno è previsto l'avvio dei collegamenti con Amsterdam Schiphol. Rimane attivo anche il volo diretto da Mosca. Attraverso i partner SkyTeam - Air France, Klm e Sas - i passeggeri raggiungono facilmente il resto d'Europa, su rotte che registrano un traffico crescente sia turistico sia business.
Lo scorso anno la compagnia ha inaugurato 14 nuove rotte mondiali, un record nella sua storia e punta in Europa a rafforzare la sua presenza nei principali centri economici e commerciali.
Sull'attuale situazione in Medio Oriente ed eventuali problemi per la compagnia, il direttore spiega: «Poiché operiamo voli in Asia, semplicemente cambiamo la rotta quando voliamo e no, non ha comportato un aumento di tempo. Questo significa che continuiamo a operare e inoltre supportiamo anche i passeggeri che non riescono a volare con altre compagnie aeree».
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Rhc Group riapre le sue strutture in tutta Italia, che si affiancano alla presenza continuativa nella capitale con Palazzo Montemartini. Il calendario segna l’inizio della stagione 2026, che prende ufficialmente il via con Paradiso Relais, che apre il 15 marzo fino al 18 novembre 2026. Immerso nella quiete della Costiera Amalfitana, a Vietri sul Mare, il boutique hotel rappresenta un rifugio per chi desidera vivere un’esperienza intima e panoramica.
Le altre riaperture
Segue la riapertura de La Plage Resort Taormina, pronto ad accogliere gli ospiti dal 1° aprile al 1° novembre 2026, realtà unica nel suo genere situata sulla spiaggia direttamente all’interno della riserva naturale dell’Isola Bella.
Il 3 aprile 2026 riapre poi l’hotel Raito, operativo fino al 1° novembre 2026, storico hotel panoramico situato a Vietri sul Mare, porta d’ingresso della Costiera Amalfitana.
Accanto alle destinazioni stagionali, Rhc Group continua a valorizzare la propria presenza nella capitale con Palazzo Montemartini Rome, punto di riferimento dell’ospitalità del gruppo a Roma e aperto tutto l’anno.
Le riaperture confermano la strategia di Rhc Group orientata alla valorizzazione delle destinazioni iconiche italiane attraverso un’offerta che combina tradizione locale, sostenibilità e standard di ospitalità contemporanei. Costiera Amalfitana e Taormina si confermano infatti tra le mete più amate dai viaggiatori provenienti da Europa, Stati Uniti e Asia.
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[post_content] => La campagna di promozione turistica di Bayreuth per il 2026 è fondata su tre W: la prima indica “Wagner” e la cultura musicale, la seconda è “Wilhelmine”, che ebbe la capacità di trasformare una cittadina di provincia in una capitale europea, quindi la W di “Wurst e Weissbier”, simboli della tradizione gastronomica locale.
Quest’anno Bayreuth celebra il 150° anniversario del Festival Musicale creato da Richard Wagner nel 1876. L’evento impatta in modo significativo sull’offerta turistica della città, che ha in serbo tante sorprese per il suo visitatore. Bayreuth, 75.000 abitanti di cui 13.000 studenti, ha un ampio respiro culturale, ma è a misura d’uomo. Kilian von Chamier, tm Bayreuth, inizia la sua presentazione proprio da Richard Wagner e dal suo festival: «Il Festival di Bayreuth è uno degli eventi più influenti della storia del teatro musicale internazionale ed è interessante scoprire come è iniziato tutto. Bisogna seguire Wagner quando, alla fine del 1849, dovette lasciare Dresda per le sue idee radicali e si rifugiò in Svizzera con la moglie Cosima. A Zurigo e, poi, a Lucerna iniziò a comporre la tetralogia de L’anello del nibelungo. Pensò anche a dove eseguirla: Wagner non cercava un semplice teatro, ma un luogo adatto a realizzare la sua visione artistica. Non voleva semplicemente mettere in scena l'opera, voleva creare un'esperienza totale. Cosima capitò per caso a Bayreuth e vide una città ricca di cultura, che aveva un'importante traduzione culturale e teatrale anche grazie a Wilhelmine, la figlia di Federico Guglielmo I che, nata nel 1709, sposò il principe ereditario Federico di Bayreuth e plasmò la città secondo la sua visione personale, facendone un centro culturale barocco internazionale.
Wilhelmine risvegliò la predisposizione della città realizzando palazzi, giardini, castelli, musei e teatri e ideò la costruzione dell’Opera dei Margravi, il più grande teatro di corte del XIX secolo. Fu proprio la presenza del fastoso teatro, patrimonio Unesco dal 2012, a mostrare a Wagner che Bayreuth era il posto giusto per realizzare il proprio Festival. Ma il teatro doveva avere delle precise caratteristiche: venne costruito su una collina, in legno e senza decorazioni, e la musica era protagonista. Era una perfetta cassa armonica dall’acustica eccezionale. Wagner l’aveva pensato provvisorio, invece il Festspielhaus di Bayreuth è ancora in uso e l’esperienza di ascolto è unica, sembra di essere nel cuore di uno strumento musicale. Queste caratteristiche vengono preservate grazie a delle regole precise: il Festival si tiene solo in estate e non c’è il riscaldamento, che potrebbe alterare il legno.
Quest’anno il Festival di Bayreuth si aprirà sabato 25 luglio con l’esecuzione della IX Sinfonia di Beethoven - l’opera che lo stesso Wagner diresse nel 1872 per celebrare la posa della prima pietra - quindi il 26 luglio, per la prima volta nella storia, si potrà ascoltare il Rienzi oltre alle 10 principali opere del compositore. Le esecuzioni musicali proseguiranno fino al 26 agosto. In questo 2026 le 6 settimane del festival si ampliano in un anno di celebrazioni: concerti, conferenze, performance e workshop. Bayreuth si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto; dalla verde collina dove si trova il teatro prenderà il via il Richard Wagner Street Festival, un percorso di musica, arte e cultura che arriverà fino in centro città e proprio per questo il New York Times ha inserito Bayreuth nei “52 places to go” per il 2026.
Quest’anno ricorrono anche i 50 anni del Museo di Wagner: allestito all’interno di Villa Wahnfried, già residenza della famiglia Wagner e ultima dimora del compositore e della moglie Cosima, che sono qui sepolti. L'edificio è un centro di ricerca internazionale: ospita l'archivio nazionale della Fondazione Richard Wagner, la più grande collezione al mondo di manoscritti, partiture e lettere dell’artista. Anche la villa diventerà un palcoscenico per esperienze musicali di altissimo livello, offrendo l'occasione di ascoltare la musica proprio dove Wagner la scrisse. Il museo è collegato alla Festspielhaus dalla Walk of Wagner: un percorso scandito da 20 sculture dorate realizzate dall'artista Ottman Hörl. La storia della presenza di Wagner collega i luoghi più importanti del centro storico di una destinazione dove si intrecciano storia, arte e cultura. L’ultima W è proprio quella legata al cibo e alla birra. - conclude von Chamier - Bayreuth è nell’Alta Franconia, una regione dove si trovano più di 200 birrifici che producono 2.000 tipi diversi di birra; per questo la cultura della birra riveste un'importanza fondamentale, dal punto di vista commerciale, ma anche storico e sociale».
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => La linea Active di Kel 12 si presta perfettamente a un ponte lungo di primavera. Due gli esempi di itinerari proposti, uno in Marocco e uno in Italia, costruiti per viaggiare con consapevolezza e un ritmo che facilita l’incontro con paesaggi e culture locali.
La linea Active di Kel 12 promuove un turismo consapevole e si affida a professionisti che ne rendono possibile la qualità: guide ambientali escursionistiche, accompagnatori turistici e specialisti di mountain biking, spesso anche ideatori dei percorsi. Accompagnano i viaggiatori in esperienze autentiche e sostenibili, dove l’attività outdoor si integra con la componente culturale degli itinerari Kel 12 e le sistemazioni offrono un contatto più diretto con i territori e con le persone che li abitano.
Il Marocco in bici
L’itinerario parte nel cuore di Marrakech, a pochi passi da Jemaa el-Fnaa, con un briefing di introduzione al tour e cena nella medina, per entrare in città senza viverla di corsa. Il giorno successivo si lascia Marrakech in van e si sale tra tornanti e villaggi fino al passo del Tizi n’Tichka, dove inizia la pedalata: strade isolate e una lunga discesa verso Telouet, nella valle del Grande Atlante. Qui sono previste la visita della kasbah, residenza del pascià El Glaoui, e delle miniere di sale nei dintorni; si prosegue poi fino ad Aït Ben Haddou per la visita della kasbah, resa nota anche da famosi set cinematografici. La giornata alterna van e bici (60 km in bicicletta, difficoltà bassa), mantenendo continuità senza forzare il ritmo.
La rotta continua verso Ouarzazate, tra la valle del Drâa e quella del Dadès, avvicinando il viaggio a scenari più aridi e al margine del Sahara. Si entra nella valle del Dadès passando da El-Kelaà M’Gounai; poi si risale la valle di M’Goun, “valle delle rose”, fino a Bou Thrarar. Da qui riprende la pedalata in discesa lungo la valle, con rientro a El-Kelaà M’Gouna e arrivo alle gole del Dadès: una tappa pensata per rendere evidente il passaggio tra aree abitate e paesaggi scolpiti dalla roccia.
Il tratto che definisce maggiormente il carattere Active del viaggio in Marocco è la traversata tra le gole: dalle gole del Dadès si percorre una pista sterrata in un ambiente isolato, abitato da nomadi, e si raggiungono le gole del Todra lungo un’antica via di collegamento utilizzata in passato dai berberi, indicata come percorso “da gola a gola”. La parte finale porta verso il Jbel Saghro nell’Anti Atlante, attraversa Alnif e Tazarine e rientra in direzione della valle del Drâa; ad Alnif è prevista la possibilità di visitare un’antica kasbah con sotterranei e palme, prima della notte a N’kob in riad. Il rientro a Marrakech avviene in van attraversando la “montagna rossa” del Saghro fino alla valle del Drâa, con visita ad Agdez e alla kasbah di Tamnougalt.
Trekking a Capraia
L’arcipelago toscano si trova tra Mar Tirreno e Mar Ligure e riunisce isole dai paesaggi diversi; Capraia viene descritta come la più selvaggia, anche perché le strade asfaltate si limitano a poche centinaia di metri. Dopo l’arrivo in traghetto da Livorno, si percorre il “sentiero perduto dello Zenobito”, indicato come una delle vie più antiche e già riportata in una cartina del 1843, fino alla Torre dello Zenobito. Da qui si sale alla vetta del monte Arpagna, dove si trova il semaforo marittimo dismesso e si apre la vista sul canale di Corsica. Il rientro attraversa la macchia mediterranea sul versante sud-ovest fino al paese, con possibilità di bagno a Cala del Ceppo. La cena è prevista in un ristorante di pesce, in continuità con l’idea di soggiorno legato al luogo. Il programma si completa con un secondo trekking sul monte Penne e sul monte Castello, includendo il passaggio all’ex carcere, pranzo al sacco allo Stagnone e rientro in traghetto nel secondo pomeriggio. In questo itinerario la componente gastronomica fa parte del racconto del territorio.
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Tra i momenti più attesi della riapertura, il ritorno nelle sale de La Rei Natura, il ristorante gourmet del Resort, insignito a fine 2025 della terza Stella Michelin.
Insieme al ristorante gourmet, il Bistrot Sunsì, guidato dallo chef Alessandro Capalbo, torna ad accogliere gli ospiti con la sua proposta conviviale e territoriale, ideale in ogni momento della giornata, dal pranzo panoramico alla cena con vista sulle colline.
Protagonista della stagione è anche La Sovrana SPA, con trattamenti esclusivi e percorsi benessere pensati per armonizzarsi con i ritmi della natura.
Per celebrare l’inizio stagione, il Resort propone la Promozione Riapertura 2026, con vantaggi esclusivi per i primi soggiorni primaverili, e una speciale Pasqua 2026 nelle Langhe, che unisce percorsi wellness, esperienze gourmet e momenti dedicati alla scoperta del territorio.
L’arte si conferma elemento distintivo dell’identità del Resort, che consolida la propria natura di spazio capace di mettere in dialogo paesaggio, architettura e creatività.
In questo contesto assume un significato ancora più rilevante la proclamazione di Alba Capitale italiana dell'Arte contemporanea 2027, riconoscimento che rafforza la vocazione culturale delle Langhe.
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[post_content] => Tecnologia invisibile ed emozioni indimenticabili: la strategia di Civitatis vincere la sfida del 2026 è ben definita. A raccontarla è la chief b2b sales officer Verónica de Íscar.
«Il bilancio del 2025 nel nostro mercato è stato eccezionale. Abbiamo rafforzato la posizione di leadership, non solo in termini di volume, ma anche di fiducia del settore. Per il 2026, il nostro obiettivo è alzare la posta in gioco: gli investimenti si concentreranno su due fronti. Da un lato, la resilienza tecnologica, ottimizzando le nostre application programming interface affinché l’agente di viaggio riceva risposte in pochi millisecondi. Dall’altro, una pianificazione strategica dell’inventario nelle nostre “Top 50” destinazioni, assicurando che, anche nei picchi di domanda, i nostri partner abbiano sempre disponibilità e qualità garantite».
Focus sulle esperienze
Il prodotto di punta di Civitatis rimane l’esperienza curata nei minimi dettagli, «ma con una virata decisa verso l’esclusività - aggiunge la manager -. I tour privati hanno smesso di essere una nicchia per diventare una proposta generalizzata. Il viaggiatore attuale cerca opzioni di prevendita e accessi differenziati. La grande novità non è solo cosa vendiamo, ma come. Stiamo dando impulso a prodotti che permettano alle agenzie di offrire qualcosa di non generico. Non si tratta di “riempire le ore” in una destinazione, ma di diversificare il catalogo con esperienze che il cliente non possa trovare su qualsiasi altra piattaforma di self-service».
Le agenzie che vogliono distinguersi devono, secondo de Íscar, puntare su tre pilastri. «Innanzitutto su immediatezza e resilienza tecnologica: se l’agenzia è rapida, il cliente si fida. Inoltre, sull’efficienza nelle destinazioni “Top 50”: la quantità non basta più. Lavoriamo su una qualità strategica per assicurare disponibilità nei luoghi più richiesti quando nessun altro ne ha. Infine, spazio a diversificazione ed esclusività: il viaggiatore cerca l’irripetibile. Offrire tour privati e prodotti esclusivi eleva il valore aggiunto dell’agenzia e la differenzia dalla concorrenza».
Per comunicare con il trade, bisogna cambiare mentalità: «Non siamo venditori di attività, siamo il motore che crea #PerfectMemories. A un’agenzia diciamo: non vendere al tuo cliente un biglietto per il Colosseo. Digli: «Ti sto prenotando il ricordo della tua vita». In Civitatis non organizziamo esperienze, le curiamo con amore. Invitiamo gli agenti a usare il nostro marchio di qualità come una garanzia di felicità. Quando un operatore sceglie di lavorare con noi, sceglie una struttura solida che lavora nell’ombra affinché siano loro a brillare davanti al cliente».
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[post_content] => EasyJet amplia il network estivo da Milano Malpensa che, dal prossimo 23 giugno, sarà collegata con Berlino. Il nuovo volo - già prenotabile - sarà operativo fino a fine ottobre 2026 con fino a 6 frequenze settimanali, dal lunedì al venerdì e la domenica.
Durante il picco estivo, invece, la programmazione prevede 3 voli settimanali, operativi il martedì, venerdì e domenica, garantendo la massima flessibilità per soggiorni brevi e per integrare Berlino in itinerari di viaggio più ampi, ideali per chi desidera combinare più destinazioni europee in un’unica vacanza.
Con l'avvio della nuova rotta da Milano, salgono a quattro i collegamenti di easyJet tra Malpensa e la Germania, affiancando Berlino alle destinazioni già servite di Düsseldorf, Monaco e Amburgo. L’offerta è ulteriormente completata dai voli operati da Milano Linate verso Francoforte e Berlino, a conferma del continuo rafforzamento del network tra Italia e Germania.
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[post_content] => Sporting Vacanze interviene in merito alla policy seguita nella gestione delle pratiche in sinergia con le agenzie di viaggio.
In un messaggio indirizzato alle adv partner, il t.o.evidenzia come nelle ultime ore l’evoluzione della situazione geopolitica nell’area mediorientale abbia «generato un contesto operativo estremamente complesso, caratterizzato da aggiornamenti continui da parte di vettori aerei, autorità aeronautiche e partner locali. Le compagnie stanno infatti modificando quotidianamente rotte, operatività e policy di assistenza ai passeggeri in funzione delle chiusure o delle riaperture degli spazi aerei interessati. In questo scenario, la definizione di procedure stabili e definitive risulta inevitabilmente articolata, poiché ogni decisione deve tenere conto di informazioni che cambiano anche nell’arco della stessa giornata. Proprio per questo motivo abbiamo ritenuto necessario strutturare una policy operativa chiara e trasparente, che possa fornire alle nostre agenzie partner un quadro di riferimento affidabile per la gestione delle pratiche in un momento così delicato. Tutto il team Sporting Vacanze è pienamente operativo e sta lavorando senza sosta per monitorare l’evoluzione della situazione, dialogare costantemente con vettori e partner internazionali e individuare le migliori soluzioni possibili per ridurre al minimo l’impatto su agenzie e clienti. Con questo spirito condividiamo le procedure in vigore».
L'operativo sulle Maldive
Inoltre, al momento i« voli diretti dall’Italia verso le Maldive risultano operativi, salvo diversa comunicazione delle compagnie Le policy dei vettori sono in continuo aggiornamento Sporting Vacanze monitora quotidianamente l’evoluzione della situazione».
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«Il turismo - prosegue la nota - è storicamente uno dei settori più esposti agli eventi internazionali e, come sappiamo bene, è spesso tra i primi a subire le conseguenze di situazioni di instabilità globale. Proprio per questo motivo, negli anni il nostro comparto ha sviluppato una straordinaria capacità di adattamento, resilienza e collaborazione. Anche questa volta affronteremo il momento con lucidità, responsabilità e spirito di squadra. Sporting Vacanze continuerà a lavorare con la massima attenzione per tutelare i viaggiatori, supportare la rete distributiva e garantire decisioni equilibrate che tengano conto sia delle esigenze operative sia della sostenibilità del sistema. Siamo certi che, grazie alla professionalità che da sempre contraddistingue il nostro settore, sapremo superare anche questa fase con la stessa determinazione che ci ha sempre permesso di andare avanti, anche nei momenti più complessi. Non ci abbassiamo. Continuiamo a fare il nostro lavoro con serietà, passione e competenza».
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