21 giugno 2021 09:45
Turchia fiduciosa nella ripresa, a cominciare dalla regione della Cappadocia che a maggio 2021 ha accolto oltre 60.000 viaggiatori nei 17 siti turistici della zona.
Secondo le autorità della provincia centrale di Nevşehir, con 17.774 visitatori, il museo all’aperto di Göreme è stato il luogo più visitato della Cappadocia seguito da quello di Zelve (17.477) e dalla città sotterranea di Kaymaklı (11.571). La Cappadocia, famosa per le mongolfiere e i suoi paesaggi rupestri, è stata inserita nel 1985 nella lista del Patrimonio Culturale Mondiale dell’Unesco.
Mustafa Durmaz, capo della cooperativa per lo sviluppo turistico di Göreme, ha dichiarato all’agenzia Anadolu che “il tasso di occupazione delle strutture ricettive nella regione ha raggiunto il 30%; c’è un aumento relativo a giugno rispetto allo scorso anno. Prevediamo che il numero di turisti in arrivo quest’anno aumenterà del 50% rispetto al 2020“. Secondo Talip Aldemir, presidente del consiglio di rappresentanza regionale della Cappadocia dell’Associazione delle agenzie di viaggio turche (Tursab) ha aggiunto che con l’aumento dell’attività turistica durante il processo di normalizzazione controllata, le prenotazioni nazionali e internazionali hanno iniziato ad aumentare.
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[post_content] => Partiamo dalla fine: Luca Battifora, managing director di Naar Bespoke Travel, al termine della mattinata di incontri organizzata per festeggiare i 30 anni di attività del t.o., ringrazia il ceo e founder Frederic Naar per aver negli anni dimostrato di essere «una brava persona». Un ringraziamento diverso, fuori dal coro, che dà lo spunto per analizzare l’attività imprenditoriale dell’operatore da una diversa angolazione.
Prende così forma l’analisi di 30 anni di cambiamenti epocali che hanno interessato il turismo e non solo, resi più stringenti dalla velocità e dall’irreversibilità dei processi che hanno coinvolto i diversi ambiti del viaggio. Tren’anni carichi di promesse e di scommesse per «rimettersi in viaggio nei prossimi 30».
Generazioni a confronto
Frederic Naar voleva fare l’astrofisico. «Non sei tagliato per un ruolo da imprenditore, sei troppo buono» aveva sentenziato il padre, in un’epoca in cui fare turismo era sinonimo di competizione e aggressività. La storia ha deciso diversamente e nel 1995 comincia un’avventura imprenditoriale che ha saputo superare tante criticità. «Da allora, il mercato ha mantenuto i medesimi attori della filiera, che si sono però trasformati. Tutto è cambiato – commenta il manager – ma in verità nulla è cambiato».
Internet e IA sono strumenti nuovi che consentono di interpretare i bisogni di sempre legati al viaggio. Per questo, Naar profetizza un futuro in cui «Cambierà tutto e nulla. L’impulso dell’IA avrà un impatto notevolmente maggiore rispetto a quello di internet. Ma il contatto umano resterà determinante. L’intelligenza artificiale permetterà di offrire un servizio sempre migliore, il potenziamento della tecnologia aiuterà a migliorare tante attività, ma il valore del capitale umano, della formazione, della squadra fatta di persone resterà intatto».
In questo quadro, la filosofia rigorosamente tailor made seguita da Naar è già di per sé una scelta di campo: «Sono in molti a organizzare anche viaggi su misura. Noi facciamo solo questo. Il core business è unico e rappresenta il nostro punto di forza».
Intanto, Caroline Naar, quarta generazione famigliare a mettere un piede nel turismo, sta studiando con attenzione le dinamiche relative ai mercati stranieri presidiati dal t.o. «Un esperimento unico in Italia, che ci ha portato ad aprire sedi in Francia, Benelux e più di recente in Germania e Svizzera. Tutti mercati dal potenziale elevato, all’interno dei quali i tempi sono maturi per proporre un prodotto su misura, che esca dalle logiche dei grandi colossi del tour operating».
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[post_content] => La parabola ascendente di AJet prende consistenza con un contratto di noleggio a lungo termine per dieci nuovi Boeing 737-8, che andranno a rafforzare la flotta tra il 2026 e il 2027.
Filiale al 100% di Turkish Airlines, AJet - nata nel 2024 dal rebranding di AnadoluJet - potrà contare sui nuovi aeromobili grazie all'accordo tripartito con il locatore (Dubai Aerospace Enterprise) e Turkish Airlines. L'operazione fa parte di un piano di espansione molto ambizioso, con l'obiettivo di raggiungere 200 aeromobili e 44 paesi serviti entro dieci anni.
Secondo Dae, questi velivoli a corridoio singolo “di nuova tecnologia ed economici in termini di consumo di carburante” devono rispondere alle esigenze di crescita di AJet, in un mercato turco in forte espansione, con un aumento del 5,7% dei movimenti aerei nel primo semestre del 2025 secondo il Ministero dei Trasporti della Turchia.
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[post_content] => Una bella storia, cominciata 30 anni fa e pronta a entrare di diritto nei «prossimi 30 anni». A raccontarla il ceo e founder di Naar Bespoke Travel, Frederic Naar, che ha riunito questa mattina staff, partner, agenti di viaggio e stampa per ripercorrere un periodo durante il quale «tutto è cambiato ma i valori chiave sono rimasti gli stessi».
Un momento di confronto e di riflessione sulle sfide che hanno coinvolto e coinvolgeranno il comparto turistico. Perché concetti come sostenibilità, tailor made e formazione non restino solo parole vuote ma siano elementi chiave da sviluppare in ottica umana e imprenditoriale.
«Credo fortemente nello sviluppo internazionale di Naar. Il modello Bespoke, sostenuto dalla nostra tecnologia, può trovare spazio in tutti i mercati in cui operiamo. All’estero partiamo sempre con investimenti calibrati e squadra ridotta, per far conoscere il brand e conquistare la fiducia iniziale delle agenzie. Quando riceviamo i primi riscontri e le prenotazioni crescono, entriamo nella fase successiva di potenziamento: oggi Francia e Belgio, dove siamo partiti rispettivamente con cinque e quattro risorse, contano team di 10 persone. Stiamo percorrendo una strada che nessun tour operator italiano ha mai intrapreso. È un progetto sfidante, ma sono convinto che raggiungeremo gli obiettivi grazie alla nostra squadra, in Italia e all’estero, alle eccellenti partnership con i fornitori costruite in trent’anni e alla nostra tecnologia, su cui continuiamo a investire in modo significativo». Prossime tappe di sviluppo, i mercati Dach, a cominciare da Germania e Svizzera.
In questo piano di crescita esponenziale, Naar fa riferimento al valore aggiunto dell’operatore, «che organizza solo viaggi tailor made. L’obiettivo è quello di diventare dieci volte quel che siamo ora grazie proprio allo sviluppo internazionale».
Il traguardo è ambizioso ma raggiungibile, come sottolinea Caroline Naar, recentemente entrata in azienda. «Umiltà attenzione e tecnologia sono i driver del futuro - aggiunge il manager -. Il fattore umano resterà fondamentale e avrà nella tecnologia un formidabile aiuto nell’accelerazione delle attività».
«Nel 2026 - sottolinea Luca Battifora, managing director - puntiamo a raggiungere i 100 milioni di euro di fatturato, con una quota estera pari al 20%. Nei cinque anni successivi prevediamo una crescita double digit delle divisioni internazionali, fino a raggiungere un equilibrio dei volumi 50/50 tra Italia e Paesi esteri».
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[post_content] => In attesa della Fiera del Cicloturismo, la cui quinta edizione si terrà a Padova dal 27 al 29 marzo 2026, ecco alcune proposte per il cicloturista, con itinerari da percorrere anche in inverno.
Le mete tra cui scegliere sono numerose e adatte a ogni esigenza: la Fiera del Cicloturismo riunisce oltre 100 destinazioni ciclistiche in tutto il mondo, tanto da aver recentemente ottenuto il riconoscimento ufficiale di “evento internazionale”.
Il mercato delle destinazioni cicloturistiche stia vivendo una forte crescita, guidata dall’interesse per un turismo esperienziale. Sono sempre più numerosi gli itinerari tematici che seguono la cultura e tradizione locale, unendo la conoscenza del territorio all’esperienza del viaggio in bici.
Nel 2025, l’Europa ha rappresentato oltre il 43% del mercato globale del cicloturismo, confermandosi una meta attrattiva per cicloturisti di tutto il mondo. L’Italia è al primo posto come destinazione, seguita da Francia e Germania.
Chi sceglie la Sicilia invernale trova percorsi per ogni tipo di ciclista: dalla tranquillità delle strade costiere ai sentieri sterrati dell’entroterra, l’isola offre itinerari per esperti e per chi è alla prima avventura. Ci sono tracciati ideali per la gravel o la mountain bike, ma anche strade perfette per le bici da turismo o le e-bike.
Un esempio è la “Via dei Tramonti”, da Palermo ad Agrigento: un itinerario che segue la costa occidentale attraversando luoghi iconici come Scopello, la Riserva dello Zingaro, e poi giù fino alla Valle dei Templi. Chi vuole proseguire può addentrarsi verso l’interno lungo la Magna Via Francigena, tra colline e paesi in pietra che profumano di legna e pane appena sfornato.
In Portogallo tra le esperienze più affascinanti c’è la Via Algarviana: un percorso escursionistico che si estende per 300 km attraverso l’entroterra. Il tracciato parte da Alcoutim, vicino al fiume Guadiana, e termina a Capo San Vincenzo, a Sagres.
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In Turchia, più precisamente nella zona di Antalya, tra Mediterraneo e montagne, nasce una specie di “triathlon” naturale che non ha bisogno di cronometri né di medaglie: bici da corsa, sci e nuoto.
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Con più giorni a disposizione, le vacanze invernali possono trasformarsi in un suggestivo viaggio in bicicletta nelle Isole Ionie, combinando pedalate e spostamenti in barca tra Corfù, Lefkada, Cefalonia, Itaca (la leggendaria patria di Ulisse) Paxi, nota per i suoi uliveti secolari, e la piccola Meganisi. I percorsi si snodano su terreni vari, alternando strade panoramiche lungo la costa a tratti immersi nell’entroterra verde e rigoglioso, offrendo un’esperienza di viaggio intensa ma rilassata anche nei mesi più freddi.
Andalusia e Catalogna sono mete perfette per le vacanze invernali in bici, grazie al clima mite e ai percorsi adatti a tutti i livelli. La varietà del territorio spagnolo permette di pedalare tra vallate, pianure, coste, altopiani, catene montuose e foreste, con itinerari che soddisfano sia chi ama le tranquille pedalate su strade rurali, sia chi cerca sfide più impegnative tra colline e alte vette.
Gli amanti del cicloturismo non devono perdersi le Vie Verdi (o Greenways), ideali per pedalare su percorsi pianeggianti immersi nella natura: si tratta di oltre 3.500 km di linee ferroviarie dismesse riconvertite in itinerari cicloturistici, che attraversano tutta la Spagna offrendo percorsi ben segnalati e scenari spettacolari.
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L’Italia si conferma meta preferita dei viaggiatori stranieri per trascorrere le festività natalizie. Dalle città d’arte alla montagna, c’è chi si concede anche qualche giorno sulla costa, il nostro Paese richiama visitatori da tutto il mondo.
Secondo le ultime stime Enit risultano già prenotati 4 milioni di turisti aeroportuali stranieri tra dicembre e gennaio, per una spesa pari a 3,5 miliardi di euro (a questi viaggiatori si aggiungeranno poi coloro in arrivo con altri vettori). Numerosi anche gli italiani che già hanno prenotato un volo per spostamenti interni, oltre 400 mila.
Nel dettaglio, a dicembre saranno 2,4 milioni gli arrivi aeroportuali dall’estero, registrando così una crescita pari al 6,1% rispetto al Natale 2024; trend di crescita che proseguirà anche a gennaio 2026 quando si contano già 1,9 milioni di arrivi prenotati negli scali italiani (+4,4% in confronto a gennaio ’25). Risultati che posizionano il nostro Paese davanti a realtà quali Francia e Turchia, seconda solo alla Spagna.
Le città d’arte e le grandi regioni culturali – su tutte Lazio (oltre 1,6 milioni di prenotazioni ota), Lombardia e Veneto (oltre 1 milione) – restano essenziali per i volumi; il Sud guadagna terreno, mostrando segnali di consolidamento, segnatamente con Calabria (+6,7% del tasso di saturazione ota sullo stesso periodo del 2024), Molise (+5,7%) e Basilicata (+4,2%) che guidano la crescita e il riequilibrio dei flussi.
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Tra i principali mercati che scelgono di trascorrere Natale e Capodanno in Italia, svettano Spagna (611 mila arrivi aeroportuali), Regno Unito (circa 585 mila), Francia (328 mila) e Germania (308 mila). Crescono, inoltre, gli arrivi da Polonia, Albania, Romania, Paesi Bassi e Belgio.
Tra le grandi mete prescelte dominano Milano (1,6 milioni di arrivi negli scali cittadini) e Roma (1,2), seguite poi da Venezia (quasi mezzo milione di arrivi), Napoli e Bologna.
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In un contesto in cui la competitività del turismo globale dipende sempre più dalla digitalizzazione, dall’intelligenza artificiale e dalla creazione di esperienze connesse, l’area Travel Technology emerge come una forza trainante della trasformazione del settore a FITUR 2026. Le aziende tecnologiche hanno assunto un ruolo centrale nel miglioramento dell’ottimizzazione dei processi, nel favorire la sostenibilità, nel valorizzare l’esperienza del viaggiatore e nel creare nuovi modelli di business. In sintesi, si conferma come uno dei pilastri fondamentali della fiera internazionale del turismo, FITUR, in programma dal 21 al 25 gennaio.
Travel Technology a FITUR 2026: espansione record e nuova collocazione nel Knowledge Hub
Con oltre 150 aziende già confermate a due mesi dall’apertura, l’area Travel Technology è destinata a registrare una crescita eccezionale del 50% nel 2026. Riunirà così società leader provenienti da più di 20 paesi, tra cui Andorra, Argentina, Austria, Brasile, Cina, Costa Rica, Francia, Germania, Irlanda, Israele, Italia, Paesi Bassi, Perù, Polonia, Portogallo, Spagna, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti e Turchia.
Una delle principali novità di quest’anno sarà il trasferimento di Travel Tech nel nuovo Knowledge Hub, situato nel Padiglione 12. Lo spazio è progettato per connettere innovazione, formazione, tendenze high-tech e business, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di FITUR come hub dell’innovazione, dove convergono soluzioni di IA, automazione, analisi dei dati, distribuzione, marketing digitale, smart mobility ed esperienze immersive.
Travel Technology ospiterà servizi d’avanguardia di aziende leader come Amadeus, Travelgate, Roommatik, Septeo, Juniper Travel Technology, BEONx, Tech Tourism Cluster e Roiback. Business France presenterà inoltre startup innovative, evidenziando il ruolo dell’area nel posizionamento globale delle imprese tecnologiche.
La rilevanza di Travel Technology per l’industria turistica risiede nella sua capacità di rafforzare la competitività delle destinazioni e delle imprese, trasformare l’esperienza del viaggiatore attraverso soluzioni digitali avanzate, migliorare l’efficienza operativa ed energetica e generare nuovi modelli di business basati sui dati. La sua crescita a FITUR 2026 riflette questa evoluzione e consolida la fiera come piattaforma chiave per il dialogo internazionale tra innovazione e turismo, mettendo in connessione aziende tecnologiche con operatori, destinazioni, investitori e l’intera catena del valore del settore turistico.
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[post_content] => E' arrivato lo scorso 1° dicembre nella flotta AirBaltic basata a Riga il 51° Airbus A220-300: si tratta del secondo velivolo di questo tipo consegnato alla compagnia lettone nel 2025. Finora, la flotta di A220-300 del vettore ha trasportato più di 23.162.000 passeggeri, completato quasi 241.000 voli e volato per 530.000 ore di volo.
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[post_content] => "Esserci ora per il domani, pronti a rispondere a quella domanda che sicuramente riprenderà": Gaia Crespi, neo direttrice marketing dell'Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia, entra in punta di piedi al primo appuntamento con stampa e operatori a Milano, al fianco della direttrice Kalanit Goren Perry.
"La recente revoca dello stato di emergenza da parte della Farnesina su tutto il territorio di Israele è una bellissima notizia, accompagnata dalla garanzia di copertura da parte delle assicurazioni - afferma Gaia Crespi -. Certo, oggi il turismo è rallentato, ma non mancano i segnali di ripresa: dal graduale ritorno dei voli, agli standard di sicurezza presso l'aeroporto di Tel Aviv all'operatività delle strutture alberghiere e dei dmc, che sono tornati a proporre itinerari, anche con novità di programmazione".
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"Parchi naturali, nuovi cammini e percorsi diventano molto importanti per il turismo religioso e, soprattutto, l'attesa mostra 'Una voce dal deserto' con l'esposizione - per la prima volta nella storia di Israele - del Grande Rotolo di Isaia nella sua completezza - sottolinea Kalanit Goren Perry -. La mostra sarà visitabile da gennaio e fino a maggio 2026: un'occasione unica per tutti i visitatori e i pellegrini". Dove? Naturalmente a Gerusalemme, nell'iconico Museo di Israele dove sono conservati i Rotoli di Qumran.
Il prossimo appuntamento col trade è fissato in occasione "della Bit 2026 - conclude Gaia Crespi -: il nostro obiettivo è quello di lavorare a tutto campo con il trade, dal segmento religioso a quello leisure, ascoltare le esigenze del mercato e trovare il modo di costruire nuovi viaggi. In programma quindi anche fam trip che, come già nel passato, sono il modo ideale per comprendere al meglio le potenzialità della destinazione".
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[post_content] => Langham Hospitality Group ha lanciato tre strumenti di intelligenza artificiale al servizio di ospiti e team. Il nuovo toolkit di intelligenza artificiale è in fase di implementazione nelle 31 strutture del gruppo in quattro continenti, con i marchi The Langham Hotels and Resorts, Cordis Hotels and Resorts, Eaton Workshop e Ying'nFlo. È progettato per offrire agli ospiti maggiore flessibilità nelle modalità di richiesta informazioni, offrendo al contempo ai team degli hotel un accesso più rapido alle informazioni e agli insight commerciali in tempo reale.
«Un'assistenza personalizzata e intuitiva agli ospiti e un processo decisionale commerciale informato sono sempre stati al centro del nostro modo di operare - ha affermato Bob van den Oord, ceo di Langham Hospitality Group in un intervento riportato da TravelDailyNews -. Questi nuovi strumenti ampliano questo approccio consentendoci di rispondere al cambiamento nel modo in cui le persone accedono alle informazioni, che si tratti di ospiti che pianificano un soggiorno, membri del team in prima linea che affinano le proprie competenze o dirigenti marketing che esplorano le tendenze emergenti del settore dei viaggi».
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L'Experience Agent è un'interfaccia multilingue che consente agli ospiti di porre domande tramite canali testuali, tra cui e-mail, WhatsApp, WeChat e Instagram, pur avendo la possibilità di parlare direttamente con il personale dell'hotel in qualsiasi momento. L'agente risponde in oltre 50 lingue ed è progettato per aiutare gli ospiti ad accedere a informazioni pratiche in modo rapido e pratico.
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Il Knowledge Agent si propone come strumento di supporto interno per i dipendenti, fornendo risposte immediate a domande operative e relative al brand. Dagli standard di gestione e dalle firme del brand alle procedure operative, l'agente funge da riferimento sempre disponibile per ridurre il tempo dedicato alla ricerca di informazioni e supportare una distribuzione più coerente tra i reparti.
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Insight Agent
Insight Agent è uno strumento di analisi in tempo reale progettato per analizzare in modo aggregato i modelli di prenotazione, i segnali di domanda e il comportamento degli ospiti, aiutando i team addetti alle entrate e al marketing a identificare le opportunità con maggiore precisione. Fornendo raccomandazioni concrete su tempistiche, prezzi e pubblico, l'agente supporta offerte più mirate e campagne più mirate. Si prevede che le future iterazioni prevedano variazioni della domanda, suggeriscano pacchetti basati sul comportamento di navigazione, informino i team sulle tendenze di viaggio emergenti e persino creino offerte personalizzate per specifici segmenti di clientela, agendo come partner commerciale proattivo in grado di promuovere sia l'innovazione che il potenziale di fatturato
Hg considera il toolkit di intelligenza artificiale come l'ultimo passo di una lunga serie di innovazioni che risalgono all'apertura della sua struttura di punta, The Langham, Londra, nel 1865. Essendo il primo Grand Hotel d'Europa, fu tra i primi a introdurre l'illuminazione elettrica, gli ascensori idraulici e l'acqua corrente calda e fredda, stabilendo nuovi standard per il soggiorno degli ospiti dell'epoca. Oggi, il gruppo prosegue con questo approccio attraverso tecnologie come il riscaldamento e il raffreddamento intelligenti, soluzioni di check-in intelligenti e sistemi avanzati di gestione immobiliare, e ora anche attraverso strumenti basati sull'intelligenza artificiale a supporto di ospiti, personale e team commerciali.
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È progettato per offrire agli ospiti maggiore flessibilità nelle modalità di richiesta informazioni, offrendo al contempo ai team degli hotel un accesso più rapido alle informazioni e agli insight commerciali in tempo reale.\r\n«Un'assistenza personalizzata e intuitiva agli ospiti e un processo decisionale commerciale informato sono sempre stati al centro del nostro modo di operare - ha affermato Bob van den Oord, ceo di Langham Hospitality Group in un intervento riportato da TravelDailyNews -. Questi nuovi strumenti ampliano questo approccio consentendoci di rispondere al cambiamento nel modo in cui le persone accedono alle informazioni, che si tratti di ospiti che pianificano un soggiorno, membri del team in prima linea che affinano le proprie competenze o dirigenti marketing che esplorano le tendenze emergenti del settore dei viaggi».\r\n\r\nExperience Agent\r\nL'Experience Agent è un'interfaccia multilingue che consente agli ospiti di porre domande tramite canali testuali, tra cui e-mail, WhatsApp, WeChat e Instagram, pur avendo la possibilità di parlare direttamente con il personale dell'hotel in qualsiasi momento. L'agente risponde in oltre 50 lingue ed è progettato per aiutare gli ospiti ad accedere a informazioni pratiche in modo rapido e pratico.\r\nCol tempo, l'Experience Agent sarà in grado di riconoscere le intenzioni, suggerire opzioni di servizio e indirizzare le richieste ai team più adatti. Tra le funzionalità future previste figurano conversazioni vocali e un ruolo più ampio di concierge basato sull'intelligenza artificiale, aiutando gli ospiti a pianificare i loro soggiorni, organizzare i servizi e ricevere aggiornamenti tempestivi prima, durante e dopo il viaggio.\r\n\r\nKnowledge Agent\r\nIl Knowledge Agent si propone come strumento di supporto interno per i dipendenti, fornendo risposte immediate a domande operative e relative al brand. Dagli standard di gestione e dalle firme del brand alle procedure operative, l'agente funge da riferimento sempre disponibile per ridurre il tempo dedicato alla ricerca di informazioni e supportare una distribuzione più coerente tra i reparti.\r\nDurante il suo sviluppo, il Knowledge Agent dovrebbe guidare i team passo dopo passo attraverso le attività, evidenziare gli standard in tempo reale, segnalare le lacune di conformità e fornire indicazioni proattive in base al ruolo, al luogo o all'ora del giorno. 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