8 March 2026

Il Vietnam rivede le norme sui visti per incentivare gli arrivi internazionali

Il Vietnam punta ad abolire l’obbligo di visto turistico per un maggior numero di Paesi oltre a consentire un soggiorno più lungo ai viaggiatori internazionali: l’obiettivo è chiaramente quello di incentivare la ripresa dei flussi turistici, dopo che nel 2022 il Paese ha totalizzato solo 3,6 milioni di arrivi stranieri, pari ad appena il 20% dei livelli del 2019. Ma per il 2023 il governo mira a salire ad almeno 8 milioni di visitatori.

Il Paese del sud-est asiatico sta anche valutando la possibilità di ampliare l’elenco dei Paesi che possono usufruire di visti elettronici, secondo quanto dichiarato il primo ministro Pham Minh Chinh. Ad oggi il Vietnam già esonera dall’obbligo di visto i turisti di 25 Paesi e concede un visto elettronico di un mese per un solo ingresso ai visitatori di 80 Paesi.

Attualmente, solo i turisti provenienti da Cile e Panama sono esentati dal visto per 90 giorni, mentre ai cittadini della maggior parte dei Paesi dell’Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico) è concesso un soggiorno di 30 giorni senza visto turistico.

Secondo i dati del Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo, nel 2019 il comparto del turismo ha rappresentato il 9,2% del Pil del Paese, con un record di 18 milioni di arrivi internazionali e 720 mila miliardi di dong vietnamiti (30,2 miliardi di dollari) di entrate. Tra gennaio e febbraio di quest’anno, il Paese ha guadagnato 3,6 miliardi di dollari di entrate grazie a 1,8 milioni di arrivi stranieri e per l’intero 2023 punta a guadagnare 27,3 miliardi di dollari di entrate, pari al 90,3% dei livelli pre-pandemia.

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