24 June 2026

Expo, la Corea svela il successo del suo padiglione

Corea_ExpoArmonia, fermentazione ed equilibrio. Tre elementi della cucina e della tradizione coreana che il Paese ha voluto portare a Expo, sin dalla realizzazione del padiglione, che prende forma dal “vaso di luna”, l’onggi, antica giara che permette la conservazione e la fermentazione di numerosi cibi.

Un padiglione che, già dalle prime battute della manifestazione, ha destato l’interesse dei visitatori e degli addetti ai lavori che lo hanno fatto balzare in top alle strutture da visitare a Expo. «Attraverso i nostri tre elementi distintivi vogliamo dare il nostro messaggio – spiega il commissario generale vicario Deokyun Jo, Ph.D (nella foto) -: diminuire in una parte di mondo il consumo di cibo, aiuterebbe a sfamarne un’altra. Ad oggi infatti, un terzo del cibo finisce nei rifiuti senza neanche essere toccato». All’interno del padiglione coreano vengono illustrati i metodi di conservazione che permettono di preservare una ricca varietà di alimenti, riducendone il consumo e, grazie ai processi di fermentazione, avvicinandosi a una dieta più sana.
Non a caso il claim voluto dalla Corea per l’esibizione è “siamo quello che mangiamo”.
«La cucina coreana può dirsi veramente slow food – osserva il vice commissario -, proprio perché segue fedelmente le antiche tradizioni ma, proprio queste, sono la base con la quale la nostra società ha potuto svilupparsi». Non manca poi un giudizio positivo sulla kermesse milanese. «I dati in nostro possesso segnalano ogni girono l’arrivo di una media di 70mila visitatori in Expo – rileva Deokhyun Jo -, nel nostro padiglione ne passano circa 13mila, per noi Expo Milano è un’esperienza più che positiva».

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