27 March 2026

Estate a Tokyo, dove farsi sorprendere dalla freschezza del dolce kakigori

La calda estate del Giappone include una tradizione di dolci estivi pensati proprio per rinfrescare corpo e spirito: mizumanjū, mizu-yōkan, kuzukiri. Tra tutti, il più amato resta il kakigori, ghiaccio finemente rasato, condito con sciroppi, anko, frutta e altri ingredienti.

A Tokyo, in particolare, il kakigori si è evoluto fino a diventare un piatto di alta cucina. Tecnica, estetica e creatività si fondono in versioni che celebrano l’artigianalità giapponese e la sensibilità stagionale. 

Qui sono davvero numerose le opportunità per sperimentare questa specialità: alla Joël Robuchon di Ginza, il kakigori raggiunge l’apice della raffinatezza, con mango maturo e a panna montata che si fondono in un equilibrio sorprendente, frutto di numerose prove tecniche. 

La storica Funabashiya, fondata oltre due secoli fa e celebre per i suoi kuzumochi, oggi propone anche un kakigori che reinterpreta in chiave moderna l’eredità dolciaria dell’epoca Edo. 

Da Hotel New Otani Tokyo, l’attenzione è sul ghiaccio stesso, che è quello naturale di Nikko, realizzato lentamente in inverno con acqua pura.

Yamamotoyama Fujie Sabo, maison storica di tè e alghe con sede a Nihombashi, sorprende con una proposta audace: matcha abbinato a uno sciroppo all’alga nori.

“La regina del kakigori” Asako Harada – che ne degusta circa 1800 l’anno – ha curato un’offerta per Zen House ristorante ispirato alla natura. 

tokyoAll’Hyatt Centric Ginza Tokyo, la burrata è l’ingrediente protagonista, si accompagna ad anko di Sorairo, granita al matcha, fagioli dolci e palline di riso. U 

Da Kabō Melon to Roman, a Kagurazaka, nasce una “non‑kakigori”: si usa polpa di melone congelata, rasata direttamente e servita nella buccia del frutto. Una proposta che rompe con la tradizione e definisce un nuovo modo di gustare la frutta.

Infine, anche Armani / Caffè Omotesando entra in scena, con un kakigori realizzato senza acqua, con latte, fragole fresche e latte condensato. 

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Per la prima volta la finanza istituzionale entra nel comparto anche sul fronte degli asset real estate, riconoscendone la maturità industriale. Per Club del Sole rappresenta una tappa naturale del percorso intrapreso negli ultimi anni e, allo stesso tempo, un precedente virtuoso per l’intero settore. Desidero inoltre ringraziare i partner e i consulenti che ci hanno affiancato in questo percorso, contribuendo in modo determinante alla realizzazione dell’operazione». Il coinvolgimento di advisor finanziari e legali di primario standing, insieme alla natura istituzionale dell’investitore, contribuisce a rafforzare la credibilità del turismo open air agli occhi della finanza.\r\n«Da quasi 15 anni crediamo nel potenziale del settore dell’ospitalità e, in particolare, dell’ospitalità outdoor, che sviluppiamo attivamente dal 2018. Si tratta di una asset class fondata su destinazioni concrete, profondamente radicate nei territori e ricche di identità. 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