14 January 2026

Croazia in allungo sull’estate, dopo una Pasqua oltre le aspettative

Croazia in accelerata: il bilancio delle festività pasquali si è rivelato estremamente positivo per la destinazione, con la maggior parte dei turisti provenienti da Germania, Slovenia, Italia e Austria, oltre a quelli domestici.

“Abbiamo registrato anche più di 140.000 pernottamenti il sabato, che è il maggior numero finora in questa parte dell’anno turistico – ha sottolineato Kristjan Staničić, direttore dell’Ente croato per il turismo, ripreso da Dnevnik HRT -. La maggior parte degli ospiti proveniva da Germania, Slovenia, Italia e Austria oltre che dalla stessa Croazia. Dobbiamo essere soddisfatti perché abbiamo superato di molte volte le cifre di Pasqua dell’anno scorso”.

E le prospettive per i mesi a venire sono decisamente positive: “Siamo sopra il 90% di realizzazione del traffico turistico, il nostro obiettivo di quest’anno. Ora siamo al 96%. Attualmente registriamo oltre 120.000 turisti in Croazia, e spero che avremo un buon maggio e giugno ed entreremo nel picco estivo partendo da una buona base”.

Staničić ha ribadito che verranno “intensificate l’attività promozionale e le campagne di marketing. Il ministro Brnjac ed io siamo convinti che abbiamo una posizione eccellente sul mercato ceco, il che vale anche per l’Austria e la Germania. Faremo un ulteriore passo avanti puntando sugli Stati Uniti”.

Condividi



Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( [0] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 504909 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Sempre più spesso, il viaggio nasce così, prima ancora della partenza. E c’è un turismo che prende forma davanti a uno schermo. Si scrive set-jetting, si legge cineturismo: non più tendenza emergente, ma fenomeno strutturale capace di orientare immaginari, desideri e scelte di viaggio. Film, serie TV e piattaforme non si limitano a raccontare luoghi: li rendono riconoscibili, desiderabili, memorabili, trasformandoli in destinazioni. Il cineturismo intercetta un cambiamento profondo nei comportamenti dei viaggiatori, che cercano esperienze capaci di farli “entrare” nelle storie viste sullo schermo. Non solo visitare un luogo, ma viverne l’atmosfera, riconoscerne i paesaggi, camminare dentro un racconto già familiare. Un processo emozionale, sì, ma che ha effetti sempre più concreti sui flussi turistici. Quando una serie accende una destinazione Racconta bene questa dinamica il caso della Thailandia, dove la terza stagione di The White Lotus ha acceso l’attenzione internazionale su destinazioni come Koh Samui, trasformandole in icone contemporanee del turismo esperienziale. La serialità globale e la distribuzione sulle piattaforme streaming amplificano l’impatto di questi racconti, rendendo immediata la connessione tra immaginario e scelta di viaggio. Lo stesso meccanismo agisce anche in Italia, che si conferma sempre più come un set diffuso. Set che rafforzano la narrazione dei territori e contribuiscono a costruire nuove immagini del Paese: dalla Bari vivace e mediterranea che anima Le indagini di Lolita Lobosco al fascino senza tempo della Matera dove indaga Imma Tataranni, dai misteri d’epoca nella Torino de La legge di Lidia Poët fino alla Roma anni Settanta raccontata da Il Falsario. [gallery columns="2" ids="504911,504913"] Dallo schermo al marketing territoriale BIT 2026, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi, intercetta questo fenomeno per valorizzarlo in chiave professionale. Nell’analisi di esperti e operatori, da semplice effetto collaterale del successo mediatico il cineturismo si trasforma in vera e propria leva di marketing territoriale, in grado di costruire posizionamento e ottimizzare flussi e stagionalità, generando valore lungo la filiera del turismo. Nel Travel Makers Fest, cuore culturale della manifestazione, cinema e serie TV diventano strumenti per comprendere come nasce oggi l’attrattività di una destinazione. Appuntamenti come This must be the place: la potenza del cinema nella narrazione dei territori mettono al centro il ruolo dell’audiovisivo e delle Film Commission nel trasformare città, borghi e paesaggi in destinazioni riconoscibili e competitive. Accanto a questo, il tema della narrazione come leva di rigenerazione emerge anche in Far diventare grandi le cose piccole: il potere della narrazione per rigenerare luoghi e comunità, che allarga lo sguardo oltre il grande schermo e riflette su come storie, linguaggi creativi e cultura possano ridisegnare l’immagine di territori meno noti. Dai contenuti e business: il ruolo di BIT 2026 Una ricerca di Future Markets Insights stima il mercato globale del cineturismo in oltre 66 miliardi di dollari nel 2025, che si prevede diventeranno più di 145 miliardi entro il 2035 grazie a una crescita annua (CAGR) dell’8,2%. E in Italia, secondo la ricerca Il cineturismo in Italia di JFC Tourism & Management, il settore vale quasi 600 milioni di euro. Ma il successo del cineturismo porta con sé anche nuove sfide. Per questo è necessaria una visione a 360 gradi, che BIT 2026 offrirà completando i contenuti del Travel Makers Fest con le proposte del percorso espositivo, che mette in relazione destinazioni, operatori, competenze e modelli di sviluppo. Qui il cineturismo si traduce in progettualità concreta, diventando terreno di dialogo tra chi racconta i territori e chi li commercializza. Appuntamento a Fiera Milano da martedì 10 a giovedì 12 febbraio 2026. BIT Fiera Milano [post_title] => A BIT 2026 il cineturismo come leva strategica del viaggio contemporaneo [post_date] => 2026-01-14T15:15:54+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1768403754000 ) ) [1] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 505116 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Ci sono luoghi in cui la natura non è solo uno scenario, ma una presenza viva, che accompagna il viaggio passo dopo passo. Il Montenegro è uno di questi. Qui l’outdoor non è una parentesi dell’esperienza turistica, ma il suo cuore pulsante: un Paese compatto, attraversabile in poche ore, che concentra in uno spazio ridotto montagne imponenti, canyon profondissimi, laghi glaciali e fiumi color smeraldo. Un territorio che invita a muoversi lentamente o a mettersi alla prova, a camminare, esplorare, respirare, seguendo il ritmo della natura. È questa l’anima più autentica del Montenegro, quella che si rivela lontano dalle città, nei parchi nazionali e nelle aree montane, dove l’avventura convive con il silenzio e ogni attività all’aria aperta diventa un modo per entrare in contatto con il paesaggio e con sé stessi. Un outdoor accessibile, mai estremo per forza, capace di parlare sia agli amanti dello sport sia a chi cerca un rapporto più intimo e contemplativo con l’ambiente. Durmitor: canyon, laghi glaciali e spazi senza confini Nel nord del Paese, il Parco Nazionale del Durmitor rappresenta una delle espressioni più spettacolari della natura montenegrina. Dichiarato Patrimonio UNESCO, è un territorio aspro e maestoso, modellato dal ghiaccio e dall’acqua, dove le vette calcaree si alternano a vaste distese verdi e a laghi glaciali incastonati tra le montagne. Camminare qui significa attraversare paesaggi sempre diversi: boschi di conifere, altipiani aperti, sentieri panoramici che conducono a punti di osservazione da cui lo sguardo si perde. Il Durmitor è una destinazione ideale per l’escursionismo, con percorsi adatti a diversi livelli di preparazione, ma anche un luogo che invita alla contemplazione. Il celebre Lago Nero, con le sue acque scure che riflettono i profili delle montagne, è uno dei simboli del parco e incarna perfettamente l’equilibrio tra forza e quiete che caratterizza questa regione. Qui l’outdoor diventa esperienza profonda, fatta di silenzi, di aria sottile e di una natura che impone rispetto. Il fiume Tara: l’avventura che scorre nel canyon più profondo d’Europa Se il Durmitor racconta la verticalità della montagna, il fiume Tara ne rappresenta l’anima dinamica. Le sue acque limpide scorrono attraverso il canyon più profondo d’Europa, scavando una gola spettacolare che accompagna il viaggiatore lungo uno dei tratti naturali più impressionanti dei Balcani. È qui che il Montenegro rivela il suo lato più avventuroso, offrendo esperienze di rafting tra le più iconiche del continente. Il rafting sul Tara non è solo adrenalina, ma anche immersione in un ambiente incontaminato, protetto come Patrimonio UNESCO. Tra rapide e tratti più tranquilli, il fiume attraversa foreste, pareti rocciose e spiagge naturali, regalando un punto di vista privilegiato su un territorio rimasto intatto. È un’esperienza che unisce sport e paesaggio, ideale per chi cerca un’avventura autentica, lontana da infrastrutture invasive e a stretto contatto con la natura. Kolašin e Žabljak: la montagna che vive tutto l’anno Nel cuore montuoso del Montenegro, Kolašin e Žabljak rappresentano due volti complementari del turismo attivo. In inverno diventano centri di riferimento per gli sport sulla neve, con stazioni sciistiche immerse in un contesto naturale ancora poco antropizzato, lontano dalle grandi folle alpine. Le piste si snodano tra boschi e panorami aperti, offrendo un’esperienza raccolta e autentica, ideale per chi cerca la montagna in una dimensione più umana. Ma è nelle stagioni intermedie che queste località rivelano tutta la loro versatilità. In primavera ed estate, Kolašin e Žabljak diventano basi perfette per trekking, mountain bike, escursioni nei parchi nazionali e attività all’aria aperta. La montagna montenegrina non impone un solo modo di viverla: si adatta, accoglie, invita a tornare in momenti diversi dell’anno, offrendo sempre nuove prospettive. I parchi nazionali: un outdoor che è identità Il Montenegro conta cinque parchi nazionali, ognuno con una propria identità, ma uniti da una visione comune: proteggere la natura e renderla fruibile in modo sostenibile. Qui l’outdoor non è consumo, ma relazione. Camminare, sciare, navigare un fiume o semplicemente osservare un paesaggio significa entrare in sintonia con un territorio che ha scelto di preservare la propria autenticità. In questo senso, il Montenegro si propone come una destinazione outdoor diversa: non gridata, non sovraffollata, ma intensa e vera. Un Paese che invita a rallentare o ad accelerare, a seconda del proprio passo, e che trova proprio nella natura il filo conduttore della sua identità turistica. Tra laghi glaciali, canyon vertiginosi e montagne che cambiano volto con le stagioni, l’avventura qui non è mai fine a sé stessa, ma diventa parte di un racconto più ampio, fatto di equilibrio, rispetto e scoperta. [post_title] => Outdoor autentico: il Montenegro tra laghi, montagne e avventura [post_date] => 2026-01-14T14:28:43+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1768400923000 ) ) [2] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 505054 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Alaska Airlines accoglie in flotta il Boeing 787 e prepara anche il lancio di una cabina Premium Economy, segnando una nuova tappa nella sua ascesa internazionale. A lungo limitata a una rete prevalentemente domestica sulla costa occidentale con aeromobili a corridoio singolo, Alaska Airlines si affaccia ora sul segmento intercontinentale con i  Boeing 787-9 Dreamliner. Il primo esemplare con i colori della compagnia è stato presentato in un hangar vicino a Seattle, con una livrea inedita blu e verde, ispirata alle aurore boreali tanto care allo Stato dell'Alaska. “È un giorno storico per noi”, ha dichiarato il ceo Ben Minicucci, che simboleggia il riposizionamento globale della compagnia sui collegamenti a lungo raggio. Questo 787-9 ha effettuato il suo primo volo commerciale transpacifico tra Seattle-Tacoma ) e Seul il giorno dopo la sua presentazione, per poi essere impiegato sulla rotta Seattle - Tokyo Narita, già da questo mese. Alaska Airlines ha confermato che introdurrà una vera e propria cabina Premium Economy sui 787, dotata di ampi sedili reclinabili in file dedicate al centro della cabina. «Tutto questo è in fase di preparazione» ha dichiarato Minicucci, che punta a mettere in servizio questo nuovo prodotto intorno al 2028. In parallelo, il gruppo rinnoverà il marchio Hawaiian Airlines attraverso un programma che vede protagonisti gli Airbus A330 basati a Honolulu: dal 2028, questi aeromobili saranno dotati di una nuova cabina business class e di una Premium Economy, allineando l'esperienza di viaggio agli standard delle grandi compagnie internazionali. [post_title] => Alaska Airlines: sui Boeing 787 ci sarà anche la Premium economy, dal 2028 [post_date] => 2026-01-14T10:01:34+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1768384894000 ) ) [3] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 505052 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Boeing torna ai livelli pre-crisi archiviando il 2025 con 600 velivoli commerciali consegnati nel 2025, pari ad una crescita di oltre il 70% rispetto al 2024. Un andamento trainato dal 737 Max e dal 787 Dreamliner. Tuttavia, questa ripresa non è sufficiente a superare Airbus, che rimane leader con 793 velivoli consegnati, nonostante un anno caratterizzato da persistenti difficoltà per la famiglia A320neo. Più precisamente l'azienda Usa ha consegnato 600 aerei commerciali nel 2025, contro i 348 del 2024, con un aumento di circa il 72%. Si tratta della sua migliore performance dal 2018, quando la casa costruttrice di Seattle aveva consegnato 806 velivoli, prima della crisi legata ai 737 Max e della pandemia. Il quarto trimestre ha giocato un ruolo decisivo, con 160 aerei consegnati, di cui 117 Boeing 737, 10 Boeing 767, 6 Boeing 777 e 27 Boeing 787, secondo i dettagli comunicati dal costruttore. Nel corso dell'intero 2025, Boeing ha consegnato 447 B737 a corridoio singolo, 30 B767, 35 B777 e 88 B787, confermando il peso centrale del Max nel suo modello economico e il progressivo ritorno in forma del Dreamliner sui voli a lungo raggio. [post_title] => Boeing: 600 aeromobili consegnati nel 2025, il livello più alto dal 2018 [post_date] => 2026-01-14T09:43:44+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1768383824000 ) ) [4] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 505041 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Delta Air Lines archivia l'esercizio 2025 con ricavi operativi rettificati di 58,3 miliardi di dollari, utile operativo rettificato di 5,8 miliardi di dollari (margine operativo del 10%), utile ante imposte rettificato di 5 miliardi di dollari (margine ante imposte dell'8,5%) e free cash flow rettificato di 4,6 miliardi di dollari. Non solo: la compagnia ha piazzato un ordine per 30 Boeing 787-10 Dreamliner che diverranno i primi aeromobili di lungo raggio acquistati dalla casa costruttrice statunitense. «Abbiamo generato 5 miliardi di dollari di utile ante imposte con un margine operativo a due cifre e un free cash flow record di 4,6 miliardi di dollari, il tutto in un contesto difficile - ha dichiarato il ceo Ed Bastian - Questi risultati non sarebbero stati possibili senza l'impegno eccezionale dei nostri dipendenti e non vedo l'ora di celebrare il nostro team il mese prossimo con 1,3 miliardi di dollari di meritata partecipazione agli utili». Il ceo ha poi sottolineato che «il 2026 è iniziato con il piede giusto, con una crescita del fatturato in accelerazione grazie alla domanda premium e corporate. Per l'intero anno, prevediamo un'espansione del margine e una crescita degli utili del 20%». «Guardando al 2026, prevediamo un altro anno di performance dei costi in linea con il nostro piano a lungo termine di crescita della capacità di circa il 3%, mentre continuiamo a promuovere l'efficienza investendo nel nostro personale e nell'esperienza del cliente» - ha aggiunto il cfo Dan Janki. Tornando al nuovo ordine a Boeing, finora Delta aveva fatto dell'Airbus A350 il suo principale velivolo a lungo raggio quasi un decennio fa e, in seguito aveva aumentato la sua 'dipendenza' dal produttore europeo con il ritiro dei Boeing 777 durante la pandemia. Secondo quanto dichiarato dal vettore le consegne dei nuovi Boeing inizieranno nel 2031. [post_title] => Delta stima utili in crescita del +20% e ordina i suoi primi Boeing 787-10 [post_date] => 2026-01-14T09:12:58+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1768381978000 ) ) [5] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 505033 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Internet ad alta velocità sull'intera flotta e per gli ospiti di tutte le classi del Gruppo Lufthansa: il colosso tedesco continua a investire sull'esperienza premium e da quest'anno doterà tutti i circa 850 aeromobili del gruppo di accesso a Internet a banda larga ad alta velocità, sia nella flotta esistente che su tutti i nuovi velivoli. Partner per l'aggiornamento è Starlink, che offre la connessione Internet in volo più veloce oggi disponibile nel settore: il sistema si basa sulla tecnologia satellitare e consente l'accesso a Internet in volo proprio come a terra. Una maggiore larghezza di banda e velocità consentiranno in futuro lo streaming, il lavoro basato sul cloud e altre applicazioni ad alta velocità durante i voli. Il nuovo servizio internet sarà gratuito per tutti i clienti status e gli utenti Travel ID, in tutte le classi di viaggio. Questo rende il Gruppo Lufthansa il più grande gruppo aereo europeo ad aggiornare la propria flotta con internet a banda larga all'avanguardia. La collaborazione fa parte dei cospicui investimenti del gruppo tedesco in nuovi aeromobili e innovazioni di prodotti e servizi premium lungo l'intera catena di viaggio. «Nell'anno in cui celebriamo il centesimo compleanno di Lufthansa, abbiamo deciso di introdurre una nuova soluzione internet ad alta velocità di Starlink per tutte le nostre compagnie aeree - ha dichiarato Dieter Vranckx, chief commercial officer del Gruppo Lufthansa. -  Il gruppo sta compiendo un ulteriore passo avanti e ponendo una pietra miliare fondamentale per l'esperienza di viaggio premium dei nostri passeggeri. La connettività a bordo riveste oggi un ruolo importante e, con Starlink, non stiamo solo investendo nel miglior prodotto sul mercato, ma anche nella soddisfazione dei nostri passeggeri». L'introduzione graduale di Starlink a bordo degli aerei del Gruppo Lufthansa inizierà nella seconda metà del 2026 ed entro il 2029, l'intera flotta sarà dotata della nuova offerta di connettività.  [post_title] => Gruppo Lufthansa: internet ad alta velocità con Starlink sulla flotta di tutti i vettori [post_date] => 2026-01-13T14:43:35+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1768315415000 ) ) [6] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 505026 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => [caption id="attachment_355923" align="alignleft" width="300"] Elisabetta Fabri[/caption] «L’industria alberghiera è una delle espressioni più evolute del Made in Italy: è anche nei luoghi dell’accoglienza che si costruisce ogni giorno l’immagine concreta del Sistema Paese, nella qualità dei servizi, nella professionalità delle persone e nella capacità organizzativa». Lo ha dichiarato Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, intervenendo oggi a Palazzo Madama all’evento “Visione turismo: politiche, territori, competenze, futuro”. «La forza attrattiva dell’Italia – ha sottolineato – va governata con una strategia industriale di lungo periodo. Servono regole chiare, investimenti e politiche orientate alla qualità e alla sostenibilità, per tutelare i territori, le comunità locali e la competitività delle imprese». Nel suo intervento, Fabri ha ribadito la necessità di riconoscere il turismo come asset strategico nazionale, richiamando l’urgenza di un tavolo permanente tra istituzioni, ministeri  e imprese per affrontare in modo strutturale temi urgenti  come la regolamentazione degli affitti brevi, la modernizzazione del patrimonio alberghiero, la semplificazione dei processi burocratici che ostacolano investimenti e crescita. Ampio spazio è stato dedicato anche a formazione e lavoro: «Senza capitale umano qualificato non c’è qualità né futuro per il settore. È indispensabile investire nella realizzazione di scuole di ospitalità competitive a livello internazionale, semplificare l’accesso di strumenti come il Fondo Nuove Competenze, sostenere le imprese che investono sul capitale umano e rendere il turismo un settore attrattivo per le nuove generazioni». «Sostenibilità, innovazione, professionalità e qualità – ha concluso – sono i pilastri su cui costruire l’ospitalità italiana dei prossimi dieci anni.» [post_title] => Fabri (Confindustria Alberghi): «Industri alberghiera espressione evoluta del Made in Italy» [post_date] => 2026-01-13T13:07:53+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1768309673000 ) ) [7] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 505009 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Igv «non è una società immobiliare, ma un tour operator a tutti gli effetti». A dichiararlo ancora una volta è Corinne Clementi, amministratore delegato de I Grandi Viaggi, che riconferma la volontà di procedere a un ambizioso piano di rilancio che ha nel tour operating il suo punto focale. «Il progetto al quale stiamo lavorando prevede una duplice linea d'azione. Da un lato continueremo nel solco del miglioramento qualitativo dell'offerta dei villaggi, con un sensibile upgrade dei prodotti. Dall'altro stiamo valutando attentamente eventuali novità  - in Italia e non - da inserire in portfolio. Le strutture che proponiamo in proprietà e gestione ci consentono di avere un controllo diretto sul prodotto, ma rappresentano anche un grande impegno in termini operativi, strumentale all'attività di tour operator che continua a rappresentare il fulcro della nostra attività». La manager insiste sull'importanza di approcciare in modo più flessibile la nuova domanda della clientela, che richiede soluzioni alternative imponendo una costante revisione dell'offerta. «La clientela medio-alta si sta orientando verso soluzioni  che premiano ad esempio  l'accoglienza in appartamenti e in strutture di diversa tipologia e Grandi Viaggi sta guardando anche verso nuove formule abitative». Verso nuove destinazioni In attesa dell'approvazione del bilancio, prevista il prossimo 19 gennaio, Clementi sottolinea la volontà di aprire il tour operating anche verso nuove aree, sia a medio sia a lungo raggio. «Il potenziale c'è e le persone che viaggiano sono in aumento. Certo, molto dipenderà dall'evoluzione dei conflitti internazionali, ma il 2026 potrebbe rivelarsi un anno di forte sviluppo per chi sarà cogliere le occasioni favorevoli». Occasioni sulle quali torna anche Alice Tartara, responsabile del coordinamento del t.o. «Presenteremo in Bit il nuovo catalogo dedicato ai nostri tour esclusivi Explorer, riservati a un massimo di 14-16 persone e orientati alla scoperta dei territori seguendo il filone delle esperienze. La Blue Collection conduce alla scoperta di località in molte mete del mondo con Oriente e Africa in primo piano, alle quali aggiungeremo altre destinazioni e importanti novità che riveleremo già dai primi di febbraio». [post_title] => I Grandi Viaggi, Corinne Clementi: «Il t.o. al centro dei piani per il futuro» [post_date] => 2026-01-13T12:25:20+00:00 [category] => Array ( [0] => tour_operator ) [category_name] => Array ( [0] => Tour Operator ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1768307120000 ) ) [8] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 504997 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => JetBlue scalda i motori in vista del debutto italiano, con il lancio della Boston-Milano Malpensa che decollerà il prossimo 11 maggio. La low cost, rappresentata nel nostro paese da Discover The World, mira a stabilire una partnership solida con le agenzie di viaggio, affinché «svolgano il ruolo di nostri ambasciatori e spieghino ai potenziali passeggeri italiani che JetBlue è un ottimo prodotto e un'alternativa valida per viaggiare attraverso l'Atlantico - afferma Maja Gedosev, general manager Europe del vettore -. E questo in virtù del forte rapporto che hanno saputo creare negli anni con i propri clienti, che si fidano di loro». Ecco allora la serata milanese - in una location d'eccezione come il Museo Bagatti Valsecchi - per incontrare faccia a faccia agenti di viaggio e stampa trade e illustrare le potenzialità della nuova rotta e l'intero team europeo della compagnia, che con Milano raggiunge le otto destinazioni servite nel Vecchio Continente, utilizzando aeromobili a corridoio singolo, gli A321neo Lr, «da 138 posti totali - ricorda il sales manager Italia, Gabriele Mannucci -, configurati con 2 Mint Studios e 22 Mint Suites, 24 posti 'EvenMore' e 90 Core. Vogliamo proporci sul mercato con una proposta in grado di offrire il meglio dei due mondi, quello low cost e quello dei vettori tradizionali, con i nostri quasi 25 anni di storia, segnati da passi importanti come quello dell'introduzione a bordo del wi-fi gratuito ad alta velocità per tutti i passeggeri, per primi, nel 2017». L'ingresso di JetBlue sui collegamenti del Nord Atlantico risale invece al 2021, con il primo volo su Londra da New York: «La rotta su Milano comincia come stagionale (fino al prossimo ottobre, ndr): vedremo in base ai risultati come potrà evolvere» e, chissà, lasciare spazio anche a ulteriori sviluppi nel nostro Paese «con una seconda destinazione, forse Roma?» osserva Mannucci, anche se per ora è prematuro anticipare i piani, che comunque vedono la low cost raddoppiare quest'anno in unaltro Paese europeo, la Spagna, che dopo il lancio su Madrid, quest'estate vedrà l'aggiunta di una rotta per Barcellona (sempre da Boston). Passo fondamentale è quello di rendere riconoscibile il marchio JetBlue tra i clienti italiani: «Dobbiamo lavorare sulla brand awareness e, come dicevo, in questo il trade potrà sostenerci, le agenzie di viaggio sono sicuramente i nostri migliori partner - continua Maja Gedosev -. Stimiamo che in questo primo anno di operatività fino al 50% delle nostre vendite in Italia potrà arrivare dalle agenzie di viaggio. E questo sulla base di quanto già accaduto nel Regno Unito, dove operiamo ormai da cinque anni e il contributo delle adv è tuttora molto elevato». Positivi i risultati in termini di riempimento sulle rotte transatlantiche: «Voliamo con load factor piuttosto elevati, considerando che il nostro aereo non è così grande, ma è proprio per questo che è stato così conveniente quando abbiamo lanciato il servizio (la classe business si attesta a livelli di prezzo inferiori del 40-50% rispetto alla media). Siamo attorno all'80%, un dato che, guardando al quadro generale e tenendo conto che stiamo parlando comunque di nuovi mercati, è un livello elevato». [gallery ids="505014,505015,505013"]     [post_title] => JetBlue, Gedosev: «Puntiamo ad un rapporto win-win con il trade italiano» [post_date] => 2026-01-13T11:47:51+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1768304871000 ) ) ) { "size": 9, "query": { "filtered": { "query": { "fuzzy_like_this": { "like_text" : "croazia in allungo sullestate dopo una pasqua oltre le aspettative" } }, "filter": { "range": { "post_date": { "gte": "now-2y", "lte": "now", "time_zone": "+1:00" } } } } }, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } } }{"took":114,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":2536,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"504909","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":" Sempre più spesso, il viaggio nasce così, prima ancora della partenza. E c’è un turismo che prende forma davanti a uno schermo.\r\nSi scrive set-jetting, si legge cineturismo: non più tendenza emergente, ma fenomeno strutturale capace di orientare immaginari, desideri e scelte di viaggio. Film, serie TV e piattaforme non si limitano a raccontare luoghi: li rendono riconoscibili, desiderabili, memorabili, trasformandoli in destinazioni.\r\nIl cineturismo intercetta un cambiamento profondo nei comportamenti dei viaggiatori, che cercano esperienze capaci di farli “entrare” nelle storie viste sullo schermo. Non solo visitare un luogo, ma viverne l’atmosfera, riconoscerne i paesaggi, camminare dentro un racconto già familiare. Un processo emozionale, sì, ma che ha effetti sempre più concreti sui flussi turistici.\r\n\r\nQuando una serie accende una destinazione\r\nRacconta bene questa dinamica il caso della Thailandia, dove la terza stagione di The White Lotus ha acceso l’attenzione internazionale su destinazioni come Koh Samui, trasformandole in icone contemporanee del turismo esperienziale. La serialità globale e la distribuzione sulle piattaforme streaming amplificano l’impatto di questi racconti, rendendo immediata la connessione tra immaginario e scelta di viaggio.\r\nLo stesso meccanismo agisce anche in Italia, che si conferma sempre più come un set diffuso. Set che rafforzano la narrazione dei territori e contribuiscono a costruire nuove immagini del Paese: dalla Bari vivace e mediterranea che anima Le indagini di Lolita Lobosco al fascino senza tempo della Matera dove indaga Imma Tataranni, dai misteri d’epoca nella Torino de La legge di Lidia Poët fino alla Roma anni Settanta raccontata da Il Falsario.\r\n[gallery columns=\"2\" ids=\"504911,504913\"]\r\nDallo schermo al marketing territoriale\r\nBIT 2026, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi, intercetta questo fenomeno per valorizzarlo in chiave professionale. Nell’analisi di esperti e operatori, da semplice effetto collaterale del successo mediatico il cineturismo si trasforma in vera e propria leva di marketing territoriale, in grado di costruire posizionamento e ottimizzare flussi e stagionalità, generando valore lungo la filiera del turismo.\r\nNel Travel Makers Fest, cuore culturale della manifestazione, cinema e serie TV diventano strumenti per comprendere come nasce oggi l’attrattività di una destinazione. Appuntamenti come This must be the place: la potenza del cinema nella narrazione dei territori mettono al centro il ruolo dell’audiovisivo e delle Film Commission nel trasformare città, borghi e paesaggi in destinazioni riconoscibili e competitive.\r\nAccanto a questo, il tema della narrazione come leva di rigenerazione emerge anche in Far diventare grandi le cose piccole: il potere della narrazione per rigenerare luoghi e comunità, che allarga lo sguardo oltre il grande schermo e riflette su come storie, linguaggi creativi e cultura possano ridisegnare l’immagine di territori meno noti.\r\n\r\nDai contenuti e business: il ruolo di BIT 2026\r\nUna ricerca di Future Markets Insights stima il mercato globale del cineturismo in oltre 66 miliardi di dollari nel 2025, che si prevede diventeranno più di 145 miliardi entro il 2035 grazie a una crescita annua (CAGR) dell’8,2%. E in Italia, secondo la ricerca Il cineturismo in Italia di JFC Tourism & Management, il settore vale quasi 600 milioni di euro.\r\nMa il successo del cineturismo porta con sé anche nuove sfide. Per questo è necessaria una visione a 360 gradi, che BIT 2026 offrirà completando i contenuti del Travel Makers Fest con le proposte del percorso espositivo, che mette in relazione destinazioni, operatori, competenze e modelli di sviluppo. Qui il cineturismo si traduce in progettualità concreta, diventando terreno di dialogo tra chi racconta i territori e chi li commercializza.\r\nAppuntamento a Fiera Milano da martedì 10 a giovedì 12 febbraio 2026.\r\nBIT Fiera Milano\r\n","post_title":"A BIT 2026 il cineturismo come leva strategica del viaggio contemporaneo","post_date":"2026-01-14T15:15:54+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1768403754000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505116","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Ci sono luoghi in cui la natura non è solo uno scenario, ma una presenza viva, che accompagna il viaggio passo dopo passo. Il Montenegro è uno di questi. \r\n\r\nQui l’outdoor non è una parentesi dell’esperienza turistica, ma il suo cuore pulsante: un Paese compatto, attraversabile in poche ore, che concentra in uno spazio ridotto montagne imponenti, canyon profondissimi, laghi glaciali e fiumi color smeraldo. Un territorio che invita a muoversi lentamente o a mettersi alla prova, a camminare, esplorare, respirare, seguendo il ritmo della natura.\r\n\r\nÈ questa l’anima più autentica del Montenegro, quella che si rivela lontano dalle città, nei parchi nazionali e nelle aree montane, dove l’avventura convive con il silenzio e ogni attività all’aria aperta diventa un modo per entrare in contatto con il paesaggio e con sé stessi. Un outdoor accessibile, mai estremo per forza, capace di parlare sia agli amanti dello sport sia a chi cerca un rapporto più intimo e contemplativo con l’ambiente.\r\n\r\nDurmitor: canyon, laghi glaciali e spazi senza confini\r\nNel nord del Paese, il Parco Nazionale del Durmitor rappresenta una delle espressioni più spettacolari della natura montenegrina.\r\n\r\nDichiarato Patrimonio UNESCO, è un territorio aspro e maestoso, modellato dal ghiaccio e dall’acqua, dove le vette calcaree si alternano a vaste distese verdi e a laghi glaciali incastonati tra le montagne. Camminare qui significa attraversare paesaggi sempre diversi: boschi di conifere, altipiani aperti, sentieri panoramici che conducono a punti di osservazione da cui lo sguardo si perde.\r\n\r\nIl Durmitor è una destinazione ideale per l’escursionismo, con percorsi adatti a diversi livelli di preparazione, ma anche un luogo che invita alla contemplazione. Il celebre Lago Nero, con le sue acque scure che riflettono i profili delle montagne, è uno dei simboli del parco e incarna perfettamente l’equilibrio tra forza e quiete che caratterizza questa regione. Qui l’outdoor diventa esperienza profonda, fatta di silenzi, di aria sottile e di una natura che impone rispetto.\r\n\r\nIl fiume Tara: l’avventura che scorre nel canyon più profondo d’Europa\r\nSe il Durmitor racconta la verticalità della montagna, il fiume Tara ne rappresenta l’anima dinamica. Le sue acque limpide scorrono attraverso il canyon più profondo d’Europa, scavando una gola spettacolare che accompagna il viaggiatore lungo uno dei tratti naturali più impressionanti dei Balcani. È qui che il Montenegro rivela il suo lato più avventuroso, offrendo esperienze di rafting tra le più iconiche del continente.\r\n\r\nIl rafting sul Tara non è solo adrenalina, ma anche immersione in un ambiente incontaminato, protetto come Patrimonio UNESCO. Tra rapide e tratti più tranquilli, il fiume attraversa foreste, pareti rocciose e spiagge naturali, regalando un punto di vista privilegiato su un territorio rimasto intatto. È un’esperienza che unisce sport e paesaggio, ideale per chi cerca un’avventura autentica, lontana da infrastrutture invasive e a stretto contatto con la natura.\r\n\r\nKolašin e Žabljak: la montagna che vive tutto l’anno\r\nNel cuore montuoso del Montenegro, Kolašin e Žabljak rappresentano due volti complementari del turismo attivo. In inverno diventano centri di riferimento per gli sport sulla neve, con stazioni sciistiche immerse in un contesto naturale ancora poco antropizzato, lontano dalle grandi folle alpine. Le piste si snodano tra boschi e panorami aperti, offrendo un’esperienza raccolta e autentica, ideale per chi cerca la montagna in una dimensione più umana.\r\n\r\nMa è nelle stagioni intermedie che queste località rivelano tutta la loro versatilità. In primavera ed estate, Kolašin e Žabljak diventano basi perfette per trekking, mountain bike, escursioni nei parchi nazionali e attività all’aria aperta. La montagna montenegrina non impone un solo modo di viverla: si adatta, accoglie, invita a tornare in momenti diversi dell’anno, offrendo sempre nuove prospettive.\r\n\r\nI parchi nazionali: un outdoor che è identità\r\nIl Montenegro conta cinque parchi nazionali, ognuno con una propria identità, ma uniti da una visione comune: proteggere la natura e renderla fruibile in modo sostenibile. Qui l’outdoor non è consumo, ma relazione. Camminare, sciare, navigare un fiume o semplicemente osservare un paesaggio significa entrare in sintonia con un territorio che ha scelto di preservare la propria autenticità.\r\n\r\nIn questo senso, il Montenegro si propone come una destinazione outdoor diversa: non gridata, non sovraffollata, ma intensa e vera. Un Paese che invita a rallentare o ad accelerare, a seconda del proprio passo, e che trova proprio nella natura il filo conduttore della sua identità turistica. Tra laghi glaciali, canyon vertiginosi e montagne che cambiano volto con le stagioni, l’avventura qui non è mai fine a sé stessa, ma diventa parte di un racconto più ampio, fatto di equilibrio, rispetto e scoperta.","post_title":"Outdoor autentico: il Montenegro tra laghi, montagne e avventura","post_date":"2026-01-14T14:28:43+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1768400923000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505054","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Alaska Airlines accoglie in flotta il Boeing 787 e prepara anche il lancio di una cabina Premium Economy, segnando una nuova tappa nella sua ascesa internazionale.\r\n\r\nA lungo limitata a una rete prevalentemente domestica sulla costa occidentale con aeromobili a corridoio singolo, Alaska Airlines si affaccia ora sul segmento intercontinentale con i  Boeing 787-9 Dreamliner. Il primo esemplare con i colori della compagnia è stato presentato in un hangar vicino a Seattle, con una livrea inedita blu e verde, ispirata alle aurore boreali tanto care allo Stato dell'Alaska. “È un giorno storico per noi”, ha dichiarato il ceo Ben Minicucci, che simboleggia il riposizionamento globale della compagnia sui collegamenti a lungo raggio. Questo 787-9 ha effettuato il suo primo volo commerciale transpacifico tra Seattle-Tacoma ) e Seul il giorno dopo la sua presentazione, per poi essere impiegato sulla rotta Seattle - Tokyo Narita, già da questo mese.\r\n\r\nAlaska Airlines ha confermato che introdurrà una vera e propria cabina Premium Economy sui 787, dotata di ampi sedili reclinabili in file dedicate al centro della cabina. «Tutto questo è in fase di preparazione» ha dichiarato Minicucci, che punta a mettere in servizio questo nuovo prodotto intorno al 2028.\r\n\r\nIn parallelo, il gruppo rinnoverà il marchio Hawaiian Airlines attraverso un programma che vede protagonisti gli Airbus A330 basati a Honolulu: dal 2028, questi aeromobili saranno dotati di una nuova cabina business class e di una Premium Economy, allineando l'esperienza di viaggio agli standard delle grandi compagnie internazionali.","post_title":"Alaska Airlines: sui Boeing 787 ci sarà anche la Premium economy, dal 2028","post_date":"2026-01-14T10:01:34+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1768384894000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505052","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Boeing torna ai livelli pre-crisi archiviando il 2025 con 600 velivoli commerciali consegnati nel 2025, pari ad una crescita di oltre il 70% rispetto al 2024. Un andamento trainato dal 737 Max e dal 787 Dreamliner. Tuttavia, questa ripresa non è sufficiente a superare Airbus, che rimane leader con 793 velivoli consegnati, nonostante un anno caratterizzato da persistenti difficoltà per la famiglia A320neo.\r\n\r\nPiù precisamente l'azienda Usa ha consegnato 600 aerei commerciali nel 2025, contro i 348 del 2024, con un aumento di circa il 72%. Si tratta della sua migliore performance dal 2018, quando la casa costruttrice di Seattle aveva consegnato 806 velivoli, prima della crisi legata ai 737 Max e della pandemia. Il quarto trimestre ha giocato un ruolo decisivo, con 160 aerei consegnati, di cui 117 Boeing 737, 10 Boeing 767, 6 Boeing 777 e 27 Boeing 787, secondo i dettagli comunicati dal costruttore.\r\n\r\nNel corso dell'intero 2025, Boeing ha consegnato 447 B737 a corridoio singolo, 30 B767, 35 B777 e 88 B787, confermando il peso centrale del Max nel suo modello economico e il progressivo ritorno in forma del Dreamliner sui voli a lungo raggio.","post_title":"Boeing: 600 aeromobili consegnati nel 2025, il livello più alto dal 2018","post_date":"2026-01-14T09:43:44+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1768383824000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505041","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Delta Air Lines archivia l'esercizio 2025 con ricavi operativi rettificati di 58,3 miliardi di dollari, utile operativo rettificato di 5,8 miliardi di dollari (margine operativo del 10%), utile ante imposte rettificato di 5 miliardi di dollari (margine ante imposte dell'8,5%) e free cash flow rettificato di 4,6 miliardi di dollari.\r\n\r\nNon solo: la compagnia ha piazzato un ordine per 30 Boeing 787-10 Dreamliner che diverranno i primi aeromobili di lungo raggio acquistati dalla casa costruttrice statunitense.\r\n\r\n«Abbiamo generato 5 miliardi di dollari di utile ante imposte con un margine operativo a due cifre e un free cash flow record di 4,6 miliardi di dollari, il tutto in un contesto difficile - ha dichiarato il ceo Ed Bastian - Questi risultati non sarebbero stati possibili senza l'impegno eccezionale dei nostri dipendenti e non vedo l'ora di celebrare il nostro team il mese prossimo con 1,3 miliardi di dollari di meritata partecipazione agli utili».\r\n\r\nIl ceo ha poi sottolineato che «il 2026 è iniziato con il piede giusto, con una crescita del fatturato in accelerazione grazie alla domanda premium e corporate. Per l'intero anno, prevediamo un'espansione del margine e una crescita degli utili del 20%».\r\n\r\n«Guardando al 2026, prevediamo un altro anno di performance dei costi in linea con il nostro piano a lungo termine di crescita della capacità di circa il 3%, mentre continuiamo a promuovere l'efficienza investendo nel nostro personale e nell'esperienza del cliente» - ha aggiunto il cfo Dan Janki.\r\n\r\nTornando al nuovo ordine a Boeing, finora Delta aveva fatto dell'Airbus A350 il suo principale velivolo a lungo raggio quasi un decennio fa e, in seguito aveva aumentato la sua 'dipendenza' dal produttore europeo con il ritiro dei Boeing 777 durante la pandemia. Secondo quanto dichiarato dal vettore le consegne dei nuovi Boeing inizieranno nel 2031.","post_title":"Delta stima utili in crescita del +20% e ordina i suoi primi Boeing 787-10","post_date":"2026-01-14T09:12:58+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1768381978000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505033","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Internet ad alta velocità sull'intera flotta e per gli ospiti di tutte le classi del Gruppo Lufthansa: il colosso tedesco continua a investire sull'esperienza premium e da quest'anno doterà tutti i circa 850 aeromobili del gruppo di accesso a Internet a banda larga ad alta velocità, sia nella flotta esistente che su tutti i nuovi velivoli.\r\n\r\nPartner per l'aggiornamento è Starlink, che offre la connessione Internet in volo più veloce oggi disponibile nel settore: il sistema si basa sulla tecnologia satellitare e consente l'accesso a Internet in volo proprio come a terra.\r\n\r\nUna maggiore larghezza di banda e velocità consentiranno in futuro lo streaming, il lavoro basato sul cloud e altre applicazioni ad alta velocità durante i voli. Il nuovo servizio internet sarà gratuito per tutti i clienti status e gli utenti Travel ID, in tutte le classi di viaggio. Questo rende il Gruppo Lufthansa il più grande gruppo aereo europeo ad aggiornare la propria flotta con internet a banda larga all'avanguardia.\r\n\r\nLa collaborazione fa parte dei cospicui investimenti del gruppo tedesco in nuovi aeromobili e innovazioni di prodotti e servizi premium lungo l'intera catena di viaggio.\r\n\r\n«Nell'anno in cui celebriamo il centesimo compleanno di Lufthansa, abbiamo deciso di introdurre una nuova soluzione internet ad alta velocità di Starlink per tutte le nostre compagnie aeree - ha dichiarato Dieter Vranckx, chief commercial officer del Gruppo Lufthansa. -  Il gruppo sta compiendo un ulteriore passo avanti e ponendo una pietra miliare fondamentale per l'esperienza di viaggio premium dei nostri passeggeri. La connettività a bordo riveste oggi un ruolo importante e, con Starlink, non stiamo solo investendo nel miglior prodotto sul mercato, ma anche nella soddisfazione dei nostri passeggeri».\r\n\r\nL'introduzione graduale di Starlink a bordo degli aerei del Gruppo Lufthansa inizierà nella seconda metà del 2026 ed entro il 2029, l'intera flotta sarà dotata della nuova offerta di connettività. ","post_title":"Gruppo Lufthansa: internet ad alta velocità con Starlink sulla flotta di tutti i vettori","post_date":"2026-01-13T14:43:35+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1768315415000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505026","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_355923\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Elisabetta Fabri[/caption]\r\n\r\n«L’industria alberghiera è una delle espressioni più evolute del Made in Italy: è anche nei luoghi dell’accoglienza che si costruisce ogni giorno l’immagine concreta del Sistema Paese, nella qualità dei servizi, nella professionalità delle persone e nella capacità organizzativa».\r\n\r\nLo ha dichiarato Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, intervenendo oggi a Palazzo Madama all’evento “Visione turismo: politiche, territori, competenze, futuro”. «La forza attrattiva dell’Italia – ha sottolineato – va governata con una strategia industriale di lungo periodo. Servono regole chiare, investimenti e politiche orientate alla qualità e alla sostenibilità, per tutelare i territori, le comunità locali e la competitività delle imprese».\r\n\r\nNel suo intervento, Fabri ha ribadito la necessità di riconoscere il turismo come asset strategico nazionale, richiamando l’urgenza di un tavolo permanente tra istituzioni, ministeri  e imprese per affrontare in modo strutturale temi urgenti  come la regolamentazione degli affitti brevi, la modernizzazione del patrimonio alberghiero, la semplificazione dei processi burocratici che ostacolano investimenti e crescita.\r\n\r\nAmpio spazio è stato dedicato anche a formazione e lavoro: «Senza capitale umano qualificato non c’è qualità né futuro per il settore. È indispensabile investire nella realizzazione di scuole di ospitalità competitive a livello internazionale, semplificare l’accesso di strumenti come il Fondo Nuove Competenze, sostenere le imprese che investono sul capitale umano e rendere il turismo un settore attrattivo per le nuove generazioni».\r\n\r\n«Sostenibilità, innovazione, professionalità e qualità – ha concluso – sono i pilastri su cui costruire l’ospitalità italiana dei prossimi dieci anni.»","post_title":"Fabri (Confindustria Alberghi): «Industri alberghiera espressione evoluta del Made in Italy»","post_date":"2026-01-13T13:07:53+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1768309673000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"505009","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Igv «non è una società immobiliare, ma un tour operator a tutti gli effetti». A dichiararlo ancora una volta è Corinne Clementi, amministratore delegato de I Grandi Viaggi, che riconferma la volontà di procedere a un ambizioso piano di rilancio che ha nel tour operating il suo punto focale.\r\n\r\n«Il progetto al quale stiamo lavorando prevede una duplice linea d'azione. Da un lato continueremo nel solco del miglioramento qualitativo dell'offerta dei villaggi, con un sensibile upgrade dei prodotti. Dall'altro stiamo valutando attentamente eventuali novità  - in Italia e non - da inserire in portfolio. Le strutture che proponiamo in proprietà e gestione ci consentono di avere un controllo diretto sul prodotto, ma rappresentano anche un grande impegno in termini operativi, strumentale all'attività di tour operator che continua a rappresentare il fulcro della nostra attività».\r\n\r\nLa manager insiste sull'importanza di approcciare in modo più flessibile la nuova domanda della clientela, che richiede soluzioni alternative imponendo una costante revisione dell'offerta. «La clientela medio-alta si sta orientando verso soluzioni  che premiano ad esempio  l'accoglienza in appartamenti e in strutture di diversa tipologia e Grandi Viaggi sta guardando anche verso nuove formule abitative».\r\nVerso nuove destinazioni\r\nIn attesa dell'approvazione del bilancio, prevista il prossimo 19 gennaio, Clementi sottolinea la volontà di aprire il tour operating anche verso nuove aree, sia a medio sia a lungo raggio. «Il potenziale c'è e le persone che viaggiano sono in aumento. Certo, molto dipenderà dall'evoluzione dei conflitti internazionali, ma il 2026 potrebbe rivelarsi un anno di forte sviluppo per chi sarà cogliere le occasioni favorevoli».\r\n\r\nOccasioni sulle quali torna anche Alice Tartara, responsabile del coordinamento del t.o. «Presenteremo in Bit il nuovo catalogo dedicato ai nostri tour esclusivi Explorer, riservati a un massimo di 14-16 persone e orientati alla scoperta dei territori seguendo il filone delle esperienze. La Blue Collection conduce alla scoperta di località in molte mete del mondo con Oriente e Africa in primo piano, alle quali aggiungeremo altre destinazioni e importanti novità che riveleremo già dai primi di febbraio».","post_title":"I Grandi Viaggi, Corinne Clementi: «Il t.o. al centro dei piani per il futuro»","post_date":"2026-01-13T12:25:20+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1768307120000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"504997","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"JetBlue scalda i motori in vista del debutto italiano, con il lancio della Boston-Milano Malpensa che decollerà il prossimo 11 maggio. La low cost, rappresentata nel nostro paese da Discover The World, mira a stabilire una partnership solida con le agenzie di viaggio, affinché «svolgano il ruolo di nostri ambasciatori e spieghino ai potenziali passeggeri italiani che JetBlue è un ottimo prodotto e un'alternativa valida per viaggiare attraverso l'Atlantico - afferma Maja Gedosev, general manager Europe del vettore -. E questo in virtù del forte rapporto che hanno saputo creare negli anni con i propri clienti, che si fidano di loro».\r\n\r\nEcco allora la serata milanese - in una location d'eccezione come il Museo Bagatti Valsecchi - per incontrare faccia a faccia agenti di viaggio e stampa trade e illustrare le potenzialità della nuova rotta e l'intero team europeo della compagnia, che con Milano raggiunge le otto destinazioni servite nel Vecchio Continente, utilizzando aeromobili a corridoio singolo, gli A321neo Lr, «da 138 posti totali - ricorda il sales manager Italia, Gabriele Mannucci -, configurati con 2 Mint Studios e 22 Mint Suites, 24 posti 'EvenMore' e 90 Core. Vogliamo proporci sul mercato con una proposta in grado di offrire il meglio dei due mondi, quello low cost e quello dei vettori tradizionali, con i nostri quasi 25 anni di storia, segnati da passi importanti come quello dell'introduzione a bordo del wi-fi gratuito ad alta velocità per tutti i passeggeri, per primi, nel 2017».\r\n\r\nL'ingresso di JetBlue sui collegamenti del Nord Atlantico risale invece al 2021, con il primo volo su Londra da New York: «La rotta su Milano comincia come stagionale (fino al prossimo ottobre, ndr): vedremo in base ai risultati come potrà evolvere» e, chissà, lasciare spazio anche a ulteriori sviluppi nel nostro Paese «con una seconda destinazione, forse Roma?» osserva Mannucci, anche se per ora è prematuro anticipare i piani, che comunque vedono la low cost raddoppiare quest'anno in unaltro Paese europeo, la Spagna, che dopo il lancio su Madrid, quest'estate vedrà l'aggiunta di una rotta per Barcellona (sempre da Boston).\r\n\r\nPasso fondamentale è quello di rendere riconoscibile il marchio JetBlue tra i clienti italiani: «Dobbiamo lavorare sulla brand awareness e, come dicevo, in questo il trade potrà sostenerci, le agenzie di viaggio sono sicuramente i nostri migliori partner - continua Maja Gedosev -. Stimiamo che in questo primo anno di operatività fino al 50% delle nostre vendite in Italia potrà arrivare dalle agenzie di viaggio. E questo sulla base di quanto già accaduto nel Regno Unito, dove operiamo ormai da cinque anni e il contributo delle adv è tuttora molto elevato».\r\n\r\nPositivi i risultati in termini di riempimento sulle rotte transatlantiche: «Voliamo con load factor piuttosto elevati, considerando che il nostro aereo non è così grande, ma è proprio per questo che è stato così conveniente quando abbiamo lanciato il servizio (la classe business si attesta a livelli di prezzo inferiori del 40-50% rispetto alla media). Siamo attorno all'80%, un dato che, guardando al quadro generale e tenendo conto che stiamo parlando comunque di nuovi mercati, è un livello elevato».\r\n\r\n[gallery ids=\"505014,505015,505013\"]\r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"JetBlue, Gedosev: «Puntiamo ad un rapporto win-win con il trade italiano»","post_date":"2026-01-13T11:47:51+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1768304871000]}]}}